L'Asta del Crocifisso a Galatone: Un Antico Rito tra Devozione e Tradizione

L'asta del Crocifisso di Galatone è un antico rito profano, ma profondamente intriso di sentimento religioso popolare, che richiama in piazza numerosi galatonesi e curiosi da ogni dove. Questa manifestazione rappresenta uno degli eventi più partecipati del Salento, un'occasione per immergersi nel clima di festa e nelle tradizioni locali che conservano ancora i riverberi di una storia lontana.

Foto di folla in una piazza di paese durante una festa religiosa

Origini e Significato della Devozione

Il Miracolo del 1621

La profonda devozione verso il Santissimo Crocifisso di Galatone affonda le sue radici in un evento miracoloso accaduto nell'anno 1621. L'immagine di un Cristo Crocifisso, opera del 1400 attribuita a un monaco anonimo e già oggetto di particolare venerazione, era stata coperta da un drappo per proteggerla dalle intemperie. La sera del 2 luglio di quell'anno, intorno alle 23, la folla riunita in preghiera dinanzi all'immagine nascosta testimoniò un fatto straordinario: parve che la mano del Cristo scostasse il velo, quasi a voler osservare quanto accadeva. Quando si avvicinò qualcuno per rimuovere e risistemare il drappo, si notò che l'immagine del Cristo, che precedentemente aveva le mani legate davanti a sé, le presentava ora legate dietro. Questo evento singolare rafforzò la fede e la devozione dei fedeli.

Un Rito Profano e Popolare

L'asta è un momento di preghiera e riflessione molto partecipato. Molti, per non mancare alla ricorrenza del Santissimo, compivano e compiono tuttora un significativo cammino a piedi o con i mezzi a disposizione, spinti dalla devozione e dal legame con una tradizione che le generazioni passate, come la bisnonna ‘Ttina, non mancavano mai di onorare. Per chi intende partecipare, è consigliabile arrivare con sufficiente anticipo, poiché la chiesa si riempie in ogni dove: nella navata centrale, sull'altare maggiore, sugli altari minori e lungo i passaggi laterali.

Lo Svolgimento dell'Asta

La Preparazione e l'Atmosfera Festiva

L'asta è solo l'ultimo e il più visibile momento di una lunga preparazione. L'atmosfera che precede l'evento è vibrante: la prima tappa per molti è il santuario per un doveroso saluto al Crocifisso, mentre per le strade si incontrano le baracche di noccioline e di scapece, tipiche delle feste popolari. L'ampio cortile del Castello, che si erge dinanzi alla chiesa, è aperto, offrendo la possibilità di un veloce giro all'interno e di scambi di chiacchiere con le autorità locali, come il presidente della pro loco.

Successivamente, ci si dirige verso la piazza dove si terrà l'asta per chiedere informazioni sull'orario esatto e sulla posizione in cui si svolgerà. Da qualche tempo, l'asta si tiene dove è posta la cassarmonica, ma in passato non è sempre stato così, rendendo utile una conferma dell'ubicazione.

Illustrazione di una cassarmonica addobbata a festa

Il Momento dell'Asta

Nel corso del tempo, la piazza inizia lentamente ad affollarsi, e l'arrivo della banda segna l'imminenza dell'evento. L'asta viene introdotta da un messaggio di saluto del Presidente del Comitato, seguito dall'apertura delle offerte e dei rilanci da parte del banditore, coadiuvato da una persona che verifica il tempo con un orologio in bella vista. Il banditore e il Comitato sono posti sulla cassarmonica, sebbene in anni passati fossero posizionati sui gradini dell'edificio con l'orologio civico, nella piazza dell'orologio civico, a pochi passi dal Santuario.

Le dinamiche dell'asta sono complesse: gli schieramenti non sono sempre immediatamente chiari, con mani che si alzano in diversi punti della piazza e persone al telefono per ricevere istruzioni. In breve tempo, la situazione si delinea: un gruppo, solitamente posizionato nei pressi della cassarmonica, inizia a fare offerte, rilanci e controrilanci, raggiungendo cifre significative in pochi secondi, come i 15.000 euro menzionati in una recente edizione. L'asta procede con questo spirito, e spesso l'iniziativa è gestita da una sola squadra, rendendo l'evento talvolta meno "battagliero" rispetto ad altre edizioni.

IL CROCIFISSO DI GALATONE

I Protagonisti e la Tradizione

Al termine dell'asta, spetta al gruppo vincitore l'onore di portare in spalla la statua del Crocifisso per le vie del paese. Il simulacro del Cristo precede il lungo corteo di chierichetti e sacerdoti. Non tutti sanno che all'interno della squadra vincitrice, i gruppi di portatori non si alternano in modo casuale: i momenti di maggiore prestigio, come l'uscita dal Santuario e il rientro, sono assegnati con particolare attenzione.

Ogni squadra fissa una quota minima in denaro per la partecipazione, che viene poi spesso integrata da pochi, generalmente imprenditori locali, disposti a offrire somme significativamente maggiori.

Lo Spirito dei Partecipanti

Lo spirito e i sentimenti che animano i componenti delle squadre sono i più svariati. Sebbene vi siano coloro che partecipano per mettersi in mostra, chi conosce a fondo i meccanismi e le persone coinvolte nell'asta del Crocifisso, afferma che i semplici devoti sono numerosi, mossi da motivazioni devozionali e di ringraziamento. Esistono anche portatori che agiscono per conto di "terze persone", aggiungendo un ulteriore strato di complessità e significato a questa affascinante tradizione salentina.

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