Il Significato Profondo del Buon Onomastico: Una Tradizione da Riscoprire

Qualche giorno fa, in occasione dell'onomastico del nostro Direttore, come prevedibile, qualcuno ha lanciato messaggi di auguri in una chat di servizio. Un garbato pensiero che, tuttavia, ha sortito l'effetto di destare un po' di sorpresa tra coloro ai quali quest'usanza, non dico non sia nota, ma è senz'altro desueta. Evidentemente, l'abitudine di celebrare l'onomastico non è da tutti e, a tutte le latitudini, avvertita. Nei giovani, poi, va perdendosi del tutto.

Illustrazione di persone che si scambiano auguri in un contesto sociale, con un tocco tradizionale italiano

L'Onomastico nel Sud Italia: Un Compleanno "Sociale"

Nella tradizione del sud Italia, l'onomastico non è una festa accessoria, un optional da selezionare secondo gradimento. L'onomastico assume il valore di compleanno “sociale”, è una sorta di compleanno “pubblico” che reca in sé importanti implicazioni. Mentre il compleanno “anagrafico” si riconduce alla sfera del privato, alla celebrazione dell'evento ristretta ad un numero limitato di persone, l'onomastico sancisce il riconoscimento “dell'altro” all'interno di un orizzonte di relazioni più ampio.

Il Significato dello Scambio di Auguri

Gli auguri, in questa particolare circostanza, recano un messaggio il cui significato è: “mi stai a cuore, e anche se non so quando sei nato, non essendo nel novero dei tuoi legami più intimi, troverò nell'onomastico l'occasione utile per dimostrarti, con un gesto di affetto, che ti penso, che sei importante”.

La Reciprocità del Dono: Onomastico vs. Compleanno

A partire dall'atto di “riconoscimento dell'altro” (il destinatario degli auguri), l'onomastico restituisce, in un orizzonte di senso autenticamente relazionale, anche una ricaduta sul “riconoscimento del sé” (colui che gli auguri li porge). Questa reciprocità si esprime attraverso uno scambio di doni che sottolinea la complementarietà del legame con l'altro, esprimibile in una sorta di messaggio di risposta quale: “io ci sono -perché ci sei tu che mi dai legittimazione- ti riconosco”. Tale reciprocità non è analoga a quella del compleanno: nell'onomastico il primato del dono si ribalta. Mentre nel compleanno il primato è sul “dono ricevuto”, nell'onomastico il primato è sul “dono ricambiato”.

Esempi dalla Tradizione Partenopea e del Sud

Un esempio chiarificatore, attingibile dalla tradizione partenopea e del sud, è che per l'onomastico non è consuetudine omaggiare necessariamente il festeggiato con doni materiali, ma solo con gli auguri che, assumendo pregnanza simbolica, vanno appunto ricambiati con un altrettanto simbolico gesto: un piccolo dono da parte di chi li riceve. In ragione di ciò, non è insolito che il 19 marzo il “collega Giuseppe” si presenti al lavoro con un cabaret di fragranti zeppole o che il nostro Direttore, in tempi non pandemici, abbia offerto infiniti caffè nel giorno di San Vincenzo.

Foto di un cabaret di zeppole o caffè offerto in un contesto lavorativo

Riflessioni Critiche e Interpretazioni Contemporanee

Onomastico in una Società Multiculturale

Si potrebbe opinare che in una società multiculturale e religiosamente inclusiva, tutto ciò non abbia più senso. Come pure, si potrebbe rilevare anche che gli auguri per l'onomastico non sempre si coniughino con il riconoscimento dell'altro in senso positivo ed autentico. Come quando il datore di lavoro viene omaggiato con gli auguri formulati non per piacere ma per obbligo, per esempio a Natale (ma anche a Pesach, o durante Ramadan, i capi antipatici sono trasversali ad ogni confessione). In linea con tale pratica, anche gli auguri per l'onomastico potrebbero risultare intrisi di ipocrisia ed anche di un pizzico di opportunismo.

