Santuario di San Besso a Campiglia Soana

Il Santuario di San Besso si trova alla testata della Valle di Campiglia Soana, a 2019 metri di altitudine, ai piedi del Monte Fantono. È situato all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso e fa capo alla Parrocchia di San Silverio di Valprato Soana.

Veduta panoramica del Santuario di San Besso incastonato nella roccia del Monte Fantono

Posizione e Accesso

Il santuario è raggiungibile da Campiglia Soana, in circa 1 ora e 30 minuti di cammino, percorrendo un primo tratto sterrato della strada reale di caccia e, proseguendo poi lungo un facile sentiero. Un'alternativa più spettacolare ma più lunga è l'accesso da Piamprato. Per chi arriva in auto, si raggiunge dapprima Pont Canavese, attraversandolo per strette strade. Seguendo la strada tortuosa, si arriva a Ronco Canavese, quindi si prosegue per Valprato Soana e poi per la frazione Campiglia Soana. Si continua fino a poco prima delle Grange Cugnonà, poste a 1511 m, dove a destra è ben segnalato il bivio per il santuario di San Besso, sentiero 625. In fondo è già visibile il santuario, posto sotto una rupe. Dal parcheggio di Campiglia Soana, si percorre la strada sterrata che si inoltra nella Valle di Campiglia verso il Pian d’Azaria, fino a poco prima delle Grange Cugnonà a 1511 m, dove a destra è ben evidente il bivio per San Besso con il sentiero 625.

L'escursione verso il santuario parte dalla Reale strada di caccia, voluta da Umberto I nel 1897, che conduce al Pian Azaria. Inizialmente la strada sale dolcemente, costeggiando un’area attrezzata in una fresca pineta. Qui il sentiero sale molto rapidamente in un fresco bosco di larici e, seguendo le indicazioni per il sentiero 625 che conduce verso sinistra, si arriva ai ruderi di Ca’ Nuova, a quota 1819 m. Da qui si continua a seguire il sentiero e le tacche bianco-rosse sempre ben visibili.

La Figura di San Besso: Storia e Leggenda

Il culto di San Besso è uno dei più antichi di tutte le Alpi e unisce ancor oggi comunità di montagna e pianura. Non si hanno notizie certe sulla vita di San Besso, ma la tradizione vuole che egli fosse un soldato cristiano della legione tebea, guidata da San Maurizio e sterminata nel 286, per ordine dell'imperatore Massimiano ad Agaunum (l'attuale Saint-Maurice, nel Cantone Vallese - Svizzera).

San Besso fu, sempre secondo la tradizione, fra quei sopravvissuti allo sterminio di Agaunum che si dispersero nelle zone alpine circostanti ed iniziarono una intensa opera di evangelizzazione dei montanari pagani. Besso avrebbe abitato per qualche tempo nelle zone tra Campiglia Soana e Cogne, dedicandosi alla pastorizia. La leggenda narra che un giorno alcuni ladri di bestiame invitarono Besso ad un banchetto preparato con carni rubate. Besso non mancò di ammonire quegli uomini disonesti i quali, pieni d’ira contro di lui, lo uccisero facendolo precipitare dalla rupe del Monte Fanton. Morì, ma lasciò miracolosamente la sua impronta sulla roccia sottostante, dove fu edificato il Santuario a lui dedicato.

Sul finire del X secolo, il marchese Arduino decise di trasferire le spoglie del martire dalla cappella di Ozegna alla cattedrale di Ivrea, dove si trovano ancora oggi. Sulla volta della chiesa parrocchiale di Valprato Soana, un grande e particolareggiato affresco del 1872 raffigura San Besso. Nel dipinto, opera del pittore Roberto Benelli, per la prima volta il santo viene rappresentato con la pelle scura e con diversi dettagli che lo caratterizzano quale legionario tebano.

Affresco raffigurante San Besso nella chiesa parrocchiale di Valprato Soana

Storia e Architettura del Santuario

Il santuario si trova in un luogo di culto molto antico, sotto una rupe, detta "Monte Fautenio", che potrebbe essere stata oggetto di venerazione già in epoca precristiana. Il luogo era anche lungo l'antica via di collegamento tra la Valle di Cogne ed il Canavese.

Le Prime Costruzioni e gli Ampliamenti

  • Le prime notizie documentate del culto cristiano di San Besso risalgono al 1647, anno in cui, durante una visita pastorale, Monsignor Asinari descrive lo stato del Santuario. In quell'occasione, Monsignor Asinari vede due cappelle: una più antica, tutta sotto la rupe, con il piccolo altare sopra il sasso (sulla porta legge la data 1548); l'altra più ampia e reca sul frontespizio la data 1618 e nella quale non si era ancora mai celebrato.
  • Nel 1660, il visitatore trova importanti lavori in corso: la cappella più recente è stata adibita a coro della nuova costruzione, mentre l'ampliamento costituisce la navata. Dal 1660 le due costruzioni vengono accorpate ed ampliate; i lavori terminati nel 1669 avvicinano di molto l’antico edificio alla forma odierna.
  • Negli anni successivi si hanno notizie di ampliamento dei locali per i pellegrini.

