Siamo abituati a pensare che i libri facciano parte della nostra vita da sempre, ma in realtà si tratta di un'invenzione antica, ma non così antica. Gli antichi romani, ad esempio, non avevano libri, almeno per come li intendiamo noi. È difficile affermare con precisione quale sia il libro più antico del mondo.

La Bibbia di Gutenberg e l'invenzione della stampa
Il primo libro moderno, stampato con una moderna pressa da stampa, è invece certo: si tratta un’edizione della Bibbia realizzata nel 1455 da Johann Gutenberg, un orafo e inventore tedesco di Magonza. È proprio grazie alla sua tecnica, chiamata stampa a caratteri mobili, che i libri iniziarono a diffondersi e a costare meno. Prima di questa invenzione, i libri erano copiati a mano, pagina per pagina, dagli amanuensi, veri e propri specialisti della scrittura.
Le pagine della Bibbia di Gutenberg sono decorate con disegni di piante e animali. Nonostante la sua importanza storica, la Bibbia di Gutenberg non è affatto un libro tascabile: misura circa 30 per 40 cm e pesa ben 7,5 kg!

Il Diamond Sutra: un contendente al titolo di libro più antico
Secondo alcuni studiosi britannici, il più antico libro stampato al mondo non è la Bibbia di Gutenberg, bensì il Diamond Sutra, un libro dedicato alla religione buddista. Secondo questi studiosi, che ne hanno ritrovato una copia tradotta in cinese, il libro risale all'anno 868, ossia ben 587 anni prima di quello di Gutenberg.
L'unicità e la resilienza della Bibbia
L’unicità e l’autorità divina della Bibbia hanno fatto di essa il libro per eccellenza, non solo per la sua diffusione in tempi nei quali i libri non esistevano, ma anche poiché attraverso i secoli è sopravvissuta ad ogni tipo di attacco. Nel passato, lo zelo fanatico di re, imperatori, autorità religiose, ecc. ha cercato di discreditarla, bandirla, bruciarla e vietarla, per farla sparire per sempre, ma essa è sempre sopravvissuta ad ogni tentativo di distruzione, critica, polemica, ecc. Ancora oggi la sua ispirazione divina la rende attuale, conduce innumerevoli persone a Cristo e la sua forza trasformatrice cambia la loro vita. La Bibbia ha ispirato moltissimi scienziati, poeti, scrittori, musicisti e pittori.
I Segreti Sepolti della Bibbia
Bibbie di dimensioni estreme: dal gigantesco al microscopico
Alcuni si sono cimentati con successo nella realizzazione di Bibbie di grandi e piccolissime dimensioni, come la “Bibbia nano”.
La Bibbia più grande del mondo
La Bibbia più grande del mondo è quella realizzata da Louis Waynai di Los Angeles. Dal 1928 al 1930, Waynai ha lavorato instancabilmente, stampando a mano tutte le lettere della Bibbia, una dopo l’altra in maiuscolo, usando una macchina di sua creazione. La macchina consisteva in un tavolinetto e una ruota, sul perimetro della quale erano incollate tutte le lettere dell’alfabeto, tutte di gomma e fatte in casa. La chiamò la Waynai Biblewriter. La versione della Bibbia era la King James.
Le caratteristiche della sua Bibbia sono impressionanti:
- Spesa totale: 10.000 $, un capitale per l'epoca.
- Ore di lavoro: più di 8.700.
- Pagine: 8.048.
- Peso: circa 400,96 Kg.
- Misure:
- Aperta: circa 2,50 m.
- Altezza: circa 1.10 m.
- Spessore chiusa: circa 86,5 cm.
Per il trasporto, il grande libro dev’essere smontato in 31 sezioni. Dopo diverse esposizioni, nel 1947 la Bibbia fu acquistata dalla Rosen Heights Church of Christ di Ft. Worth, Texas.
