La Pinacoteca dei Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza custodisce un'opera straordinaria, conosciuta localmente come il "Tondo di Botticelli", il cui titolo ufficiale è "Madonna con Bambino e San Giovannino adorante". Sebbene non si tratti di una delle opere "maxime" botticelliane, come ad esempio la "Primavera" o la "Nascita di Venere", è certamente un dipinto di grande impatto quando lo si osserva dal vero e da vicino.
Descrizione Dettagliata del Dipinto
Il soggetto raffigurato è quello della Vergine che adora il Bambino alla presenza di San Giovannino. La scena si svolge in un prato fiorito, tra due siepi di rose, con due cespugli di rose fiorite che servono da quinta e lasciano intravedere un paesaggio che fa pensare a Leonardo da Vinci, ricordando la pittura atmosferica leonardesca.
La Vergine Maria
La Madonna è collocata a destra, raffigurata inginocchiata su un prato erboso, a mani giunte, in atteggiamento adorante e china sul Bambino. Indossa gli abiti tipici dell'iconografia mariana: la veste rossa e il manto azzurro. La sua testa è coperta da un velo trasparente e leggero, e il suo volto è lumeggiato dolcemente.
Il Bambino Gesù
Il Bambino Gesù è adagiato su di un ampio mantello, posto sopra un fascio di rose recise, che poggia su un cuscino di rose. È disteso sui lembi della veste e del manto della Vergine, all’ombra di un roseto senza spine. Il Bambino guarda estasiato la madre, in uno scambio di sguardi che incanta dolcemente. Il suo gesto inconsueto potrebbe alludere all’episodio biblico della circoncisione.
San Giovannino
Alla sinistra del Bambino, riconosciamo il piccolo San Giovannino adorante. È identificabile attraverso la pelle di cammello usata come veste, la croce di giunco (o croce astile semplice) e un mantello rosso. Anche lui è inginocchiato e con le braccia aperte in atto di devozione. I critici ritengono che il San Giovannino sia originale, anche se di mano di un aiuto, poiché alla sua figura vennero sovrapposte, in epoca successiva, le foglie e l’aureola del Bambino. Il motivo di San Giovannino fu introdotto da Filippo Lippi verso il 1450 e adottato per la prima volta dal Botticelli nella Madonna del Roseto del Louvre; ebbe poi una rapida diffusione tra i compagni del Botticelli, quali Leonardo e Perugino.

Elementi Architettonici e Scritte
Nella parte inferiore della composizione viene rappresentata una balaustra di marmo, sulla quale è riportata la scritta: "QUIA RESPESIT HUMILITATE ANCILE SUE" (Perché vide l'umiltà della sua serva).
Simbolismo e Contesto Iconografico
L'Hortus Conclusus e le Rose
Il roseto senza spine, sotto cui è adagiato il Bambino, è un particolare che fa allusione al concetto dell' "hortus conclusus". Nell'arte sacra europea, l'hortus conclusus è simbolo del Giardino dell'Eden e della verginità di Maria.
Il Gesto del Bambino
Il gesto del Bambino, disteso su un cuscino di rose e il suo gesto inconsueto, potrebbe rimandare all’episodio biblico della circoncisione, un dettaglio iconografico di particolare interesse.
Storia e Provenienza dell'Opera
Non si conosce la provenienza originaria di questo dipinto. Le prime notizie documentate risalgono a un inventario datato 1642, relativo ai beni di Federico II Landi, custoditi presso il Castello di Bardi (in provincia di Parma). L'opera è ricordata anche in un inventario del 1691. Quando nel 1860 la rocca di Bardi, dove era conservato il tondo, divenne statale, fu trasferito alla Pinacoteca Nazionale di Torino. Confluì nelle collezioni del Comune di Piacenza nel 1862, grazie all'intervento del sindaco della città emiliana, Fausto Perletti.
Attribuzione e Stile
Il dipinto, con il suo stile e la sua composizione, è riconosciuto come opera della bottega del grande maestro Sandro Botticelli. La presenza di San Giovannino, seppur attribuita a una mano di aiuto, ne conferma la provenienza dall'ambito botticelliano, considerando la rapida diffusione di questo motivo tra i contemporanei del maestro.
La Cornice Originale
Il dipinto è racchiuso in una cornice originale di pregevolissima fattura. I suoi intagli e le dorature sono opera della bottega di Giuliano di Maiano. Essa reca tracce di policromia che fanno ragionevolmente presupporre che le foglie della parte centrale fossero in origine colorate con lacca verde. In passato, la cornice, essendo decisamente spessa, proiettava sul dipinto la propria ombra, e la verniciatura protettiva lucida faceva sì che le pennellate catturassero fastidiosi riflessi di luce. Questi inconvenienti sono stati affrontati con successo durante l'ultimo restauro.

Il "Tondo di Botticelli" a Piacenza: Nuove Modalità di Visita
Oggi l'opera, custodita nella Pinacoteca dei Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza, può essere ammirata ancora meglio e più da vicino, cogliendo tutti i dettagli. È stata installata, infatti, una nuova teca con vetro antiriflesso e con un sistema di autocontrollo del microclima, gestibile anche da remoto, garantendo la migliore conservazione di questa preziosa tavola circolare. Inoltre, l'ambiente espositivo sarà rinnovato con nuovi pannelli descrittivi più immediati, resi interattivi dalla presenza di un QR Code.
Il Tondo di Botticelli | Palazzo Farnese Piacenza
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