L’Eremo dei Romiti è un luogo carico di storia, cultura e tradizione, situato sulla sommità del Monte Froppa (1167 mslm). Prima di essere un rifugio alpino, questa struttura era un piccolo convento, l’unico mai esistito in Cadore, risalente al XVIII secolo. La sua posizione spettacolare domina l'abitato di Domegge di Cadore e offre una vista incredibile sulle vette circostanti.

La storia del romitorio e della chiesa di San Giovanni Battista
Lo storico-geografo Ottone Brentari, nella sua Guida Storico-Alpina del Cadore del 1886, descriveva così questo luogo: “… Più a N. E., sempre sulla s. del Piave, sul M. Froppa fra le vallette di Peron e di Saicedo, esiste, in mezzo agli abeti, una chiesetta, abbastanza conservata, ed un romitorio, ormai in rovina, in bellissima posizione.”
Qui, nel 1720, Giovanni Maria Pinazza fondò l’eremo con la chiesetta dedicata a San Giovanni Battista. La struttura, ingrandita poi di un secondo piano e comprendente otto celle, albergò altrettanti frati o eremiti francescani del terz’ordine, i quali per la stagione invernale avevano fabbricata una casa anche a Domegge. In questo luogo si coltivavano patate e verdure, mentre il resto di quel che serviva lo si otteneva con la carità. Il convento rispettava le rigorose prescrizioni dell'ordine: i frati non potevano nemmeno intrattenere conversazione con le donne. Questo convento venne soppresso una prima volta dalla Repubblica Veneta e una seconda volta da Napoleone nel 1810.
Tra il 2007 e il 2008, il Comune di Domegge ha eseguito uno spettacolare restauro, aprendo ufficialmente la struttura nell’ottobre del 2009. Oggi il romitorio è diventato un bellissimo e confortevole rifugio che mantiene l'atmosfera speciale dei secoli passati.
Dati tecnici dell'escursione
L'escursione è breve e non presenta difficoltà tecniche particolari, rendendola adatta anche alle famiglie. Di seguito i dettagli principali del percorso:
| Località di partenza | Località Navare, Domegge di Cadore (720 mslm) |
|---|---|
| Località di arrivo | Rifugio Eremo dei Romiti (1167 mslm) |
| Dislivello | Circa 450-500 metri |
| Sentiero CAI | n. 347 |
| Difficoltà | Escursionistico (E) |
Come arrivare: l'itinerario di salita
Il punto di partenza si trova a Domegge di Cadore, in provincia di Belluno. Per chi arriva in auto, è necessario oltrepassare il Lago di Centro Cadore fino a trovare un comodo parcheggio in località Navare. Da qui ci si incammina lungo un breve tratto di strada asfaltata e, dopo aver superato il torrente Saceido, si giunge a un bivio segnalato in maniera evidente (783 mslm).
A questo punto è possibile scegliere tra due varianti principali:
Il Sentiero della Via Crucis (CAI 347)
Il sentiero si snoda attraverso il bosco ed è sicuramente l’itinerario più caratteristico, ma anche il più erto. Lungo il percorso sono collocate le 15 stazioni della Via Crucis con i relativi quadretti appesi ai tronchi. La salita richiede un buon fiato poiché è costante, ma offre numerosi spunti di riflessione e spiritualità. Una volta terminato il sentiero nel bosco e poco prima di arrivare al rifugio, su uno spiazzo verde sorge un capitello che conserva ancora intatti alcuni affreschi originali. All'interno si trova un grosso quaderno dove gli escursionisti possono lasciare una dedica.
Krizevac La Via Crucis di Medjugorje
La Strada Forestale per Malauce
In alternativa, si può seguire la strada forestale che sale per la Val Filippo passando per Malauce. Questo percorso è un po’ più lungo della Via Crucis, ma di conseguenza anche un po’ più dolce e agevole. Superata la Malga o Casera Malauce - una malghetta dove vivono bellissimi cavalli dal manto bruno e alcune capre - è possibile inforcare sulla destra il Troi de Maricono. Si tratta di una scorciatoia leggermente più avventurosa che taglia il versante boscoso e si ricollega alla Via Crucis in corrispondenza delle ultime stazioni.
Il Rifugio Eremo dei Romiti e il panorama
L’acuto Brentari non sbagliava a definire la posizione "bellissima". Dalla sommità del Monte Froppa si gode di una vista spettacolare su Domegge, Pieve di Cadore e Calalzo, dominate dal Re indiscusso delle Dolomiti: l’Antelao. Si possono osservare anche il Monte Rite e, sullo sfondo, le cime zoldane con l’inconfondibile Civetta.
Il rifugio offre un'accoglienza speciale:
- Ristorazione: un piccolo e ottimo ristorante dove gustare meravigliosi piatti di montagna, come la pasta al ragù di cervo.
- Atmosfera: un larin con fuoco scoppiettante e tanti libri da curiosare.
- Pernottamento: una camerata per dormire e il progetto di rendere disponibili anche le antiche cellette dei frati.
- Per i bambini: uno spazio esterno tranquillo con la presenza di due altalene.
I gestori attuali organizzano inoltre attività uniche come sfilate di abiti storici, giornate di forest bathing e sessioni di psicoterapia nel bosco, mantenendo vivo lo spirito del luogo.

Consigli per la discesa e attrezzatura invernale
Per il rientro è possibile percorrere la strada sterrata utilizzata dai gestori per l'accesso con fuoristrada e motoslitta. La via è ampia e comoda e permette di completare un percorso ad anello. La strada forestale permette di godere di scorci innevati molto belli, ma richiede attenzione in inverno.
Nota importante sulla sicurezza: Se l'escursione viene intrapresa dopo recenti nevicate, è consigliato l'uso delle ciaspole. Tuttavia, se la neve non è scesa recentemente, il suolo può presentarsi molto ghiacciato. In questo caso, per affrontare il sentiero e la strada in sicurezza, sono obbligatori almeno i ramponcini. In poco più di un’ora dall’eremo si giunge nuovamente al bivio iniziale che immette al parcheggio di località Navare.