Chiusura Processo Diocesano di Carlo Acutis e Sospensione Canonizzazione

Nonostante la morte di Papa Francesco, il programma originale del Giubileo degli adolescenti è stato confermato, ma non si terrà la canonizzazione di Carlo Acutis, il giovane ormai conosciuto come il "Santo del web". Studente milanese, morto all'età di 15 anni nel 2006, Acutis era stato dichiarato venerabile il 5 luglio 2018 proprio da Papa Francesco che, il 21 febbraio 2020, aveva riconosciuto un miracolo a lui attribuito. Carlo avrebbe dovuto essere canonizzato in piazza San Pietro il 27 aprile, durante l'ultimo giorno del Giubileo degli adolescenti che avrà inizio il venerdì 25.

"In unità con tutto il popolo di Dio, la Chiesa cattolica e il mondo intero, nel dolore ci uniamo in preghiera per la scomparsa del Santo Padre Papa Francesco", si legge nel testo. "Si comunica che il Giubileo degli adolescenti è confermato nel suo programma originale. Si svolgeranno il momento di preghiera della 'Via Lucis' il 25 aprile, le piazze dei 'Dialoghi con la città' di sabato 26 aprile, i pellegrinaggi alla Porta Santa e la Santa Messa, senza la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, in piazza San Pietro il 27 aprile".

Nella nota si aggiunge: "Per il momento di lutto è annullata la festa musicale al Circo Massimo prevista per il 26 aprile alle ore 17.00". Così il comunicato del Dicastero per l'Evangelizzazione, Sezione per le Questioni Fondamentali dell'Evangelizzazione nel mondo, incaricato del Giubileo. Confermati dunque il momento di preghiera della Via Lucis (25 aprile) presso la scalinata della chiesa dei SS. Pietro e Paolo all’Eur, le piazze dei “Dialoghi con la città” (sabato 26 aprile), il pellegrinaggio alla Porta Santa e la Messa in Piazza San Pietro (27 aprile). Per il momento di lutto è annullata la festa musicale che avrebbe dovuto tenersi al Circo Massimo il 26 aprile.

Vista di Piazza San Pietro con fedeli

Dolore per la morte del Santo Padre e un pizzico di delusione per la mancata canonizzazione dalla città di Assisi, che ospita la tomba di Carlo Acutis. "La Città - ha fatto sapere il vescovo, monsignor Domenico Sorrentino - in questi giorni è gremita di pellegrini. Sono venuti per l’alleluia pasquale, ora si sono velati di mestizia. (…) Tanti devoti sono giunti ad Assisi in vista della canonizzazione. Il Signore ci ha costretti a un aggiustamento di rotta, nella sicurezza tuttavia che il traguardo rimane vicino. (…). Confidavo al papa nel mio scritto l’impressione che anche tramite il prossimo santo, Carlo Acutis, ci arrivasse un segno dal cielo, dato che il miracolo di guarigione esaminato ed accolto per la canonizzazione è avvenuto per una ragazza della Costa Rica, l’unico paese - o uno dei pochissimi paesi al mondo - che ha rinunciato ad avere un esercito. Dal cielo papa Francesco ci aiuterà a perseguire ancora questo grande obiettivo di un mondo, nel quale si realizzi la profezia di Isaia: 'un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra'. Un grande sogno di pace".

Chiusura del Processo Diocesano a Milano

Giovedì 24 novembre, alle 17, in Arcivescovado a Milano (piazza Fontana 2), l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, presiederà la chiusura del processo diocesano di canonizzazione del giovane Carlo Acutis. L’iter canonico per l’introduzione della causa - promossa dalla Diocesi di Milano - era stato approvato dalla Conferenza episcopale lombarda (Cel) il 15 febbraio 2013, in una sessione di lavoro svoltasi in Vaticano a margine della Visita ad Limina delle diocesi lombarde.