Restauri e Interventi Successivi

  • Nei secoli successivi vengono apportate ulteriori modifiche anche grazie alla diffusione del culto del martire.
  • Importanti lavori al Santuario vengono eseguiti nel 1857, quando viene terminato nella forma attuale e, nel 1859, è solennemente benedetto da Mons. Moreno.
  • Altri restauri si effettuano nel 1985 con i contributi provenienti da tutto il Canavese e dalle valli Valdostane.
  • In epoca recente, grazie a contributi pubblici e a donazioni private, si effettuano ulteriori lavori di restauro voluti dall’allora parroco di Ronco, Valprato ed Ingria Monsignor Lorenzo Babando (01/05/1930 - 13/05/2009).
  • Dal 2020 ogni anno nel mese di luglio, presso il santuario di San Besso, viene portato avanti, da un’équipe di restauratori, un importante e complesso intervento di restauro autorizzato dalla Soprintendenza di Torino, progettato e diretto dalla restauratrice Gili Patrizia e dall'Architetto Alessandro Gastaldo Brac.

Dettagli sui Recenti Interventi di Restauro

La chiesa, dopo l'edificazione, ha subito numerosi interventi a seguito dei quali la decorazione ad affresco è stata completamente coperta. In base alla testimonianza fotografica delle decorazioni originali, è stato possibile intraprendere una campagna di saggi stratigrafici per accertare la presenza degli affreschi su tutta la volta della chiesa e dare avvio al restauro.

La prima operazione è stata la rimozione di due strati: il primo strato verde-azzurro e l'ultimo bianco, realizzato indubbiamente dopo la seconda metà del Novecento e di natura sintetica. I due strati di tinteggiatura erano ben adesi all'affresco, pertanto la loro rimozione è stata particolarmente complessa: è stata eseguita con mezzi meccanici e impacchi di soluzioni addensate con polpa di carta per facilitare la rimozione.

Tutte le vecchie stuccature sono state completamente rimosse perché realizzate con malta cementizia e quindi altamente dannose ai fini conservativi, poiché il cemento non permette la traspirabilità dei muri antichi e favorisce la formazione dei sali; successivamente le lacune di intonaco sono state risarcite con stuccature a base di calce e sabbia silicea selezionata in base alla granulometria dell'intonaco originale. La reintegrazione pittorica è stata realizzata con gli acquerelli e, in alcune zone, con calce e terre naturali per garantire una corretta lettura dell'insieme.

Vista l'ubicazione della chiesa, il restauro è particolarmente complesso a livello organizzativo, ma grazie alle competenze e alla disponibilità dei restauratori che ogni anno soggiornano per un mese intero al rifugio, i lavori sono a buon punto: quasi tutta la volta è completata ed è possibile ammirare l'articolata decorazione caratterizzata da simboli cristiani, effigie di vescovi, elementi floreali e ripartire architettoniche.

La porte de l'hiver (San Besso, Valle Soana, PNGP)

Il Culto e le Celebrazioni

Due sono le feste dedicate al Santo dell’Alpe nell’arco dell’anno: il 10 agosto e il 1° dicembre. La prima, più importante, richiama centinaia e centinaia di pellegrini sia da Cogne sia da tutto il Canavese. Il 10 agosto di ogni anno, infatti, gli abitanti di Cogne e della Val Soana si ritrovano per venerarlo ai piedi della rupe dove sorge il santuario. Da Cogne arrivano già alla sera precedente attraverso il Colle dell’Arietta e alloggiano nei locali del rifugio attaccato al Santuario.

Dopo le funzioni religiose del 10 agosto e del 1° dicembre, la statua del santo viene portata in processione, compiendo un giro attorno al grande monolite del Monte Fanton, a ridosso del quale il santuario è incastonato. A portare in processione la statua sono i vincitori dell’asta che si svolge prima dell'inizio della messa sul sagrato del santuario, e a cui partecipano sia i pellegrini provenienti dalla Valle Soana che quelli provenienti da Cogne. Questo Santo è stato ed è un punto di riferimento per tanti fedeli che, raggiungendo il Santuario, si rivolgono al Santo per chiedere protezione.

Strutture per i Pellegrini

Per facilitare l’escursionismo, nei locali stessi del santuario si può fruire del rifugio alpino Bausano.

tags: #campiglia #santuario #san #besso