Fino a poco tempo fa, nelle nostre regioni, si dava molta più importanza agli onomastici che ai compleanni. Il fatto che oggi vadano, invece, di moda i compleanni è, a mio avviso, l’ennesimo segno di quella crisi dei valori che sta alla base della crisi della società. Oggi si preferiscono nomi stranieri oppure nomi scelti dai vip per i loro figli, senza dare importanza al loro significato. Eppure, è bello conoscere il Santo di cui si porta il nome e il profondo valore che questa ricorrenza può avere.
Le Radici Storiche e Religiose dell'Onomastico
L'onomastico è una ricorrenza cattolica che celebra le persone il cui nome coincide con quello di un santo o di un beato del giorno nel calendario liturgico. Questa tradizione, diffusa nei Paesi cattolici e ortodossi fin dal Medioevo, era un tempo di grande importanza, a volte persino superiore al compleanno, soprattutto in Italia e in particolare nelle regioni meridionali.
L'Importanza del Nome dall'Antichità al Cristianesimo
Le origini dell'onomastico sono legate all'importanza attribuita al nome fin dall'antichità. Si riteneva che il nome portasse con sé una parte del destino di una persona e che potesse influenzarne la vita. Senofonte, nella sua opera "Ciropedia", accenna a questa usanza, spiegando le origini dell'onomastico e il suo significato. Nella storia del popolo di Israele, narrata nella Bibbia, Dio stesso cambiava il nome alle persone per indicare la loro missione nella vita terrena, come nel caso di Simone trasformato in Pietro. Questo sottolinea il profondo legame tra il nome e l'identità o il destino di un individuo.
Con il diffondersi del Cristianesimo, la celebrazione dell'onomastico si è cristianizzata. La festa si è progressivamente legata al giorno in cui la Chiesa celebra il santo che porta lo stesso nome. I santi, nella religione cristiana, rivestono un ruolo fondamentale come intercessori, uniti a Cristo e a Dio.

Tradizioni e Usanze Internazionali
In alcune culture, come quella slovacca, gli onomastici (meniny) sono ancora ampiamente celebrati, specialmente nei luoghi di lavoro, poiché è più facile conoscere il nome dei colleghi piuttosto che la loro data di nascita. Gli onomastici sono riportati sui calendari e sui quotidiani, e nelle scuole elementari è tradizione che il festeggiato distribuisca dolcetti ai compagni. Anche nei Paesi a tradizione protestante, come l'Inghilterra e la Scandinavia, la celebrazione degli onomastici ha avuto corso per un certo periodo, testimoniando la pervasività di questa usanza.
L'Onomastico nel Sud Italia: Un "Compleanno Sociale"
In molte famiglie, specialmente nel Sud Italia, l'onomastico è una ricorrenza molto sentita, celebrata alla stregua di un compleanno, se non di più. Nella tradizione del Sud, l’onomastico non è una festa accessoria, un optional da selezionare secondo gradimento. L’onomastico assume il valore di compleanno “sociale”, una sorta di compleanno “pubblico” che reca in sé importanti implicazioni.
Mentre il compleanno “anagrafico” si riconduce alla sfera del privato, alla celebrazione dell’evento ristretta ad un numero limitato di persone, l’onomastico sancisce il riconoscimento “dell’altro” all’interno di un orizzonte di relazioni più ampio. Gli auguri, in questa particolare circostanza, recano un messaggio il cui significato è: “mi stai a cuore, e anche se non so quando sei nato, non essendo nel novero dei tuoi legami più intimi, troverò nell’onomastico l’occasione utile per dimostrarti, con un gesto di affetto, che ti penso, che sei importante”.

La Reciprocità del Dono e "Il Santo Paga"
A partire dall’atto di “riconoscimento dell’altro” (il destinatario degli auguri), l’onomastico restituisce, in un orizzonte di senso autenticamente relazionale, anche una ricaduta sul “riconoscimento del sé” (colui che gli auguri li porge). Tale reciprocità non è analoga a quella del compleanno: nell’onomastico il primato del dono si ribalta. Mentre nel compleanno il primato è sul “dono ricevuto”, nell’onomastico il primato è sul “dono ricambiato”.
Un esempio chiarificatore, attingibile dalla tradizione partenopea e del sud, è che per l’onomastico non è consuetudine omaggiare necessariamente il festeggiato con doni materiali ma solo con gli auguri che, assumendo pregnanza simbolica, vanno appunto ricambiati con un altrettanto simbolico gesto: un piccolo dono da parte di chi li riceve. In ragione di ciò, non è insolito che il 19 marzo il “collega Giuseppe” si presenti al lavoro con un cabaret di fragranti zeppole o che il nostro Direttore, in tempi non pandemici, abbia offerto infiniti caffè nel giorno di San Vincenzo.
