Il tema delle opere di misericordia ha assunto particolare rilevanza, soprattutto in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia. Papa Francesco ha espresso il vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta su queste opere, sia corporali che spirituali. Questo processo mira a risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e a entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina.

La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia affinché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Come ha ricordato Papa Francesco, non possiamo sfuggire alle parole del Signore, e in base ad esse saremo giudicati: se avremo dato da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete, se avremo accolto il forestiero e vestito chi è nudo, se avremo avuto tempo per stare con chi è malato e prigioniero (cfr Mt 25,31-45).
Le Opere di Misericordia: Definizione e Significato
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 2447, scrive che «le opere di misericordia sono le azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali».
In ognuno di questi “più piccoli” è presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura.
Opere di Misericordia Corporale
Le opere di misericordia corporali consistono nel dare da mangiare a chi ha fame, nell’ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Tra queste opere, fare l’elemosina ai poveri è una delle principali testimonianze della carità fraterna: è pure una pratica di giustizia che piace a Dio. Come si legge in Luca (3,11), «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto». E ancora (Lc 11,41): «Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, e tutta sarà puro per voi».
1. Dare da mangiare agli affamati
Questa opera di misericordia corporale chiede anzitutto di aprire gli occhi sulla fame e sulla povertà del mondo, dove la fame comporta non solo assenza di cibo, ma anche impossibilità a curare la salute, ad accedere alla scuola, ad avere un lavoro e un reddito. La permanenza della povertà nel mondo ci dice che la misericordia deve diventare costume di vita, portandoci a verificare lo stile dei nostri consumi, a evitare tutto ciò che è superfluo per destinarlo ai poveri ai quali appartiene, a praticare perciò non solo l’elemosina, ma la condivisione, la comunione con gli altri. Dar da mangiare agli affamati invita all’astensione da consumi superflui, ci sprona a fare qualche digiuno serio, per devolvere una somma adeguata in denaro per vincere la fame nel mondo. La misericordia di Cristo, infatti, alla quale facciamo riferimento, nella fede, è stata ed è condivisione.
Come vivere questa opera di misericordia? Quando andiamo a fare la spesa, possiamo prenderci la buona abitudine di riservare qualcosa per i poveri, inventando una “borsa” per il povero da portare alla Caritas o all’Emporio solidale.Cibo e mani che si donano, simbolo di carità
2. Dare da bere agli assetati
Questa è un invito ad astenerci dalle bevande costose, a soffrire anche un po’ la sete pensando a quanti nel mondo muoiono ancora di sete, e a offrire una somma adeguata di denaro per estinguere la sete nel mondo. Donare acqua è un’opera molto attuale che deve impegnare non solo le nazioni ricche ma anche la Chiesa e i singoli cristiani a prendere forti iniziative per debellare il flagello della sete che colpisce molte popolazioni e della siccità che brucia le loro campagne. La mancanza di acqua richiama all’attenzione la situazione catastrofica in molte zone del pianeta, dove da anni piove sempre meno e dove le sabbie del deserto avanzano, seminando la morte. Senza acqua non si può vivere, non si può coltivare, è impossibile l’igiene, problematica la prevenzione come anche la cura delle malattie. Questo disastro ecologico è da imputare in parte non trascurabile all’opera nefasta dell’uomo. Il Signore ritiene dato a sé un bicchiere d’acqua fresca offerto ai fratelli più umili e bisognosi.
Come vivere questa opera di misericordia? Stando attenti a non sprecare le risorse dell’acqua, a non inquinare ma soprattutto aiutando quei progetti che finanziano la costruzione di pozzi e sistemi d’irrigazione. La maggioranza delle morti e delle malattie è legata non tanto alla mancanza d’acqua ma alla scarsità di acqua potabile.
3. Vestire gli ignudi
Gente che non ha la sufficienza per coprirsi ce n’è sempre nel mondo. Ci sono nudità da intendersi in senso letterale come impossibilità di coprirsi per difendersi dal freddo e per presentarsi dignitosamente agli altri: è la nudità più umiliante, segno e frutto di estrema povertà. È opera di misericordia donare un vestito, indumenti intimi, calzature a chi ne è privo. È misericordia vera se gli indumenti donati sono in ottimo stato, possibilmente nuovi, acquistati con nostro sacrificio, magari risparmiando sui nostri vestiti, evitando l’esibizionismo del capo firmato. Certa carità, fatta con vestiti vecchi e rattoppati, liberandoci di cose inutili che noi non indosseremmo mai, viene identificata dalla gente semplice come “carità pelosa”. C’è anche una nudità che coincide con l’assenza di un tetto. La carità in questi casi deve procedere strettamente collegata con la giustizia e deve tradursi nell’impegno politico perché il diritto alla casa sia una realtà per ogni uomo.
