La Memoria di Carmela Petrucci: Dal Liceo Umberto a un Progetto di Solidarietà in Perù

La storia di Carmela Petrucci, tragicamente scomparsa a soli diciassette anni, continua a vivere attraverso la memoria e l'impegno sociale. Il Liceo Umberto I di Palermo, che la giovane frequentava con la sorella Lucia, ha dedicato il proprio atrio a Carmela, trasformando il ricordo di una tragedia in un motore per iniziative di sensibilizzazione e solidarietà che superano i confini nazionali, raggiungendo persino il Perù.

La Tragedia Inaudita e il Suo Impatto

Il 22 ottobre, giorno dell'anniversario della tragedia, l'atrio del liceo Umberto è stato intitolato a Carmela Petrucci, la diciassettenne brutalmente uccisa da Samuele Caruso, l'ex fidanzato della sorella Lucia. Lucia stessa, nonostante le 22 coltellate sferrate dal giovane, è scampata alla morte.

Carmela è morta nell'androne del palazzo di via Uditore dove abita la sua famiglia. Quel giorno, erano le 14, era appena tornata da scuola con Lucia, la sorella con la quale si toglieva appena un anno. È entrata per prima in portineria e si è trovata davanti Samuele Caruso che l'ha colpita con due coltellate alla gola. La ragazza è morta sul colpo. Lucia si è difesa con tutte le sue forze dalla furia di Samuele e, nonostante gli oltre 20 fendenti, si è salvata anche grazie all'intervento di una vicina.

Ricostruzione grafica della scena del delitto o immagine simbolica di un atrio scolastico dedicato

Caruso è scappato, ma un paio di ore dopo è stato bloccato dai poliziotti della squadra mobile a Bagheria. L'assassino ha colpito Carmela, che si era messa in mezzo per difendere la sorella, alla gola, recidendole la carotide, poi Lucia con una ventina di coltellate all'inguine, nella zona lombare e anche alla lingua.

Le Reazioni e il Percorso Giudiziario

Samuele, che sui social network si faceva chiamare "Tigrotto", ha dichiarato agli investigatori di aver perso la testa. Non si rassegnava alla fine del rapporto con la sua Lucia. Durante l'interrogatorio del pm, Samuele, 23 anni, ha ammesso: "Di solito non esco con un coltello, ma l'avevo preso perché volevo parlare con Lucia e se non avesse ammesso il tradimento, l'avrei usato". Tuttavia, Samuele non ha tentato alcun chiarimento ma si è immediatamente avventato sull'ex fidanzata ferendola e uccidendo la sorella che tentava di difenderla.

L'Inchiesta e il Processo

L'11 giugno si è aperto il processo a carico dell'assassino, celebrato con rito abbreviato, come chiesto dai legali del giovane, che hanno depositato una perizia. Il documento dimostrerebbe la sua temporanea incapacità d'intendere e il gup Daniela Cardamone ha disposto un ulteriore esame per stabilire se l'imputato era capace di intendere e volere quando aggredì le due sorelle Petrucci. Il processo è stato rinviato al 30 ottobre. Nel processo contro Samuele anche il Comune di Palermo si è costituito parte civile.

Il Dolore delle Famiglie e la Ripresa di Lucia

Serafino Petruzzi, il padre di Carmela, ha espresso il suo dolore e la sua frustrazione per l'assedio dei giornalisti: "Questa è una spettacolarizzazione del dolore. Basta! Non ce la faccio più!". D'altra parte, Maria Cardinale, la madre di Samuele Caruso, ha difeso il figlio, affermando: "Giornali e televisioni lo hanno definito un killer ma non è così, non è un mostro. La nostra è una famiglia perbene. Siamo profondamente addolorati per quello che è successo - ha aggiunto la madre - un'esistenza è stata spezzata e non so cosa darei per riportare in vita quella ragazza".

Lucia, nel frattempo, ha mostrato segni di miglioramento. Il primario del reparto di chirurgia dell'ospedale Cervello di Palermo, Giuseppe Termine, che l'ha operata, ha dichiarato: "Lucia sta meglio, rispetto a ieri è anche più rilassata e sciolta. È lucida, parla e oggi le abbiamo strappato anche un sorriso, quando le ho detto che per nascondere i segni delle ferite riportate abbiamo chiamato anche un chirurgo plastico". Ha aggiunto che "Lucia ha dolori alla schiena per i punti, ma non porterà, almeno fisicamente, le conseguenze di questo fatto tremendo, perché il ragazzo, pur infliggendole ferite profonde che sono arrivate a recidere i muscoli, non ha raggiunto organi vitali". Per precauzione i sanitari hanno mantenuto la prognosi riservata.

