La Bibbia in Latino e Italiano: Evoluzione e Traduzioni

La Bibbia, testo sacro fondamentale per il cristianesimo, ha conosciuto nei secoli un'evoluzione complessa e una molteplicità di traduzioni, sia in latino che in italiano. Questo percorso è stato caratterizzato da un continuo lavoro di ricerca, confronto sui testi originali e aggiornamento linguistico, riflettendo le esigenze delle diverse epoche e comunità.

rappresentazione allegorica dell'antica e nuova fede dalla Vulgata di Anversa 1650

La Vulgata: La Traduzione Latina Egemonica

Origini e Necessità

Nei primi secoli dell'era cristiana, nell'Impero Romano d'Occidente, circolavano numerose versioni non ufficiali della Bibbia in lingua latina, oggi indicate complessivamente con la dicitura Vetus Latina. In particolare, le traduzioni più antiche, del II secolo, erano diffuse nelle province romane dell'Africa del nord e prendevano il nome di Afra. Il carattere non ufficiale di tali versioni favorì notevolmente l'adattamento e l'interpretazione personale, producendo una notevole varietà di letture; per il Vangelo di Luca, per esempio, si arrivò a non meno di 27 versioni più o meno differenti tra loro.

Per quanto riguarda l'Antico Testamento, il lavoro di traduzione era svolto a partire dalla traduzione greca della versione dei Settanta, e non dai testi originali ebraico-aramaici. Per porre fine a tale anarchia e assicurare alla Chiesa una traduzione di qualità migliore, papa Damaso I si rivolse nel 382 al suo segretario personale, Sofronio Eusebio Girolamo (circa 347-420), dotato di una notevole preparazione letteraria latina e greca.

Il Lavoro di San Girolamo

Girolamo condivideva un aspetto del pensiero di Cicerone: occorre rifuggire dalla tentazione di uno stretto letteralismo, nella convinzione che tradurre è riportare il senso secondo le forme proprie della lingua che si utilizza. Il suo lavoro iniziò con una revisione dei quattro Vangeli sul testo greco originale. Nel 386 Girolamo si trasferì a Betlemme, in Palestina, dove poté studiare la lingua ebraica e aramaica.

Un tema ricorrente nei prologhi ai libri dell'Antico Testamento è la preferenza accordata all'Hebraica Veritas, vale a dire al testo ebraico, a discapito del testo greco della Settanta. Tale scelta appare, alla luce della moderna consapevolezza storico-critica acquisita negli studi biblici, pienamente giustificata. Per Girolamo, nel testo ebraico sarebbe prefigurata con più chiarezza la venuta di Gesù e le caratteristiche del suo ministero. La sua traduzione, che soppiantò gradualmente le precedenti versioni latine, diventò di uso comune dal VI secolo, fino a diventare la versione egemone della Chiesa latina occidentale nel IX secolo.

Caratteristiche e Manoscritti della Vulgata

  • Metodologia Traduttiva: Girolamo dichiarava di non tradurre la parola con la parola, ma il senso con il senso, ad eccezione delle Sacre Scritture, dove "anche l'ordine delle parole è un mistero". La catena paratattica ebraica, costituita da una serie di "wa... wa...", non viene resa da una monotona serie di "et... et..." come nelle Vetus Latina, ma tradotta variamente con "autem... et... -que... quoque... igitur...".
  • Terminologia: Girolamo rese il termine greco agàpe con il latino càritas, una scelta seguita poi dalle principali versioni moderne, anche protestanti (King James, Wycliff, Diodati), e dalla contemporanea Bibbia CEI.
  • Manoscritti: Ad oggi si sono conservati un discreto numero di manoscritti della Vulgata. Tra i più autorevoli:
    • Codex Fuldensis (circa 545): Contiene solo il testo del Nuovo Testamento, e i Vangeli sono nella versione del Diatessaron.
    • Codex Amiatinus (inizio VIII secolo): È il testimone più autorevole e completo della Vulgata, commissionato dal monaco anglosassone Ceolfrid nel 692 e conservato per secoli in un monastero presso il monte Amiata.

