Maria, la Madre di Gesù: Vita, Ruolo e Venerazione

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Maria, in aramaico מרים (Maryām), in greco Μαριαμ (Mariam) o Μαρια (Maria), e in arabo مريم (Maryam), è la figura centrale come madre di Gesù. È una delle poche donne menzionate nelle Scritture e l’unica la cui vita e il cui ministero sono stati profetizzati secoli prima della sua nascita.

Chi è Maria?

Origini e Profezie

Molti secoli erano passati da quando Dio, nei primi tempi del Paradiso, aveva promesso ai nostri progenitori l’arrivo del Messia. La speranza del popolo di Israele, depositario della promessa divina, si era concentrata su una vergine della stirpe di Davide, che avrebbe concepito e partorito un figlio, chiamato Emmanuele (Is 7, 14), che significa Dio con noi. Generazione dopo generazione, i pii israeliti aspettavano la nascita della Madre del Messia, colei che deve partorire, come spiegava Michea tenendo conto della profezia di Isaia (cfr. Mic 5, 2).

Con il ritorno dall’esilio di Babilonia, l’aspettativa messianica si era fatta più intensa in Israele. Uomini e donne aspettavano con ansia l’arrivo del "Desiderato dalle nazioni". A uno di essi, l’anziano Simeone, lo Spirito Santo aveva rivelato che non sarebbe morto prima che i suoi occhi avessero veduto la realizzazione della promessa (cfr. Lc 2, 26). Anche Anna, una vedova avanti negli anni, supplicava con digiuni e preghiere la redenzione di Israele. Entrambi godettero dell’immenso privilegio di vedere e di prendere fra le braccia Gesù bambino (cfr. Lc 2, 25-38).

Anche nel mondo pagano non mancavano i segnali di un evento imminente. La stessa pax romana, la pace universale proclamata dall’imperatore Ottaviano Augusto pochi anni prima della nascita di Nostro Signore, era un presagio che l’autentico Principe della pace stava per venire sulla terra. I tempi erano maturi per ricevere il Salvatore.

La Nascita e i Genitori

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna (Gal 4, 4-5), e nella verginità feconda di Maria ha donato agli uomini i beni della salvezza eterna. Dio mise ogni cura nello scegliere colei che è sua Figlia, Sposa e Madre. La Vergine Santa, la nobilissima Madonna, la creatura più amata da Dio, concepita senza peccato originale, venne sulla nostra terra. Nacque circondata da un profondo silenzio, forse in autunno, quando i campi riposano. Nessuno dei suoi contemporanei si rese conto di quello che stava accadendo, solo gli angeli del cielo fecero festa.

Uno scritto apocrifo del II secolo, conosciuto con il nome di Protovangelo di San Giacomo, ci ha trasmesso i nomi dei suoi genitori - Gioacchino e Anna -, che la Chiesa ha iscritto nel calendario liturgico. Diverse tradizioni collocano il luogo della nascita di Maria in Galilea o, con maggiore probabilità, nella città santa di Gerusalemme, dove sono state trovate le rovine di una basilica bizantina del V secolo, edificata sulla cosiddetta "casa di Sant’Anna", molto vicina alla piscina probatica. La liturgia mette sulle labbra di Maria una frase dell’Antico Testamento: “Mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere” (Sir 24, 15).

Delle due genealogie di Cristo che compaiono nei vangeli, quella che riporta San Luca è molto probabilmente la genealogia di Maria. Sappiamo che era di stirpe illustre, discendente di Davide, come aveva indicato il profeta parlando del Messia: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici” (Is 11, 1), e come conferma San Paolo quando scrive ai Romani intorno a Gesù, “nato dalla stirpe di Davide secondo la carne” (Rm 1, 3).

Sino alla nascita di Maria la terra era rimasta al buio, avvolta nelle tenebre del peccato. Con la sua nascita è sorta nel mondo l’aurora della salvezza, come un presagio dell’avvicinarsi del giorno. Lo riconosce la Chiesa nella festa della Natività della Beata Vergine Maria: “Con la tua nascita, Vergine Madre di Dio, hai annunciato la gioia a tutti: da te è nato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio”.

