L'Otto per Mille è un meccanismo di finanziamento introdotto nello Stato italiano che permette ai cittadini di destinare una quota della propria imposta sul reddito (IRPEF) a scopi specifici. Questa scelta, pur non essendo obbligatoria, riveste un ruolo fondamentale nella destinazione di importanti risorse economiche. Non si tratta di una tassa aggiuntiva, ma di un'opportunità per i contribuenti di sostenere l'ente o la confessione religiosa che preferiscono al momento della dichiarazione dei redditi.
La quota del gettito IRPEF, pari all'otto per mille, sarà comunque destinata e ripartita in proporzione alle preferenze espresse da chi ha firmato. In sostanza, se un contribuente non firma, lascia agli altri cittadini la facoltà di decidere per lui. La ripartizione dei fondi tra i diversi soggetti destinatari avviene, infatti, esclusivamente in proporzione alle scelte espresse, senza tenere conto degli "astenuti". Ad esempio, se il 60% dei contribuenti esprime una scelta, si terrà conto esclusivamente delle preferenze di quel 60% per assegnare l’intero importo dell’8xmille.

Origine e Base Normativa dell'Otto per Mille
L’origine dell'Otto per Mille risale al 1984, quando giunsero a conclusione i finanziamenti diretti dello Stato alla Chiesa Cattolica. Inizialmente, si trattava di una forma di finanziamento indiretta alla Chiesa Cattolica, ma successivamente il sistema fu esteso ad altre confessioni religiose. L’8xmille è stato istituito con la legge n. 222 del 1985, in seguito all’Accordo fra la Santa Sede e la Repubblica Italiana del 1984, che ha rivisto il Concordato Lateranense del 1929.
Con questa revisione, veniva definitivamente superato il cosiddetto “sistema beneficiale” e cessava il meccanismo della “congrua”, ovvero lo stipendio assegnato dallo Stato ai preti per il sostentamento del clero. La normativa rese concrete le indicazioni del Concilio Vaticano II, armonizzando quanto previsto dalla Costituzione Italiana, in particolare dall’art. 7, e riconoscendo «l’indubbio interesse collettivo all’introduzione di nuove forme moderne di finanziamento alle Chiese attraverso le quali si agevoli la libera contribuzione dei cittadini per il perseguimento di finalità ed il soddisfacimento di interessi religiosi».
La legge 222/85, entrata a pieno regime dal 1990, ha previsto la nascita di nuovi meccanismi di sostegno economico alla Chiesa, tra cui l’8xmille e le Offerte deducibili per il clero.
Soggetti Destinatari dell'Otto per Mille
L’8xmille è una quota del gettito complessivo dell’IRPEF che lo Stato italiano mette a disposizione per scopi “sociali o umanitari” a gestione statale o “religiosi o caritativi”, assistenziali e umanitari gestiti dalle confessioni religiose, chiedendo annualmente ai contribuenti di indicare a chi deve essere destinata.
I quattordici soggetti attualmente destinatari dell’8xmille sono:
- Stato italiano
- Chiesa Cattolica
- Chiesa Valdese
- Chiesa Evangelica Luterana
- Chiesa Apostolica in Italia (Pentecostali)
- Unione Buddista Italiana
- Unione Cristiana Evangelica Battista
- Unione delle Chiese Avventiste del 7° giorno
- Unione delle Comunità Ebraiche in Italia
- Sacra Arcidiocesi Ortodossa
- Assemblee di Dio in Italia
- Unione Induista Italiana
- Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG)
- Associazione “Chiesa d’Inghilterra” in Italia
Tutte le confessioni religiose riconosciute dallo Stato italiano attraverso il regime delle Intese hanno avuto la possibilità di accedere a questi fondi. Tuttavia, alcune trattative sono rimaste in sospeso (ad esempio con l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia); l’iter è materia complessa e richiede l’approvazione del Parlamento. Non esiste una procedura standard e le associazioni e organizzazioni del Terzo Settore non possono fare richiesta per l’8xmille, dato che per questa casistica esiste il 5xmille.
L'Otto per Mille alla Chiesa Cattolica: Finalità e Impieghi
Secondo le prescrizioni della legge 222/85, i fondi 8xmille destinati alla Chiesa Cattolica sono impiegati per tre finalità principali:
- Interventi caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo
- Esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana
- Sostentamento dei sacerdoti
L'8xmille si configura come uno strumento che provvede a un articolato complesso di interventi, dalle necessità di culto e pastorale ai progetti caritativi e al sostentamento del clero. Provvede alle necessità di culto e pastorale di 226 Diocesi italiane, al sostentamento dei sacerdoti, a opere relative ai beni culturali, e a progetti caritativi diffusi in tutta Italia e in parte all’estero.