Come vivere questa opera di misericordia? Non sempre quello che noi indossiamo può servire per altre popolazioni in altre parti del mondo: a volte più che dare vestiti sarebbe meglio fornire alle popolazioni locali strumenti e macchine per fabbricarsi loro i vestiti secondo i loro usi e costumi. Il problema è vedere queste persone non come poveri oggetto della nostra pietà, ma come persone nella loro dignità. Perché non preoccuparsi, quando andiamo a comprarci un capo di abbigliamento, di acquistarne uno anche per una persona bisognosa?
4. Alloggiare i pellegrini
La mentalità attuale, consumistica ed egoista, è in netto contrasto con la carità cristiana e solo le opere di misericordia possono aiutare a trovare una coscienza e una coerenza evangelica. Nella realtà odierna ospitare i pellegrini non è offrire un semplice aiuto, ma aprirsi alla persona e non soltanto ai suoi bisogni. Accogliere il pellegrino, lo straniero, è fare loro spazio nella propria città, nelle proprie leggi, nella propria casa, nelle proprie amicizie, mentre spesso oggi l’aridità d’animo non è sensibile alle necessità del fratello che si trova in stato di bisogno.
Come vivere quest’opera di misericordia? Una cultura dell’ospitalità ha come base l’ascolto. Ascoltare lo straniero significa accoglierne l’appello e assumere la responsabilità di una risposta. Significa anche accettare di togliersi le lenti deformanti dei pregiudizi, delle verità prefabbricate, degli slogan, dei luoghi comuni, per avvicinarsi a lui, ascoltarlo e vedere modificato il proprio giudizio. L’ascolto implica la sospensione del giudizio, ovvero la rinuncia al pregiudizio e l’accettazione che sia l’altro a definirsi e a farsi conoscere. Inoltre, per accogliere l’altro occorre umiltà e curiosità. Infine, ospitare un altro implica il dialogo e la conoscenza della storia personale dell’altro.
5. Visitare gli infermi
Questa opera di misericordia è di grande attualità, sebbene sia valida in tutti i tempi della vita di un cristiano. C’è sempre qualche malato o anziano cui regalare un po’ di quella vita che la malattia ruba. Visitare è testimoniare una vicinanza concreta che non esige parole inutili ma anche solo una mano da tenere stretta, una carezza da regalare, una preghiera da fare insieme. Il malato ha bisogno di umanità. La sua condizione lo rende particolarmente sensibile all’affetto, al colloquio, al rapporto personale. C’è qui un grande spazio per l’esercizio della misericordia, soprattutto per i malati che non hanno nessuno e che, per la lontananza dalla propria residenza, più difficilmente vedono parenti e amici. Quando avviciniamo un infermo o un anziano incontriamo sempre Gesù.
Come vivere quest’opera di misericordia? Nel fare il bene occorre discrezione: soprattutto visite brevi. Quando poi un malato è grave o soffre molto, è meglio che gli stia attorno soltanto chi lo può assistere: non sarebbe un’opera di misericordia caricare sul malato anche la fatica di ricevere gente, di dover sentire i loro discorsi, di dover parlare.
6. Visitare i carcerati
Ci troviamo di fronte a un mondo conosciuto soltanto attraverso i giornali e la televisione per alcuni episodi sconcertanti che avvengono nelle carceri, e per le tristi vicende di coloro che per il desiderio di sfrenata libertà e cupidigia, rovinano se stessi e le loro famiglie. Possiamo affermare che è dovere dei discepoli di Gesù Cristo conoscere questo triste affare e usare misericordia, almeno nel profondo del nostro cuore. Visitare i carcerati oggi non vuole significare soltanto andare dentro un carcere, ma anche aiutare e sostenere con partecipazione e condivisione i congiunti che sono fuori, in un carcere invisibile costituito dall’emarginazione e dall’indifferenza in cui sono costretti a vivere.
Come vivere quest’opera di misericordia? Stretto tra disperazione e rivolta, il carcerato ha bisogno di un volto che lo ascolti e gli parli, gli faccia sapere con sua presenza e la sua accoglienza che è più grande degli atti che ha commesso e che a essi non è riducibile. Il contatto epistolare è particolarmente utile e importante. Per una comunità cristiana sarebbe importante conoscere e sapere se ci sono dei parrocchiani in prigione e provare ad instaurare contatti con la famiglia di origine.
