Perlustrare la mappa dei luoghi frequentati da Gesù può aggiungere sprazzi di luce non solo alla comprensione della sua straordinaria vicenda, ma anche alla storia delle sue parole nei secoli e per le strade del mondo. Gesù è un uomo in movimento, un uomo "che cammina". Si muove, si sposta, esce, incontra, sale, attraversa, percorre. La geografia dei suoi percorsi è stupefacente: si mette in cammino, va per villaggi, città, lungo le strade; sosta lungo il "mare", sale su un monte, su un'altura; si ritira in luoghi deserti, monta su una barca per attraversare e riattraversare il "mare" di Galilea; entra nelle case, entra in sinagoga, ne esce. Va verso la grande città, Gerusalemme, che gli sarà fatale, dove compie dei gesti che non passano inosservati, viene catturato, subisce un processo e viene messo a morte su una collinetta spoglia. I luoghi da lui attraversati sono luoghi che ospitano la parola. Non si tratta soltanto di un corpo che cammina, ma di un corpo che si muove a incontrare altri corpi: per curare, guarire, accarezzare i bambini, banchettare, condividere gioie, dolori, pensieri. Il suo andare è un andare per portare parole, per portare l'annuncio che il perdono e la salvezza sono per tutti.

La Valenza Simbolica dei Luoghi
I luoghi che per noi hanno assunto una connotazione simbolica legata alla vita di Gesù, di fatto, al tempo in cui egli è vissuto e in cui i testi sono stati scritti, avevano già un deposito di senso molto ricco, stratificato e immediato. Il fiume Giordano, ad esempio, ha un significato profondissimo nella tradizione ebraica: analogamente al Mar Rosso, si apre per lasciar passare le dodici tribù di Israele, con Giosuè come guida. È un simbolo di rinascita, di passaggio, di novità. Quando Gesù sale sul monte per tenere il suo sermone più importante, quel monte non può non evocare il monte in cui era salito Mosè, in cui era stato consegnato il dono della Legge. Allo stesso modo, le capanne del deserto sono richiamate quando Pietro e Giovanni, nella scena della trasfigurazione, dicono a Gesù «perché non facciamo qui una tenda...».
Luoghi della Nascita e dell'Infanzia
Betlemme: Culla del Messia
Nel Vangelo di Luca si narra che, a causa di un censimento ordinato da Quirino, Maria e Giuseppe salirono dalla Galilea, dalla città di Nazaret, nella Giudea, alla città di Davide, chiamata Betlemme, perché della casa e famiglia di Davide (Lc 2,1-3). Qui, mentre si trovavano, si compirono i giorni del parto e Maria diede alla luce il suo figlio primogenito (Lc 2,6-7). Gesù fu avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, in un luogo probabilmente riparato e più adatto allo scopo, disseminato di grotte e resti di abitazioni rupestri. A Betlemme, vi erano dei pastori che vegliavano sui loro greggi, ai quali apparve un angelo annunciando una grande gioia (Lc 2,8-14). Essi si recarono a Betlemme e trovarono il Bambino che giaceva in una mangiatoia (Lc 2,16-17). La tradizione identifica il luogo della nascita con una grotta sotto l'altare della Basilica della Natività.
Il Vangelo di Matteo menziona che Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode (Mt 2,1). I Magi, giunti a Gerusalemme, domandarono: "Dov'è il Re dei Giudei che è nato?" (Mt 2,1-3). Dopo averlo adorato e offerto doni, fecero ritorno al loro paese (Mt 2,11-12).
La Fuga in Egitto e il Ritorno a Nazaret
Dopo la nascita, per sfuggire alla persecuzione di Erode, la famiglia di Gesù fuggì in Egitto (Mt 2,13-14). La fuga in Egitto e il ritorno dall'Egitto hanno una forte e subito evidente valenza simbolica. Una volta morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto dicendo: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono infatti morti coloro che insidiavano la vita del bambino" (Mt 2,20). Così la famigliola ritornò a Nazaret.
