Il Santissimo Crocifisso di Pieve: Storia, Devozione e Leggende

L’immagine del Crocifisso di Pieve affonda le sue radici nel contesto della Confraternita medievale di Santa Maria dei Battuti, nata a Pieve di Cento tra il XIV e il XV secolo. Questa confraternita, come molte altre sorte in borghi e città dell'epoca, fu istituita per iniziativa dei movimenti laicali flagellanti, con l'obiettivo di ravvivare il sentimento religioso in un periodo segnato da calamità come carestie, pestilenze, guerre e divisioni della Chiesa, culminate nello Scisma d'Occidente.

In epoca medievale, questo imponente Crocifisso veniva esposto durante i periodi quaresimali e le sacre rappresentazioni, con lo scopo di incitare il popolo alla penitenza e alla conversione. Per queste occasioni solenni, l'immagine sacra veniva trasportata dalla chiesetta della Confraternita.

Con il passare del tempo, il Cristo venne stabilmente collocato presso la Collegiata. È possibile che il 6 febbraio 1511, Papa Giulio II, di passaggio a Pieve mentre si recava a Bologna, abbia visitato l'immagine. Successivamente, il 26 novembre 1598, Papa Clemente VIII venerò il Crocifisso durante il suo viaggio a Ferrara, in occasione della ripresa del Ducato Estense devoluto alla Chiesa dopo la morte di Alfonso II senza eredi diretti.

Nel 1603, il Crocifisso, precedentemente custodito in sagrestia, trovò la sua collocazione definitiva nella Collegiata, appeso alla parete interna della facciata, sopra la porta d'ingresso.

Disegno prospettico della Collegiata di Pieve di Cento con indicazione della posizione del Crocifisso

La Compagnia del Crocifisso e i restauri

Nel 1850, con il sostegno dei sacerdoti e del Parroco di Pieve, venne fondata la Compagnia del Crocifisso. Questa nuova confraternita si fece carico delle spese per la realizzazione di un piedistallo in legno dorato, destinato al trasporto della sacra immagine durante le processioni. Il piedistallo fu eseguito dal centese Luigi Manderioli su disegno di Giuseppe Cuccoli. Nel 1860, il piedistallo fu arricchito con l'aggiunta di due angeli, opera di Giovanni Filicori di Cento.

La Compagnia del Crocifisso raccolse i fondi necessari per la completa e sontuosa ricostruzione dell'altare, avvenuta tra il 1868 e il 1869. I lavori furono affidati all'artista bolognese Girolamo Marzocchi, con le statue e le figure in rilievo realizzate da Federico Monti. La cappella fu ulteriormente impreziosita dalle tre figure a tempera di Alessandro Guardassoni e dagli ornati di Luigi Samoggia.

Nel 1879, per conferire ulteriore decoro al Santuario, si completò la decorazione della Collegiata con la "Gloria" nel catino dell'abside, i "Quattro Santi Protettori" nei pennacchi della cupola e la "Fede" nella cappella del SS. Sacramento (oggi altare dell'«Assunta»), opera di Alessandro Guardassoni e altri ornati di Giovanni Battista Baldi.

Pellegrinaggi e Feste Ventennali

Il Santuario del Crocifisso divenne meta di importanti pellegrinaggi diocesani nel 1873 e nel 1890, al pari dei santuari della Madonna di San Luca e della Madonna di Bocca di Rio. Nel corso dell'Ottocento, i parroci di Pieve e la Compagnia del Crocifisso consolidarono la pratica delle feste in onore del Crocifisso, note come "Ventennali". Queste celebrazioni, che si tenevano al termine di ogni ventennio, coincidevano con la distribuzione dei Capi della Partecipanza Agraria.

La tradizione dei "Ventennali" è proseguita nel Novecento, grazie all'impegno dei parroci, tra cui mons. Alfonso Maria Terzi, mons. Celso Venturi e mons. Edmondo Cavicchi I.M.C. Nell'anno santo del 2000, il Santuario del Crocifisso di Pieve di Cento è stato inserito nell'itinerario penitenziale diocesano, configurandosi come una delle mete devozionali fondamentali per l'accesso all'indulgenza giubilare.

Immagine di una processione storica con il Crocifisso di Pieve

Leggende e Miracoli

La devozione al Miracoloso Crocifisso di Pieve è documentata fin dal XVI secolo. Attorno all'immagine sacra si sono sviluppate diverse leggende che ne attestano la potenza miracolosa.

