Capitelli, Altari Pagani e Siti Enigmatici in Sardegna

Un unicum nel Mediterraneo, la Sardegna offre luoghi enigmatici e sorprendenti che evocano suggestioni e interrogativi profondi. Tra questi, spiccano siti archeologici e religiosi dove la storia si intreccia con la leggenda, rivelando possibili continuità tra antichi culti pagani e la successiva cristianizzazione.

vista panoramica delle campagne di Oschiri con l'altare rupestre

L'Altare Rupestre di Oschiri

Nelle campagne di Oschiri, a metà strada tra Sassari e Olbia, tra silenzio surreale e natura incantata, spicca un banco di granito lungo circa dieci metri. Su di esso sono state scolpite con precisa sequenza una serie di incisioni geometriche. Questa 'tavola' di pietra è stata definita 'altare rupestre' perché si trova di fronte alla chiesa di Santo Stefano, che dà il nome all'intero sito.

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La Chiesa di San Lorenzo e le sue Origini

La Chiesa di San Lorenzo è un piccolo edificio ad unica aula, conclusa da un'abside quadrangolare. Fu costruita o ricostruita agli inizi del Cinquecento, periodo in cui la comunità riedificò anche la chiesa di San Floriano. La sua prima menzione risale agli Atti Visitali del vescovo Bernardo Cles del 1537. Non è improbabile, tuttavia, che l'edificio attuale sia il risultato di due interventi successivi, come suggeriscono il dislivello della piccola aula e la data 1637 incisa sull'intonaco sopra la porta principale.

affreschi interni dell'abside della chiesa di San Lorenzo

Pittura, Iconografia e Capitelli Corinzi

L'abside quadrangolare della chiesa è voltata a crociera con una sola finestra sulla parete laterale ad est, realizzata prima della decorazione pittorica, mentre la porta della sacrestia fu realizzata successivamente ai dipinti, tagliandoli per un breve tratto. Le pitture coprono tutte le superfici dell'abside e furono realizzate in unica soluzione da un unico artista nel 1520, come attesta la data in alto sulla parete di fondo. L'autore non ha lasciato il suo nome, ma per affinità stilistiche e tematiche si può pensare alla cerchia dei Baschenis.

Il racconto pittorico è sviluppato su due ordini sovrapposti, suddivisi da cornici orizzontali e verticalmente da pilastri con capitelli corinzi. Un terzo ordine, sino ad un'altezza di circa due metri da terra, è decorato a fasce verticali alternate di colore rosso, bianco e arancione. Nella parete di fondo dominano le figure del Padre Eterno in trono e di San Lorenzo con la graticola e la palma del martirio, affiancato da San Andrea e San Floriano. Nei riquadri laterali sono raffigurate scene della vita di San Lorenzo.

dettaglio dei capitelli corinzi affrescati nella chiesa di San Lorenzo

Tracce di un Antico Culto Pagano

Sondaggi effettuati nel corso dell'intervento conservativo del 2007-08 hanno evidenziato labili tracce, quali ceramiche e terra oscura di rogo, relative alla situazione del sito antecedentemente all'edificazione dell'attuale struttura. Questi ritrovamenti suggeriscono la possibile presenza di un luogo di culto o di difesa risalente all'Età del Ferro, con la presunta presenza di un "altare sacrificale pagano" (Brandopferplatz) in quest'area. Successivamente, l'edificio venne anche adibito ad uso militare durante la campagna garibaldina del 1866.

La Chiesa di Santa Maria Assunta (Duomo): Un Tempio su Fondamenta Antiche

La Chiesa di Santa Maria Assunta, nota come "Duomo", si erge sull'area di un antico foro romano ed è il risultato di una serie di rifacimenti nel corso dei secoli. Secondo la tradizione locale, il Duomo, intitolato a Santa Maria Assunta, fu edificato sopra un tempio pagano. L'edificio visibile attualmente è il risultato di una serie di interventi che hanno interessato la struttura sino al secolo scorso. Non è possibile stabilire con certezza se questa prima cattedrale sorgesse esattamente dove si trova oggi il Duomo.

facciata della Chiesa di Santa Maria Assunta (Duomo)

Architettura e Opere d'Arte

Ad eccezione di alcuni elementi architettonici databili fra l'VIII e il IX secolo, la chiesa conserva strutture risalenti al XII secolo. La cripta, di forma rettangolare, è suddivisa in nove piccole navate separate da 24 colonne e presenta 3 absidi sulla parete di fondo. La struttura, inizialmente a tre navate, fra il '500 e il '600 fu sottoposta a vari interventi di restauro ed ampliamento. La cattedrale subì gravi danni sul finire dell'anno 1798, quando, il giorno 2 dicembre, le truppe francesi incendiarono parte della città. L'opera di ricostruzione della chiesa si deve ad Anselmo Basilici, vescovo di Nepi dal 1818 al 1840, sebbene gli affreschi che decorano il suo interno furono eseguiti solo successivamente. Sulle pareti del Coro, due affreschi mostrano la consacrazione episcopale di San Romano e la sua professione di fede nel momento del martirio.

L'Altare Maggiore e il Trittico del SS. Salvatore

Fra le opere di maggior pregio conservate all'interno del Duomo vi è la decorazione scultorea che riveste l'altare maggiore. Altra composizione di notevole interesse è il trittico del SS. Salvatore, posto nella parte presbiteriale. Nello stesso locale sono presenti anche quattro piccoli ritratti dei Santi Apostoli Pietro, Bartolomeo, Giuda Taddeo e Matteo, opere seicentesche attribuite a Mattia Preti.

dettaglio della decorazione scultorea dell'altare maggiore del Duomo

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