Grazie all’8xmille, dal 1990 la Chiesa cattolica ha potuto realizzare opere e interventi nel settore cultuale/pastorale e nel campo caritativo che si distinguono per qualità progettuale, capillare diffusione sul territorio, capacità di aggregazione e socializzazione, apporto all’occupazione e allo sviluppo, e per la tutela di una parte importante del patrimonio storico-culturale e artistico.

Il Sostentamento del Clero
I sacerdoti svolgono quotidianamente compiti pastorali e sono spesso il primo riferimento per chi ha bisogno di aiuto e conforto, indipendentemente dall’orientamento religioso. Essi educano i ragazzi, offrono assistenza alle famiglie in difficoltà, agli ammalati, agli anziani soli, ai poveri e agli emarginati.
In seguito alla Revisione del Concordato Lateranense del 1984, i sacerdoti diocesani non ricevono più il sostegno economico diretto dallo Stato. Al sostentamento dei circa 33mila sacerdoti provvede l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC) attraverso:
- le risorse messe a disposizione dagli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero (6,4%);
- i fondi dell’8xmille (91,4%).
A queste risorse si aggiungono le libere offerte dei cittadini, che coprono il 2,2% del fabbisogno necessario. L’8xmille può essere destinato al sostentamento del clero nella misura in cui le apposite offerte non siano sufficienti. Perciò, più offerte arrivano per i sacerdoti, maggiore diventa la quota di 8xmille da impiegare per le esigenze di culto della popolazione e per le opere di carità.
Ruolo della CEI e delle Diocesi nella Gestione dei Fondi
Ogni anno a maggio, durante l’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), i vescovi determinano la suddivisione dei fondi 8xmille per le tre finalità previste dalla legge. La Chiesa cattolica interviene in Italia nel campo del culto e della carità in due forme:
- Con le quote trasferite dalla C.E.I. annualmente alle diocesi e destinate ad attività locali.
- Con le quote destinate ad attività di rilievo nazionale riservate alla Presidenza della C.E.I.
La ripartizione e la scelta delle destinazioni dell'8xmille per finalità di culto e pastorale e per interventi caritativi vengono assunte dal Vescovo, secondo precisi criteri programmatici. Nella scelta vengono coinvolti l’Economo diocesano, l’eventuale direttore dell’Ufficio amministrativo, l'incaricato diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa e, per gli interventi caritativi, il direttore della Caritas diocesana. Sia le assegnazioni che il bilancio di rendicontazione devono poi ottenere parere favorevole del Consiglio diocesano per gli affari economici e del Collegio dei consultori. Della ripartizione annuale viene fornito dettagliato rendiconto alla CEI.
La maggior parte degli impieghi prevede una compartecipazione dei destinatari (Diocesi, parrocchie, associazioni, altri enti), contribuendo a una “attivazione dal basso” che amplifica i benefici di ogni singolo euro destinato. La CEI trattiene per le proprie attività di funzionamento e di gestione amministrativa solo l'1,5% dell'8xmille.
Trasparenza e Rendicontazione dell'Uso dei Fondi
La Chiesa cattolica, attraverso la C.E.I., informa puntualmente lo Stato e l’opinione pubblica sull’uso dei fondi 8xmille. La legge (222/85) prevede che ogni anno la C.E.I. segua uno schema preciso per rendere conto allo Stato dell’uso dei fondi.
Per informare l’opinione pubblica sulla destinazione dei fondi, la CEI utilizza diversi canali:
- Il sito internet www.8xmille.it e la mappa 8xmille.
- Il sito internet www.chiesacattolica.it.
- Il sito rendiconto8xmille.chiesacattolica.it.
- Le locandine esposte nelle 26.000 parrocchie italiane in occasione della Giornata Nazionale dedicata all’8xmille.
- La campagna stampa sui principali quotidiani e periodici nazionali italiani e sugli oltre cento settimanali cattolici diocesani.
- Gli spot televisivi girati dal vivo in situazioni rappresentative dei migliaia di interventi realizzati in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, sostenuti anche con i fondi 8xmille.
Ogni impiego dell'8xmille da parte della Chiesa cattolica prevede un percorso di verifica sia in fase di destinazione che in fase di rendicontazione. Per l’assegnazione dei fondi, la CEI chiede a ciascuna Diocesi un piano di conferimento dettagliato e, al termine di ogni anno, una rendicontazione delle attività sostenute con i fondi dell’8xmille, corredata da una verifica degli obiettivi e dei destinatari raggiunti. Il sito del Ministero delle finanze pubblica le ripartizioni del gettito derivante dell’Otto per mille dell’IRPEF.
8xmille, il rendiconto dei fondi destinati alla Diocesi
Dati e Assegnazioni Recenti
In riferimento ai redditi 2020, l’assegnazione alla Chiesa cattolica è stata di 990.953.330 euro, di cui circa il 58% proveniente da scelte non espresse. Sul sito 8xmille.it è disponibile il rendiconto sintetico 2023 dell’utilizzo dei fondi. Nel 2024 sono stati assegnati alla CEI 911.128.471 euro dai fondi 8xmille relativi alla dichiarazione dei redditi percepiti nell'anno 2020, importo inferiore rispetto all'anno precedente a causa della pandemia di Covid 19. La CEI ha potuto comunque sostenere le attività di culto, pastorale, carità e sostentamento del clero nella medesima misura degli anni precedenti, aggiungendo ai fondi incassati ulteriori 134,3 milioni utilizzando un fondo di riserva.
