L'accensione delle candele in chiesa è una pratica profondamente radicata nella tradizione e nella storia della Chiesa, parte integrante della ricca eredità della fede cattolica. Il simbolo della luce permea l'intera Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse.
Dio è la luce e tutto ha inizio in Lui. La luce è il principio stesso della creazione, come attestato nel libro della Genesi: «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona» (Gen 1,3-4). L'Apocalisse, l'ultimo libro biblico, conferma che la nuova creazione è il trionfo definitivo della luce, dove Dio stesso è la fonte luminosa: «Non vi sarà più notte, non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli» (Ap 22,5).
Le Candele nella Liturgia Cristiana: Simbolo della Luce Divina
Gesù, Luce del Mondo
Le candele liturgiche si ricollegano direttamente a questa idea di Dio come luce e, in particolare, a Gesù come Luce di Dio. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù stesso si presenta affermando: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Questa concezione è rafforzata dall'inno che apre lo stesso Vangelo, dove il Verbo-Cristo è descritto come «luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9).
Anche il fedele è chiamato a diventare sorgente di luce, una volta avvolto dalla luce divina, come Gesù esorta nel “discorso della Montagna”: «Voi siete la luce del mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini» (Mt 5,14.16).
Il Battesimo e la Consegna della Luce
La liturgia cristiana utilizza le candele come elementi simbolici insostituibili in quasi tutti i sacramenti, a partire dal Battesimo, che segna l'inizio di un cammino di fede. Questo sacramento libera dal peccato e rigenera come figli di Dio, rappresentando l'ingresso nella Chiesa e il primo “sì” all'amicizia con Gesù.
Durante il rito battesimale, gli effetti spirituali invisibili sono esplicitati attraverso vari simboli. Dopo l'acqua che cancella il peccato originale e l'unzione con l'olio dei catecumeni (segno della forza di Cristo), avviene la consegna della camicina bianca, simbolo di nuova dignità. Infine, la consegna rituale della fiamma, attinta dal cero pasquale, rammenta l'effetto del Battesimo.
Papa Francesco spiega la simbologia della candela accesa nel Battesimo: «Ricevete la luce di Cristo. Queste parole ricordano che non siamo noi la luce ma Gesù Cristo, il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. La presenza viva di Cristo, da custodire, difendere e dilatare in noi, è lampada che rischiara i nostri passi, luce che orienta le nostre scelte, fiamma che riscalda i cuori nell’andare incontro al Signore, rendendoci capaci di aiutare chi fa la strada con noi, fino alla comunione inseparabile con Lui».

Il Cero Pasquale e la Veglia Pasquale
La luce è segno della presenza di Cristo. La liturgia della luce durante la Veglia Pasquale è particolarmente suggestiva. La notte viene illuminata dal cero pasquale, simbolo di Cristo che, con la sua risurrezione, strappa l'uomo dall'oscurità del male e della morte. Il rito prevede che all'inizio della veglia i fedeli si radunino in un luogo buio, illuminato solo dal fuoco, dal quale si accende il cero pasquale.
Man mano che le candele dei fedeli si accendono da esso, si simboleggia l'espansione della luce di Cristo che avvolge tutti i credenti. La liturgia proclama: «Questa notte fonte di luce sconfigge il male, lava le colpe, restituisce la gioia agli afflitti». Il cero pasquale è il segno del Cristo risorto, luce vera del mondo che illumina ogni uomo, impedendo di camminare nelle tenebre e permettendo di vivere come figli della luce.
Durante i cinquanta giorni di Pasqua, il cero pasquale viene acceso in tutte le celebrazioni. Successivamente, viene posto nel battistero e infine, nel rito delle esequie, accanto al feretro, per esprimere la fede nella risurrezione. Per manifestare la verità del segno, il cero pasquale dovrebbe essere di cera d'api e nuovo ogni anno.
La Candelora: Festa della Presentazione e della Luce
Quaranta giorni dopo Natale, si celebra la Presentazione di Gesù al tempio, festa conosciuta anche come Candelora. Il suo nome deriva dalle candele che vengono benedette e accese durante la celebrazione. Questo rito si rifà a Gesù come luce del mondo. Nel Vangelo secondo Luca, Simeone, vedendo Gesù bambino, esclama: «Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace, secondo la tua Parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2,25-35).
