“Il frutto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. Il frutto della fede è l’amore. Il frutto dell’amore è il servizio. Il frutto del servizio è la pace.” Queste parole racchiudono il "cammino semplice" seguito da Madre Teresa e dalle Sorelle della Carità. Questo percorso in cinque tappe rappresenta la direzione e lo scopo del suo lavoro tra i più poveri di Calcutta, ma anche un itinerario accessibile a ciascuno di noi per imparare a pregare con più sincerità, ad amare con più intensità e a offrirsi totalmente agli altri.

Gli Inizi di una Vita Dedicata al Servizio
Battezzata il 27 agosto 1910 a Skopje, Macedonia, Madre Teresa fu una suora cattolica che dedicò la sua intera esistenza al servizio dei poveri e dei bisognosi in tutto il mondo. Trascorse molti anni a Calcutta, in India, dove fondò le Missionarie della Carità, una congregazione religiosa dedicata ad aiutare le persone in difficoltà. Nel 1979, Madre Teresa fu insignita del Premio Nobel per la Pace, diventando un simbolo internazionale di compassione, umanità e altruismo.
Agnese Gonxha Bojaxhiu, la futura Madre Teresa di Calcutta, nacque a Skopje il 26 agosto 1910 e venne battezzata il giorno seguente. Era la più giovane di cinque figli; i suoi genitori, Nikola e Drana Bojaxhiu, le assicurarono un'infanzia serena in una famiglia unita. Ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo e la Cresima nel novembre 1916. La vita familiare subì una svolta drammatica con la morte improvvisa del padre Nikola nel 1918, lasciando Drana a provvedere da sola ai suoi tre figli. Nonostante le difficoltà, la madre, fervente credente, garantì ai figli una solida formazione nella fede cattolica, influenzando profondamente la personalità e il futuro orientamento della figlia.
La fervente comunità parrocchiale offrì a Gonxha un ambiente favorevole alla sua crescita spirituale. Ragazza intelligente, dotata e socievole, trovò ampio spazio per utilizzare i suoi talenti in tutte le attività parrocchiali, in particolare nel Sodalizio di Maria, nel coro e nel gruppo missionario. All’età di dodici anni, Gonxha sentì la chiamata alla vita religiosa. Sotto la guida del suo direttore spirituale, P. Franjo Jambreković, S.J., decise di unirsi all’Istituto della Beata Vergine Maria (Rathfarnham) con l'intenzione di "diventare missionaria e spendermi per Gesù che è morto per tutti".

Il Viaggio verso l'India e la Chiamata Interiore
Nel settembre del 1928, a diciotto anni, Gonxha lasciò la sua casa per l’Irlanda. Il messaggio d’addio di sua madre fu commovente: "Poni la tua mano nella Sua, cammina sola con Lui e non volgerti mai indietro. Va’ dritta avanti, perché se guarderai indietro tornerai a casa". Giunta all’Abbazia di Rathfarnham agli inizi di ottobre 1928, divenne postulante e ricevette il nome religioso di Suor Teresa, scegliendo Santa Teresa di Lisieux come sua patrona.
Il 1° dicembre 1928, partì per l’India con altre due compagne, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo due anni di formazione nel Noviziato di Darjeeling, Suor Teresa emise la professione temporanea nel maggio 1931. Fu assegnata alla comunità di Loreto Entally a Calcutta, dove insegnò nella scuola superiore femminile di St. Mary’s. Oltre ai suoi incarichi, la giovane suora si occupò anche di un’altra scuola bengalese di Loreto, St. Teresa, situata in Lower Circular Road, che richiedeva spostamenti quotidiani in risciò. Questi tragitti attraverso Calcutta le offrirono una visione diretta della povertà e delle sofferenze della città.
Nel maggio 1937, Suor Teresa emise la professione perpetua come suora dell’Ordine di Loreto e riprese le sue consuete mansioni a St. Mary’s. Insegnò catechismo e geografia e nel 1944 divenne direttrice della scuola. Si distinse per la sua carità, generosità, coraggio, capacità di lavoro e per il suo carattere gioioso, guadagnandosi l'affetto e l'ammirazione di colleghe, alunni e convittori.