Natività di Maria, icona religiosa

Nazareth e il Contesto Storico

Sfortunatamente, il Nuovo Testamento non ci dice nulla sulla vita che Maria conduceva a Nazareth prima dell'Annunciazione. Luca descrive Nazareth come una polis, che può essere tradotto sia con città che con paese, ma non sembra essere stato un luogo di alcuna importanza. Nazareth si trovava su una collina nella Bassa Galilea e sovrastava la fertile Valle di Jezreel, a poco più di cento chilometri a nord di Gerusalemme. L’archeologia indica che la Nazareth del I secolo era più simile a un villaggio che a una città o persino a un paese, e aveva una popolazione stimata intorno ai 400-500 abitanti. Gran parte della popolazione di tutta la Galilea aveva difficoltà a sopravvivere con lavori pagati con salari di sussistenza, come bovari, pescatori e contadini, che consentivano loro di mettere il cibo sulla tavola per la propria famiglia e di pagare le tasse.

Queste scoperte ci danno un’idea di quella che può essere stata la sua vita a Nazareth: una ragazza di campagna che viveva in un villaggio rurale, lontano dal centro religioso di Gerusalemme con il suo tempio, l’aristocrazia sacerdotale e la ricchezza.

L'Annunciazione e la Risposta di Maria

L'Incontro con l'Arcangelo Gabriele

La storia di Maria contenuta nel libro di Luca si apre con l’apparizione dell’angelo Gabriele. Quando Gabriele appare, Maria è una giovane, promessa sposa a Giuseppe (vedere Luca 1:27). Sebbene non si sappia quanti anni avesse Maria all’epoca, nei tempi antichi era possibile stipulare contratti di matrimonio anche prima della pubertà.

L’apparizione di Gabriele e le dichiarazioni con cui le viene detto che lei è “favorita dalla grazia”, che “Il Signore è teco”, che “Benedetta sei tu fra le donne” e che era una donna “scelta” (vedere anche Alma 7:10) devono aver causato in Maria un misto di confusione e persino di paura. Possiamo solo immaginare quali pensieri potrebbero esserle venuti in mente in quel momento, ma tra di essi potevano esserci domande come “Perché Dio mi considera ‘benedetta […] tra le donne’?” o “Perché ho ‘trovato grazia presso Dio’ e che cosa vorrà mai significare?”. Sì, Maria apparteneva al casato di Davide (vedere Luca 1:32; Romani 1:3), ma questo significava poco sotto l’occupazione romana. Dopotutto, era solo una ragazza proveniente da una famiglia di contadini e che viveva in un villaggio insignificante.

Gabriele non risponde direttamente alle domande che forse affollavano la mente e il cuore di Maria, ma continua con il suo messaggio: ella concepirà un figlio, ma non un bambino qualunque. Suo figlio sarà chiamato “Figliuol dell’Altissimo” e riceverà “il trono di Davide suo padre” (vedere Luca 1:32-33). In altre parole, Gabriele ha detto a Maria che suo figlio sarebbe stato sia il Figlio di Dio che il Messia promesso.

Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria

Il "Fiat" di Maria e il suo Significato

Quello che Dio aveva stabilito per Maria non era un piano che ella aveva richiesto. Gabriele si era recato da Maria non per esaudire una richiesta, ma per annunciare la volontà di Dio riguardo alla giovane. Sebbene ci fosse un’ondata di aspettative messianiche nel giudaismo del I secolo, Maria probabilmente non avrebbe mai pensato che lei, una giovane contadina di Nazareth, sarebbe stata la madre del Messia.

La prima domanda che rivolge a Gabriele è: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Luca 1:34). Data la sua circostanza, la sua domanda è ragionevole e non esprime dubbio, ma una richiesta di chiarimento. Gabriele risponde: “Lo Spirito Santo verrà su di te” (versetto 35) e che “Nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (versetto 37).

La seconda risposta verbale di Maria incarna l’impegno e la lungimiranza del discepolo: “Ecco, io son l’ancella del Signore; siami fatto secondo la tua parola” (Luca 1:38). Il termine ancella indica il fatto che Maria ha scelto di accettare la chiamata che Dio le ha esteso. Questa affermazione è la versione di Maria di quello che suo Figlio dirà nel Getsemani: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42).

La Visita a Elisabetta e il Magnificat

Quando Gabriele se ne va, Maria rimane da sola, con la consapevolezza di una chiamata straordinaria e potenzialmente difficile da spiegare. Maria, ricordando la seconda parte della risposta di Gabriele, si reca a casa di Elisabetta. Non appena Maria saluta Elisabetta, accade che “Il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!” (Luca 1:41-42).

Il saluto guidato dallo Spirito rafforzava quello che Gabriele aveva già dichiarato sulla posizione benedetta che Maria aveva tra le donne. La storia di Maria e di Elisabetta è un promemoria del grande valore simbiotico che è il fulcro del sostegno reciproco tra donne di età diverse e a stadi differenti della vita.