Nazaret è il paesaggio di Gesù, una regione rigogliosa della quale si è, per così dire, nutrito. Il suo nome compare nei Vangeli, descrivendola come la città dove Gesù visse con Giuseppe e Maria, dove ebbe i primi amici e imparò le prime lezioni. Qui, nel seno di Maria, fu concepito il Figlio di Dio. Il Vangelo sottolinea che Gesù visse e crebbe in sapienza e grazia, davanti a Dio e agli uomini (Lc 2,40 e 52).
Il Ministero di Giovanni Battista e l'Inizio del Ministero di Gesù
Il Giordano e il Deserto: Iniziazione e Tentazione
Il Vangelo di Marco comincia con il racconto di Giovanni Battista che battezza nel deserto e «proclamava un battesimo di conversione in vista del perdono dei peccati (Mc 1,4)». Gesù arriva «da Nazaret, in Galilea» (1,9) e subito si immerge nel fiume Giordano per farsi battezzare. La prima comparsa di Gesù è una scena di movimento: giunge, si mescola agli altri, si immerge, riaffiora. Qui non siamo nel chiuso di una sinagoga, ma all'aperto, con acqua e luce. Non siamo nel centro del Paese o vicini a Gerusalemme, ma in Galilea, terra di periferia e di confine, dove possono accorrere tutti, in quella che è, in un certo senso, terra mobile, terra di nessuno.
Gesù sa che occorre un'altra purificazione, un'altra prova, più difficile e rischiosa: viene "spinto dallo Spirito" verso il deserto (Mc 1,12). Questo è il luogo della tentazione per antonomasia per il popolo ebraico, un luogo di fatica, disillusione e timore. Per quaranta giorni Gesù rimane tra le bestie selvatiche e gli angeli (Mc 1,13). Il deserto è un luogo che, nella memoria, evoca un'estensione di sabbia che forma ondulanti colline sotto un sole rovente, una "terra senz'acqua". È un luogo di solitudine totale, unico, dove la voce di Dio sembra sentirsi più chiara e profonda, e dove l'anima si dilata per incontrare Dio nel modo più puro e immediato. Il deserto che Gesù amava, come quello della Giudea, è duro e arido, un luogo di pietre e polvere, siccità e sofferenza. Nonostante la sua austerità, il deserto divenne un luogo di rinascita e un giardino per breve tempo (Is 35,7).
Il Monte Quarantania, vicino a Gerico, è il luogo tradizionale delle due tentazioni di Gesù. La sua parete verticale, con grotte adattate dai monaci come celle, offre un paesaggio suggestivo, testimone del passaggio di dei e di uomini.
Gerusalemme ai tempi di Gesù - I luoghi della Passione
Il Ministero di Gesù in Galilea
All'inizio della sua vita pubblica, Gesù «percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano» (Mt 4,23-25).
Il Signore aveva lasciato Nazaret e viveva a Cafarnao (Mt 4,13), a nord-ovest del Mare di Genesaret (o Lago di Galilea), dove alcuni dei dodici o loro parenti avevano delle abitazioni. Le moltitudini si avvicinavano a questa piccola città di pescatori per incontrare Gesù, ma lo cercavano anche in altri posti all'intorno (Mt 5,1; 14,14; Mc 6,32-34; Lc 6,17-19; Gv 6,2-5). Tra questi ultimi spicca Tabgha.
Cafarnao: La "Casa" di Gesù
A Cafarnao, Gesù trova rifugio e quiete, ma la folla lo assilla, attratta dalle sue guarigioni. Le case, inclusa la "casa sua" a Cafarnao, sono lo spazio dell'intimità, del discorso fraterno con i discepoli, delle discussioni conviviali. Mai però la casa è spazio chiuso, ma luogo di apertura, dove i discepoli trovano il coraggio di interrogarlo e si sforzano di comprendere le sue risposte.
