L'Arcangelo Michele (in ebraico: מִיכָאֵל, Mîkhā'ēl; in latino: Quis ut Deus?, "Chi è come Dio?") rappresenta una delle figure spirituali più rilevanti nelle tradizioni abramitiche. Egli è venerato come arcangelo nell'Ebraismo, nel Cristianesimo (con l'eccezione degli avventisti) e nell'Islam. Nelle chiese Cattolica Romana e Ortodossa, così come nelle tradizioni Anglicana e Luterana, è celebrato come San Michele l'Arcangelo, figura centrale della milizia celeste.
Significato del nome e ruolo spirituale
Il nome deriva dall'espressione Mi-ka-El, che significa letteralmente "Chi è come Dio?". Michele è menzionato nelle Scritture come "principe" o arcangelo, custode del popolo di Dio e difensore contro le forze del male. La sua missione principale è la vittoria sulla milizia ribelle di Lucifero, conducendo gli angeli fedeli contro il drago, simbolo del demonio, come descritto nell'Apocalisse di Giovanni (12, 7-8).

Attributi e iconografia
Nell'arte cristiana, Michele è comunemente raffigurato in armatura, armato di spada o lancia. Tra i suoi attributi più significativi troviamo:
- La bilancia: simbolo di equilibrio e della psicostasia (pesatura delle anime nel Giorno del Giudizio).
- Il drago: nemico sconfitto ma non annientato definitivamente, simbolo della lotta eterna tra bene e male.
- Lo scudo: spesso recante l'iscrizione Quis ut Deus?.
A seconda della tradizione, può apparire come guerriero o come dignitario di corte (nell'iconografia bizantina). La famosa pala di Guido Reni (1635), conservata nella chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione a Roma, ne è un esempio eccelso di interpretazione barocca.
Il culto nel Gargano: Monte Sant'Angelo
In Occidente, il culto di San Michele ha trovato nel santuario del Gargano il suo centro di irradiazione più importante. La storia del culto è tramandata dal Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano, che narra tre episodi fondamentali:
1. L'episodio del toro
Il racconto narra di un ricco signore di Siponto, il cui toro si rifugiò in una grotta inaccessibile. Nel tentativo di ucciderlo con una freccia, questa tornò indietro colpendo il padrone. In seguito all'apparizione dell'Arcangelo, il luogo venne consacrato alla sua custodia.
2. La vittoria
L'Arcangelo promise la vittoria ai sipontini e ai beneventani contro i napoletani, sconfiggendo il nemico attraverso un terremoto e saette di fuoco, segno della protezione divina sulla regione.
3. La Dedicazione
Il vescovo di Siponto, incerto se consacrare la grotta, ricevette la conferma da Michele stesso che il luogo era già stato consacrato dall'Arcangelo nel momento in cui aveva deciso di farne la sua dimora terrena.

San Michele e i Longobardi
Il rapporto tra i Longobardi e San Michele fu privilegiato. Considerato l'eroe di Dio, l'Arcangelo divenne il santo nazionale dei Longobardi, la cui devozione favorì il passaggio dall'arianesimo al cattolicesimo. La Via Sacra Langobardorum divenne uno dei principali percorsi di pellegrinaggio in Europa, unendo il santuario garganico alle mete di Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela.
Protezione e categorie protette
San Michele è invocato come custode e protettore di numerose categorie di persone e professioni, tra cui:
| Categorie di persone sotto la protezione di San Michele |
|---|
| Infermi e malati |
| Forze dell'ordine |
| Paramedici e soccorritori |
| Marinai e paracadutisti |
| Vigili del fuoco |
| Radiologi e droghieri |
Altre sedi di culto
Oltre al Gargano, il culto si è diffuso in numerosi luoghi, tra cui la Grotta di San Michele Arcangelo a Olevano sul Tusciano, sito ricco di affreschi bizantini, e l'isolotto di Mont Saint-Michel in Francia, celebre per le apparizioni al vescovo Sant'Uberto.