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Origine e Significato del Nome "Sirena"
L'origine del termine sirena è incerta e oggetto di diverse ipotesi etimologiche. Deriva dal latino tardo sirena, classico siren, a sua volta tratto dal greco Seːrén. Alcuni studiosi propongono una derivazione dalla radice sanscrita svar (cielo), associata al greco séːrios (splendente). Altri, partendo dall'ambito mitologico, suggeriscono il greco syro (io attraggo) o seːráo (io incateno). Non mancano ipotesi che ricorrano all'ebraico sir (canto) o a una radice indoeuropea svar- (suonare), collegata al lituano svirati (suonare il flauto) e all'anglosassone sarian (parlare).
Un'ulteriore interpretazione lega il termine al verbo greco syrízo ("fischiare", "sibilare"), suggerendo un'associazione con demoni della tempesta, come i vedici Marut. Altra ipotesi considera la radice seirà ("corda", "fune", da cui anche éiro, "legare"), in riferimento alla capacità delle sirene di "legare" e irretire i naviganti.
Alessandra Tarabochia Canavero, collegandosi alle osservazioni di Kurt Latte, ipotizza che le sirene possano indicare demoni del calore meridiano (daemones meridiani), suggerendo un collegamento con l'aggettivo séirios (incandescente, splendente), da cui Sirio, a sua volta collegato al sanscrito Sūrya (il dio del Sole).
Le Sirene nella Mitologia Greca
Le Sirene nell'Odissea
L'origine letteraria della figura delle sirene nell'antichità classica si trova nell'Odissea di Omero. Qui vengono presentate come cantatrici marine che abitavano presso Scilla e Cariddi. Secondo alcuni antichi scrittori greci, la loro dimora era precisamente a Hipponion (l'odierna Vibo Valentia).
Le sirene incantavano i marinai con il loro canto, portandoli alla morte. Omero descrive le loro isole ricoperte dagli scheletri e dai cadaveri degli incauti marinai naufragati. Le Sirene tentano Odisseo con l'invito a "sapere più cose", un invito alla conoscenza "onnisciente" che, secondo Omero, porta all'interruzione del proprio viaggio nella vita e alla perdita dei legami familiari e civili. La loro isola mortifera era disseminata di cadaveri in putrefazione.
Per sfuggire alla loro sorte, Ulisse, seguendo i consigli di Circe, si fece legare all'albero maestro della nave per poter ascoltare il loro canto senza cedere alla tentazione di raggiungerle, mentre obbligò i compagni a tapparsi le orecchie con cera. Gli Argonauti, invece, erano già sfuggiti al loro incantesimo grazie a Orfeo, che li aveva superati nel canto.
Sconfitte da Ulisse, le sirene si gettarono in mare, trasformandosi in scogli, come profetizzato da un oracolo.
Numero e Identità delle Sirene
Nell'Odissea, Omero menziona le sirene al duale (Seirḗnoiïn), suggerendo che fossero due, sebbene non ne nomini esplicitamente le identità. Alcuni tardi commentatori ne propongono i nomi di Aglaophḗmē e Thelxiépeia, nomi che richiamano la loro voce "splendida" (agláe) e "incantatrice" (thélgo).
Successivamente, il loro numero aumentò. La più famosa tra esse fu Partenope, che diede il nome all'omonima città (l'attuale Napoli).
Secondo un antico racconto, le tre sirene che tentarono Odisseo erano originariamente tre fanciulle, ancelle della dea Persefone. Rapita da Ade, Persefone era sorvegliata dalle sue ancelle mentre raccoglievano fiori. Per non essere riuscite a impedirne il rapimento, Demetra, madre di Persefone, le trasformò in sirene. Perse, perduta la loro umanità, iniziarono ad ammaliare i naviganti con il loro canto per poi divorarli.
