A seguito della morte di Papa Francesco, deceduto alle ore 7.35 del 21 aprile 2025, si prospetta un nuovo Conclave per l'elezione del suo successore, con inizio previsto per il 7 maggio. Tra i cardinali che entreranno nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Pontefice, vi saranno due siciliani: Francesco Montenegro e Baldassarre Reina.
I Cardinali Siciliani Elettori
I due porporati siciliani sono legati a doppio filo alla linea di Papa Bergoglio, che li ha voluti entrambi cardinali. Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo metropolita emerito di Agrigento, nato a Messina nel 1946, compirà 79 anni il 22 maggio ed entrerà quindi per un soffio nel nuovo conclave. Le regole per l'elezione del Pontefice stabiliscono, infatti, che i cardinali che hanno compiuto 80 anni non fanno più parte del "corpo elettorale". È stato creato cardinale nel 2015, quando Papa Francesco, rompendo l'antica consuetudine di creare cardinale l'Arcivescovo di Palermo, scelse la guida della diocesi di Agrigento, che aveva accolto il Papa pellegrino nelle isole Pelagie nel dramma dell'immigrazione. La sua azione è stata impostata su comunione, missione e formazione, con un accento particolare sulle situazioni di marginalità e di povertà. La speciale attenzione al fenomeno migratorio, una delle priorità pastorali in una diocesi che comprende anche Lampedusa e Linosa, gli è valsa la nomina a presidente della commissione episcopale per le migrazioni e presidente della fondazione Migrantes.

Il cardinale Baldassare Reina, originario di San Giovanni Gemini (provincia di Agrigento) e nato nel 1970, ha ricevuto la berretta cardinalizia nel dicembre 2024. Il porporato ha fatto nell'ultima parte del pontificato di Francesco una carriera rapidissima che, oltre al cardinalato, gli ha portato due cariche di rilievo: Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano. È proprio la Diocesi di Roma, di cui lo stesso Papa è Vescovo, il "regno" di don Baldo, che da mesi sta procedendo a una poderosa ristrutturazione della diocesi in linea con le indicazioni di Francesco. Teologo biblista, nel 2022 è stato nominato Vescovo titolare di Acque di Mauritania e Ausiliare di Roma, ricevendo l'ordinazione episcopale. Il 6 gennaio 2023, il Santo Padre lo ha nominato Vicegerente della Diocesi di Roma. Il 6 ottobre 2024, con l'annuncio del Concistoro, è stato nominato Vicario Generale per la Diocesi di Roma, e il 25 ottobre successivo, Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, conferendogli il titolo personale di Arcivescovo.
L'Assenza delle Sedi Storiche Siciliane e le Scelte di Papa Francesco
Al conclave che eleggerà il successore di Papa Francesco, le chiese di Catania e Palermo non saranno rappresentate da un cardinale elettore. Gli arcivescovi Luigi Renna (Catania) e Corrado Lorefice (Palermo) non sono cardinali, dunque non entreranno nella Cappella Sistina. Questa rappresenta una grossa novità, perché nelle precedenti elezioni del successore di Pietro le arcidiocesi più popolose della Sicilia, in un modo o nell'altro, c'erano sempre state. Soprattutto Palermo, una delle storiche sedi cardinalizie italiane insieme a Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.
Questa decisione, considerata controversa da molti, si scontra con una consolidata tradizione. Fabio Marchese Ragona, vaticanista di Mediaset e biografo di Papa Francesco, conferma che diverse sedi cardinalizie tradizionali non saranno rappresentate. "I casi più eclatanti, oltre Palermo, sono Milano, Venezia e Genova", afferma Marchese Ragona. Papa Francesco ha voluto così, preferendo nominare cardinali nelle diocesi minori. Per quanto riguarda la Sicilia, Palermo e Catania hanno sempre partecipato all'elezione del papa: nel 2013 toccò a Paolo Romeo, cardinale arcivescovo emerito di Palermo, nato ad Acireale, rappresentare l'Isola al conclave che elesse Jorge Mario Bergoglio. La volta precedente, nel 2005, era stato il suo predecessore Salvatore De Giorgi, molto legato a Catania, a partecipare all'elezione di Benedetto XVI.
Nei confronti degli arcivescovi di Catania e Palermo, Papa Francesco nutriva la massima stima. "Monsignor Luigi Renna e monsignor Corrado Lorefice sono stati due collaboratori del papa, elevati alla guida di due grandi diocesi perché ritenuti capaci, vicini al popolo e uomini di preghiera", ha dichiarato Marchese Ragona. Entrambi ricoprono incarichi importanti: Renna è presidente della Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale italiana, mentre Lorefice è vicepresidente della Conferenza Episcopale Siciliana e Gran cancelliere della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. "Il fatto che non siano cardinali non significa che il papa non li apprezzasse o non fosse vicino alle due chiese", ribadisce Marchese Ragona. "Più semplicemente, negli ultimi anni, la Sicilia ha affrontato una grave crisi legata ai migranti. La scelta di Papa Francesco, ancora una volta, è stata quella di dare un segnale di vicinanza nominando cardinale monsignor Montenegro, allora arcivescovo di Agrigento, diocesi che comprende anche l'isola di Lampedusa".
Cardinalati Passati per Palermo e Catania
- Paolo Romeo: Nato ad Acireale nel 1938, ordinato presbitero nel 1961. Ha avuto una lunga carriera diplomatica per la Chiesa in vari paesi. Nominato Arcivescovo di Palermo da Benedetto XVI nel 2006 e creato cardinale nel concistoro del 2010. Divenne Arcivescovo emerito nel 2015, quando Papa Francesco accettò le sue dimissioni e nominò monsignor Corrado Lorefice come suo successore.
