Vangeli apocrifi: origini, contenuti e significato

I vangeli apocrifi sono testi religiosi che si riferiscono a Gesù come contenuto. Questi scritti, diversamente dai quattro vangeli canonici riconosciuti dalla Chiesa, non furono apertamente perseguitati, né vennero emanate esplicite proibizioni o bandi contro di essi da parte ecclesiastica e imperiale. Molti di quelli che contenevano nozioni eretiche, perlopiù di tipo gnostico, si persero con l'estinguersi dell'eresia stessa.

L'interesse per i vangeli apocrifi è notevolmente cresciuto nell'Ottocento e di nuovo di recente, in particolare in seguito al successo del best seller "Il codice da Vinci" (2003). Tuttavia, il loro valore storico si limita perlopiù alla ricostruzione dell'ambiente gnostico dei primi secoli dell'era cristiana, senza fornire informazioni affidabili sull'attività di Gesù.

rappresentazione mosaico di Santa Maria Maggiore con Maria che fila la lana

Cosa sono i Vangeli apocrifi?

Il termine "apocrifo" deriva da un verbo greco che significa "nascondere". In origine indicava un testo riservato ai seguaci di una particolare corrente di pensiero e nascosto ai non iniziati. Tra il 41 e il 98 d.C., Matteo, Marco, Luca e Giovanni misero per iscritto la “storia di Gesù Cristo”. Questi quattro Vangeli furono gli unici a essere ritenuti ispirati da Dio e degni di far parte delle Sacre Scritture per fornire “la certezza delle cose” sulla vita terrena e l'insegnamento di Gesù. Col tempo, però, comparvero altri scritti a cui fu attribuito il titolo di “vangelo”.

I vangeli apocrifi spesso narrano vicende di personaggi di cui si parla poco o per niente nei Vangeli canonici, oppure raccontano presunti avvenimenti relativi all'infanzia di Gesù o alla fine della sua vita e al periodo immediatamente successivo alla risurrezione. Questi testi sono stati composti verso la metà del II secolo, quando i testimoni diretti della vita e della predicazione di Gesù erano da tempo scomparsi. L'invenzione dei fatti e di alcuni personaggi toglie a questi testi ogni validità storica.

Vangeli apocrifi dell'infanzia

I vangeli apocrifi dell'infanzia, non canonici ma neanche propriamente eretici, hanno goduto di una certa fortuna almeno a livello artistico. Essi illustrano dettagli relativi alla vita pre-ministeriale di Gesù, soprattutto la sua infanzia, altrimenti ignoti in quanto taciuti dai vangeli canonici. Presentano un carattere abbondantemente e gratuitamente miracolistico che sfocia spesso nel magico-fiabesco, in netto contrasto con la sobrietà dei quattro vangeli canonici.

Il Protovangelo di Giacomo

Il "Protovangelo di Giacomo", chiamato anche "Natività di Maria", descrive la nascita e la fanciullezza di Maria e il suo matrimonio con Giuseppe. È stato descritto come un'invenzione religiosa, una leggenda, e propone la perpetua verginità di Maria, essendo evidente che fu scritto per glorificarla. Questo testo risale probabilmente al 200 d.C. circa e mostra Maria che, come una delle sette vergini scelte, sta lavorando per tessere un velo per il Tempio di Gerusalemme quando l'angelo Gabriele le appare. Il colore del materiale con cui lavora, puro cremisi e scarlatto, non è casuale, ma era stato tratto a sorte. Il Protovangelo di Giacomo (10-11) contiene altri dettagli sulla vita di Maria prima e dopo l'Annunciazione.

Il Protovangelo di Giacomo racconta che Maria, dai tre ai dodici anni, è cresciuta nel Tempio di Gerusalemme (7.1-8.2) con lo scopo di preservarla da ogni impurità. Questo è considerato un requisito affinché Maria, creatura umana, potesse diventare Madre di Dio (Theotokos), come decretato dal Concilio di Efeso nel 431 d.C. In definitiva, ciò che è descritto nel Protovangelo è una visione teologica sotto forma di racconto, che continua a stimolare la nostra curiosità.

