A Taormina, la parrocchia “S. Nicolò di Bari” ha un nuovo parroco: monsignor Carmelo Lupò. L'ex vicario generale subentra a padre Salvatore Sinitò, che ha lasciato l'incarico non senza polemiche.
La Nomina Ufficiale e il Contesto del Cambiamento
La nomina è stata formalizzata dall'arcivescovo di Messina, Calogero La Piana. Monsignor Lupò, in precedenza vicario generale dell'arcidiocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, assume la guida della parrocchia taorminese dopo il servizio di padre Salvatore Sinitò negli ultimi anni.
La decisione è stata comunicata attraverso una lettera di “gratitudine, riconoscenza e auguri” da parte di monsignor La Piana. L'arcivescovo ha scritto di aver accolto la richiesta, più volte manifestata da monsignor Carmelo Lupò, di concludere il suo servizio di Vicario Generale per essere destinato ad altro incarico a vantaggio della Chiesa diocesana. A seguito della formale lettera di dimissioni di Padre Salvatore Sinitò, ricevuta il 12 agosto, e la conseguente vacanza della parrocchia, l'arcivescovo ha deciso di nominare monsignor Carmelo Lupò parroco della Parrocchia “S. Nicolò di Bari” in Taormina.

L'arcivescovo ha inoltre espresso, a nome proprio e dell’intera comunità diocesana, “sincera e viva gratitudine a mons. Carmelo Lupò per il fedele e generoso servizio di Vicario Generale offerto in questi oltre sei anni alla Chiesa di Messina Lipari S. Lucia del Mela”. La lettera sottolinea anche il ringraziamento per la “dedizione assoluta” con cui monsignor Lupò ha interpretato il proprio ruolo, per la “competenza ed il sacrificio” con cui ha contribuito alle iniziative pastorali a livello diocesano, e per il ministero reso ai fedeli, in particolare a sacerdoti e diaconi.
Il Percorso Sacerdotale di Monsignor Carmelo Lupò
Padre Carmelo Lupò è nato a Messina il 23 gennaio 1966. Entrato nel Seminario Arcivescovile “S.Pio X” nell’ottobre del 1988, è stato ordinato sacerdote il 16 luglio 1994 da S. Ecc. Mons. Ignazio Cannavò. È licenziato in Sacra Scrittura.
- Nel novembre del 1998, è stato inviato nella Comunità di Gaggi per assistere l’anziano parroco don Giuseppe Torre.
- Nel novembre del 1999, l’Arcivescovo mons. Giovanni Marra lo ha nominato “parroco in solido”.
- Dall’1 gennaio 2001, padre Carmelo Lupò ha assunto a tutti gli effetti la qualifica di parroco della Parrocchia di Gaggi.
- In qualità di vicario del vescovo della Diocesi di Messina per la zona dell'Alcantara, è diventato Amministratore parrocchiale della Parrocchia di Francavilla di Sicilia, incarico mantenuto fino al 14 luglio 2007.
- Il 20 dicembre 2012 è stato nominato Prelato d'onore da Papa Benedetto XVI, un titolo onorifico conferito su richiesta del Vescovo ai sacerdoti ritenuti meritevoli.

Il Messaggio di Commiato di Padre Salvatore Sinitò
Padre Salvatore Sinitò ha rivolto un messaggio di saluto alla comunità di Taormina, esprimendo “profondissima commozione e affetto grande” nel momento in cui, dopo cinque anni, ha lasciato la Parrocchia in obbedienza al suo Vescovo. Ha esteso un saluto speciale a religiosi e religiose, catechisti, bambini, ammalati, giovani, autorità civili e militari, associazioni ecclesiali, e un “saluto cordiale e ricco di speranza ai poveri, agli emarginati, ai disoccupati, alle persone in difficoltà”. Un saluto particolare è stato rivolto ai membri del Consiglio pastorale parrocchiale, del Consiglio degli affari economici, agli operatori pastorali e a tutti coloro che hanno svolto servizi importanti e delicati con disinteresse.