- Salvatore De Giorgi: Nato a Vernole nel 1930, destinato alla guida dell'Arcidiocesi di Palermo nel 1996, divenendo anche presidente della Conferenza episcopale siciliana. Scelto come cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel 1998, ha partecipato al conclave del 2005. È Arcivescovo emerito di Palermo dal 2006.
- La diocesi di Catania ha vantato diversi cardinali nella sua lunga storia, tra cui il beato Giuseppe Benedetto Dusmet (palermitano di nascita), e l'arcivescovo Giuseppe Francica-Nava, che partecipò a ben tre conclavi consecutivi nel 1903, nel 1914 e nel 1922.
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Il Ruolo dei Cardinali Italiani nel Conclave
Il gruppo più numeroso di cardinali elettori proviene dall'Italia, con 17 membri. Questo numero, sebbene dominante, è diminuito rispetto al conclave del 2013, quando gli italiani erano 28 su 115 votanti. L'influenza degli italiani rimane significativa non solo per il numero, ma anche per le posizioni chiave che ricoprono all'interno della Curia Romana. L'impronta di Papa Francesco sulla contingente italiana è inconfondibile, avendo nominato tutti tranne due degli attuali cardinali elettori italiani.
Cardinalizie di Curia e Residenziali
Sette cardinali italiani ricoprono posizioni di rilievo nella Curia Romana o nella Città del Vaticano:
- Cardinale Marcello Semeraro, 77 anni, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
- Cardinale Angelo De Donatis, 71 anni, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica.
- Cardinale Fabio Baggio, 60 anni, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
- Cardinale Mauro Gambetti, 59 anni, Arciprete della Basilica di San Pietro.
- Cardinale Baldassarre Reina, 54 anni, Vicario Generale per la Diocesi di Roma.
- Cardinale Claudio Gugerotti, 69 anni, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali.
- Cardinale Pietro Parolin, 70 anni, Segretario di Stato vaticano dal 2013, ampiamente considerato uno dei più forti contendenti alla successione.
Altri cardinali italiani con stretti legami con la Santa Sede includono Cardinale Mario Zenari, 79 anni, Nunzio Apostolico in Siria, e Cardinale Fernando Filoni, 79 anni, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tra i cardinali residenziali in Italia si trovano:
- Cardinale Giuseppe Betori, 78 anni, Arcivescovo Emerito di Firenze (nominato da Benedetto XVI).
- Cardinale Oscar Cantoni, 74 anni, Vescovo di Como.
- Cardinale Francesco Montenegro, 78 anni, Arcivescovo Emerito di Agrigento.
- Cardinale Giuseppe Petrocchi, 76 anni, Arcivescovo dell'Aquila.
- Cardinale Domenico Battaglia, 62 anni, Arcivescovo di Napoli, noto come "prete di strada" per il suo lavoro pastorale.
- Cardinale Augusto Paolo Lojudice, 60 anni, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, allineato con le priorità pastorali di Papa Francesco.
- Cardinale Roberto Repole, 58 anni, Arcivescovo di Torino dal 2022 e cardinale dal dicembre 2024, tra i prelati più progressisti italiani.
- Cardinale Matteo Zuppi, 69 anni, Arcivescovo di Bologna, figura influente e ben nota.
Il Processo del Conclave e le Sfide Future
La morte di Papa Francesco ha dato inizio a una serie di eventi solenni e cerimoniali che seguono rigide regole per l'elezione del suo successore. Il culmine di questi rituali è il Conclave, che si terrà nella Cappella Sistina. Tra i 15 e i 20 giorni dopo il funerale del Papa, il Collegio dei cardinali elettori (ovvero tutti quelli con meno di 80 anni di età) si riunisce in Vaticano. Attualmente, i cardinali elettori sono 133.

Il giorno d'inizio del Conclave, la Cappella Sistina viene fisicamente sigillata. Lì, i cardinali, dopo aver prestato giuramento di segretezza, vengono chiusi a chiave. Si vota a scrutinio segreto ed è necessaria la maggioranza dei due terzi. Alla fine di ogni votazione, per comunicare l'esito, i cardinali accendono un camino che emette una fumata visibile da piazza San Pietro dal comignolo della Cappella Sistina: se il fumo è nero lo scrutinio non ha raggiunto la maggioranza, se bianco è stato scelto il nuovo Papa.
Composizione del Collegio Elettorale e Sfide Globali
I 133 cardinali elettori sono chiamati a un compito che ha il peso della storia e della guida spirituale di milioni di persone. Essi provengono da quasi tutte le parti del mondo, evidenziando la globalità della Chiesa cattolica. Tra questi, troviamo cardinali da paesi tradizionalmente cattolici come l'Italia, la Polonia, la Spagna e la Germania, ma anche da continenti meno rappresentati in passato, come l'Africa, l'Asia e l'Oceania. Esempi includono il Cardinale Louis Raphaël Sako dall’Iraq, il Cardinale Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo dall’Indonesia, il Cardinale Gérard Cyprien Lacroix dal Canada o il Cardinale Stephen Chow Sau-Yan dalla Cina, che sottolineano l'impegno della Chiesa nella promozione del dialogo interreligioso.
La maggior parte degli attuali cardinali elettori sono stati nominati da Papa Francesco, riflettendo la sua visione di una Chiesa inclusiva e attenta alle "periferie". I porporati siciliani, in particolare Montenegro e Reina, sono personalità di spicco, conosciute anche a livello internazionale. Il prossimo Pontefice dovrà affrontare sfide globali immense, tra cui il cambiamento climatico, le migrazioni, i numerosi conflitti armati, la povertà e le nuove forme di secolarizzazione.