Arcivescovado di Milano

La Vita e la Testimonianza di Carlo Acutis

Carlo Acutis (1991-2006), morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, era un adolescente simile a molti altri, impegnato nella scuola, tra gli amici, grande appassionato di computer. Era dotatissimo per l’informatica, capace di carpirne segreti normalmente accessibili solo a chi ha compiuto studi universitari specialistici. Nel ricordo di quanti l’hanno conosciuto ha lasciato un grande vuoto e una profonda ammirazione per la sua breve, ma intensa testimonianza di vita autenticamente cristiana, alimentata dal grande amore per il Signore e dalla devozione filiale verso Maria. Recitava il Rosario e frequentava la Messa tutti i giorni. Quando in ospedale i medici gli dissero la verità sulla sua malattia, non pianse, come ricorda Giuseppina Sciascia che, quasi rivolgendosi a lui, aggiunge: «Dentro di te sapevi. Hai guardato tuo padre e tua madre con gli occhi asciutti, ma lo sguardo era quello dei momenti più gravi. Hai offerto i tuoi patimenti e la vita per il Papa e per la Chiesa».

Neel Jastus Perera ripensa invece al grande cedro che sorge in piazza Tommaseo a Milano, tra la facciata della chiesa di Santa Maria Segreta e l’Istituto delle Marcelline, la scuola presso la quale Carlo ha frequentato le medie e le elementari. «Presso i suoi più bassi rami i bambini e i ragazzi fanno i loro giochi. Ti vedo lì, bambino, e poi sei rapidamente cresciuto, presto mi hai superato in statura, così come sovrastavi tutti i tuoi coetanei. Nessuno ai miei occhi è diventato “alto” come te. Non ci siamo mai parlati a tu per tu, non ci siamo fatti confidenze, ma il tuo saluto ancora è dentro di me: un saluto franco e affettuoso.

Foto di Carlo Acutis sorridente

È stata sospesa la canonizzazione Carlo Acutis, morto a 15 anni di leucemia, in occasione del Giubileo degli Adolescenti. Quando morì, il 12 ottobre 2006, Carlo Acutis aveva solo quindici anni. Una leucemia fulminante se l’era portato via in tre giorni. Lo sentiva, due mesi prima aveva registrato un video nel quale, sorridendo, diceva di essere pronto e chiedeva d’essere sepolto ad Assisi. «Una presenza positiva, una di quelle persone che, quando ci sono, tu stai meglio, che ti aiutano a vivere», raccontava al Corriere il gesuita Roberto Gazzaniga, ai tempi assistente spirituale al liceo classico Leone XIII di Milano: «Lo vedevo e mi veniva da dire: questo è un pezzetto di cielo per gli altri».

Quel ragazzo, Carlo Acutis, era stato proclamato beato poco meno di quattro anni fa e ora sarà santo: Papa Francesco ha riconosciuto un miracolo compiuto per intercessione del beato, l’ultimo passo necessario prima della canonizzazione. Sarà il primo santo dei millennials e della Rete, già da tempo annunciato anche in Vaticano come il futuro patrono di Internet, o almeno co-patrono visto che un santo protettore esiste già, seppure assai meno aggiornato: Isidoro di Siviglia, il genio enciclopedico che scrisse le «Etymologiae» ma, insomma, era pur sempre un uomo vissuto tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo e del resto non se ne avrebbe a male, anche perché è già Dottore della Chiesa.

Papa Francesco, nell’esortazione scritta dopo il Sinodo sui Giovani, aveva descritto Carlo come un modello di santità nell’era digitale: «Sapeva molto bene che i meccanismi della comunicazione e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività.

La STORIA di CARLO ACUTIS || Il giovane Santo

Nella seconda domenica di Pasqua detta anche della Divina Misericordia, era prevista la cerimonia di canonizzazione di Carlo Acutis, il giovane quindicenne morto di leucemia fulminante nel il 12 ottobre 2006 e beatificato ad Assisi il 10 ottobre 2020. La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato che la celebrazione eucaristica e il rito della canonizzazione previsti per domenica, in occasione del Giubileo degli Adolescenti, sono sospesi. In una nota, il Dicastero per l'Evangelizzazione scrive che "in unità con tutto il popolo di Dio, la Chiesa cattolica e il mondo intero, nel dolore ci uniamo in preghiera per la scomparsa del Santo Padre Papa Francesco". Il Dicastero comunica che il Giubileo degli Adolescenti è confermato nel suo programma originale. Si svolgeranno il momento di preghiera della “Via Lucis” il 25 aprile, le piazze dei “Dialoghi con la città” di sabato 26 aprile, i pellegrinaggi alla Porta Santa e la Santa Messa, senza la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, in piazza San Pietro il 27 aprile.

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