Questo vangelo apocrifo narra come Maria sia cresciuta in tutta purezza e separata da ciò che è profano, prima nella casa dei suoi genitori (6,1-7,2) e poi nel tempio (7,2-8,2). Quando deve essere tessuto il velo del tempio, Maria è una delle sette vergini scelte dalla “stirpe di Davide”, attribuendole una discendenza davidica che i Vangeli canonici (Mt 1,16; Lc 2,4) attribuiscono solo a Giuseppe.

Il Vangelo dell'infanzia di Tommaso

Il "Vangelo dello Pseudo-Tommaso" (KThom) si sofferma sull'infanzia di Gesù tra i 5 e i 12 anni e gli attribuisce una serie di miracoli inverosimili, in contrasto con la sobrietà dei Vangeli canonici (cfr. Giovanni 2:11). In questo testo, Giacomo è presentato come il fratello di Gesù, che lo guarisce dal morso di un serpente velenoso. Il Vangelo dell'infanzia, nel suo insieme, mostra poco interesse per Maria, concentrandosi sul rapporto di Gesù con suo padre (adottivo) Giuseppe e sulla sua crescita da bambino.

Il Vangelo dell'infanzia narra anche come Gesù, all'età di otto anni, salvi Giuseppe da una brutta figura nel suo laboratorio, estendendo una sponda di un letto che era troppo corta (KThom 13). Affronta anche il problema di ciò che un figlio di Dio potrebbe imparare dagli insegnanti umani in tre episodi riguardanti la scuola. Gesù, annoiato, pone contro-domande intelligenti a cui gli insegnanti non sanno rispondere. Arrabbiato, smaschera pubblicamente l'ignoranza del primo insegnante e colpisce il secondo con una maledizione. Solo il terzo maestro ha successo, riconoscendo la sapienza di Gesù e mettendosi in ruolo di ascoltatore. Il testo suggerisce che solo ascoltando e imparando da Gesù si può incontrarlo adeguatamente.

Il Gesù del Vangelo dell'infanzia deve anche imparare a gestire il suo potere divino. Le maledizioni sconcertanti e i miracoli punitivi, che a volte colpiscono altri bambini, mostrano che la sua parola taumaturgica può essere tanto salvifica quanto distruttiva. Tuttavia, alla fine prevalgono quelle storie in cui Gesù impegna il suo potere miracoloso e la sua grande sapienza a beneficio degli altri.

Vangeli giudeo-cristiani

I tre vangeli detti giudeo-cristiani, in uso tra i cristiani dei primi secoli rimasti legati alla tradizione religiosa giudaica, sono andati perduti. Ci è giunta traccia di essi solo attraverso testimonianze indirette e occasionali fornite da alcuni Padri della Chiesa.

Vangeli apocrifi gnostici

Le diverse correnti gnostiche dei primi secoli del cristianesimo (II-IV) hanno prodotto diversi testi relativi alla vita e al ministero di Gesù. Per i vangeli apocrifi di origine gnostica, l'artificio letterario è sempre lo stesso: Gesù risorto comunica in privato a un discepolo (quasi sempre apostolo) meritevole 'inedite' e particolari nozioni e informazioni. Questo artificio mostra la consapevolezza che avevano gli scrittori apocrifi della tardiva originalità e della non fondatezza storica dei contenuti narrati. Un ritrovamento significativo è avvenuto nel dicembre del 1945, vicino a Nag Hammadi, in Alto Egitto, dove furono trovati 13 codici papiracei contenenti 52 trattati, attribuiti al movimento religioso e filosofico dello gnosticismo.

Tra i vangeli gnostici più noti, contenuti nella “biblioteca di Nag Hammadi”, ci sono il "Vangelo di Tommaso", il "Vangelo di Filippo" e il "Vangelo della Verità", che presentano riflessioni mistiche di ispirazione gnostica messe in bocca a Gesù. Anche il "Vangelo di Giuda", recentemente ritrovato, è annoverato tra i vangeli gnostici. In questo testo, Giuda è presentato come un personaggio positivo, l'unico tra gli apostoli a riconoscere la presunta vera natura di Gesù. Un tale studioso fa notare che Gesù vi viene descritto come “un maestro e un rivelatore di sapienza e conoscenza, non un salvatore che muore per i peccati del mondo”, in netto contrasto con i Vangeli ispirati, che insegnano che Gesù morì in sacrificio per espiare i peccati del mondo. È evidente che i vangeli gnostici hanno lo scopo di minare, più che di rafforzare, la fede nella Bibbia.