Una ripartizione sintetica dei fondi destinati nel 2024 (relativi ai redditi 2020) è la seguente:
- Circa 37% (389 milioni) destinato al sostentamento del clero.
- 158 milioni di euro assegnati alle 226 Diocesi italiane per le attività di culto e pastorale.
- 129 milioni di euro per l’edilizia di culto e i beni culturali (costruzione di nuove chiese, manutenzione di edifici, gestione del patrimonio mobiliare).
- 150 milioni per le iniziative caritative delle Diocesi.
- 80 milioni di euro attribuiti a iniziative caritative nei Paesi in via di sviluppo.
Si stima che quasi l’80% dei contribuenti italiani scelga di destinare il proprio 8 per mille alla Chiesa cattolica. È importante notare che la Chiesa cattolica è l’unica confessione a ricevere un acconto sull’Otto per mille dell’anno successivo. Le percentuali aggiornate delle scelte espresse per l’8xmille non sono immediatamente disponibili perché la legge 222/85 prevede tre anni per elaborare e pubblicare i dati; ogni anno, gli ultimi dati disponibili risalgono a tre anni prima.

Domande Frequenti sull'Otto per Mille
Differenza tra 8xmille, 5xmille e 2xmille
Sono tutte possibilità di destinare una quota del gettito complessivo dell’IRPEF per diversi scopi, ma sono attribuzioni completamente indipendenti l’una dall’altra e possono essere selezionate contemporaneamente dal contribuente:
- L’8xmille è destinato allo Stato o ad una confessione religiosa.
- Il 5xmille è destinato a enti di volontariato, ricerca o di interesse sociale, con una scelta molto più ampia tra le associazioni e organizzazioni iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
- Il 2xmille viene destinato ai partiti politici.
Otto per Mille e Offerte Deducibili per il Clero
L’8xmille alla Chiesa cattolica e le offerte deducibili per il sostentamento del clero sono due cose diverse, ma non si escludono a vicenda. Le offerte deducibili sono destinate ai 33.000 sacerdoti diocesani per garantire loro un dignitoso mantenimento mensile, soprattutto a quelli più bisognosi. L’8xmille, invece, è finalizzato ad aiutare l’impegno pastorale e caritativo della Chiesa in Italia e nei paesi in via di sviluppo. Come accennato, l’8xmille può essere destinato al sostentamento del clero solo nella misura in cui le apposite offerte non siano sufficienti. Perciò, un maggior afflusso di offerte per i sacerdoti libera una quota maggiore dell'8xmille per le esigenze di culto e le opere di carità.
Chi può firmare e come
Firmare per l’8xmille non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente. Non è una tassa in più, ma l’opportunità di sostenere la confessione religiosa che si decide. È possibile esprimere la propria scelta tramite la Scheda allegata al Modello della Certificazione Unica, al Modello 730 e al Modello Redditi.
Anche chi non è obbligato a presentare la Dichiarazione dei redditi (ad esempio, pensionati o lavoratori dipendenti) può ugualmente firmare per l’8xmille compilando la scheda allegata alla Certificazione Unica predisposta dall’ente pensionistico o dal datore di lavoro, oppure la scheda allegata al Modello Redditi. La firma per l’8xmille non è una scelta che può essere effettuata dagli imprenditori dai redditi della loro azienda, in quanto si riferisce esclusivamente all'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche).
Il Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica
Il “Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica”, istituito nel 1989 presso la Segreteria Generale della C.E.I., rappresenta la parte della C.E.I. che realizza iniziative per informare e sensibilizzare i cittadini italiani sull’8xmille. Il Servizio offre il supporto operativo ed esecutivo per la promozione del sostegno economico alla Chiesa. I criteri e le modalità seguite per le attività di promozione includono:
- Presentare ai fedeli e all’opinione pubblica il tema in tutta la sua ampiezza, evidenziando le molteplici iniziative realizzate con i fondi ricevuti.
- Informare e sensibilizzare la popolazione utilizzando sussidi, competenze tecniche e strutture di comunicazione sociale, sempre con uno scopo formativo.
La Chiesa cattolica ha deciso di destinare risorse alla pubblicità per l’8xmille perché lo Stato lascia agli enti partecipanti la responsabilità di informare e sensibilizzare i contribuenti. La C.E.I. è tenuta per normativa di legge (222/85) a fornire informazioni adeguate sulle risorse che riceve dall’8xmille e sulle finalità a cui sono destinate, effettuando ciò attraverso apposite campagne di informazione e promozione.