L'accensione delle candele della Candelora è un omaggio a Gesù portatore di luce e il gesto esprime la volontà di scacciare le tenebre e di essere figli della luce. Al termine del rito, i fedeli portano a casa le candele benedette, per accenderle in particolari occasioni, un gesto semplice ma significativo.
Le Candele d'Altare nel Rito Ambrosiano: Significato e Collocazione
L'Altare come Simbolo e la Presenza di Cristo
L'altare è il punto focale di tutta la chiesa, simbolo del Signore risorto. Le candele accese sull'altare o accanto ad esso, dall'inizio alla fine della celebrazione, stanno a significare che Cristo è presente in mezzo al suo popolo (Mt 18,20).
Nell'uso attuale, le candele d'altare (da due a sei) hanno il ruolo di sottolineare che l'altare è la mensa del banchetto pasquale, sulla quale vengono deposti il corpo e il sangue del Signore e dalla quale si innalza il suo sacrificio redentore. I ceri dell'altare devono proclamare la presenza viva di Cristo e del suo Spirito, muovendo i cuori dei presenti alla preghiera. Tutto l'arredo liturgico deve rivelare il mistero invisibile e ad esso condurre l'animo dei fedeli.
Evoluzione Storica della Collocazione
Il candeliere d'altare, chiamato cantare nella terminologia ambrosiana, è un sostegno per un'unica candela posto sull'altare. L'uso del candeliere nella liturgia cristiana è molto antico, legato alla simbologia della luce. Nel Medioevo, era consuetudine collocare i candelieri a terra (quattro a destra e tre a sinistra dell'altare), poiché papa Leone IV (847 - 855) aveva formalmente vietato di posizionarli sull'altare. La loro collocazione sull'altare è documentata a partire dall'XI secolo, ma rimase poco diffusa fino al XIII-XIV secolo. Solitamente, i candelieri venivano rimossi dall'altare al termine della Messa.
Il candeliere deriva senza varianti dalla suppellettile romana. In epoca romanica, spesso assumeva proporzioni monumentali. Nel XIII-XIV secolo, il piede e il nodo acquisirono maggiore rilevanza morfologica, aumentando gli elementi decorativi. La produzione di Limoges di quel periodo, ad esempio, era caratterizzata da candelieri con base circolare, triangolare o lobata, posta su tre piedi, dalla quale si ergeva un lungo fusto interrotto da un grande nodo.

Caratteristiche e Funzione Attuale
Le candele per l'altare, semplici o poste su candelabri più o meno solenni, servono a rendere visibile la presenza di Cristo. I ceri, che sono candele di dimensioni maggiori, si possono trovare al fianco dell'altare.
Un aspetto pratico sono i candelini per celebrazioni non gocciolanti, perfetti per l'uso in chiesa, poiché possono essere tenuti in mano, mossi e inclinati senza lasciare cadere cera sulla pelle o sul pavimento.
Altre Candele Liturgiche e la Lampada del Tabernacolo
Candele per la Preghiera Personale e le Processioni
Le candele accompagnano la vita del fedele anche al di fuori della liturgia. Accenderne una significa affidare la propria intenzione di preghiera al Signore, alla Madonna e ai santi. Questo gesto, semplice ma significativo, manifesta il desiderio che le preghiere, sia per sé stessi che per gli altri, restino davanti a Dio mentre la candela brucia, anche dopo aver concluso la preghiera e essersi allontanati. Lasciare un'offerta accompagna simbolicamente le parole con i “fatti”, rendendo tangibile l'intenzione di fede.
Accendere una candela e offrirla è un modo per affermare la volontà di seguire l'esempio di Gesù, di essere “luce del mondo”, e di affidare i propri pensieri e parole al Signore, alla Madonna e ai santi. Le candele per processioni religiose, solitamente in cera bianca, sono spesso corredate da flambeaux in carta o PVC ignifugo che evitano la caduta della cera e fungono da parafiamma, rendendo le processioni molto più suggestive e mantenendo viva la preghiera dei fedeli.