Una di queste sirene, Partenope, si arenò sulla spiaggia che diverrà la città di Napoli, a lei vennero dedicati giochi annuali, le Lampadedromie. Il corpo di Leucosia emerse nelle acque del golfo di Poseidonia (Paestum), dando il nome all'isoletta presso quella città, Punta Licosa. Il corpo di Ligea, invece, sarebbe stato rigettato dalle onde del mar Tirreno sulla riva tirrenica della Calabria, presso l'antica città di Terina, dove ora sorge Lamezia Terme.

Le Sirene nelle Argonautiche
Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, il poeta narra di come gli Argonauti, guidati da Orfeo, siano sfuggiti al canto delle sirene. Arrivati nei pressi di Antemoessa, l'isola delle sirene, gli eroi avvistarono questi esseri "simili a fanciulle nel corpo ed in parte uccelli". Il canto delle sirene stava spingendo gli eroi a gettare gli ormeggi sulla riva, quando Orfeo prese la sua cetra Bistonia e risvegliò i compagni dalla malia, intonando una canzone allegra e veloce.
(greco antico)«Δεῦρ᾽ ἄγ᾽ ἰών, πολύαιν᾽ Ὀδυσεῦ, μέγα κῦδος Ἀχαιῶν, νῆα κατάστησον, ἵνα νωιτέρην ὄπ ἀκούσῃς.»
(italiano)«Vieni, celebre Odisseo, grande gloria degli Achei, e ferma la nave, perché di noi due possa udire la voce.»
Altre Tradizioni Mitologiche
Un'altra tradizione, riportata da Pseudo-Apollodoro, vuole le sirene figlie di Acheloo e di Melpomene, una delle Muse. In questa versione, le sirene hanno la forma di uccelli, dalle cosce in giù.
La loro funzione era quella di persuadere i navigatori a fermarsi con il suono della cetra, dell'aulo e del canto. Lo stesso racconto narra di una profezia secondo cui le sirene sarebbero morte se una nave fosse riuscita a sfuggirgli.
Iconografia delle Sirene
Evoluzione delle Rappresentazioni
Nel primo periodo greco, le sirene erano raffigurate con il volto di donna e il corpo di uccello. Dal periodo classico, i Greci iniziarono sporadicamente a raffigurarle anche come fanciulle con la coda di pesce al posto delle gambe. Susan I. Rotroff e Arthur Waugh riportano di una ciotola di Megaride trovata nell'agorà di Atene nel II secolo a.C. che presenta tale raffigurazione.
Il loro corpo metà donna e metà uccello sarebbe il frutto di un incantesimo vendicativo da parte di Afrodite, disprezzata dalle vergini sirene per i suoi amori. Un'altra tradizione le vuole punite da Demetra per non aver impedito il ratto della figlia Persefone da parte di Ade mentre insieme coglievano dei fiori.

Sirene e il Mondo dei Morti
Il rapporto tra le sirene e il mondo dell'Ade è presente anche in Euripide, dove la protagonista Elena invoca le "piumate vergini" affinché la consolino con la musica del flauto e della cetra. Questo canto è in relazione con il ruolo delle sirene nei culti funerari: stazionavano alle porte dell'Ade con il compito di consolare le anime dei defunti con il loro dolce canto e di accompagnarle negli inferi.
Questo stretto collegamento con il mondo dei morti, testimoniato dalla ricorrente presenza delle loro immagini nel corredo delle tombe, fa supporre ad alcuni autori che le sirene fossero in origine degli uccelli in cui trovavano dimora le anime dei defunti. Ciò si aggiunge al ruolo che gli uccelli avevano nell'antichità come tramite tra il mondo dei morti e quello dei vivi.

Localizzazione Geografica
L'identificazione delle sedi delle sirene, non determinata nei poemi omerici, fu stabilita successivamente nelle regioni prossime allo stretto di Messina. Ciò è dovuto alla creduta vicinanza di sede tra le Sirene e Scilla e Cariddi. Si riteneva che le Sirene abitassero presso l'Etna, Catania e Capo Posidonio (dove era localizzato il culto della sirena Leucosia), e Terina (dove si venerava la sirena Ligea).