L’espressione finale di Maria è nota come il Magnificat ed è la sua manifestazione di gioia in risposta alle dichiarazioni di Elisabetta. Esprime i suoi sentimenti riguardo a ciò che è emerso nella sua vita e riflette la sua rinnovata comprensione del posto a lei riservato nel piano di Dio. Innanzitutto, sente di dover magnificare, elogiare e glorificare il suo Dio, in cui gioisce quale suo Salvatore (vedere Luca 1:46-47). Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua (versetto 56).

Visita di Maria a Elisabetta, scena biblica

Maria nei Vangeli

I Vangeli parlano di Maria soprattutto nel racconto della nascita, dell’infanzia e della morte di Gesù. Le Lettere di Paolo dicono che Gesù è “nato da una donna” (Galati 4,4), ma non la chiamano per nome. Ogni Vangelo dà di Maria notizie diverse, che sono state fuse insieme dalla tradizione cristiana.

Il Vangelo di Matteo

Nel Vangelo di Matteo si narra la nascita di Gesù come un fatto prodigioso (1-2): Maria resta incinta prima di andare a vivere con il suo sposo Giuseppe. Un angelo appare in sogno a quest’ultimo e gli rivela che il bambino è stato concepito “per opera dello Spirito Santo”. Dopo la nascita di Gesù, il re Erode, avvertito dai Magi, ordina di uccidere tutti i bambini nati in quell’anno. Maria, Giuseppe e il bambino si rifugiano allora in Egitto. Nel racconto di Matteo, Maria non ha una parte attiva: l’interesse dell’autore è sottolineare che Gesù è figlio di Dio e non di un uomo, ma al tempo stesso è un uomo vero, nato da una donna. Per Matteo, la nascita del Messia da una vergine era stata prevista dal profeta Isaia (7,14).

Il Vangelo di Luca

Il Vangelo che più esalta la figura di Maria è quello di Luca. Un angelo preannuncia la nascita prodigiosa di Gesù a Maria stessa, che accetta di essere madre del figlio di Dio. Nella visita alla cugina Elisabetta, Maria viene chiamata “madre del Signore”, ed esprime nell’inno Magnificat la sua gioia per la salvezza che Dio opera per mezzo suo. Questo Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ain Karim, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei e incinta di sei mesi. Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele, impose il nome Gesù. Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme, e preoccupati, tornarono indietro a cercarlo quando lo persero.

Luca sottolinea che Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore, indicando che la sua fede non nacque all'improvviso ma fu il frutto di un lungo e doloroso processo di riflessione (Lc 2,21-51 e 2,34-35).

I pastori vengono a sapere della nascita di Cristo

Il Vangelo di Giovanni

Nel Vangelo secondo Giovanni, Maria è chiamata sempre «la Madre di Gesù» e compare due volte: la prima nelle Nozze di Cana, dove Gesù acconsente a fare un miracolo su suo invito, e poi durante la Crocifissione, quando le viene affidato il «discepolo che amava» come figlio. Questo brano parla della nascita della «vera famiglia» di Gesù, la Chiesa, e forse allude a quei brani dell’Antico Testamento in cui Israele è visto come una madre che partorisce un popolo nuovo (per esempio Isaia 49,20-22).

Gli Atti degli Apostoli e l'Apocalisse

Negli Atti degli Apostoli, Maria è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Un brano del Nuovo Testamento che è stato riferito a Maria è la visione di Apocalisse 12, dove una donna partorisce in cielo un figlio soprannaturale, sotto la minaccia di un drago.

La Prospettiva degli Studiosi Moderni

Secondo gli studiosi moderni, le storie della nascita di Gesù di Matteo e di Luca non narrano eventi storici in senso stretto, ma espongono le idee religiose degli autori, prendendo spunto dalle storie dell’Antico Testamento e dalle tradizioni giudaiche sulla nascita e l’infanzia dei grandi uomini d’Israele, come Mosè o Samuele. Gli studiosi tendono, invece, a dare un valore storico alla tradizione che afferma che la famiglia terrena di Gesù fosse ostile alla sua missione durante la vita. L’alta considerazione per Maria, specie nelle pagine di Luca, fa pensare che ella deve aver cambiato idea dopo la morte e risurrezione di Gesù e deve aver fatto parte della prima cerchia di discepoli a Gerusalemme, come testimonia il libro degli Atti.