Revisioni e Edizioni Successive

Il primo tentativo di ristabilire criticamente l'originale testo di Girolamo è attribuito al letterato romano-ostrogoto Cassiodoro, già verso il 550. Alcuino di York curò una versione della Vulgata per l'imperatore franco Carlo Magno (Natale dell'801).

  • Bibbia di Gutenberg (1455): Tra le centinaia di antiche edizioni a stampa, è sicuramente la più nota, realizzata da Johann Gutenberg.
  • Vulgata Sisto-Clementina (1592-1605): Venne intrapresa una nuova edizione basata sull'edizione di Robertus Stephanus (1528) e corretta in base alla versione greca, portata a termine all'inizio del pontificato di Clemente VIII.
  • Nova Vulgata (1965): Commissionata da papa Paolo VI alla conclusione del Concilio Vaticano II, è una revisione della Vulgata in accordo con i moderni criteri esegetici e filologici, basata sull'edizione critica del 1907 di Pio X. Per tutti i libri, la versione latina viene armonizzata con le edizioni critiche dei testi originali in ebraico, aramaico e greco. Non contiene i libri apocrifi di 3-4 Esdra e la Preghiera di Manasse, già collocati in appendice nell'edizione Clementina.
  • Vulgata Stuttgartensia: Si basa sul testo dell'edizione benedettina del 1907, integrato per il Nuovo Testamento dall'edizione di Oxford del 1889. Un'importante caratteristica è l'inclusione dei prologhi originali di Girolamo e la conservazione di un'ortografia di stampo medievale. Per il salterio viene presentata una doppia versione, quella Gallicana e quella direttamente dal testo ebraico.
edizione bilingue della Sacra Bibbia, Latino e Italiano in parallelo

Le Traduzioni della Bibbia in Italiano

Dalle Prime Versioni Volgari alle Traduzioni Protestanti

Le prime versioni in lingua volgare della Vulgata iniziarono a comparire probabilmente a partire dal XIII secolo. Il 1° agosto 1471 il tedesco Vandelino di Spira pubblicò a Venezia la prima edizione della Bibbia in italiano, con il titolo di Bibbia degnamente vulgarizzata per il clarissimo religioso duon Nicolao Malermi, nota in seguito come Bibbia d’Agosto. Nello stesso anno, sempre a Venezia, uscì un'altra Bibbia in volgare, anonima, che ricalcava testi di tradizione toscana di origine trecentesca, soprannominata Bibbia Jensoniana.

Nel 1530 l'umanista toscano Antonio Brucioli pubblicò Il Nuovo Testamento di greco nuovamente tradotto in lingua toscana, seguito nel 1532 dall’intera Biblia, quale contiene i sacri libri del Vecchio Testamento. Per l'Antico Testamento utilizzò la traduzione latina di Sante Pagnini (1527) e per il Nuovo Testamento la versione latina di Erasmo da Rotterdam (1516).

A partire dal 1559 papa Paolo IV emanò l'Indice dei libri proibiti, che conteneva il divieto di stampare, leggere e possedere versioni della Bibbia in lingua volgare senza previa autorizzazione personale e scritta.

Nel XVII secolo, l’unica Bibbia tradotta in italiano fu quella del protestante Giovanni Diodati, pubblicata a Ginevra nel 1607 con il titolo La Bibbia. Cioè, i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento. Nuovamente traslati in lingua italiana, da Giovanni Diodati, di nation Lucchese. Profondo conoscitore della lingua ebraica, Diodati realizzò, per la prima volta in Italia, una traduzione direttamente dai testi originali greci ed ebraici. I nomi di "Dio" e "Iddio" nella Diodati erano usati alternativamente più per ragioni di assonanza che per ragioni inerenti al testo originale.