Significati Simbolici delle Sirene
Dualità e Ambivalenza
Vi sono due tradizioni apparentemente contraddittorie riguardo alle figure mitiche delle sirene: una le vuole mortifere e dannose per gli uomini, mentre l'altra le indica come consolatrici rispetto al proprio destino e, soprattutto, alla morte.
La sirena rappresenta il simbolo della seduzione mortale. Il loro canto, melodioso e ammaliante, esercitava sugli uomini un incantesimo letale.
Tuttavia, c'è un punto d'incontro tra la tradizione nordica e quella greca: la sirena resta il simbolo della seduzione mortale. Quando nel 1819 Charles Cagniard de Latour ideò un congegno in grado di emettere un suono a una frequenza determinata, lo chiamò sirène: sulla base della sua invenzione, modernamente, chiamiamo 'sirena' quegli apparecchi che emettono un segnale acustico preciso e di grande intensità, che come le sirene attraggono ineluttabilmente l’attenzione.
Le Sirene nella Filosofia Classica e Neoplatonica
Le sirene sono parte della filosofia classica sin da Platone nel Cratilo. Socrate osservava che le sirene partecipano al desiderio delle anime dei morti, spoglie dei loro corpi, di permanere nel regno dell'Ade.
Nella Repubblica, Platone narra il mito di Er, il quale, tornato tra i vivi dopo la morte, racconta ciò che ha visto nell'aldilà. Alla luce delle indicazioni teologiche di Platone, il medioplatonico Plutarco scrisse di come Ammonio l'Egiziano rese coerenti le Sirene platoniche con quelle omeriche.
Guida delle anime nell'aldilà, le Sirene suonano una musica il cui incantesimo ha il potere di portare l'oblio dei ricordi mortali alle anime, avvicinandole al Cielo. Il canto delle Sirene nei cieli è senza parole, è l'armonia, la musica delle sfere. Il neoplatonico Giamblico scrive che queste stesse armonie Pitagora faceva ascoltare ai suoi allievi per purificarli e portare loro bei sogni.

Sirene nell'Iconografia Medievale
Gli studiosi hanno dibattuto a lungo sul significato delle numerose raffigurazioni di sirene realizzate nel corso del Medioevo, soprattutto nelle costruzioni religiose. Assenti nella Bibbia, la loro origine affonda le sue radici nel paganesimo, non solo greco-romano, ma anche in quello etrusco, celtico e orientale.
Nell'iconografia medievale, le sirene apparivano ammaliatrici, grazie al loro bel corpo femminile (seppur terminante in una coda di pesce), canto ed arte seduttoria. Allo stesso tempo, erano considerate false, tentatrici ed ingannevoli, pronte ad uccidere dopo aver incantato.
Secondo un paganesimo più antico e di origine più incerta, la sirena rappresentava la dea madre, colei che dà e toglie la vita, guida, guarisce, nutre, custodisce, vede, sente e sa, ama, tesse e collega. Secondo altri studiosi, la sirena è quindi simbolo positivo di fertilità e protezione negli edifici religiosi.
All'interno della St. Senara's Church, a Zennor (Cornovaglia), si trova una delle più note rappresentazioni di una sirena, una scultura lignea in altorilievo, sul lato di una sedia. La leggenda locale della Sirena di Zennor sostiene che questa figura commemori un evento reale dalla storia parrocchiale, quando il canto di un corista avrebbe adescato una sirena a giungere a terra.
Sirene nelle Tradizioni Popolari e Moderne
Leggende Irlandesi e Danesi
Negli Annali dei Quattro Maestri, cronaca medievale della storia d'Irlanda, si narra di Lí Ban, una ragazza che venne trasformata in una sirena immortale mentre stava affogando. Nella tradizione danese, le sirene possono far sparire la loro coda di pesce per camminare sulla terra come esseri umani, a volte bussando alle case dei pescatori fingendosi ragazze bisognose d'aiuto.