L'Onomastico come Segnale Sociale: La Dimenticanza

E tuttavia, proprio nella sua peculiare caratteristica di occasione non del tutto nota (come il Natale, appunto) ma facilmente conoscibile (nel calendario ed in internet), l'onomastico contempla anche la possibilità della sua dimenticanza (autentica o opportunamente studiata) e può tradursi in un segnale significativo per l'altro, tale da restituirgli un feedback sul suo “indice di gradimento sociale”. Una sorta di: “mi sono dimenticato di te/ti ignoro affinché tu ci possa riflettere e riposizionarti”.

Il Valore Educativo e Culturale dell'Onomastico

Il valore culturale ed umano di questa festa può riconoscersi nell'opportunità che offre di facilitare lo scambio di emozioni di segno positivo, nel sollecitare comportamenti oblativi, nel contribuire alla formazione di un pensiero relazionale ed empatico che in questo particolare momento di emergenza sanitaria, ma anche sociale, manca di adeguato esercizio. Difatti, l'uso pervasivo delle tecnologie e le limitazioni imposte dalla pandemia hanno portato i nostri ragazzi a ripiegare su se stessi, visitando relazioni prevalentemente virtuali, spesso unidirezionali, comunque non favorevoli allo sviluppo della capacità di riconoscimento dell'altro e nell'altro.

Un Appello per la Memoria: Don Peppino Diana

Queste ultime riflessioni sulla dimenticanza richiamano alla mente l'occasione in cui un onomastico, purtroppo, non fu scordato, e proprio per questo sarà necessario ricordarlo sempre anche in futuro: quello di Don Peppino Diana, assassinato dalla camorra proprio nel giorno della sua festa. Tale giorno fu scelto, non a caso, per il valore simbolico che rappresentava; oltre alla sua morte fisica si intendeva distruggere la sua immagine identitaria, in sfregio appunto al nome. In virtù di quel corpo e di quella festa violata, molte persone hanno ritrovato la forza per ripensare la propria identità sopita dalla paura, riprendendosi il proprio nome e la propria voce.

Foto di Don Peppino Diana o di un murales in sua memoria

Onomastico come Strumento per lo Sviluppo Relazionale

Questa tradizione meriterebbe di essere tutelata nel novero dei “Beni Culturali Immateriali” dell'UNESCO. L'onomastico offre un ulteriore “dono” educativo, la possibilità di condividere con chi legge un'ultima riflessione che riguarda, in particolare, i nostri giovani e i nostri studenti, stimolando la capacità di riconoscimento dell'altro e nell'altro.

Frasi di Auguri per l'Onomastico: Diversi Modi di Celebrare

Ogni nome ha una storia, un significato e un suono unico. Ma più di tutto, dietro a ogni nome c'è una persona speciale. Ecco alcune frasi per celebrare l'onomastico in vari contesti.

Auguri Generici e Affettuosi

  • Oggi si festeggia un nome bellissimo, ma soprattutto una persona speciale: [nome]! Ti auguro di trascorrere questa giornata con il sorriso, circondato/a dall'affetto di chi ti vuole bene.
  • Buon onomastico, [nome]! Il tuo nome porta con sé dolcezza, forza e personalità, proprio come te. Che ogni giorno sia una nuova occasione per brillare e far sorridere il mondo intorno a te.
  • Tantissimi auguri di buon onomastico, [nome]! Ti auguro che questo giorno ti porti tutto ciò che ami: serenità, abbracci sinceri, piccoli momenti felici e magari anche un po’ di dolcezza in più.
  • Buon onomastico, [nome]! Ti auguro una giornata piena di attenzioni, sorprese e affetto vero.
  • Buon onomastico, [nome]! Oggi è il giorno perfetto per ricordarti quanto sei importante per chi ti sta accanto.
  • Auguri di cuore, [nome]! Nel giorno del tuo onomastico, ti mando un abbraccio grande e un pensiero speciale. Che la vita ti regali sempre motivi per sorridere.
  • Tanti auguri di buon onomastico, [nome]! Spero che questa giornata sia piena di amore, felicità e piccole grandi emozioni da custodire nel cuore.
  • Oggi festeggiamo il tuo nome, ma anche la meravigliosa persona che sei. Buon onomastico, [nome]! Continua a essere luce per chi ti sta intorno.
  • Il tuo nome è bello da pronunciare, ma ancora di più è bello conoscerti. Buon onomastico, [nome]! Ti auguro tutto il bene del mondo, oggi e sempre.
  • In questa giornata dedicata al tuo nome, voglio farti i miei auguri più sinceri. Buon onomastico, [nome]! Che tu possa vivere momenti pieni di amore, gratitudine e serenità.
  • Il tuo nome è una melodia che rende più bella ogni giornata. Buon onomastico!
  • Auguri speciali a una persona speciale che porta un nome meraviglioso.
  • Che questo giorno porti con sé tanta gioia, proprio come fai tu con chi ti sta accanto.