Un antico detto italiano, "Il santo paga", suggerisce che, in origine, non fosse consuetudine fare regali per l'onomastico. Al contrario, sarebbe stato il festeggiato a offrire da bere agli amici. Sebbene questo detto sia ancora insegnato, nella pratica moderna, soprattutto per i bambini, il festeggiato riceve regali.
La Scelta del Nome e i Nomi Adespoti
La scelta del nome per i bambini è spesso frutto di un'attenta ricerca, basata sul significato cristiano, sulla vita del santo e sulla sua storia. Il nome è considerato un vero e proprio "biglietto da visita" che accompagnerà la persona per tutta la vita. Per questo motivo, i genitori dedicano molta cura alla scelta, documentandosi sul significato dei nomi, sulla vita dei santi e sulle date di celebrazione degli onomastici. In occasione degli onomastici più popolari, come quello di San Giuseppe il 19 marzo, è comune che i fiori vadano a ruba.
Nomi Senza Santo Patronale Specifico
Non tutti i nomi propri hanno un santo corrispondente nel calendario liturgico. Questi nomi, detti adespoti (dal greco antico despòtēs, signore, con l'alfa privativo, ovvero "senza signore", "senza capo"), non hanno un santo patrono specifico. Le persone con nomi adespoti possono scegliere di festeggiare il proprio onomastico il 1° novembre, giorno di Ognissanti, una celebrazione dedicata a tutti i santi, noti e ignoti.
L'Onomastico nella Società Contemporanea: Tra Declino e Valore Nascosto
Qualche giorno fa, in occasione dell'onomastico del nostro Direttore, come prevedibile, qualcuno ha lanciato messaggi di auguri in una chat di servizio. Un garbato pensiero che, tuttavia, ha sortito l’effetto di destare un po’ di sorpresa tra coloro ai quali quest’usanza, non dico non sia nota, ma è senz’altro desueta. Evidentemente, l’abitudine di celebrare l’onomastico non è da tutti, e a tutte le latitudini, avvertita. Nei giovani, poi, va perdendosi del tutto e, tuttavia, da napoletana, e in senso lato da italiana del sud, si avverte dispiacenza. È quindi utile cogliere l’occasione per una breve ma appassionata difesa di una festa che purtroppo sta scomparendo.

Multiculturalità e Ipocrisia: Le Sfide Moderne
Si potrebbe opinare che in una società multiculturale e religiosamente inclusiva, tutto ciò non abbia più senso. Come pure, si potrebbe rilevare che gli auguri per l'onomastico non sempre si coniughino con il riconoscimento dell'altro in senso positivo ed autentico. Come quando il datore di lavoro viene omaggiato con gli auguri formulati non per piacere ma per obbligo. In linea con tale pratica, anche gli auguri per l’onomastico potrebbero risultare intrisi di ipocrisia e di un pizzico di opportunismo.
L'Onomastico come "Feedback Sociale"
E tuttavia, proprio nella sua peculiare caratteristica di occasione non del tutto nota (come il Natale, appunto) ma facilmente conoscibile (nel calendario ed in internet), l’onomastico contempla anche la possibilità della sua dimenticanza (autentica o opportunamente studiata) e può tradursi in un segnale significativo per l’altro, tale da restituirgli un feedback sul suo “indice di gradimento sociale”. Una sorta di: “mi sono dimenticato di te/ti ignoro affinché tu ci possa riflettere e riposizionarti”.
Un Tragico Significato Simbolico: Il Caso di Don Peppino Diana
Queste ultime riflessioni sulla dimenticanza richiamano alla mente l’occasione in cui un onomastico, purtroppo, non fu scordato, e proprio per questo sarà necessario ricordarlo sempre anche in futuro. Quello di Don Peppino Diana, assassinato dalla camorra proprio nel giorno della sua festa. Tale giorno fu scelto, non a caso, per il valore simbolico che rappresentava: oltre alla sua morte fisica si intendeva distruggere la sua immagine identitaria, in sfregio appunto al nome.
