Il Cammino Spirituale e la Scoperta della Verità Biblica

Questa è una testimonianza profonda che merita attenzione, simile alle storie di tutte le persone che hanno aperto il cuore al Salvatore. In particolare, colpisce il fatto che anche dopo molti anni di abitudine a una certa pratica, sia possibile cambiare. Inoltre, data la natura del mio lavoro, è significativo il racconto dell'impegno in carcere.

Annamaria Mazzari (nota come suor Elisabetta) e suor Cristiana hanno intrapreso un lungo cammino che le ha portate a comprendere la verità biblica, così come presentata nelle Sacre Scritture. A un certo punto, esse realizzarono che non potevano più conciliare tali convinzioni bibliche con il fatto di restare ancora nella Chiesa Cattolica Romana e di continuare a praticare regole, sacramenti, precetti, dogmi e riti che ritenevano essere contrari alla lettera e allo spirito del Nuovo Testamento e, quindi, alla loro propria coscienza cristiana.

La ricerca della verità fu un lungo percorso non privo di travagli. Dopo aver compreso le verità bibliche, non fu facile metterle subito in pratica e le lotte furono molteplici. Alla fine, sebbene la loro età avanzata e l'incertezza del futuro, presero una drastica decisione che cambiò totalmente la loro rotta. Ora hanno trovato pace con Dio e con la loro coscienza, come testimoniato da Nicola Martella.

Sete della Parola e Sogno di Vocazione

Da bambina, all'età di 7 o 8 anni, Annamaria rivolgeva a Dio questa preghiera: «Signore, ti prego, dona alla mia mamma dodici figli, così la mia famiglia sarà benedetta». Durante le vacanze estive, la domenica pomeriggio, i bambini si riunivano all'oratorio, dove la suora raccontava loro l'Antico Testamento. Annamaria rimase colpita dalla storia di Giacobbe e dei suoi dodici figli, che furono una grande benedizione per la sua casa, e desiderava che anche la sua mamma avesse avuto dodici figli per godere delle benedizioni di Dio.

Le storie bibliche, narrate negli afosi pomeriggi d'estate, furono gli unici incontri con la Parola di Dio e lasciarono in lei una forte impronta. Ricorda di averle ascoltate con molta attenzione, senza perdere una parola, affascinata, e si radicarono profondamente nel suo cuore. Tuttavia, per lunghi anni, non ebbe più occasione di ascoltare racconti biblici né di leggere la Bibbia: in casa sua non ne vide mai una, e nemmeno nell'Istituto religioso di cui fece parte, dove per anni non ebbe la gioia di possederla.

Fin da piccola si sentiva spinta ad aiutare le persone povere e in difficoltà; era attratta anche da tutto ciò che era religioso: amava frequentare la chiesa, partecipare alle funzioni e ai riti sacri. Così, a 22 anni, decise di realizzare un sogno (o quella che in ambito cattolico viene chiamata «vocazione»), che nutriva dall'età di 14-15 anni.

Foto di una persona che legge una Bibbia antica, con un'espressione di concentrazione e meraviglia.

Insoddisfazioni e Questioni Stridende

Al termine del noviziato, Annamaria fu mandata a Firenze. Nonostante il servizio ai poveri fosse stata la motivazione per la quale aveva scelto di entrare in quell'ordine religioso, di cui ha fatto parte per oltre quarant'anni, non le venne affidato un servizio diretto alle persone bisognose. Ricevette invece l'incarico di insegnare, e per 25 anni dovette dedicarsi a questa professione.

Ciò le causava non poca insoddisfazione. Cercò allora, nel tempo libero dalla scuola e con il permesso della superiora, di andare a far visita a persone bisognose o di dedicare il suo tempo libero ad altre attività caritative. Intanto, dentro di lei cresceva sempre più il desiderio di conoscere la Parola, ma aumentava anche l'insoddisfazione per ciò che stava vivendo. Infatti, certe pratiche, regole ed esercizi di pietà le sembravano sempre più sterili e lontani dall'essere d'aiuto nella sua crescita spirituale. Non solo, diventava sempre più critica verso certi aspetti della Chiesa Cattolica di cui faceva parte.