La Vera Storia della Bibbia – 5 Mila Anni Rivelati in 75 Minuti

Le Traduzioni Cattoliche del XVIII e XX Secolo

Nel 1757 papa Benedetto XIV espresse il desiderio di una traduzione della Bibbia in italiano. L'abate Antonio Martini pubblicò dapprima il Nuovo Testamento in sei volumi (1769-1771) e poi l’Antico Testamento in sedici volumi (1776-1781). Martini tradusse dalla Vulgata e affiancò al testo italiano il testo della Bibbia latina.

Agli inizi del XX secolo, nel 1924, la traduzione di Diodati fu sottoposta a una profonda revisione, commissionata dalla Società Biblica Britannica e Forestiera e realizzata da un comitato presieduto dal valdese Giovanni Luzzi. Questa nuova versione del testo biblico, nota come Riveduta, non ha alcuna relazione con la Bibbia tradotta da Giovanni Luzzi ma risulta in continuità con la Riveduta del 1924. Poiché la Riveduta del 1924 è l'ultima revisione proveniente da una serie di revisioni che ebbero il loro impianto di origine nel testo di Diodati, si conclude che la Nuova Riveduta del 1994 si colloca nella linea della tradizione del testo tradotto da Giovanni Diodati nel 1607 a Ginevra. Per quanto concerne la traduzione del Tetragramma (YHWH), si è preferito ricorrere alla traduzione orale, quella corrispondente a «SIGNORE», scritto in carattere maiuscoletto per distinguerlo dalla parola "Signore" che è la traduzione del termine ebraico «'adhonai».

Nello stesso periodo iniziarono a proliferare in ambiente cattolico nuove traduzioni della Bibbia, all’inizio ancora dalla Vulgata e in seguito dai testi nelle lingue originali, tra cui quelle di A. Mercati (1929), E. Tintori (1931), M. Sales (1931), G. Ricciotti (1939-1940), A. Vaccari (1958), G. Robaldo (1958), F. Nardoni (1960), S. Garofalo (1963), E. Galbiati - A. Penna - P. Rossano (1964), B. Mariani (1964).

La Bibbia CEI e Altre Versioni Contemporanee

Nel 1968 fu pubblicata dalla Mondadori la Bibbia Concordata, tradotta dai testi originali, con introduzione e note a cura della Società Biblica Italiana. Questa edizione fece seguito alle disposizioni del Concilio Vaticano II (1965), che aveva dichiarato lingua liturgica l'italiano e non più il latino. Nel 1974 fu pubblicata una nuova edizione con leggere modifiche.

La C.E.I., versione curata dalla Conferenza Episcopale Italiana, seconda edizione (1974), ha subito alcune volte spostamenti di versetti o frasi nel testo, il che può causare problemi nei riferimenti. Esempi includono Isaia 7:8-9; 10:16-18; 33:21-23; e 41:6-7/40:19. Lo stesso vale per le addizioni al libro di Ester (i capitoli 1, 3, 4, 8), che hanno riferimenti con lettere. Alcuni brani sono in corsivo, indicando titoli presenti nel testo ebraico o greco (ad es. Salmo di Davide). Le parentesi quadre racchiudono passi o espressioni del Nuovo Testamento che non figurano nei manoscritti più antichi. I traduttori della Bibbia dispongono attualmente di migliaia di manoscritti di varia provenienza, e sebbene rare, sono inevitabili varianti. Talvolta sono semplici frasi riportate da un Vangelo all'altro da copisti medievali troppo zelanti.

Con il testo CEI, sono state pubblicate diverse Bibbie con note e commenti, tra cui le più conosciute sono La Bibbia di Gerusalemme (1974, ed. Dehoniane) e la Bibbia TOB (1976, ed. Elledici), con il loro corpo di note tradotto dalle rispettive edizioni francesi. Nel 1985 fu pubblicata la Parola del Signore.

Nel 1991 l'editrice La Buona Novella di Brindisi pubblicò la Nuova Diodati, la versione Diodati riveduta soltanto nella lingua per avvicinarla a quella corrente.