Auguri Divertenti e Ironici

  • E anche oggi il tuo nome ha trovato un motivo per festeggiare! Buon onomastico, [nome]… qualsiasi scusa è buona per una fetta di torta, no?
  • Auguri, [nome]! Non è il tuo compleanno, ma fa lo stesso: oggi si festeggia il tuo nome… e la tua faccia tosta nel voler ricevere un regalo pure oggi!
  • Buon onomastico, [nome]! Visto che il tuo nome oggi è sulla bocca di tutti… almeno offrila una pizza!
  • Tanti auguri di onomastico, [nome]! Se ti chiedi perché oggi ricevi messaggi, tranquillo: nessuno si è ricordato del tuo compleanno in anticipo.
  • [nome], oggi si festeggia il tuo nome… e io che pensavo fosse solo un giorno come un altro! Buon onomastico, simpaticone/a!
  • Auguri di cuore, [nome]! Il tuo nome è così bello che anche il calendario ha deciso di celebrarlo. Pensa te!
  • [nome], oggi è il tuo giorno! Approfittane finché puoi, che domani si torna nell'anonimato!
  • Non sei tu a festeggiare il nome… è il nome che ha la fortuna di averti! Auguri di cuore!

Auguri Formali

  • In occasione del suo onomastico, le porgo i miei più sinceri auguri.
  • Un nome importante per una persona che lo onora ogni giorno. Felice onomastico.
  • Con stima e affetto, i miei migliori auguri per questo giorno speciale.
  • Che questo giorno dedicato al tuo nome sia solo uno dei tanti motivi per sorridere. Auguri!
  • In questo giorno a te dedicato, ti auguro serenità, salute e tanta felicità.

Auguri per il Partner

  • Il tuo nome è la mia parola preferita. Buon onomastico amore mio, ogni giorno con te è una festa.
  • Auguri amore! Oggi si festeggia il tuo nome, ma io ti festeggio ogni giorno da quando sei nella mia vita.
  • Il tuo nome mi fa sorridere ogni volta che lo sento. Buon onomastico, cuore mio!
  • Buon onomastico alla mia persona del cuore. Che questo giorno ti porti la felicità che meriti.
  • Il tuo nome è musica per me, la colonna sonora della mia vita.

Origini e Storie di Nomi Celebrati (Santi e Sante dell'Onomastico)

L'onomastico è strettamente legato al calendario dei santi, e ogni nome ha spesso una ricca storia e un significato profondo. Non trascorre giorno senza compleanni e onomastici. Tuttavia, capita a qualche centinaio di cittadini di ricevere l'inatteso buon onomastico, un augurio praticamente caduto in disuso, contrariamente al compleanno. Un cittadino savonese, Carlo Scrivano, noto alle cronache per gli incarichi ricoperti, da anni è uso ricordarsi del Santo protettore, telefonando ad amici e conoscenti nella ricorrenza che molti dimenticano. Gilberto Costanza, dopo la rubrica Buon Compleanno, complessa e a rischio errori, ha deciso di inaugurarne una seconda, inedita e meno diretta.

