La guida divina nella storia della salvezza
Nel contesto biblico, il passaggio di testimone tra Mosè e il suo successore Giosuè rappresenta un momento cruciale. Al termine del suo ultimo grande discorso, prima di salire sul monte Nebo per vedere la Terra Promessa e morire, Mosè trasmette i suoi poteri a Giosuè. A quest’ultimo viene affidata un’investitura essenzialmente politica: la missione di conquistare Canaan e farvi installare le dodici tribù del popolo di Israele. Tuttavia, questo evento sottolinea una verità teologica fondamentale: Dio guida la storia.
La vera guida di tutto, Colui che tesse le fila della storia e la dirige verso l’attuazione del piano di salvezza, è solo Dio. Egli si serve degli uomini come Suoi strumenti affinché, con fedeltà e docilità, collaborino alla realizzazione dei Suoi misteriosi disegni. Questa presenza costante è evidenziata dall’espressione che ricorre più volte nel Deuteronomio: «Il Signore, tuo Dio, lo attraverserà davanti a te... il Signore, tuo Dio, cammina con te... Il Signore stesso cammina davanti a te».

Il significato del cammino con Dio
L’affermazione biblica «Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà» è profondamente incoraggiante. Sapere che Dio cammina con noi, che sta sempre davanti a noi e al nostro fianco, infonde speranza. È importante notare che il Signore non è una presenza che si può "reclamare" automaticamente per giustificare le proprie azioni, comprese le guerre o scelte esecrabili, come purtroppo è accaduto in vari momenti della storia.
Condizioni per un cammino fedele
La promessa della presenza di Dio è strettamente legata alla nostra disposizione interiore. Non è sufficiente affermare «Dio è con noi» per legittimare i propri desideri. Come ricorda il Secondo Libro delle Cronache: «Il Signore sarà con voi, se voi sarete con lui; se lo ricercherete, si lascerà trovare da voi, ma se lo abbandonerete, vi abbandonerà» (2Cr 15,1-2). Anche il profeta Amos sottolinea l'importanza di cercare il bene: «Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e solo così il Signore, Dio degli eserciti, sarà con voi».
La vita cristiana è un vero e proprio cammino durante il quale dobbiamo scegliere con chi vogliamo procedere. Non conta quanto si cammina, ma con chi e come si cammina. Le caratteristiche di chi percorre un cammino degno del Signore includono:
- Una vita di pietà e di preghiera costante.
- La vigilanza sulla propria coscienza per evitare il naufragio della fede.
- La perseveranza negli insegnamenti ricevuti, nonostante i ritmi frenetici della vita quotidiana.

Interpretazione biblica e responsabilità attuale
È necessario leggere la Sacra Scrittura nella sua interezza, senza estrapolare solo le pagine che si adattano ai nostri bisogni personali. Questo monito è particolarmente attuale oggi, di fronte a strumentalizzazioni della Bibbia a fini politici. La Dei Verbum raccomanda che la Scrittura sia letta e interpretata alla luce dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta.
La giustificazione per fede
La nostra relazione con Dio non si basa su opere umane o sulla ricerca di un merito personale, ma sulla fede. Lutero, meditando su questo punto, comprese che «il giusto vivrà per fede». Questa verità libera l'uomo dalla schiavitù del peccato e dalla necessità di "placare" Dio con sforzi umani, offrendo la certezza della salvezza attraverso la grazia in Cristo.
7 - Il Concilio di Trento: Fede, Opere e vera Giustificazione - Don Curzio Nitoglia
L'ancora della speranza in Cristo
La speranza del credente non è un vago desiderio, ma una certezza salda. Essa è paragonabile all'ancora di una nave, gettata nel santuario celeste, dove Cristo è entrato come precursore. Poiché Gesù è la nostra roccia, dove Egli è, là saremo anche noi. La conversione, intesa non come un evento momentaneo, ma come una rivoluzione dell'intera vita, ci permette di mettere Cristo al centro. Conoscere la sua gloria significa essere trasformati gradualmente dal suo Spirito, nutrendoci costantemente della Parola.