La Devozione Mariana nel Cristianesimo

Dalla Pietà Popolare ai Dogmi

L’importanza di Maria fu immediatamente riconosciuta dai primi cristiani, come testimoniano i graffiti sulle pareti della Santa Casa e altri testi dei Padri della Chiesa. Nel II secolo, si affermò l’idea che Maria sia rimasta vergine tutta la vita. Per Ireneo e Giustino, ella è la nuova Eva, che con la sua obbedienza è divenuta madre di tutti i cristiani. Risale al II secolo anche il Protoevangelo di Giacomo, un testo apocrifo che narra episodi sconosciuti ai Vangeli canonici, come la nascita di Maria da due genitori anziani e sterili, Anna e Gioacchino, e la sua infanzia nel Tempio. Benché non fu mai accettato come testo canonico, il Protovangelo influenzò l’immagine di Maria tra i cristiani e ispirò molte raffigurazioni artistiche. Nel IV secolo si applica a Maria anche la profezia di Genesi 3,15: ella è colei che «schiaccerà la testa» del serpente (il diavolo).

Nel corso dei secoli, la teologia cattolica ha sviluppato le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi sulla Bibbia, sulla Tradizione, sulle parole illuminanti di molti santi (come il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori) e sulle numerose apparizioni di Maria nel corso della storia (Lourdes, Fatima).

Essa è presentata all'unanimità come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente.

Icona della Madonna con Bambino

I Dogmi Mariani

Tra tutti i santi, Maria occupa una posizione di rilievo nella Chiesa cattolica, come dimostrano le quattro dichiarazioni vincolanti di fede in Maria, i cosiddetti dogmi Mariani:

  • Maria come Madre di Dio (Theotókos): Al Concilio di Efeso dell'anno 431, si decise che Maria non è solo la "Madre di Gesù", ma deve essere chiamata "Madre di Dio", perché nel Figlio la natura divina è unita alla natura umana. Questa festività liturgica, che già si trovava nel VII secolo, fu istituita ufficialmente nel 1931 da Papa Pio XI in occasione del XV centenario del Concilio.
  • Maria come vergine eterna (Aeiparthenos): Secondo l'insegnamento della Chiesa, Maria era vergine prima, durante e dopo la nascita di Gesù.
  • Maria Immacolata Concezione: Già Agostino aveva detto che Maria, a differenza dei grandi santi, non aveva mai peccato. Questa dottrina si definì come uno speciale privilegio di Maria di essere stata concepita senza peccato originale. Il dogma dell'Immacolata Concezione fu proclamato nel 1854.
  • L'Assunzione di Maria in cielo: Secondo la dottrina cattolica, Maria è stata assunta in cielo dopo la morte, in anima e corpo. Il dogma dell'Assunzione fu proclamato nel 1950.

La Venerazione e l'Adorazione

Maria rappresenta l'interfaccia verso il cielo per i credenti - anche se Maria non è mai adorata, ma solo venerata. L'adorazione rappresenta la venerazione di Dio. Per un cristiano, Maria e gli altri santi sono "solo" ammirevoli modelli religiosi, ai quali si chiede aiuto e con i quali si ha un dialogo personale. Maria è "una di noi", conosce la vita umana con tutte le sue preoccupazioni e le sue necessità per esperienza personale. Questo la rende comprensiva.

Santuari e Feste Mariane

Numerosi santuari mariani, piccoli e grandi, testimoniano il profondo attaccamento a Maria. I fedeli cercano rifugio con i loro piccoli e grandi dolori e si affidano alla sua intercessione. I più grandi santuari mariani del mondo sono a Guadalupe (Messico), Aparecida (Brasile), Lourdes (Francia), Fatima (Portogallo) e Czestochowa (Polonia), che accolgono ogni anno milioni di pellegrini.

La Chiesa ha anche una ricca tradizione di feste e commemorazioni mariane, riconoscendo che Maria è l'unica persona che ha accettato l'amore di Dio senza riserve:

  • La Madonna delle Grazie (2 luglio): Commemora la visita di Maria incinta a sua cugina Elisabetta.
  • La Regalità di Maria Santissima (22 agosto): Celebra Maria come Regina del Cielo, completamento della sua gloriosa accoglienza in cielo.
  • Festa del Santissimo nome di Maria (12 settembre): Risale a una festa in onore del nome di Maria, resa obbligatoria da Papa Innocenzo XI dopo la vittoria contro i turchi a Vienna nel 1683.
  • Festa Nazionale della Vergine dei Sette Dolori di Maria (15 settembre): In cui la gente venera Maria come donna sofferente e compassionevole, rappresentata nella Mater Dolorosa.
Santuario mariano di Lourdes, Francia

Il Punto di Vista della Riforma Protestante

I Riformatori del XVI secolo, in generale, mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero, ad esempio, ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'Annunciazione, la Visitazione e la Purificazione di Maria. In seguito, con l'Illuminismo e la teologia liberale, sono state fatte oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, come la verginità perpetua, sostenendo che Maria ebbe anche altri figli dopo Gesù, basandosi su un'interpretazione di "fratelli di Gesù" che si trova nei Vangeli.

