Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria. Perciò, è doveroso ravvivarne la memoria fornendo un breve profilo biografico che ne ricordi avvenimenti, cose, fenomeni, uomini e vicende.
Il Sacerdozio e i Primi Incarichi Pastorali
All’inizio degli anni ’50, il futuro Padre Antonio Di Gennaro venne ordinato sacerdote. Il suo primo incarico fu presso la Parrocchia Maria SS. del Buonconsiglio. Nel 1952, fu nominato parroco della Chiesa di Santa Maria della Libera al Corso Garibaldi 294. Questa chiesa rappresentava un piccolo ma grazioso esempio di cappella privata, originariamente della famiglia Rubinacci. Già nel 1942, il Cardinale Alessio Ascalesi aveva elevato questa cappella privata a Parrocchia, dedicandola alla Madonna della Libera in onore della devozione della marchesa Marianna Rubinacci.

La Costruzione della Chiesa SS. Redentore
Nel 1966, per dare una casa più grande alla propria comunità, che era sempre più numerosa e attiva in tante manifestazioni, Padre Antonio promosse la costruzione della Chiesa SS. Redentore di Via Scalea. Questa nuova chiesa lo vide impegnato con tutte le sue forze, sia fisiche che economiche. L'edificio rappresenta un esempio moderno della cultura internazionale dell’architetto Aldo Loris Rossi.

Un Pastore Dedito alla Crescita Morale e Civile
Nel corso del suo ministero pastorale, Padre Antonio Di Gennaro diede un vivo impulso alla crescita morale e civile della comunità di fedeli a lui affidata. Non solo seguì spiritualmente i suoi parrocchiani, ma ne condivise con attenzione le necessità materiali, dimostrandosi un “padre” che ha pensato sempre e solo alla sua “famiglia” parrocchiale e alla sua crescita morale, religiosa e culturale. Era un uomo tanto colto quanto mite e semplice.
L'Impegno per i Giovani
Sensibile ai problemi della gioventù, in seno alla parrocchia fondò una scuola primaria per i bambini del quartiere e un oratorio per i ragazzi. Incoraggiò inoltre la formazione di gruppi scout. Attirando all’oratorio migliaia di ragazzi, promosse gruppi scout impegnandoli in varie attività culturali, ludiche e sportive, curando così la loro crescita civile e religiosa. Nello svolgimento del suo apostolato, si diede cura di seguire anche la formazione di molti giovani leviti, sia porticesi che non. Fu anche per anni docente di Religione al Liceo scientifico “F. Silvestri” di Portici.

Il Contesto Parrocchiale a Portici
Il territorio di Portici rientra nel 12° Decanato (29 Parrocchie) che include le aree di Portici, Ercolano, S. Giorgio a Cremano e S. Sebastiano al Vesuvio. Il decanato ha come indirizzo Via Diaz 132, 80055, PORTICI, e l'incaricato Decano è Don Giorgio Antonio Pisano. Tra le parrocchie afferenti a questo decanato, quelle che hanno visto il ministero di Padre Antonio includono:
- Parrocchia Maria SS. del Buonconsiglio (Portici)
- Parrocchia di S. Maria della Libera (Portici)
- Parrocchia Sacro Cuore di Gesù (Via A. Diaz, 132, 80055, PORTICI) - da cui si identifica la Chiesa S.S. Redentore di Via Scalea.
Testimonianze e Ricordi Personali di Padre Antonio
Chi ha avuto il privilegio di conoscere Padre Antonio, o come affettuosamente chiamato da alcuni, Monsignore Lopreiato, può testimoniare il grande affetto e amore che lo circondava. Era un commento dettato dall’amore per un uomo dal carattere particolare. Monsignore era spesso oggetto di “giochini” dei suoi amici, che lui sopportava - quasi sempre - con tanta pazienza e affetto. Anche la sua ricerca di una benedizione papale per una figlia che si sposava, seppur con un pizzico di ansia, rivela il suo lato umano e la sua vicinanza alla vita dei fedeli.
C'è stato un periodo in cui Monsignore aveva perso la speranza, definendosi un “albero secco senza frutti”. Tuttavia, in una circostanza significativa, la Madonna della Salute "aveva un figlio in seminario", un segno di speranza e di continuità nel suo ministero. L'emozione di vedere la comunità festeggiare il diacono della loro parrocchia, gridando il suo nome dai banchi, dimostra l'impatto profondo che aveva.
Il libretto che raccoglieva tutto il pensiero di Antonio per un giorno speciale, fatto fare in tipografia come voleva lui, testimonia la sua meticolosità e la sua dedizione. La cappella dove era posta la Madonna della Salute, venuta a trovarsi di fronte a quella del SS. Sacramento, accogliendo la pisside e coronandola con le sue stelle, rappresentava per lui un luogo di grande devozione. Era un sacerdote capace di chiedere aiuto con tanto garbo e affetto. La comunità parrocchiale era per lui una vera e propria famiglia, dove "non c’era gruppo che non fosse impegnato, c’era tutto da fare… non c’era famiglia che non cucinasse… Sì! Eravamo una famiglia!". Per la sua prima messa, furono persino "portati anche i morti in chiesa", a significare l'importanza e la sacralità dell'evento.
La sua parabola terrena, seppur breve agli occhi umani, ha bruciato le tappe, e si crede che il Signore abbia avuto altri progetti per lui. La testimonianza finale recita: "Padre Antonio in questi 8 mesi che ci sono stati concessi a S. Maria della Salute, lo affido a Te. Testimonianza del periodo di Padre Antonio come Pastore di S."