Per esempio, la infastidiva la ricchezza del Vaticano e diceva a sé stessa che, se Gesù fosse venuto un giorno in questo mondo, certamente non sarebbe andato ad alloggiare in Vaticano, ma molto probabilmente si sarebbe recato in una delle periferie più povere di qualche città; infatti Egli disse che non aveva dove posare il capo. Ragionava così, sebbene non sapesse ancora del ritorno del Signore in questo mondo per regnare (Apocalisse 20). Se trovava giusto il celibato per coloro che sceglievano la vita conventuale femminile o maschile, non capiva perché ai sacerdoti diocesani, per portare il messaggio dell'Evangelo, fosse proibito sposarsi.

Non capiva il battesimo dato ai bambini, perché, secondo il suo modo di vedere, questa doveva essere una scelta consapevole fatta da adulti (a quei tempi non aveva spiegazioni bibliche; se avesse saputo fare confronti con il libro degli Atti avrebbe capito tutto del battesimo). Non pensava, allora, a confrontarsi con la Parola perché non la conosceva, ma avvertiva che qualcosa non andava.

Realizzazione più Prossima o Terra Bruciata?

Finalmente, dopo circa quattordici anni di vita religiosa, le si presentò l'opportunità di prestare servizio in una parrocchia come catechista e visitare le famiglie in difficoltà. Credeva fosse giunto il momento in cui avrebbe realizzato i suoi desideri e si sarebbe sentita finalmente appagata, ma dopo qualche tempo si rese conto che l'insegnamento del catechismo, per quanto mettesse tutto il suo impegno, non portava i bambini o gli adolescenti alla conoscenza del Signore Gesù, perché era basato sullo studio dei comandamenti, dei sacramenti della chiesa cattolica, dei suoi precetti e dei vari dogmi. La Bibbia non faceva parte del programma. Come sarebbe stato possibile far conoscere Gesù se lei stessa non aveva conoscenza della Parola?

Più tardi, si rese conto che tutto il disagio provato nell'insegnare il catechismo, nel preparare i genitori al battesimo dei figli e nella preparazione dei bambini alla prima comunione, era causato dal fatto che lei non era nata di nuovo, le mancava un rapporto personale con il Signore e non conosceva la sua Parola.

In quegli anni, in parrocchia, si formò un gruppo cattolico molto impegnato: i «neo-catecumenali». Pensò che farne parte le avrebbe permesso di studiare la Bibbia e di approfondirne la conoscenza; così chiese il permesso ai suoi superiori i quali, un po' a malincuore, glielo concessero. Lo studio della Parola non fu così esauriente come avrebbe desiderato, anche se per lei fu importante poter leggere per la prima volta la Parola e confrontarsi con altre persone sui vari libri della Bibbia.

In parrocchia si dedicò con tutte le sue forze per creare spazi e attività in cui i bambini potessero trascorrere il loro tempo libero e per evitare che la strada facesse loro da maestra. Dopo quattordici anni di lavoro parrocchiale, proprio mentre si adoperava in tutto questo, qualcuno fece attorno a lei terra bruciata. Capì che era giunto il momento di lasciare il campo d'azione. Si ritirò dalla parrocchia con grande dispiacere.

Per placare il dolore che provava, cercò di occupare il tempo, e soprattutto la sua mente, con una qualche attività per non pensare alle incomprensioni e alle accuse ingiuste che aveva ricevute e che l'avevano segnata profondamente. Le accuse ricevute in parrocchia furono condivise anche dai suoi superiori religiosi i quali, senza chiederle alcuna spiegazione, presero decisioni drastiche nei suoi confronti: fu sospesa dai voti, con la proibizione di frequentare i neo-catecumenali.

Foto di un libro aperto con la scritta

Fondo Esistenziale e Spiragli di Luce

Annamaria era veramente distrutta! Tutto le rimaneva difficile... Non aveva più idee... Non sapeva come trascorrere le ore libere dalle attività parrocchiali... Del resto non era nemmeno nelle condizioni di sapersi organizzare. Iniziò ad andare in una chiesetta dove ogni giorno era esposto «il Santissimo», cioè il pane eucaristico per l'adorazione. Lì trascorreva le sue ore in preghiera, recitava tre, quattro rosari e piangeva... lì trovava molto conforto alla sua sofferenza.