Maria in Altre Tradizioni

Maria nell'Islam

Maria assume un ruolo privilegiato anche nel Corano e, dunque, nell'Islam. Essa è citata ben 34 volte e con il nome proprio Maryam, caso unico nel testo sacro dei musulmani. La Vergine è presentata come la figlia di 'Imrân, considerato il Gioachino della tradizione cristiana. Maria-Maryam è una creatura eccezionale in quanto madre di Gesù, che viene sempre menzionato come Gesù, figlio di Maria. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e corrisponde indicativamente al termine cristiano "Madonna".

Tuttavia, sono frequenti i passi in cui si tende a ribadire l'errore dei cristiani che le attribuiscono qualità soprannaturali. L'Islam, preoccupato di non associare ad Allah alcuna altra figura, non prevede gesti devozionali o attribuzioni di ruoli di intercessione o simili ad altri che non sia Dio, dunque neppure a Maria. Nonostante ciò, la devozione popolare, specialmente legata alla maternità di Maria, va oltre il dettato coranico e spesso uomini e soprattutto donne musulmane si recano a venerare la Vergine nei santuari a lei dedicati. Dopo Gerusalemme, il santuario più frequentato in Oriente è quello di Sednaya, vicino a Damasco: vi si venera un'immagine di Maria che si dice sia dipinta dall'evangelista Luca. In Egitto, a Samallut, vi è un santuario mariano sul monte Al-Tir, dove avrebbe soggiornato la Sacra Famiglia.

Moschea di Seyyida Maryam, immagine di un luogo di culto islamico dedicato a Maria

Il significato di Maria per le donne di oggi

Per alcune donne, l'immagine ideale di donna basata su virtù come l'obbedienza, l'umiltà e la sottomissione non ha più nulla in comune con la realtà della vita moderna. Tuttavia, oltre a questa immagine tradizionale, c'è un altro lato della Madonna che rende Maria di nuovo attraente per alcune donne. Si tratta di una donna che, nonostante un futuro incerto, non perde mai il coraggio e sfrutta sempre al meglio la sua situazione, ad esempio quando fugge in Egitto con suo figlio. Maria ha entrambi i piedi per terra e conosce le preoccupazioni dei genitori con la loro prole. L'arcivescovo di Monaco e Frisinga, il cardinale Reinhard Marx, vede Maria come una donna sicura di sé, che invita a riflettere sul giusto rapporto tra i sessi. La sua storia è un promemoria senza tempo del prezzo e delle benedizioni del discepolato. Dio si aspetta che i suoi seguaci si facciano avanti quando estende loro i suoi inviti. La nostra sfida consiste nell’avere la fede di sottomettere la nostra volontà alla Sua, di accettare le Sue chiamate con la fede che il Suo Spirito ci magnificherà quando saremo al Suo servizio.

Donna in preghiera con rosario, simbolo di devozione mariana

Domande Frequenti (FAQ)

Quando è nata Maria?

Maria, la Madre di Dio, è nata come Miriam più di 2000 anni fa. Gli scritti apocrifi indicano i suoi genitori come Gioacchino e Anna, con la nascita probabilmente a Gerusalemme.

Maria è la madre di Dio?

Secondo la Bibbia, Maria non ha dato alla luce Dio, ma il Figlio di Dio. Dal Concilio di Efeso del 431 d.C., tuttavia, Maria è venerata nel cristianesimo come Madre di Dio (Theotókos), in quanto suo figlio Gesù è vero Dio e vero uomo.

Quali sono i nomi dei genitori di Maria?

Secondo il Protovangelo di Giacomo, Maria è figlia di Gioacchino e di sua moglie Anna. Questa tradizione è stata accolta dalla Chiesa.

Perché Maria è vergine?

Secondo le ricerche bibliche, il fatto che Maria fosse vergine al momento della concezione di Gesù è attestato dai Vangeli canonici. La Chiesa cattolica ha elevato la verginità di Maria prima, durante e dopo la nascita di Gesù a dogma, la "verginità perpetua".

Come è morta Maria?

Non ci sono informazioni storiche certe sulla morte di Maria. Morì secondo diverse ipotesi sia in Israele che in Turchia. La tradizione cristiana sostiene la sua Assunzione in cielo in anima e corpo dopo la morte.

Dov'è sepolta Maria?

Secondo l'antica tradizione ecclesiastica, la Tomba di Maria vicino a Gerusalemme è considerata il luogo di riposo finale di Maria, la madre di Gesù.

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