Mappa dell'Europa che evidenzia le regioni con forti tradizioni legate all'onomastico

San Bartolomeo Apostolo (24 agosto)

Nome molto diffuso nei paesi anglosassoni, soprattutto nelle forme diminutive Bartie, Bartle, Bartley, deriva dall'aramaico (lingua parlata ai tempi di Gesù), e proprio nella cultura ebraica nasce il Bartolomeo apostolo e santo, martirizzato nel 47 d.C. per aver difeso e diffuso il Cristianesimo in Arabia e Armenia. Egli viene festeggiato il 24 agosto. Il nome compare infine attribuito a personaggi di fantasia in varie opere letterarie di Giordano Bruno, Pierre Augustin Caron de Beaumarchais, Alessandro Manzoni, e opere musicali di Gioachino Rossini e Wolfgang Amadeus Mozart.

Santa Edvige (16 ottobre)

Giovedì 16 ottobre ricorre l'onomastico di Santa Edvige, nata a Andescj in Baviera nel 1174, fu duchessa della Slesia, sposa di Enrico I° detto il Barbuto. Nel Martirologio Romano è riportato: “Santa Edvige, religiosa, di origine bavarese e duchessa di Polonia, si dedicò assiduamente nell'assistenza dei poveri, fondando per loro degli ospizi e dopo la morte del marito, il duca Enrico, trascorse operosamente i restanti anni della sua vita nel monastero delle monache Cistercensi da lei stessa fondato e di cui era badessa sua figlia Gertrude”.

Sant'Ignazio di Antiochia (17 ottobre)

Venerdì 17 ottobre ricorre l'onomastico di Sant'Ignazio di Antiochia che fu il terzo vescovo di Antiochia, in Siria, terza metropoli del mondo antico dopo Roma e Alessandria d'Egitto e di cui San Pietro era stato il primo vescovo. Non era cittadino romano e quando l'Imperatore Traiano dette inizio alla sua persecuzione fu arrestato e condannato. Nel Martirologio Romano è riportato: “Memoria di Sant'Ignazio, vescovo e martire, che discepolo di San Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo San Pietro la Chiesa di Antiochia di Siria”. Venerato il 17 ottobre, questo giorno celebra anche la figura di Luca, che dal latino significa "nativo della Lucania", e che non vide Gesù ma scrisse il suo Vangelo basandosi sui testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne. C'è un'ampia presenza femminile nel suo Vangelo, cominciando naturalmente dalla Madonna: Luca è attento ai dettagli che la riguardano, alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Di Gesù invece sottolinea l'infinita misericordia, la mansuetudine unita all'onnipotenza, e quella forza che uscendo da lui “sanava tutti”.

Santa Laura di Cordova (19 ottobre)

Domenica 19 ottobre ricorre l'onomastico di Santa Laura di Cordova che: “Sarebbe stata una monaca del monastero di Santa Maria di Cutedara, vicino Cordova in Spagna, di cui nel 856 divenne badessa. Nel <> si narra che durante l'occupazione musulmana rifiutò di abiurare la propria fede cristiana: condotta davanti ad un giudice islamico, fu processata e condannata a morire in un bagno di pece bollente. Dopo tre ore di atroci dolori, diede la sua anima a Dio.” Era l'anno 864. A dispetto delle scarne notizie che si sanno, il culto per la martire Laura ebbe grande espansione e il suo nome è molto diffuso in tutta Europa. Molti studiosi fanno derivare Laura dal latino <>, cioè alloro, pianta sacra ad Apollo e simbolo di sapienza e gloria. Ai tempi dei romani comunque era più facile trovare Laurentia che Laura. Il significato lo si fa risalire al serto di alloro con cui venivano incoronati i vincitori di varie gare. Nei secoli successivi, con il serto sulla testa, si sono raffigurati i poeti e i sapienti. Ancora oggi chi completa il ciclo di studi è detto <>.