La Memoria e le Iniziative di Sensibilizzazione

In onore di Carmela, il Liceo Umberto le ha conferito il diploma alla memoria. La cerimonia di intitolazione dell'atrio di via Filippo Parlatore ha visto la presenza di importanti figure istituzionali, tra cui il sindaco Orlando, il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Maria Luisa Altomonte, e il provveditore agli studi di Palermo, Rosario Leone. "Dopo la scopertura della lapide alcuni studenti leggeranno brani di letteratura e poesia".

A precedere la cerimonia nell'istituto è stata una messa, celebrata alle 18 nella chiesa Sant'Ernesto. Mentre alle 20 una fiaccolata silenziosa è partita dal liceo Umberto per raggiungere il parco Uditore. Inoltre, il 10 novembre, su iniziativa di un gruppo di imprenditrici palermitane, è stata organizzata una sfilata di moda a scopo benefico. Una seconda targa commemorativa è stata collocata per l'occasione nella sede succursale di via Perpignano, frequentata dalla studentessa.

L'Impegno Contro la Violenza di Genere

"Il sistema del patriarcato non appartiene ai valori del nostro Liceo", ha ricordato la dirigente scolastica Prof.ssa Claudia Contino, "la violenza di genere non è causata da gesti di follia isolati, ma è un problema strutturale, che ha conseguenze non solo sui singoli individui ma sull'intera società ed è inversamente proporzionale allo sviluppo socio-economico e culturale del paese".

La vicinanza alla famiglia Petrucci è stata ribadita da Vito Lo Scrudato, il preside dell'Umberto: "La famiglia Petrucci è la nostra famiglia. Il rapporto con loro è strettissimo. Lucia si è diplomata, ma quella tragedia ci ha legati in maniera irreversibile". Anche il sindaco Leoluca Orlando ha affermato: "Durante questo lungo anno siamo sempre stati vicini alla famiglia, di cui rispettiamo l'atroce dolore per una tragedia insensata".

Anche i tifosi del Palermo hanno ricordato Carmela Petrucci con uno striscione allo stadio: "Carmela vive".

La Campagna Nazionale "Calcio alla violenza"

La Nazionale di calcio è scesa in campo contro la violenza sulle donne, dedicando a questa emergenza, tornata tragicamente d'attualità dopo i fatti di Palermo, la campagna che la FIGC ha rilanciato da Parma il 14 novembre, in occasione dell'amichevole Italia-Francia. Lo slogan dell'iniziativa della FIGC, alla quale hanno aderito il Movimento "Se non ora quando" e Telefono Rosa, è stato: "La violenza sulle donne è un problema degli uomini". Per Italia-Francia al Tardini di Parma, la Federcalcio ha disposto l'ingresso gratuito delle donne per sostenere insieme la campagna contro una forma di violenza che va fermata.

Manifesto della campagna

Un'Eredità di Solidarietà: Il Progetto in Perù

Al liceo classico Umberto I di Palermo, la memoria di Carmela Petrucci, la studentessa di 17 anni uccisa nel 2012, è viva tra gli studenti e i professori. In suo nome, l'istituto è impegnato in un progetto di solidarietà internazionale per le donne vittime di violenza in Perù. L'obiettivo è sostenere finanziariamente il completamento della struttura "La casa per fanciulle e donne vittime di violenza", aperta dalle Figlie della Divina Provvidenza ad Abancay. Questa casa è stata intitolata alcuni anni fa proprio alla giovane Carmela Petrucci, creando un ponte di speranza e aiuto che unisce Palermo al Perù.

Mappa del Perù con evidenziata la città di Abancay e un'immagine della

Questa splendida storia di solidarietà di una scuola, dei giovani e dei cittadini, è stata raccontata nelle pagine di GDScuola, l'inserto del Giornale di Sicilia, pubblicato ogni giovedì, a testimonianza di come una tragedia possa generare un duraturo impegno sociale e umanitario.

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