Pensava al perdono: voleva perdonare ma le rimaneva molto difficile; chiedeva al Signore il suo aiuto perché per lei era uno scoglio molto duro. Un sacerdote, allora delegato per gli istituti religiosi femminili, le suggerì di ricorrere al tribunale ecclesiastico a Roma, ma lei voleva perdonare anche se dentro di sé c'era una forte ribellione. Pregò per questa intenzione, chiedeva al Signore di aiutarla a superare l'amarezza che provava e a guarire le sue ferite.

Diceva a sé stessa: «Se Gesù è morto sulla croce per il perdono dei tuoi peccati, come puoi tu non perdonare?». Questo pensiero la faceva desistere da ogni gesto vendicativo, ma la cosa era veramente dura! Pregò particolarmente per quelle persone che le avevano causato tanta sofferenza perché riuscisse a perdonare e perché il Signore concedesse loro la sua benedizione. Il Signore pian piano l'aiutò: oggi può ricordare quei momenti e incontrare quelle persone con serenità, senza rancore o ostilità verso nessuno. Aveva perdonato, e ora si sentiva libera, libera!

Un sacerdote del gruppo neo-catecumenale, passato al Rinnovamento dello Spirito, un gruppo carismatico, incontrandola, volle sapere cosa le stava accadendo. Raccontò la sua storia ed egli le suggerì di frequentare il Movimento del Rinnovamento Cattolico. Un po' scettica, accettò l'invito. Rimase colpita dal loro modo di pregare, dalla gioia che esprimevano nei canti di lode, dalle loro testimonianze. Quelle ore trascorse nella preghiera e nella lode al Signore la riempivano di serenità.

Sovente, ai loro incontri, erano invitati dei pastori pentecostali americani i quali tenevano degli insegnamenti sulla Parola, così avvincenti e persuasivi che ne era estasiata. Al termine degli incontri esponevano libri evangelici; ne comprò diversi che divorò uno dopo l'altro; l'aiutavano a capire la Parola e lei era affamata della Sua conoscenza.

Avrebbe voluto essere anch'essa una di loro... ma come fare? Ricorda di aver letto un libro sul quale era riportata l'inserzione di un altro testo: «Addio terra ultimo pianeta». Desiderava poterlo leggere perché non era a conoscenza del ritorno del Signore; nella chiesa cattolica non si parla né si crede che Gesù tornerà per regnare, non si crede al millennio; si crede solamente che Gesù tornerà come giudice alla fine del mondo.

Sapeva dove avrebbe potuto acquistarlo, ma come varcare la soglia di quella libreria evangelica sita in via Ricasoli? Si vergognava perché aveva l'abito religioso, le sembrava di dare scandalo e si sentiva in colpa (i cattolici hanno molti pregiudizi nei confronti dei protestanti). Un giorno vinse ogni timore ed entrò nella libreria: fu il primo acquisto di una serie lunghissima di libri divorati sera dopo sera... Intanto doveva trovare il modo per impegnare il suo tempo libero dalla parrocchia: riprese a dipingere, ma il pensiero continuava a correre e lei continuava a soffrire, era distrutta.

Cosa poteva fare? Si procurò una radiolina e mentre dipingeva faceva scorrere le varie stazioni radio (a quell'epoca non c'era ancora Radio Maria, ne ringrazia il Signore!) per cercare qualcosa che attirasse la sua attenzione e occupasse i suoi pensieri. Un giorno le capitò di ascoltare una persona che parlava dell'Evangelo, si fermò ad ascoltare, fu attratta da quelle parole. Terminato l'insegnamento, la persona presentò l'emittente: era «Radio Evangelica Firenze»; da quel giorno divenne la «mia radio». Infatti l'ascolto di quelle parole le procurava tanta consolazione e sentiva appagato il suo bisogno di conoscere più profondamente la Parola di Dio.