La Sirena di Varsavia
La Sirena di Varsavia, stemma ufficiale della città, è protagonista di una leggenda in cui emerge dall'acqua per riposarsi ai piedi di quella che oggi è la Città Vecchia. I pescatori, inizialmente infastiditi dai suoi gesti che aggrovigliavano le reti, se ne innamorarono dopo aver sentito il suo canto ammaliante. Rinunciando ai loro propositi di caccia, la sirena iniziò a intrattenere i pescatori con le sue canzoni. Un ricco mercante tentò di catturarla per esibirla, ma un giovane bracciante la liberò. Riconoscente, la sirena promise protezione alla città, motivo per cui è raffigurata mentre brandisce una spada e uno scudo.
Una versione più moderna della leggenda racconta che le sirene fossero due sorelle; una delle due si allontanò nuotando verso lo stretto di Danimarca e oggi la si può ammirare seduta su uno scoglio all'ingresso del porto di Copenaghen.
Ningyo Giapponesi e Mami Wata Africana
I ningyo (人魚) giapponesi sono creature mitologiche, letteralmente "pesce umano". Nelle antiche credenze dei popoli africani, Mami Wata è una divinità delle acque venerata in molti paesi africani; alcuni spiriti acquatici erano per metà pesci e per metà umani, ma molti altri sembravano serpenti o coccodrilli.
Le "Sirene delle Figi" e le Truffe Ottocentesche
Nel corso dell'Ottocento si diffuse in Europa e poi in America il fenomeno delle "sirene delle Figi". Si trattava di ibridi artificiali e mostruosi, creati per soddisfare il gusto per il bizzarro dell'epoca e spacciati come prova dell'esistenza delle sirene. Per realizzare questi collage si utilizzavano parti di diversi animali mummificati, cartapesta e legno.
Nell'agosto del 2009, Natti Zilberman, portavoce del consiglio comunale di Kiryat Yam, promise un milione di dollari a chi fosse riuscito a dimostrare con prove tangibili l'esistenza delle sirene.
Le Sirene nei Nomi Femminili e nella Cultura Pop
Il Nome Ariel
Il nome Ariel, di origine ebraica, significa "Leone di Dio". Sebbene non molto diffuso in Italia per i neonati maschi, si registra una crescita costante per le neonate dal 1999 al 2020. Il nome è evocativo e richiama diverse figure culturali:
- Ariel de "La Sirenetta": la protagonista del film d'animazione Disney del 1989, amata per la sua determinazione. Nella versione originale è doppiata da Jodi Benson, mentre in italiano da Simona Patitucci.
- Ariel di William Shakespeare: uno spirito dell'aria nel dramma "La tempesta".
- Ariel Winter: attrice che interpreta Alex Dunphy nella serie televisiva "Modern Family".
Non esiste un giorno specifico per l'onomastico di Ariel; alcuni lo festeggiano il 1° ottobre, altri il 1° novembre in occasione della festa di Ognissanti.
Nomi Ispirati a Personaggi Disney
Molti genitori cercano nomi originali e carichi di significato per le proprie figlie. La Disney offre una vasta gamma di personaggi femminili iconici:
- Aurora: protagonista de "La Bella Addormentata nel Bosco".
- Biancaneve: protagonista della celebre favola.
- Merida: protagonista del film "Ribelle", coraggiosa e indipendente.
- Sofia: protagonista di un cartone animato Disney in cui diventa principessa. L'onomastico si festeggia il 30 settembre in omaggio a santa Sofia.
- Elsa: regina del regno di Arendelle in "Frozen - Il regno di ghiaccio".
- Elena: principessa di Avalor, protagonista di un cartone animato Disney. Il nome ha origini greche.
- Tiana: protagonista de "La principessa e il ranocchio", una giovane afroamericana che bacia un principe colpito da un maleficio.
La Sirenetta - "In fondo al mar"
Significato Generale di "Sirena"
Il termine sirena, nel suo significato moderno, indica una creatura mitologica, a seconda delle tradizioni metà donna e metà uccello o metà donna e metà pesce. Indica anche un apparecchio che genera un segnale acustico di grande intensità, e il segnale stesso.
La sirena è una delle figure mitologiche con il significato simbolico più denso, incarnando l'ambiguità del mare: seduzione, pericolo, ma anche consolazione e guida.

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