Pagine della Bibbia più grandi del mondo in Corea del Sud
Nella Corea del Sud, numerose pagine della Bibbia sono state copiate a mano su giganteschi fogli di carta o cartoncino dagli autori, membri della chiesa di Sungrak. Essi affermano che essere riusciti a portare a termine questo bellissimo progetto è stata una grande benedizione.
Le Bibbie più piccole del mondo
La tecnologia moderna ha permesso di fare molti progressi in questo campo. In passato, realizzare una Bibbia molto piccola sembrava impossibile, ma questo è cambiato quando alcuni istituti israeliani hanno cominciato a fare uso della tecnologia moderna. Oggi è possibile acquistare tutta la Bibbia su un microchip e portarla anche al collo. La società che vende queste micro-Bibbie è la Jerusalem Nano Bible. È meraviglioso il fatto che non importa se la Bibbia sia gigantesca o microscopica, l’effetto delle sue parole - espressioni divine - è invariato.

I libri in miniatura più piccoli del mondo
La ricerca del libro più piccolo al mondo è un campo affascinante che ha visto sfidarsi tipografi e ingegneri di diverse nazioni.
La Lettera di Galileo Galilei a Madama Cristina di Lorena
È considerato da molti il libro più piccolo del mondo stampato a caratteri mobili. Si trova a Firenze, presso la Libreria antiquaria Gonnelli, fondata a fine 1800 da Luigi Gonnelli, che conserva numerose rarità come stampe antiche e moderne, dipinti, disegni, libri musicali, mappe, manoscritti e autografi antichi. Il libro in miniatura (18×11 mm) è composto da 208 pagine perfettamente leggibili, rilegato in brossura. Il carattere utilizzato è a “occhio di mosca” inciso da Antonio Farina nel 1834. Si tratta della lettera di Galileo Galilei a Madama Cristina di Lorena. Nel colophon si legge: “Stampato coi caratteri del Dantino onde superare qualsiasi altra minuscola edizione, Maggio 1897”. Un’altra copia di questo raro libro è conservata a Cesena presso la Biblioteca Malatestiana, la prima biblioteca civica d’Europa. Questo celebre libro di formato minuscolo è il più piccolo mai prodotto con caratteri mobili. Fu stampato nel maggio 1897 ed è conservato nella biblioteca Malatestiana di Cesena. Un esemplare analogo è conservato alla Biblioteca Malatestiana. Per stamparlo sono stati usati caratteri mobili microscopici (non a caso battezzati "Occhio di mosca"), che sono serviti per stampare il "Dantino" del 1878, la più piccola edizione della Divina Commedia.

Contenuto della lettera di Galileo
Madama Cristina di Lorena era la madre del Gran Duca di Toscana Cosimo de’ Medici, presso la cui corte Galileo lavorava come filosofo e matematico. In quel periodo, sosteneva pubblicamente il sistema eliocentrico di Copernico, che era in contrasto con l’insegnamento della Bibbia. Intuendo che sarebbe andato incontro a delle difficoltà, cerca il sostegno della Granduchessa affinché lo proteggesse nei dibattiti romani. Nel suo scritto, redatto probabilmente con l’aiuto di amici ecclesiastici favorevoli al sistema eliocentrico, fa leva in particolare sulla dottrina di Sant’Agostino. La lettera resta dunque un riferimento storico del dialogo tra scienza e teologia.
A trovare la miniatura è stato il direttore della libreria, Marco Manetti, il quale ne entrò in possesso in America e decise di riportarlo in patria. È lui che mostra questo prezioso cimelio dell’editoria. È conservato all’interno di un cofanetto in pelle di colore verde con all’interno una custodia di tela. Un minuzioso lavoro artigianale realizzato successivamente da autore ignoto, per conservare al meglio il minuscolo libro, oggi acquistabile al costo di 2.200,00 euro.