Il 10 settembre 1946, durante un viaggio verso Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette quella che lei definì "la chiamata nella chiamata". Per i successivi dieci mesi, attraverso locuzioni interiori e visioni, Gesù le chiese di fondare una comunità religiosa dedicata al servizio dei più poveri tra i poveri, per saziare la Sua sete d'amore e d'anime. Presentò questa ispirazione al giudizio del suo padre spirituale e al discernimento di Mons. Périer, all'epoca Arcivescovo di Calcutta.
La Fondazione delle Missionarie della Carità
Madre Teresa lasciò Loreto Entally il 16 agosto 1948, dopo aver ottenuto l'indulto di esclaustrazione dalla Sacra Congregazione per i Religiosi. Seguì un breve corso di pronto soccorso presso le Suore Mediche Missionarie a Patna, per poi tornare a Calcutta nel dicembre 1948, dove le Piccole Sorelle dei Poveri le offrirono ospitalità. Pochi giorni prima di Natale, iniziò la sua opera nei sobborghi della città, visitando i malati e istruendo i bambini di strada, aprendo le prime scuole e dispensari.
Il suo diario personale testimonia le grandi difficoltà e sofferenze di quei primi giorni, ma la sua perseveranza nel compiere la volontà di Dio fu incrollabile. L'inizio del diario, datato 16 febbraio 1949, riporta: "Oggi ho imparato una bella lezione: la povertà dei poveri deve essere veramente dura per loro. Sono andata in giro, cercando un alloggio. Ho camminato fino a che le gambe e le braccia mi hanno fatto male. Ho pensato che anche i poveri devono provare dolore nel corpo e nell’anima, mentre cercano una casa, cibo, aiuto... Per mia libera scelta, mio Dio, e per amor Tuo, desidero rimanere e compiere qualunque sia la Tua volontà su di me. Non ho consentito nemmeno ad una lacrima di scendere. Se pure arrivassi a soffrire ancor più d’ora, voglio sempre compiere la Tua santa volontà."
Santa Madre Teresa di Calcutta "la notte oscura dell'anima"
Dio ricompensò i suoi grandi sacrifici con vocazioni, benefattori e un fiorente apostolato. Il 7 ottobre 1950, la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità fu eretta ufficialmente come Istituto Religioso dell’Arcidiocesi di Calcutta. Il 22 agosto 1952, festa del Cuore Immacolato di Maria, patrona delle Missionarie della Carità, Madre Teresa aprì la sua prima casa per moribondi, chiamata Nirmal Hriday, "Cuore Puro". Nirmal Hriday è comunemente conosciuta come il "primo amore" di Madre Teresa, poiché per lei ogni paziente ammalato e moribondo era "Gesù sotto il Volto sfigurato", verso cui poteva trasformare in azione il suo amore per Lui.
Nel 1955, Madre Teresa aprì la Shishu Bhavan, la prima casa per bambini abbandonati e denutriti. Durante gli anni '50 e i primi anni '60, Madre Teresa ampliò la sua opera sia a Calcutta che in tutta l'India. Nel luglio 1965 fu fondata una casa di missione in Venezuela, seguita dall'apertura di case in Europa (Roma) e in Africa (Tanzania) nel 1968.
Espansione Globale e Nuove Fondazioni
Con la crescita del numero delle Missionarie della Carità, Madre Teresa poté diffondere la sua missione in tutto il mondo, aprendo case in Australia, Medio Oriente e Nord America. Istituì il primo noviziato fuori Calcutta a Londra. Per far fronte alle crescenti necessità dell'apostolato, Madre Teresa fondò i fratelli Missionari della Carità (nel 1963) e, negli anni successivi, i rami contemplativi (Sorelle nel 1976 e Fratelli nel 1979) e quello sacerdotale (nel 1984). Un gran numero di laici iniziò a condividere il suo apostolato, dando vita all’Associazione Internazionale dei Collaboratori di Madre Teresa, di carattere interreligioso.