Santa Irene del Portogallo (20 ottobre)

Lunedì 20 ottobre ricorre l'onomastico di Santa Irene del Portogallo che: “Nome bello nel suono e nel significato, perché deriva dalla parola greca che significa “pace”. Nata nel Portogallo nella metà del VI secolo, religiosa in un monastero di vergini consacrate a Dio. Si innamorò di lei un giovane signore che più volte la chiese in sposa. Irene gli fece capire come ciò fosse impossibile e non per sprezzo o antipatia, ma per restare fedele ad un impegno più alto. Al rifiuto, il giovane, sinceramente innamorato, si afflisse tanto da ridursi gravemente ammalato. Spronata dalla carità, Irene si recò a visitarlo e lo consolò con parole così ispirate da far presto guarire l'innamorato giovane. Un religioso indegno, turbato dalla bellezza di Irene, tentò di corrompere la giovane, sua penitente. Non riuscendovi, egli si vendicò atrocemente. Offrì alla fanciulla una misteriosa bevanda e poco dopo Irene mostrò i segni di una prossima maternità. Lo scandalo dilagò e lo seppe anche il primo contendente il quale, giustamente, si ritenne odiosamente beffato. Mandò perciò un sicario per punire la donna, da lui ritenuta menzognera e impudica. Il sicario recise con la spada la testa di Irene, poi ne gettò il corpo nelle acque di un fiume. La corrente portò il corpo di Irene fino al Tago, poi lo fece arenare presso la città di Scallabis; dove viveva un Abate, zio della fanciulla. Avvertito in visione dell'accaduto, l'Abate si recò in processione a raccogliere le spoglie dell'uccisa. Non fu difficile comprovare l'innocenza della fanciulla, Martire senza colpa. La sua vicenda commosse l'intera città, tanto che da allora venne chiamata, non più Scallabis, ma Santarèm, cioè “Sant'Irene””.

Sant'Orsola e le Compagne (21 ottobre)

Una Passio del X° secolo, infatti, narra di una giovane bellissima, Orsola, figlia di un re bretone, che accettò di sposare il figlio di un re pagano con la promessa che si sarebbe convertito alla fede cristiana. Orsola fu trafitta da una freccia perché non aveva voluto sposare lo stesso Attila. Questa leggenda, comunque, ha una base storica, come ha dimostrato il ritrovamento di una iscrizione presso una chiesa di Colonia. Nel Martirologio Romano è scritto: “Presso Colonia in Germania, commemorazione delle sante vergini, che terminarono la loro vita con il martirio per Cristo nel luogo in cui fu poi costruita la basilica della città dedicata in onore della piccola Orsola, vergine innocente, ritenuta di tutte la capofila”.

San Donato di Fiesole (22 ottobre)

Mercoledì 22 ottobre ricorre l'onomastico di San Donato di Fiesole che “Nacque in Irlanda negli ultimi anni del secolo VIII° da nobili genitori cristiani. Spinto da un desiderio di perfezione cristiana nel 816 abbandonò la famiglia e la patria e si mise a peregrinare per varie regioni giungendo fino a Roma. Sulla strada del ritorno verso casa arrivò a Fiesole proprio mentre il clero ed il popolo trattavano dell'elezione del nuovo vescovo. Era l'anno 829. Il suo governo pastorale a Fiesole durò oltre 40 anni. Fu uomo di lettere e, se non vi insegnò, certo esercitò molta influenza sulla scuola eretta a Firenze da Lotario in seguito ai deliberati dell'assemblea di Olona del 825. Scrisse diverse opere delle quali rimangono soltanto un epitafio dettato per la sua tomba, prezioso per le notizie autobiografiche; un Credo, poetico, recitato fra gli amici e discepoli prima di morire, e le Lodi di Santa Brigida, patrona dell'Irlanda. Morì a Fiesole tra l'874 e l'877”.

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