Testimonianza Personale: La Forza e la Speranza di un Nome
La storia di chi porta il nome di Santa Rita offre una testimonianza toccante del legame profondo tra nome e destino. "Oggi ricorre il mio onomastico; oggi è Santa Rita, la santa dei casi impossibili. Porto questo nome perché, per sua intercessione, ho avuto la possibilità di vivere l'esperienza della resurrezione. È una parola troppo importante, specie se associata ad un essere umano, ma io so che quando sono venuta al mondo non ho emesso il primo vagito, che segna l'inizio della vita e, prima che ciò avvenisse, facendo gridare al miracolo, fu necessario ricorrere a varie tecniche tra cui quella del passaggio dall’acqua calda a quella fredda."
"Mia nonna, che si chiamava Teresa, non volle che mio padre mi desse il suo nome, come è usanza nell’Italia meridionale, ma “ordinò” che mi si desse quello di Rita. Santa Rita, infatti, è nota per aver trasformato il carattere del marito e a renderlo più docile. Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba. In seguito, Rita entrò in convento e si dedicò alla contemplazione, penitenza e preghiera, completamente dedita al Signore." Questa vicenda personale evidenzia il potere del nome di ispirare resilienza e fede.
Il Valore Educativo e Relazionale dell'Onomastico
In un'epoca in cui le relazioni tendono a diventare più virtuali e spersonalizzate, l'onomastico può assumere un valore educativo e sociale significativo. Il valore culturale ed umano di questa festa può riconoscersi nell’opportunità che offre di facilitare lo scambio di emozioni di segno positivo, nel sollecitare comportamenti oblativi, nel contribuire alla formazione di un pensiero relazionale ed empatico che in questo particolare momento di emergenza sanitaria, ma anche sociale, manca di adeguato esercizio.
Rodotà, intervista sulla Coesione Sociale
Difatti, l’uso pervasivo delle tecnologie e le limitazioni imposte dalla pandemia hanno portato le nostre ragazze e i nostri ragazzi a ripiegare su se stessi, visitando relazioni prevalentemente virtuali, spesso unidirezionali, comunque non favorevoli allo sviluppo della capacità di riconoscimento dell’altro e nell’altro. Per questo motivo, recuperare e valorizzare tradizioni popolari come l'onomastico diventa importante per mantenere vivo il dialogo, arricchire le relazioni interpersonali e scongiurare dimensioni di solitudine e isolamento. Ricevere auguri per il proprio nome può generare un senso di privilegio e orgoglio, evidenziando l'unicità e l'irripetibilità di ciascun individuo. Si potrebbe persino avanzare la proposta di tutelare questa tradizione nel novero dei "Beni Culturali Immateriali" dell'Unesco, riconoscendone il suo profondo valore sociale e umano.
Formule di Auguri: Tra Affetto e Gesto Simbolico
Esistono numerosi modi per formulare auguri di buon onomastico, adatti a diverse relazioni e contesti. La scelta dipende dal rapporto con il festeggiato e dal tono che si vuole dare alla celebrazione. Le frasi di buon onomastico servono a fare gli auguri a coloro che amano celebrare il proprio nome. Si tratta di una ricorrenza di origine cattolica, infatti il nome proprio si festeggia nel giorno dedicato al santo che lo porta. Tuttavia non è insolito dedicare delle frasi di buon onomastico anche a chi non è credente, quando si conosce la data giusta, magari perché si tratta di un santo famoso.
- Auguri Affettuosi e Personali: Frasi come "Oggi si festeggia un nome bellissimo, ma soprattutto una persona speciale!" o "Il tuo nome è bello da pronunciare, ma ancora di più è bello conoscerti", sono ideali per esprimere vicinanza a figli, genitori, sorelle, fratelli o amici, sottolineando il valore della persona e del suo nome.
- Auguri Divertenti: Per gli amici più ironici, si possono scegliere frasi leggere e scherzose, come "E anche oggi il tuo nome ha trovato un motivo per festeggiare! Buon onomastico... qualsiasi scusa è buona per una fetta di torta, no?".
- Auguri Formali: In contesti professionali o più distaccati, si preferiscono espressioni concise ed eleganti, quali "In occasione del suo onomastico, le porgo i miei più sinceri auguri." o "Un nome importante per una persona che lo onora ogni giorno. Felice onomastico."
- Auguri per il Partner: Per la persona amata, le frasi si caricano di romanticismo, ad esempio "Il tuo nome è la mia parola preferita. Buon onomastico amore mio, ogni giorno con te è una festa."
Anche se molti non festeggiano l'onomastico, è bene essere preparati, poiché per alcuni riveste un'importanza pari, se non superiore, al compleanno.
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