Una volta in rete, in rete per sempre. Questo concetto, tanto semplice quanto sottovalutato, evidenzia come il sexting - lo scambio volontario di fotografie intime con una o più persone - possa trasformarsi in un'esperienza devastante. Questa trasformazione avviene con la diffusione involontaria, incontrollabile e inarrestabile di materiale pornografico privato, che può avvenire via cellulare o via internet.

Dal Sexting alla Diffusione Incontrollabile
Il problema della diffusione non consensuale di immagini private colpisce anche i giovani svizzeri. Nel 2016, la Polizia federale ha ricevuto 161 denunce per "sextortion": l'estorsione di denaro dietro minaccia di diffusione di materiale intimo. Anche il Canton Ticino non fa eccezione. In passato, il gruppo criminalità informatica della Polizia cantonale era intervenuto in merito a casi simili, riuscendo a bloccare specifici link.
"La Bibbia 4.0": Un Archivio in Crescita
Nonostante gli interventi, è stato scoperto che ancora oggi tutto quel materiale pornografico privato non solo continua a circolare, ma continua ad aumentare. Si parla ormai di migliaia di fotografie - con tanto di nomi, cognomi e talvolta informazioni per contattare le ragazze - catalogate in un archivio denominato "La Bibbia"; anzi, "La Bibbia 4.0", perché giunto alla quarta edizione. Tra le numerose cartelle presenti in questo archivio, ce n'è una intitolata "Svizzere e ticinesi" che contiene 35 nomi di altrettante ragazze più o meno consapevoli di questa loro involontaria popolarità.
Contenuto e Circolazione dell'Archivio
Il link per accedere a "La Bibbia 4.0" circola prevalentemente in Italia, all’interno di determinati gruppi sui social Media, nonché su blog e siti. Tuttavia, l'archivio è giunto anche in Ticino, diffondendosi ulteriormente.
Le Conseguenze Devastanti per le Vittime
Per comprendere appieno le conseguenze del fenomeno, sono state raccolte testimonianze dirette. Due vittime ticinesi hanno condiviso la loro esperienza, con una di esse ignara della propria schedatura nell'archivio. Inoltre, Marta*, una trentenne italiana, ha raccontato di essere perfettamente consapevole di chi sia stato l'artefice della divulgazione delle sue fotografie e del conseguente, per sua stessa definizione, "stalking di massa": un ex fidanzato nei confronti del quale è stato aperto un procedimento penale. Tale azione legale, però, non ha fermato la divulgazione delle sue fotografie. Questa trappola digitale da cui è difficile fuggire, in un caso estremo come quello di Tiziana Cantone, ha purtroppo condotto al suicidio.

L'Inchiesta in Corso della Polizia Cantonale
Enea Filippini, commissario capo della polizia cantonale ticinese, ha confermato che "l'inchiesta non è terminata e per questo motivo non possiamo fornire altri dettagli". L'indagine per risalire al creatore della cartella multimediale incriminata prosegue tutt'oggi. Il commissario ha spiegato che alle denunce già depositate nel gennaio scorso se ne sono aggiunte altre in tempi più recenti, e non è escluso che possano arrivarne ancora di nuove, evidenziando la complessità e l'ampiezza del fenomeno.
Il Futuro della Difesa Digitale
Questa puntata dell'inchiesta ha cercato di inquadrare meglio le conseguenze del sexting, grazie alle testimonianze di chi le ha vissute in prima persona. Nella prossima puntata verrà invece preso in esame il quadro giuridico svizzero in cui questo tipo di reato si inserisce, per capire quali mezzi concreti esistono, ammesso che esistano davvero, per potersi difendere da un web che assomiglia sempre più a un far-web, ovvero una rete senza controllo e difficile da gestire.