7. Seppellire i morti
Quest’opera di misericordia ci porta a vivere intimamente la Pasqua di Cristo nei fedeli che muoiono. Partecipando al Rosario e alla santa Messa insieme ai familiari del defunto, tutta la Chiesa prega per i suoi figli incorporati, per mezzo del Battesimo, a Cristo morto e risorto, perché con lo stesso Signore nostro Gesù passino dalla morte alla vita. Così i nostri defunti vengono accolti in Paradiso, in compagnia di tutti gli angeli e i santi. I gesti che si compiono in quella occasione, come l’aspersione con l’acqua benedetta, l’incensazione e la processione che accompagna il defunto in chiesa e al cimitero, e tutte le preghiere che si innalzano a Dio, ci dicono con chiarezza che quei corpi attendono la beata speranza della risurrezione. Partecipare ai funerali, non per semplice convenienza, ci dà la possibilità di immergerci nella riflessione sulla morte, sulla caducità della vita e sulla vanità di tutta la nostra superbia.
Come esprimere oggi la pietà cristiana per i morti? Anzitutto accompagnando le salme dei propri parenti, degli amici, dei conoscenti, dei compagni di lavoro, dei vicini di casa al funerale. Ci sono due maniere di partecipare a un funerale: per convenienza sociale o per pietà cristiana. Nel secondo caso è una partecipazione attiva alla preghiera, alla liturgia, all’Eucaristia. Solo così la partecipazione al funerale diventa un’opera di misericordia. C’è un secondo modo per esprimere la pietà per i morti: i fiori e le opere buone. Un terzo modo: illuminare il funerale e la sepoltura della luce della resurrezione.
Opere di Misericordia Spirituale
Ugualmente, ci sarà chiesto se avremo aiutato ad uscire dal dubbio che fa cadere nella paura e che spesso è fonte di solitudine; se saremo stati capaci di vincere l’ignoranza in cui vivono milioni di persone, soprattutto i bambini privati dell’aiuto necessario per essere riscattati dalla povertà; se saremo stati vicini a chi è solo e afflitto; se avremo perdonato chi ci offende e respinto ogni forma di rancore e di odio che porta alla violenza; se avremo avuto pazienza sull’esempio di Dio che è tanto paziente con noi; se, infine, avremo affidato al Signore nella preghiera i nostri fratelli e sorelle.
1. Consigliare i dubbiosi
Il dubbio fa vivere nella precarietà e fa perdere le certezze di vita, logorando il cuore e lo spirito umano. Intervenire a sostegno di coloro che non sanno cosa pensare, cosa dire o cosa fare è un atto di misericordia.
2. Insegnare agli ignoranti
Bisogna essere al servizio della verità ed usare misericordia verso coloro che non sanno vedere gli obiettivi della vita.
3. Ammonire i peccatori
Non è un giudicare gli altri, ma porgere la mano a chi è nel peccato per impedire di continuare a camminare su di una strada sbagliata.
4. Consolare gli afflitti
Aprire il cuore all’afflizione e al dolore dei fratelli, dando loro certezze, fiducia, speranza, non limitandosi alla sola consolazione, ma impegnandosi a concorrere all’eliminazione delle cause che la provocano.
5. Perdonare le offese
La carità del perdono deve essere lo stile di vita del cristiano. Il saper perdonare è indice della libertà, della generosità del cuore, della capacità di amore incondizionato.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste
Siamo chiamati ad amare tutti, soprattutto coloro che ci disturbano.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti
La preghiera avvicina a Dio e avvicina i fratelli. Il morire non rompe la solidarietà, non compromette la vita, ma ha invece il significato di trasfigurazione delle cose che passano in quelle che non passeranno più.
Strumenti e Percorsi Catechetici per Bambini e Ragazzi
Per aiutare bambini e ragazzi a scoprire la bellezza delle opere di misericordia e a metterle in pratica, sono stati predisposti numerosi sussidi e percorsi didattici.

Sussidi per Quaresima
- Il Centro Pastorale Ragazzi Verona (CPR) ha predisposto un "Cammino di Quaresima 2016 per bambini e ragazzi" in formato PDF, focalizzato sulle opere di misericordia.
- La Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi di Fossano ha proposto per la Quaresima 2016 un cammino intitolato "Misericordia è profumo di bontà". Questo percorso si propone di spargere profumo di bontà nell’ambiente, ri-scoprendo settimana dopo settimana le opere di misericordia spirituale, accompagnati dai Vangeli domenicali e dalle riflessioni dei bambini del catechismo. Attraverso una loro interpretazione in chiave moderna, si comprendono quali buone azioni si possano fare verso gli altri per spargere intorno a noi profumo di Vangelo. I sussidi sono disponibili in formato Publisher e Pdf.
- Un Cammino Quaresimale per ragazzi nel Giubileo della Misericordia si concentra specificamente sulle opere di misericordia spirituali.
- Il sussidio "Misericordiando in Quaresima!", guida i ragazzi per 40 giorni, trasformando i cuori di pietra in cuori di carne attraverso la vita delle opere di misericordia corporali.