Nel suo messaggio, ha invocato per tutti la protezione della Madonna della Rocca e dell’amato Patrono S. Pancrazio, affidando a loro la comunità “perché possiate essere veri figli e veri testimoni del suo amore nel mondo”. Ha benedetto i fedeli, augurando loro “ogni bene” e invitandoli a “vivere la comunione nella partecipazione e nella corresponsabilità”. Ha esortato a far regnare sentimenti d’amore in tutte le sue sfumature: “bontà, pazienza, misericordia, umiltà, dolcezza, sopportandovi e perdonandovi vicendevolmente; se uno ha di che dolersi d’un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori” (Col 3, 12-21). Infine, ha chiesto di essere accompagnato con la preghiera, concludendo con “Vi ho voluto e continuerò a volervi bene".
Reazioni e Voci di Controversia
Il cambio di parroco ha suscitato diverse reazioni all'interno della comunità, con alcune voci critiche e polemiche. Un commento popolare ha paragonato la situazione alla favola del Lupo e l’Agnello di Fedro, sottintendendo una dinamica di potere in cui "un innocente è stato strumentalmente dimissionato per fare posto a un potente". Si è ipotizzato che il Vescovo si sia trasformato “da padre in patrigno e da pastore in lupo”, schierandosi “dalla parte di chi, per interessi più o meno confessabili, ha costruito, senza prove, ad arte e a tavolino, accuse infamanti” contro padre Sinitò, che aveva “restaurato in poco tempo cosa c'era da restaurare”.
Un altro commentatore ha scritto: “Che bella fiaba! Lupò manifesta la volontà di non fare più il vice-vescovo, Sinitò si dimette di sua volontà... e il Vescovo prende atto! ... Ma a chi vogliono darla a bere?! ... Sinitò infatti lascia "per obbedienza" al suo vescovo ... e Lupò?”. Alcuni hanno espresso preoccupazione per le decisioni del Vescovo, sostenendo che stiano “distruggendo intere comunità” e “facendo allontanare i giovani dalla chiesa”, in contrasto con l'operato di Papa Francesco. Si è lamentato che “l'umiltà e l'obbedienza vengono calpestate” in “meschini giochi” che mettono “in cattiva luce e marchiano sacerdoti meritevoli”.
Difesa di Monsignor Lupò e Appelli alla Calma
Nonostante le critiche, sono emerse anche voci in difesa di monsignor Lupò e appelli alla serenità. Un sostenitore ha ricordato che monsignor Carmelo Lupò è stato per undici anni parroco di Gaggi e Cappellano dell'Ospedale di Taormina, affermando che “dovunque egli abbia attuato la sua opera ha lasciato il profumo dello stile cristiano: la compostezza, la dignità e la capacità di volare alto rispetto alle beghe popolari”. Secondo questa opinione, il suo “acume intellettuale unito alla grande e sincera spiritualità fanno di lui un vero Pastore”.
UN NUOVO SACERDOTE PER LA CHIESA MESSINESE
Un altro commento ha invitato la comunità taorminese a “far raffreddare gli animi e lasciare che il tempo faccia il suo corso”, esprimendo fiducia che monsignor Carmelo Lupò saprà “valorizzare l'opera del suo predecessore e porre in essere una pastorale adeguata alle esigenze di una comunità complessa”. Vi è stato anche un augurio affinché monsignor Lupò cerchi di “impregnarsi dell'odore delle pecore”, amandole anche se “scalcitano”, e che le pecore, a loro volta, facciano il loro mestiere “senza preoccuparsi se cambia il pastore”.
Un fedele ha sottolineato che “Mons. Lupò ha servito la Chiesa messinese con dignità, compostezza... ha avuto la capacità di "andare oltre" rispetto alle beghe popolari che poco o nulla hanno a che vedere con la testimonianza cristiana!” e ha ribadito che il suo “acume intellettuale unito alla sua profonda spiritualità fanno di lui un vero "Pastore"”.
In un contesto di divisioni, un cattolico praticante ha richiamato l'attenzione sull'amore come “cuore della nostra fede”, affermando che “un cristiano si riconosce dal modo che ha di amare”, invitando a non giudicare la fede degli altri ma a “pregare per l'anima mia”. Viene anche sottolineato che i “giudizi non spettano all'uomo, ma a Dio!”.