Nel 1994 fu la volta della versione Nuova Riveduta, edita dalla Società Biblica di Ginevra. Si tratta di una revisione della precedente Riveduta (1924) e pertanto la si può considerare come naturale discendenza del testo tradotto da Giovanni Diodati nel 1607 e revisionato nel 1641, dalla quale si distingue tuttavia sia per l’aggiornamento linguistico, sia per la revisione operata sulla base dei manoscritti greci ed ebraici non disponibili all’epoca di Diodati stesso. La Nuova Riveduta è il frutto di un intenso lavoro di ricerca, di confronto sui testi ebraici e greci e di aggiornamento linguistico sulla base della Riveduta del 1924.

Per quanto riguarda il tetragramma (YHWH), si è preferito conservare la parola Eterno che sembra essere più vicina al significato originale "Io sono colui che sono" (Esodo 3:14).

Edizioni Bilingui e Commentari

La Sacra Bibbia - Testo bilingue (Italiano Latino)

Un'opera significativa è la Sacra Bibbia - Testo bilingue (Italiano Latino), curata da Fortunato Frezza ed edita dalla LEV Libreria Editrice Vaticana. Questa edizione, in 4488 pagine, offre al lettore il testo biblico nelle due versioni latina della Neo Vulgata e italiana della C.E.I., redatte in parallelo ad ogni pagina. L'opera comprende introduzioni, testo biblico, apparati critico ed esegetico, e appendici delle due edizioni. L’utilità di leggere in un unico volume due edizioni è innegabile, con il vantaggio aggiunto del testo italiano che finisce per dare risalto al testo latino affiancato. Fortunato Frezza, canonico vaticano, è dottore in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma.

Commentari Biblici

Numerosi commentari hanno accompagnato e approfondito lo studio della Bibbia nel corso dei secoli:

  • Traduzione dal latino (cioè, della Vulgata) di Giuseppe Bonaccorsi, Giovanni Castoldi, Giovanni Giovannozzi, Giacomo Mezzacasa, Felice Ramorino, Giuseppe Ricciotti, e G. M. Zampini. Introduzione e note di Giuseppe Ricciotti.
  • Commentario esegetico-pratico dei quattro Evangeli del Rev. Roberto Gualtiero Stewart, Dott. Terza edizione, riveduta ed alquanto abbreviata dal Prof. Enrico Bosio, D.
  • Commentario esegetico-pratico sui Fatti degli Apostoli del Prof. Enrico Bosio, D.
  • L'Epistola di S. Paolo ai Romani con commento e riflessioni del Prof. Enrico Bosio, D.
  • Le Epistole di S. Paolo ai Corinzi Traduzione e commentario del Prof.
  • Le prime Epistole di San Paolo Ia e IIa ai Tessalonicesi, Epistola ai Galati; Traduzione e commento del Prof. Enrico Bosio, Th.
  • Le lettere di San Paolo Agli Efesini, ai Colossesi, a Filemone, ai Filippini; Traduzione, commentario, riflessioni del Dott. Firenze, Prem.
  • Le Epistole pastorali di San Paolo A Timoteo ed a Tito; Traduzione e commento del Prof. Enrico Bosio, D.
  • L'Epistola agli Ebrei Versione e commento di E.
  • Le Epistole cattoliche Traduzione e commento del Prof.
  • L'Apocalisse di S. Giovanni Apostolo Introduzione e commento del Prof.
  • Il lavoro di Calvino sui commentari fu sistematico e continuo, spesso collegato alla sua attività di predicatore e docente a Ginevra: molte spiegazioni nascevano dalle prediche o dalle lezioni e venivano poi rielaborate per la pubblicazione. Queste stesse note nutrirono la fede e la resistenza dei Puritani. Furono lette da Shakespeare, Bunyan e Milton, portate in America sulla Mayflower, e distribuite da Cromwell ai suoi soldati.
  • Un commentario in 6 volumi sui Salmi, scritto da Charles H. Spurgeon nel 1885. Contiene riferimenti incrociati per quasi tutti i versetti della Bibbia, cioè, altri versetti che sono simili o che trattano lo stesso tema.

tags: #bibbia #in #latino #e #italiano