Illustrazione di una donna in preghiera o in riflessione, con una luce che simboleggia la speranza o la rivelazione.

Nuovo Impegno con una Compagna di Via

Nel frattempo, qualcosa di nuovo si stava profilando nella sua vita: un giovane della parrocchia, che a suo tempo aveva avuto al catechismo, finì in carcere e le fece sapere che voleva incontrarla. Ottenuto il permesso d'ingresso all'Istituto Penitenziario, si recò al colloquio. Quando tornò la seconda volta, il giovane le chiese se poteva incontrare altre persone: lei acconsentì e in breve decise di dedicarsi al volontariato presso il carcere. Incontrando i detenuti, sentì l'esigenza di fare qualche cosa per quelli che non potevano usufruire dei benefici concessi dalla legge perché non avevano possibilità d'alloggio all'esterno.

Parlò con il cappellano del carcere e in pochi mesi fu preparata la casa per accogliere i carcerati. Si poneva il problema di trovare qualcuno che l'affiancasse in quest'opera. Pensò a suor Cristiana, una sua consorella che aveva ascoltato e condiviso la sua sofferenza di quei periodi bui passati in parrocchia, nei quali si era sentita sola e isolata a causa dell'incomprensione dei suoi superiori. Essa aveva da poco terminato il suo mandato di superiora in un istituto per anziani e quindi le chiese se fosse stata disposta a condividere con lei un servizio d'accoglienza in una casa che avrebbe ospitato detenuti in permesso o in affidamento.

Cristiana acconsentì e, cominciando il nuovo servizio durato vent'anni, sia al carcere sia nella casa d'accoglienza, iniziarono anche un nuovo cammino di fede. Come sono vere le parole del salmo: «Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male; il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza» (23,4).

Cristiana era stata in comunità per molti anni e, godendo sempre della stima dei superiori, aveva ricoperto incarichi di grande responsabilità. Ora avevano la possibilità d'organizzare la loro vita di preghiera, cantare le bellissime lodi imparate al gruppo di preghiera del Rinnovamento e dedicarsi allo studio della Parola. Erano loro due sole senza lo sguardo vigile di nessuna superiora. Dio, le guidava, «imbandiva per noi la tavola.... E beni e benignità ci accompagneranno tutti i giorni [che ci rimangono] della nostra vita e possiamo abitare nella casa del Signore».

Testimonianza di fede – "La mia esperienza mentre approfondivo la vera via"

Sete della Parola e Ristoro dell'Anima

Annamaria parlava a Cristiana dei libri che leggeva, delle cose nuove che scopriva in queste letture e lei ascoltava con vivo interesse. Studiando la Parola, nascevano anche tante domande: chi avrebbe potuto dar loro qualche spiegazione? Pensò allora al pastore che parlava alla radio. Lo disse a Cristiana. Certo, sarebbe stato molto bello e molto utile poterlo incontrare, ma come fare?

La casa in cui si trovavano non era loro ed era gestita dalla Caritas diocesana. Cristiana, più coraggiosa di Annamaria, prese la decisione: «Sì, invitiamo il pastore nelle ore in cui la casa è chiusa agli ospiti». Così fu e per più di dieci anni il pastore venne puntualmente ogni settimana a parlar loro del Signore, con molto tatto e rispetto, gradualmente le liberò dai loro «credo», da quello che era stato «aggiunto o tolto» alla Parola e a chiarire tutti quei «perché» che da tempo le assillavano e a cui non sapevano dare una risposta.

Approfondendo la loro conoscenza delle dottrine della Bibbia, veniva spontaneo confrontarle con quelle della loro chiesa cattolica; capirono ad esempio, che il culto a Maria non ha un fondamento biblico, così come i dogmi a lei attribuiti non hanno riscontro nella Parola. Scoprirono che altri dogmi erano invenzioni degli uomini, privi di fondamento biblico come il purgatorio. Infine ci sentimmo convinte che queste dottrine non fossero in accordo con la Parola di Dio.

Immagine che rappresenta due donne in conversazione o studio della Bibbia, con un'atmosfera di scoperta.

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