Un’edizione della “Lettera di Galileo a Maria Cristina di Lorena”, edita a Padova nella Stamperia dei fratelli Selmin nel 1897, è di proprietà della storica libreria Ai due Santi, in via del Santo, nella città veneta. È di dimensioni davvero ridotte, precisamente 17×9 millimetri e pagine perfettamente leggibili, perché il carattere utilizzato, noto con il nome di “occhio di mosca”, fu adoperato dallo stesso editore per l’altrettanto celebre edizione di Dante del 1878. All’antiporta si trova inciso il ritratto di Galileo Galilei. I titoli sono a stampa sia a piatto che a dorso. Scritto da Galileo Galilei per Cristina di Lorena, alla quale lo scienziato assicura che la teoria copernicana (il Sole è fermo e tutti i pianeti vi ruotano intorno) non è in contrasto con la fede.
La condanna di Galileo
La crescente ostilità degli ambienti religiosi contro la teoria copernicana portò il Sant’Uffizio, nel 1616, a condannare recisamente questa e a riaffermare l’imposizione del sistema tolemaico: le opere di Copernico furono messe all’Indice e Galileo venne convocato a Roma a giustificare le sue opinioni. Benché le autorità ecclesiastiche avessero autorizzato la pubblicazione dell’opera “Il dialogo sopra i due massimi sistemi del Mondo” e, nella prefazione e nelle conclusioni, Galileo affermasse di accettare la verità religiosa secondo la Bibbia, la difesa del sistema copernicano era manifesta: lo scienziato fu nuovamente chiamato a Roma, processato e giudicato colpevole (1633).
Altri record di libri in miniatura
Sembrerebbe che il primato del formato sia stato battuto da un libro edito dalla casa editrice Die Gestalten Verlag che ha pubblicato in 30 copie il nuovo libro più piccolo del mondo delle dimensioni di 2,4×2,9 mm, che riporta ventiquattro lettere dell’alfabeto, realizzato dal tipografo Josua Reichert.
Per gli appassionati del genere, esiste anche la striscia a fumetti più piccola del mondo: “Juanita Knits the Planet”.
Giappone e Canada: competizione per il primato
Non restano indietro neanche Giappone e Canada. Stando al Guinness dei primati, il libro più piccolo del mondo viene dal Giappone, misura 0,74×0,75 mm, e si trova a Nunkyo. Il minuscolo manoscritto, intitolato “Fiori delle quattro stagioni”, conta 22 pagine che contengono foto di vari fiori che coprono tutte le stagioni dell’anno.
Sempre secondo il Guinness dei primati, sarebbe invece canadese la più piccola riproduzione di un libro stampato. Si tratta di “Teeny Ted from Turnip Town”, misura 0,644×0,660 mm ed è stato scritto da Malcolm Douglas Chaplin e pubblicato da suo fratello Robert. Il libro è dotato anche di un codice ISBN e può essere letto solo con l’ausilio di un microscopio elettronico a scansione.
La sorpresa dalla Russia: il record di Aniskin
La Russia sorprende con un annuncio che coglie di sorpresa i miniaturisti di tutto il mondo: la produzione di un libro di 0,07×0,09 mm (quindi molto più piccolo sia del libro giapponese sia della riproduzione canadese). L'autore, Aniskin, ha impiegato cinque anni per produrre da solo tutta la tecnologia necessaria per creare il libro e in un mese ha realizzato due versioni. La prima s’intitola “Levsha” ed è dedicata a Nikolaj Leskov, del quale riproduce “Storia del fabbro mancino e strabico di Tula e della pulce d’acciaio”. Il secondo, invece, s’intitola “Alfabeto” e contiene le lettere dell’alfabeto russo.
La parte più difficile del lavoro, come dichiarato da Aniskin, è stato il legare insieme le pagine in modo che possano essere girate senza problemi. A questo proposito, ha usato fili di tungsteno del diametro di cinque micron come “molle” per le pagine, che si possono girare con l’ausilio di un ago di metallo affilato. Al momento, l’idea di Aniskin è di stampare 10 esemplari di entrambi i libri.