Informazioni sul Corso di Dottorato in Scienze Storiche e dei Beni Culturali

Il Corso di Dottorato in Scienze storiche e dei beni culturali promuove un’attività di ricerca qualificata e innovativa nel campo delle scienze storico-sociali e dei beni culturali. Questa attività è tesa all’esplorazione della storia delle società umane, dei contesti filosofici e letterari, degli spazi geografici e della produzione culturale materiale e immateriale, specificamente archeologica ed artistica, lungo un arco temporale compreso tra l’antichità e l’età contemporanea.

Illustrazione concettuale della ricerca interdisciplinare in storia e beni culturali

Obiettivi e Profilo del Corso

Il corso mira alla formazione di ricercatori e professionisti in grado di competere efficacemente nei contesti nazionali, europei e internazionali. Questi professionisti contribuiranno a potenziare sia il sistema della ricerca sia l’innovazione sociale e tecnologica, con particolare riferimento ai settori dell’impresa culturale e creativa.

La vocazione interdisciplinare, multidisciplinare e transdisciplinare connaturata al corso è considerata non come una giustapposizione specialistica, ma quale autentica intersecazione di saperi. Questo approccio è in grado di generare una nuova interpretazione del patrimonio culturale, inteso come bene relazionale, sociale, comunicativo e condiviso. La preparazione interdisciplinare nel campo del patrimonio culturale permette di ampliare le conoscenze del passato offrendo al contempo molteplici opportunità di applicazione nella realtà contemporanea.

Il profilo scientifico e le attività di formazione e ricerca del Corso di dottorato in Scienze storiche e dei beni culturali sono pienamente conformi ai principi trasversali del Piano di intervento nel settore del patrimonio culturale, in particolare al Target M1C3 “Turismo e cultura”, che si focalizza sulla rigenerazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, e al Target M4C2 “Dalla ricerca all’impresa”.

Ambiti di Ricerca e Formazione

La didattica è strutturata in momenti formativi che offrono a tutti e due i curricula una base comune di metodologia della ricerca, in una prospettiva che favorisce la costruzione di connessioni fra le diverse epoche e il mondo contemporaneo.

Curriculum in Studi Storici

Il curriculum in Studi storici promuove un programma di formazione e ricerca incentrato sullo studio delle interazioni tra società, istituzioni, sistemi politici e processi culturali, con particolare attenzione allo spazio europeo nelle sue interconnessioni globali. Favorisce ricerche sui sistemi di pensiero, sulle culture politiche e istituzionali, sulle costruzioni identitarie, sulle dinamiche socio-economiche e le loro implicazioni dall’età medievale all’età contemporanea.

Incoraggia una dimensione dell’analisi che valorizza l’ottica transnazionale e comparata e gli approcci multidisciplinari e interdisciplinari, anche nell’uso critico di un ampio ventaglio di fonti (materiali, testuali, figurative, manoscritte, audiovisive, orali). Il curriculum dedica inoltre attenzione all’ambito delle digital humanities e alle narrazioni della storia nei circuiti mediatici contemporanei attraverso la pratica della public history.

Curriculum in Studi per la Conoscenza, Conservazione e Narrazione dei Beni Culturali

Il curriculum relativo agli studi dedicati alla conoscenza, conservazione e narrazione dei beni culturali promuove ricerche avanzate nel campo delle scienze dei beni culturali lungo un arco temporale disteso che dalla preistoria si spinge fino ai nostri giorni. L’attenzione prevalente è rivolta alle produzioni culturali materiali e immateriali e ai loro luoghi, in un orizzonte disciplinare che spazia dall’archeologia alla storia dell’arte, ai problemi di tutela e conservazione, alla museologia, al restauro, all’archivistica, alla filologia letteraria, alla geografia, alla storia e alla cultura del viaggio, alle forme di valorizzazione.

Nel solco di metodologie plurali, sviluppa inedite e innovative prospettive di indagine corrispondenti ai più recenti traguardi della ricerca di settore. In particolare, sperimenta l’apporto delle strumentazioni tecnologiche più avanzate, costituendo un contributo imprescindibile alla conoscenza e alla sfida della conservazione, tutela e comunicazione della memoria storica che il bene culturale testimonia in termini emblematici, simbolici, materiali e vitali.

Infografica sulle discipline coinvolte nella gestione dei beni culturali

Struttura del Programma Formativo

Il programma formativo del Corso di Dottorato in Scienze storiche e dei beni culturali prevede lo svolgimento di attività didattiche e di ricerca per un totale di 180 crediti (CFU).

Crediti Formativi Universitari (CFU)

  • 124 CFU sono attribuiti all’attività di ricerca e acquisiti attraverso il lavoro di elaborazione e di stesura della tesi di dottorato e mediante attività e iniziative scientifiche varie.
  • 56 CFU sono attribuiti alle attività didattiche articolate nei tre anni, con calendari delle lezioni in parte convergenti, e acquisiti mediante corsi dedicati e seminari.

Attività Didattiche e di Ricerca

Le attività includono corsi dedicati, seminari e giornate di studio. I corsi interdisciplinari hanno un titolo fisso, ma le lezioni, tenute in italiano o in inglese, hanno carattere specialistico e cambiano titolo ogni anno, con possibili variazioni di durata. I corsi sono affidati, a turnazione, a docenti del Collegio, dell’Università della Tuscia e di altri atenei, italiani e stranieri, nonché a studiosi ed esperti le cui competenze siano ritenute utili alla formazione dei dottorandi.

Ruolo del Tutor e Progressi Annuali

  • È compito del tutor verificare che i dottorandi, nel corso del primo anno, assolvano ai loro doveri di formazione acquisendo il numero di crediti previsti.
  • È compito del tutor verificare che i dottorandi, nel corso del secondo anno, assolvano ai loro doveri di formazione acquisendo il numero di crediti previsti, inclusa la partecipazione a seminari, tra cui la giornata di studio annuale organizzata dai dottorandi del secondo e del terzo anno.
  • Il compito principale dei dottorandi al terzo anno è la stesura finale della tesi in stretta collaborazione con il tutor e con il co-tutor. A tale scopo sono previsti confronti regolari con la Commissione interna.

Opportunità Professionali

I dottori di ricerca in Scienze storiche e dei beni culturali sono idonei a:

  • Esercitare attività di ricerca e docenza presso atenei ed enti di ricerca nazionali e internazionali.
  • Assumere incarichi presso enti pubblici, sovrintendenze, istituti di restauro, musei, enti privati, istituti di ricerca, case editrici, centri di documentazione e catalogazione.
  • Ricoprire funzioni di elevata qualificazione presso il Ministero della Cultura e i suoi uffici periferici secondo i profili delineati dal DM 244 del 20/05/2019: archivista, bibliotecario, archeologo, storico dell’arte, esperto di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali.
  • Contribuire all’organizzazione di eventi culturali e all’elaborazione di strategie di lungo periodo per l’individuazione, la salvaguardia, la conservazione, l’interpretazione, la valorizzazione e la trasmissione al futuro del patrimonio culturale, nonché per la creazione di nuovi contenuti culturali.

Metodologie e Strumentazioni

Il corso integra metodologie di ricerca e percorsi interdisciplinari tra storia e scienze sociali. Per supportare le attività di ricerca, sono a disposizione attrezzature varie in dotazione al Dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici, il Centro Grandi Attrezzature dell’Università della Tuscia e il Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro “M. Marabelli”.

L'approccio include temi come la valorizzazione, sostenibilità, accessibilità e creazione di contenuti culturali originali.

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