A partire dal 1979, con la fondazione a Zagabria, le Missionarie della Carità arrivarono anche nei paesi comunisti. Nonostante ripetuti tentativi, Madre Teresa non riuscì mai ad aprire una casa di missione nei territori della Cina. La vigilia di Natale del 1985, Madre Teresa aprì la prima casa per i malati di AIDS a New York.
Fino agli anni '90, nonostante l'età avanzata e i crescenti problemi di salute, Madre Teresa continuò a viaggiare in tutto il mondo per partecipare a riti di professione religiosa e ordinazione sacerdotale, aprire nuove case, servire i poveri in zone colpite da calamità e intervenire a innumerevoli riunioni pubbliche. Continuò a fondare nuove comunità in Sud Africa, Albania, Cuba e nell'Iraq devastato dalla guerra.

Riconoscimenti e Ultimi Anni
Durante questi anni di rapida espansione della sua missione, il mondo iniziò a rivolgere la sua attenzione verso Madre Teresa e l'opera che aveva avviato. Numerose onorificenze, a cominciare dal Premio indiano Padmashri nel 1962 e dal rilevante Premio Nobel per la Pace nel 1979, diedero risalto alla sua opera, mentre i media seguivano le sue attività con crescente interesse.
Dopo l'ultimo viaggio da Roma a New York e Washington, in deboli condizioni di salute, Madre Teresa tornò a Calcutta nel luglio 1997. Il 5 settembre morì nella Casa Madre delle Missionarie della Carità a Calcutta. Il suo corpo fu trasferito nella Chiesa di San Tommaso, adiacente al Convento di Loreto dove era giunta quasi 69 anni prima. Centinaia di migliaia di persone di ogni ceto sociale e religione giunsero dall’India e dall’estero per renderle omaggio.
Il Processo di Canonizzazione
Meno di due mesi dopo la morte di Madre Teresa, l'Arcivescovo di Calcutta Henry D’Souza fece richiesta alla Congregazione delle Cause dei Santi di dispensare dal periodo di attesa di cinque anni prima di iniziare la Causa di Canonizzazione. In vista della Canonizzazione, è stato presentato alla Congregazione delle Cause dei Santi il presunto caso miracoloso del recupero rapido, completo, duraturo e senza reliquati di un uomo adulto affetto da "ascessi multipli sopra e sotto-tentoriali con idrocefalo triventricolare". La sua guarigione è stata attribuita all’intercessione della Beata.
Sul caso è stata istruita un'Inchiesta diocesana a Santos in Brasile, dal 19 al 26 giugno 2015, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con Decreto del 2 luglio 2015. L'evento è stato esaminato dalla Consulta Medica del Dicastero che, il 10 settembre 2015, ha ritenuto la guarigione scientificamente inspiegabile. Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi si è svolto l'8 ottobre 2015.
Il cammino della vita cristiana, come sottolineato nelle riflessioni ispirate a Madre Teresa, non è un semplice aiuto momentaneo, ma un impegno radicale che richiede coraggio per riconoscere il divino nel più povero e scartato. I volontari che servono gli ultimi e i bisognosi per amore di Gesù non si aspettano ringraziamenti o gratifiche, poiché hanno scoperto il vero amore. Ogni persona è chiamata a incontrare Cristo nel fratello bisognoso, chinandosi su quanti hanno perso la fede, vivono senza Dio, affrontano crisi familiari, sono malati, carcerati, profughi, immigrati, deboli, indifesi, minori abbandonati o anziani soli. Lì, dove c'è una mano tesa che chiede aiuto, deve esserci la presenza della Chiesa che sostiene e dona speranza.
Madre Teresa, nella sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, mettendosi a disposizione di tutti attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata. Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che "chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero". Si è chinata sulle persone abbandonate, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro conferito, e ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra affinché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini della povertà da loro stessi creata. La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri.
Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo, riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione. Madre Teresa amava dire: "Forse non parlo l...