Tabgha e il Monte delle Beatitudini
Tabgha, a circa tre chilometri ad ovest di Cafarnao, si estende dalla riva del lago all'interno del territorio. Questo luogo ondulato da colline, ricco di sette sorgenti, erba e palme, e con pendii che formano un anfiteatro naturale, era ideale per Gesù per ritirarsi con i discepoli o per accogliere migliaia di persone. Il santuario si trova a circa 200 metri sopra il livello del Mare di Genesaret. Secondo la tradizione, a Tabgha dovrebbe avere avuto luogo il Discorso della Montagna, un insieme di insegnamenti di Gesù che comincia con le Beatitudini. «Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito...» (Mt 5,1-12; Lc 6,20-23).
Un testo attribuito alla pellegrina Egeria identifica il luogo delle Beatitudini vicino alla Chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, sulle pendici di un monte vicino, dove c'è una grotta. Tra il 1937 e il 1938 fu edificato l'attuale santuario delle Beatitudini, scegliendo un posto più alto a circa 200 metri sulla superficie del lago per un panorama più ampio. Benedetto XVI sottolinea la differenza tra il Sinai, un massiccio roccioso nel deserto, e il monte delle Beatitudini, con la sua atmosfera di pace, bellezza della creazione.

La Samaria e la Giudea: Terra di Incontri e Contrasti
Samaria: Un Territorio Controverso
La Samaria, un vasto altipiano con colline e avvallamenti, fu il territorio dei giudici e dei re di Israele. La Samaria rimane viva e indimenticabile, anche se con un'aura di controversia storica e religiosa. Gesù non ebbe rapporti facili con i Samaritani, come testimoniato in Gv 4,9. Tuttavia, in Gv 4,20, i Samaritani dicono: "I nostri padri hanno adorato su questo monte", riferendosi al Monte Garizim, contrapposto a Gerusalemme.
Ain Karim e Gerico: Dalla Nascita di Giovanni alla Tentazione
Ad Ain Karim, una località a ovest di Gerusalemme, amenamente tranquilla e invitante alla preghiera, si celebra la nascita del Precursore, Giovanni Battista, e la Visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta. A Gerico, l'oasi di Berakhà, Gesù affrontò nuovamente la tentazione nel vicino Monte Quarantania.
Gerusalemme e i Luoghi della Passione
Il "dove" di Gesù non è coordinata geografica, ma spazio vissuto, relazione incarnata. I luoghi di Gesù non sono semplice scenario, ma parte integrante della rivelazione. Va verso la grande città, Gerusalemme, che gli sarà fatale. Lì compie dei gesti che non passano inosservati. Viene catturato. Subisce un processo. Viene fatto salire su una collinetta spoglia dove sarà messo a morte.
Monte degli Ulivi: Profezia e Tradimento
Il Monte degli Ulivi, comunemente così chiamato, è l'unico monte di Gerusalemme nominato nei Vangeli. Ha un'altezza massima di 818 metri ed è stato venerato in modo particolare dal cristianesimo medievale e moderno come luogo dell'ascensione di Gesù al cielo, ma anche del tradimento di Giuda e dell'arresto. Esso contrasta con altri "monti santi" dell'Antico Testamento come il Sinai o il Tabor.
Golgota/Calvario: La Crocifissione
Il Golgota o Calvario è il luogo della crocifissione di Gesù. La tradizione cristiana ha sempre saputo che si trattava di un modesto promontorio che si trovava fuori le mura di Gerusalemme. Sebbene i Vangeli non lo chiamino mai "monte", la sua forma gli diede probabilmente il nome (P. Donato Baldi). È tra tutti i luoghi della Bibbia quello più venerato e amato. Inglobato entro le mura della città e protetto dalla costruzione della grande basilica costantiniana, il Calvario è il luogo più santo della cristianità.

Significato dei Luoghi di Gesù
La mobilità della parola di Gesù è accolta e sottolineata dai luoghi della sua vita. La parola "va incontro", viaggia, e attende risposta, si rilancia, interroga, replica, ribatte in un vero e proprio dialogo. Mille luoghi risuonano dell'eco di questa parola, che è lasciata cadere, affidata, sedimentata. Questa logica del movimento sottende non soltanto la gestualità di Gesù, ma le sue parole, che sono mobili, aperte, generose e persino inquiete, ben lontane da una fissità dottrinaria.