La leggenda del pellegrino e la testa del Cristo

Una leggenda narra di un pellegrino che, in epoca molto antica, chiese ospitalità a una famiglia pievese, i Guidicini. La padrona di casa lo accolse in soffitta, offrendogli un lume per la notte. La mattina seguente, una vicina, notando una luce insolita provenire dalla soffitta, temendo un incendio, avvisò i padroni di casa. Saliti in soffitta, le due donne scoprirono che il pellegrino era scomparso e, al suo posto, trovarono la testa del Cristo illuminata da due torce accese. Varie versioni di questa leggenda raccontano che la testa fosse appoggiata su un tavolo e illuminata da quattro torce, o che la casa fosse stata distrutta da un incendio durante la notte, ma la testa del Cristo fosse rimasta miracolosamente intatta.

Il tentativo di furto da parte dei Centesi

Un'altra leggenda tramanda un tentativo da parte dei cittadini di Cento di trasferire il Crocifisso nel loro borgo. Il furto sarebbe fallito grazie a un prodigio: i buoi che trainavano il carro su cui era posto il Crocifisso si sarebbero fermati all'altezza del ponte che segnava il confine tra Pieve e Cento, rifiutandosi di proseguire. I Centesi, impressionati dal miracolo, avrebbero quindi riportato l'immagine nella sua chiesa, o, secondo un'altra versione, i buoi sarebbero tornati spontaneamente a Pieve con il Crocifisso.

Illustrazione della leggenda del pellegrino e della testa del Cristo

La Devozione al Crocifisso

La devozione al Miracoloso Crocifisso si manifesta attraverso la visita al Santuario, in particolare durante i venerdì di marzo, con la partecipazione alla Santa Messa, ai Sacramenti e alla preghiera individuale. Particolare importanza riveste la recita della "Via Crucis". Le numerose grazie ricevute sono testimoniate da tavolette votive ed ex voto, conservati nella sagrestia del Crocifisso.

Il Crocifisso, pur essendo un'opera lignea immobile, è al centro di una profonda devozione che unisce materia e spirito. La sua presenza ha ispirato atti di fede e pellegrinaggi nel corso dei secoli.

La devozione si esprime anche attraverso la celebrazione di solenni processioni per le vie del paese, accompagnate da un ricco apparato di festeggiamenti religiosi e profani. Dal 1840, la processione solenne si svolge ogni vent'anni, nel mese di settembre, ed è per questo denominata "Ventennale del Crocifisso".

Le grazie ricevute sono documentate da numerose tavolette votive ed altri oggetti ex voto, ora esposti nella sagrestia del Crocifisso, testimonianza tangibile della fede e della gratitudine dei fedeli.

Il Crocifisso nel contesto storico-artistico

Le rappresentazioni del Crocifisso hanno una lunga e ricca storia nell'arte cristiana. Le più antiche risalgono alla formella in legno della porta di S. Sabina a Roma (V sec.) e alla formella in legno di cipresso del VI secolo. Queste prime rappresentazioni mostrano spesso una ieratica figura bizantina.

Evoluzioni stilistiche si osservano nell'affresco della Crocifissione di S. Maria Antiqua (VIII sec.), dove il Cristo è raffigurato con occhi aperti e i piedi confitti alla croce da quattro chiodi. Successivamente, si diffondono immagini con piedi sovrapposti, confitti da un solo chiodo, e con espressioni che variano dalla solennità bizantina alla sofferenza umana.

Nel corso dei secoli, si distinguono diverse scuole artistiche e iconografie: dal Crocifisso di S. Giovanni in Laterano (XII sec.), di derivazione nordica, al Crocifisso di S. Paolo fuori le Mura (XII sec.), di stampo bizantino, fino alle opere più naturalistiche del Trecento e Quattrocento, come il Crocifisso di Donatello, che esprime in modo potente la sofferenza del morente.

Le caratteristiche del Crocifisso di Pieve, come il legno di cui è composto, la sua immobilità e il suo silenzio, non ne diminuiscono il valore spirituale, ma anzi lo caricano di un significato profondo, invitando alla riflessione e alla contemplazione.

Il docu - film sulla sagra del Santissimo Crocifisso Auricarro Palo del Colle

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