La Lampada della Presenza nel Tabernacolo
Il Santissimo Sacramento è custodito in un luogo della chiesa di grande importanza, adatto all'adorazione e alla preghiera personale, nobilemente ornato e adeguatamente illuminato. L'Eucaristia nel tabernacolo è la “visibilità” della gloria di Dio che continua a donarsi a noi nel segno del corpo del Signore Gesù.
Accanto al tabernacolo è collocata la lampada dalla fiamma perenne, segno di onore reso al Signore e della presenza del Santissimo Sacramento. Queste lampade sono solitamente rosse e contengono olio o un cero al loro interno. Questo cero sempre acceso è una luce di “veglia” che, insieme ad altri segni, manifesta la presenza del Santissimo Sacramento nel tabernacolo e la fede accesa dei cristiani davanti a Lui.
La lampada può essere un semplice cero, ma la consuetudine più nobile prevede un vaso in vetro trasparente (spesso rosso), di forma alta e stretta, contenente l'olio per una lunga autonomia di fiamma. Un uso diffuso è quello di accendere una candela davanti al Santissimo Sacramento, o alle statue della Madonna e dei santi. Come nell'Antico Testamento ardeva la lampada davanti all'arca che conteneva le tavole della Legge, così oggi la lampada del tabernacolo continua la nostra adorazione anche in nostra assenza.

La Corona d'Avvento e le sue Candele
La Corona d'Avvento è un simbolo usato per scandire le domeniche del Tempo d'Avvento. Fu ideata dal pastore protestante Johann Hinrich Wichern (1808-1881) con lo scopo di fornire formazione a ragazzi e giovani bisognosi. La versione originale prevedeva un maggior numero di candele: una per ogni giorno dell'Avvento. Verso la metà del XIX secolo, una corona d'Avvento con 24 luci (grandi per le domeniche, piccole per i giorni feriali) illuminava la sala oratoria del Rauhen Haus.
Il Pastore Wichern introdusse la corona d'Avvento anche nell'orfanotrofio di Berlino intorno al 1860, dove fu sostituita da un candeliere a forma d'albero, probabilmente per motivi di spazio. Inizialmente, la corona si diffuse principalmente nelle città protestanti della Germania del Nord, specialmente in ritrovi ecclesiali, orfanotrofi e scuole. Benché la sua conoscenza aumentasse verso il 1900, la sua diffusione capillare avvenne solo intorno al 1920 e impiegò ancora tempo per conquistare anche il sud, prevalentemente cattolico. L'usanza si diffuse ulteriormente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
I vari elementi della corona d'Avvento hanno un carattere simbolico. Candele, corone e rami verdi erano già conosciuti come simboli invernali. La corona rappresenta l'eternità o è simbolo per il sole, la terra o Dio. La Corona dell'Avvento scandisce le settimane che precedono il Natale: le quattro candele vanno accese ciascuna in una domenica di Avvento; l'eventuale quinta a Natale.
Le quattro candele rappresentano le quattro domeniche di Avvento. La terza candela è detta “dei pastori”, i primi che videro e adorarono il Messia. Secondo un'altra tradizione assai diffusa, le quattro candele rappresentano la Speranza, la Pace, la Gioia e l'Amore. L'accensione di ciascuna candela indica la progressiva vittoria della Luce sulle tenebre, dovuta alla sempre più prossima venuta del Messia. La forma circolare della Corona dell'Avvento è simbolo di unità e di eternità.
Nel Rito Ambrosiano, attorno alla corona sono fissati sei ceri, posti a eguale distanza tra di loro, a differenza dei quattro ceri del rito romano. La corona d'Avvento può essere collocata nel luogo più adatto all'architettura della chiesa: al centro, vicino all'ambone, o anche presso o sull'altare. Le candele devono essere palesemente grosse. L'accensione del cero può avvenire all'inizio della celebrazione eucaristica, all'inizio della liturgia della parola, o in altro momento, purché si armonizzi con tutta la celebrazione. Il segno può essere utilizzato anche negli incontri di catechesi.

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