Il santo eremita libanese Charbel Makhlouf (1828-1898) è venerato non solo come il più importante santo contemporaneo della Chiesa cattolica maronita, ma anche come uno dei più grandi taumaturghi del XX secolo. La sua intercessione è tuttora invocata per guarigioni miracolose, con un flusso costante di grazie straordinarie che si aggiungono a decine di migliaia di richieste esaudite.

Il Miracolo Fotografico di Annaya
Un evento straordinario si verificò l'8 maggio 1950, quando quattro missionari maroniti, guidati da Fr. George Webby, visitarono il monastero e l'eremo nella città libanese di Annaya. Durante la preghiera davanti alla tomba di San Charbel Makhlouf, scattarono una foto di gruppo con il custode della tomba. Con grande stupore, dopo lo sviluppo della fotografia, emerse una misteriosa figura di monaco incappucciato in primo piano. I monaci più anziani riconobbero in questa figura padre Charbel, deceduto nel 1898. Questa fu la sua prima immagine fotografica, poiché non era mai stato fotografato in vita. Gli esperti esclusero categoricamente la possibilità di un fotomontaggio.
La Vita di Youssef Antoun Makhlouf
Youssef Antoun Makhlouf nacque nel 1828. All'età di 23 anni, entrò in monastero prendendo il nome di Charbel, che in lingua siriaca significa "la storia di Dio" o "la notizia di Dio". Questa scelta fu fatta di nascosto, poiché la sua famiglia desiderava che si sposasse. Studiò filosofia e teologia, divenne sacerdote e successivamente eremita. Trascorse 23 anni nel suo eremo vicino al monastero di Annaya, un luogo oggi soprannominato la "Lourdes libanese".
Padre Charbel nutriva una profonda devozione per la Beata Vergine Maria, recitando il Rosario per ore. Il centro della sua vita spirituale era l'Eucaristia: pregava notti intere davanti al Santissimo Sacramento e celebrava la Santa Messa a mezzogiorno, dedicando metà della giornata alla preparazione e l'altra metà alle preghiere di ringraziamento. Viveva una vita di duro lavoro, penitenza, digiuno e mortificazione. Dormiva su una stuoia dura con la testa appoggiata su un ceppo di legno, sopportava il freddo intenso nella chiesa e nella cella non riscaldata, mangiava una volta al giorno e indossava una camicia di pelo di capra, una cintura di ferro sotto l'abito e portava una dolorosa borsa di pietre attaccata al cappuccio. Era definito "un santo ebbro di Dio".

Episodi Miracolosi e la Morte
Durante la sua vita, padre Charbel compì numerosi atti miracolosi. Si racconta che, immerso nella preghiera, non si accorse che il suo abito bruciava a causa di un fulmine. In un'altra occasione, i fedeli gli chiesero aiuto per proteggere i loro raccolti da una piaga di locuste; egli donò loro acqua benedetta, che spruzzata sui campi salvò il raccolto. Quando un serpente interruppe il lavoro dei monaci nel giardino, l'eremita semplicemente disse all'animale di andare via, e questo obbedì.
Il 16 dicembre 1898, mentre celebrava la Santa Messa, Charbel ebbe un attacco di apoplessia e morì la vigilia di Natale. Per 45 giorni dopo la sua sepoltura, una striscia di luce fu vista salire sopra la sua bara e la tomba. Quattro mesi dopo la sua morte, la tomba fu aperta: nonostante il corpo fosse immerso nel fango, era flessibile come in vita e non mostrava segni di decomposizione. Si osservò che la pelle sembrava respirare e che fuoriuscivano sudore e sangue. Questo inspiegabile fenomeno di traspirazione fu nuovamente riscontrato nel 1952, durante un'altra apertura della tomba.
Beatificazione e Canonizzazione
L'eremita libanese fu beatificato nel 1965 e canonizzato da Papa Paolo VI nel 1977. Ancora oggi, innumerevoli eventi straordinari, miracoli, grazie e guarigioni sono legati a questo santo monaco. Nel 2014, le guarigioni attribuite alla sua intercessione erano stimate a oltre 20.000. San Charbel continua a operare guarigioni, non solo tra i cattolici e i cristiani, ma anche tra persone di altre religioni, come musulmani e drusi.
29.000 Miracoli Documentati: San Charbel il santo dell'impossibile!
Carismi e Apparizioni
Padre Charbel possiede un altro carisma particolare: appare spesso nei sogni, annunciando la guarigione ai malati e talvolta compiendo egli stesso interventi chirurgici, lasciando tracce visibili e cicatrici. I miracoli avvengono anche oggi attraverso le sue reliquie, in particolare tramite olio benedetto che viene utilizzato per tamponare le zone doloranti.
Il Miracolo del Fabbro Skandar Obeid
Nel 1950, il fabbro Skandar Obeid, cieco da un occhio a causa di un incidente, fu miracolosamente guarito dopo aver sognato padre Charbel. Nonostante i medici avessero escluso ogni possibilità di guarigione e consigliato l'asportazione dell'occhio, Obeid continuò a confidare nella fede. Dopo aver pregato sulla tomba di Charbel, avvertì un forte dolore all'occhio ferito, che divenne insopportabile. Sognò di nuovo di essere nel cortile del monastero, dove un monaco gli gettò della polvere bianca negli occhi, promettendo la guarigione. Al risveglio, il dolore era scomparso. Guardando una foto di padre Charbel, Skandar vide con l'occhio malato, che era tornato completamente sano. Questa guarigione fu uno dei miracoli necessari per la beatificazione dell'eremita.
La Guarigione della Suor Maria Abel Kamari
Un altro miracolo documentato è quello della suora libanese Maria Abel Kamari, gravemente malata di stomaco e con problemi al fegato, dotto biliare e reni. Dopo anni di sofferenze e interventi chirurgici infruttuosi, la suora invocò l'intercessione di padre Charbel. Sognò un monaco che la benediceva. Recatasi al monastero di Annaya, toccò la lapide di padre Charbel e sentì una scossa elettrica. La mattina seguente, toccando delle gocce di liquido lucente sulla tomba, avvertì un'immediata guarigione, recuperando le forze e potendo mangiare normalmente. Questo evento fu testimoniato da cinque gesuiti e confermato dai medici, diventando il secondo miracolo necessario per la sua beatificazione.
Il Miracolo per la Canonizzazione: Mariam Assaf Awad
Il miracolo che portò alla canonizzazione di padre Charbel fu la guarigione di Mariam Assaf Awad, gravemente malata di cancro alle tonsille. Dopo tre operazioni e la diagnosi di metastasi, Mariam rifiutò le cure e la radioterapia, affidandosi completamente all'intercessione di Dio tramite il beato Charbel. Dopo aver pregato il santo, si addormentò e al mattino si svegliò guarita: le escrescenze e il dolore erano scomparsi. Mariam mantenne la promessa di recarsi in pellegrinaggio al santuario di Charbel per ringraziare.

L'Insegnamento di San Charbel
Papa Paolo VI descrisse San Charbel Makhlouf come un modello di vita evangelica, sottolineando il grande valore della povertà, della penitenza e dell'ascetismo per la liberazione dell'anima e la sua ascensione a Dio. La sua vita, vissuta in assoluta povertà e dedizione a Dio, rappresenta un esempio potente per il mondo contemporaneo, spesso affascinato dal comfort e dalla ricchezza. La sua devozione alla Madonna del Rosario è un altro aspetto fondamentale della sua spiritualità, un amore appassionato che trasmetteva a tutti coloro che lo invocavano.