Il crollo del teorema accusatorio
Niente ladri di bambini, niente elettroshock, nessun sistema illecito. Il cosiddetto teorema di Bibbiano è crollato dinanzi al Tribunale di Reggio Emilia, che con una storica sentenza di primo grado ha pronunciato un fiume di assoluzioni, sancendo che il fatto non sussiste. L'inchiesta, nota come "Angeli e Demoni", si è rivelata priva di fondamento dibattimentale, portando all'abbattimento di centinaia di capi d'imputazione per i 14 imputati coinvolti.

I dettagli della sentenza
Secondo le giudici del collegio presieduto da Sarah Iusto, nessun minore è stato allontanato ingiustamente dai genitori e non vi è stata alcuna manipolazione volta a instillare falsi ricordi di abusi. Le uniche tre condanne comminate riguardano fatti minori, non inerenti agli affidi:
- Federica Anghinolfi: condannata a due anni (a fronte di una richiesta di 15 anni e mezzo) per una non corretta appostazione di una voce di bilancio.
- Francesco Monopoli: condannato a un anno e otto mesi (a fronte di 11 anni richiesti) per falso.
- Flaviana Murru: condannata a cinque mesi per rivelazione di segreto.
Tutte le pene sono state sospese e le difese hanno già annunciato il ricorso in appello per le condanne residue. La stragrande maggioranza degli imputati, tra cui Nadia Bolognini, è stata assolta con formula piena perché il fatto non sussiste.
Il contesto dell'inchiesta: dai titoli di giornale alla realtà giudiziaria
L'inchiesta esplose il 27 giugno 2019, alimentata da narrazioni mediatiche che parlavano di "elettroshock sui bambini" e "compravendita di minori". Il caso divenne il simbolo di una gogna mediatica e di una crociata ideologica, utilizzata intensamente durante le campagne elettorali. Tuttavia, il processo ha dimostrato che, contrariamente a quanto sostenuto dall'accusa, non vi è stato alcun aumento spropositato degli affidi - che al contrario sono diminuiti nel periodo sotto indagine - né un sistema finalizzato a fini di lucro o politici.
Bibbiano, cadono quasi tutte le accuse nel processo "Angeli e Demoni". Undici assoluzioni
Le reazioni dei protagonisti e le critiche al sistema
I legali degli imputati hanno espresso soddisfazione per la verità giudiziale emersa, sottolineando come la gogna mediatica abbia distrutto vite e paralizzato il sistema di tutela dei minori. Gli avvocati Oliviero Mazza e Rossella Ognibene hanno dichiarato che la sentenza ripaga gli sforzi compiuti, pur non potendo cancellare i danni irreparabili provocati all'immagine dei loro assistiti.
Dal canto suo, Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, ha evidenziato come il cosiddetto "strapotere" dei servizi sociali sia un mito. Ha ricordato che gli allontanamenti sono disposti dal Tribunale per i Minorenni e che, in Italia, il tasso di minori fuori famiglia è significativamente inferiore rispetto ad altri Paesi europei come Francia o Germania.
Le conseguenze del "terremoto" giudiziario
La chiusura delle indagini e la successiva sentenza di primo grado lasciano un bilancio gravoso:
- Paralisi dei servizi: la paura e il clima di sospetto hanno reso più difficile l'operatività di chi tutela i minori.
- Danno d'immagine: la distruzione mediatica degli operatori ha colpito la fiducia nelle istituzioni.
- Responsabilità collettiva: la necessità di riformare il sistema di affido, risalente al 2001, e di potenziare i servizi pubblici per evitare l'esternalizzazione al massimo ribasso.