Esempi di vangeli apocrifi gnostici:

  • Vangelo di Filippo: Gnostico, contenente vari detti di Gesù, molti sui sacramenti.
  • Vangelo di Giuda: Gnostico, in cui Gesù stesso avrebbe chiesto a Giuda di tradirlo.
  • Vangelo di Maria di Magdala: Gnostico, rivelazione segreta di Gesù risorto all'evangelista Giovanni, descrivente creazione, caduta, redenzione dell'umanità.
  • Vangelo di Tommaso: Gnostico, contenente detti di Gesù.
  • Dialogo del Salvatore con Salomè: Gnostico, dialogo di Gesù risorto presso il sepolcro con la discepola Salomè.

Vangeli Apocrifi La Verità sui Vangeli Nascosti, dal Vangelo di Giuda al Vangelo di Tommaso

I fratelli e le sorelle di Gesù negli apocrifi

Il fatto che Gesù avesse fratelli e sorelle è ricordato in vari punti del Nuovo Testamento. Marco 6,3 (par. Mt 13,55) nomina specificamente quattro fratelli (il primo di essi si chiama Giacomo), mentre le sorelle rimangono anonime. Dopo la risurrezione di Gesù, Giacomo appare come un importante rappresentante della comunità di Gerusalemme (cfr. Gal 1,19; 2,9; At 15,13-21 ecc.). Il fatto dei fratelli si accorda male con l'idea della verginità permanente di Maria.

Il Protovangelo di Giacomo (9,2) racconta che Giuseppe era già vedovo quando prese con sé Maria. Le sorelle e i fratelli risultano così essere i fratellastri maggiori di Gesù e non rappresentano più un problema per la verginità di Maria. Giacomo serve anche al testo come autore (fittizio), particolarmente adatto e affidabile a causa dei suoi legami familiari con gli eventi riportati.

Altri testi apocrifi e frammenti

I ritrovamenti archeologici del XX secolo hanno portato alla luce alcuni frammenti di papiro o pergamena contenenti testi di natura evangelica non riconducibili ad alcun vangelo apocrifo o canonico. Data la brevità dei testi e la corruzione del supporto, la datazione è particolarmente difficile. Risulta inoltre attualmente impossibile determinare se si trattasse di raccolte di materiale poi confluito nei vangeli canonici.

Frammenti significativi:

  • Papiro di Ossirinco 840 (Ox. 840): Ritrovato a Ossirinco (Egitto) nel dicembre 1905, in 45 linee recto/verso su pergamena. Riporta una diatriba tra il Salvatore e un fariseo capo sacerdote di nome Levi che lo accusa di presentarsi nel tempio senza le necessarie abluzioni rituali.
  • Papiro di Ossirinco 1224 (Ox. 1224): Cinque frammenti recto/verso contenenti 4 pericopi, tra cui una disputa tra Gesù e gli uomini della legge, una guarigione di un lebbroso e una disputa circa la legittimità del pagamento delle tasse.
  • Vangelo segreto di Marco: Citato in un manoscritto del XVIII secolo (ora misteriosamente perduto) che riporterebbe una lettera attribuita a Clemente di Alessandria, ritrovato nel 1958 nel monastero di Mar Saba presso Gerusalemme.

Valutazione dei vangeli apocrifi

A un attento esame, i vangeli apocrifi rivelano ciò che sono. Messi a confronto con i Vangeli canonici, tradiscono un'evidente mancanza di ispirazione divina. Scritti da persone che non avevano mai conosciuto Gesù e gli apostoli, non contengono verità nascoste su di lui e sul cristianesimo, bensì racconti inesatti, inaccurati e fantasiosi, che non sono di aiuto per conoscere Gesù e il suo insegnamento.

Matteo e Giovanni erano due dei dodici apostoli, e Marco e Luca erano stretti collaboratori rispettivamente dell'apostolo Pietro e dell'apostolo Paolo. Tutti e quattro scrissero i loro Vangeli sotto la guida dello spirito santo di Dio. Ecco perché i loro Vangeli contengono tutto ciò che è necessario per credere che “Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio”.

confronto tra testi canonici e apocrifi

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