All'interno del vasto panorama della musica sacra e della riflessione spirituale, il canto "A Te Gesù" di Scicchitano rappresenta un'espressione profonda di fede e devozione. Questo brano si inserisce in un contesto più ampio di testimonianza cristiana, che spazia dalla preghiera personale all'impegno comunitario.

Francesca Lancellotti: Una Vita Dedicata a Dio
La figura di Francesca Lancellotti, laica e madre di famiglia, offre una testimonianza significativa di una vita intessuta di fede. Nata il 7 luglio 1917 a Oppido Lucano, in provincia di Potenza, Francesca sin dalla più tenera età instaura un legame speciale con Dio, un legame che l'avrebbe accompagnata per tutta la vita.
Il Matrimonio e la Famiglia
Sposa Faustino Zotta, un uomo di grande fede, e dal loro matrimonio nascono due figli: Maria Luigia, detta Gina, e Domenico.
La Chiamata e la Missione a Roma
La mattina del 7 luglio 1956, nel giorno del suo trentanovesimo compleanno, a Francesca appare l'Arcangelo Michele, invitandola a trasferirsi a Roma per iniziare una missione. Con il marito e i due figli si trasferisce nella Città Eterna nel 1960, vivendo dapprima in periferia, poi nei pressi del Pantheon e infine in via Cavour.
Servizio e Carità
A Roma, Francesca si dedica costantemente alla preghiera e accoglie nella sua casa chiunque abbia bisogno di sostegno materiale, morale o spirituale. «Era una donna semplice e umile, aveva frequentato solo le prime classi elementari, ma aveva il dono di saper dialogare con persone di ogni ceto sociale», affermano dall'Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti, fondata nel 2010 e attiva nella causa di beatificazione; il presidente è Francesco Signorino, nipote della serva di Dio.
La Vittoria sul Male Spirituale e Fisico
«Per quarant'anni ha esercitato nella Capitale una speciale missione in favore di quanti erano lontani dalla fede o erano colpiti da malattie: con le sue preghiere e i sacrifici personali ha vinto le resistenze del male spirituale, cioè la mancanza di fede in Dio, e del male fisico, cioè le malattie anche gravi», sottolinea il postulatore monsignor Paolo Rizzi.
«Già in vita - prosegue monsignor Rizzi - godeva di una rilevante fama di santità, caratterizzata da tenera devozione alla Madonna, venerata al santuario del Belvedere di Oppido Lucano suo paese natale, e da un rapporto spiritualmente privilegiato con l'Arcangelo Michele, della cui presenza celeste ha fatto una toccante esperienza mistica. Da ciò scaturiva l'aiuto morale e materiale di cui hanno beneficiato a Roma e in tante parti d'Italia centinaia di persone, attratte dai suoi carismi, dai suoi segni prodigiosi, dalla sua fede, dalla sua umiltà e dalla sua carità evangelica. La sua testimonianza cristiana ha prodotto e continua a produrre straordinari frutti di conversione e anche di guarigione fisica in quanti vengono spinti dalla sua storia a interrogarsi sul senso della vita.
L'Inchiesta Diocesana per la Beatificazione
La sessione di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni della serva di Dio Francesca Lancellotti si è svolta venerdì 17 gennaio 2020 alle ore 12 nell'Aula della Conciliazione costituita per il Tribunale nel Palazzo Apostolico Lateranense. Il rito è stato presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Ha partecipato il postulatore monsignor Paolo Rizzi, officiale della Segreteria di Stato di Sua Santità. La chiusura dell'inchiesta diocesana è stata preceduta, alle ore 10.15 nel Santuario della Scala Santa, da un momento di preghiera dal titolo “In cammino con Francesca”, presieduto da monsignor Domenico Baccelliere, vicario generale di Acerenza.