- Sono stati creati disegni e brevi spiegazioni per le cinque domeniche di Quaresima 2016, adatti ai bambini del catechismo, per aiutarli a comprendere come essere «misericordiosi come il Padre» e segni del suo amore.
- Un Sussidio di Quaresima 2016 per la preghiera in famiglia, a cura del Centro Pastorale Familiare, Centro Pastorale Ragazzi, Centro Missionario e Centro Pastorale Immigrati (Diocesi Verona), offre ogni giorno il brano del vangelo, il salmo, la riflessione, testimonianze missionarie, stralci della Misericordiae Vultus e le opere di misericordia corporale in formato PDF.
- Un Sussidio di Quaresima 2016 per i ragazzi, preparato dagli Uffici Catechistico, Missionario e Caritas della Diocesi di Genova, offre per ogni settimana un approfondimento sul Giubileo della Misericordia, un brano dalla Parola di Dio, una riflessione, una testimonianza missionaria, un salmo, una preghiera, un impegno (per concretizzare le opere di misericordia corporale), il suggerimento di un canto e alcuni giochi a tema.
- Sono disponibili sette schede per altrettanti incontri nel tempo di Quaresima, incentrati sulle Opere di Misericordia Spirituale.
- Un itinerario quaresimale affronta le opere di misericordia spirituali abbinandole ai vangeli quaresimali e pasquali.
- Una scheda per la catechesi dei ragazzi sul Vangelo della III domenica di Quaresima (Anno C) con riferimento alle Opere di Misericordia spirituali. All'inizio dell'incontro è prevista la visione del video "Il coraggio di cambiare" e alla fine "Cos'è quello?".
- Esistono testi di una Via Crucis in 10 tappe, scritta immaginando il Cireneo alla ricerca del volto misericordioso di Gesù, e una Via Crucis in 14 stazioni con le 14 opere di misericordia e il Vangelo di Luca.
Sussidi per Avvento e Natale
- Il Centro Pastorale Ragazzi Verona (CPR) ha predisposto un "Cammino di Avvento 2015 per bambini e ragazzi" in formato PDF, con il tema "Vegliamo con Stupore, camminiamo con Esperanza, cerchiamo con Fiammella per adorare il Dio Bambino e annunciare Misericordia".
- La Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi di Fossano ha proposto per l’Avvento 2015 un cammino che metta in luce il mistero della Misericordia. Settimana dopo settimana, accompagnati dai Vangeli domenicali e dalle riflessioni dei bambini del catechismo, si riscoprono le sette opere di misericordia corporale, attualizzate per suggerire buone azioni. I sussidi sono suddivisi per fasce d’età: 3-6 anni, 7-10 anni e 11-14 anni.
- Sempre dalla Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi di Fossano, una Novena di Natale incentrata sulle opere di Misericordia corporale in compagnia di San Giovanni Bosco, per comprendere come essere capaci di opere di misericordia corporale nell’ambiente quotidiano (casa, scuola, lavoro).
- È disponibile un Sussidio di Avvento 2015 per la preghiera in famiglia, a cura del Centro Pastorale Familiare, Centro Pastorale Ragazzi e Caritas (Diocesi Verona), in formato PDF.
Cicli di Catechesi e Materiali Didattici
- Presso la parrocchia Maria Ss. Immacolata in Pontecagnano Faiano (Sa) è stato proposto un ciclo di catechesi sulle opere di misericordia, con incontri una volta al mese da ottobre 2015 a novembre 2016. Il primo appuntamento era "Dare da mangiare agli affamati".
- Un libretto, prendendo spunto dal "Tour del Giubileo" allegato alla rivista "Dossier Catechista" di Marzo 2016, contiene riflessioni sulle opere di misericordia, i segni del Giubileo, i testimoni, le parabole e gli incontri di Gesù con la misericordia come punto di partenza per le discussioni con i ragazzi negli incontri di catechismo. Alla fine del libretto è presente un diario dove i ragazzi potranno annotare le loro "opere di misericordia".
- Un libro pensato affinché bambini e ragazzi scoprano la bellezza delle opere di misericordia, con ogni capitolo dedicato a un'opera corporale o spirituale, brevi approfondimenti, richiami al Vangelo e una pagina "taccuino" per pensieri personali e verifica delle azioni.
- Un pieghevole con la spiegazione delle opere di misericordia spirituali e corporali è un utile strumento divulgativo.
- Esistono sussidi per la catechesi dei bambini e ragazzi sulle opere di misericordia, con "lucchetto a tema" che include il testo del vangelo domenicale e uno spazio bianco adattabile per le diverse età.
- Un gioco simile al Memory permette di apprendere le opere di misericordia corporali e spirituali, insieme a Bibbia e comandamenti, Chiesa e festività, Preghiera, Sacramenti, Vangelo e Virtù teologali, giocabile in coppia o a squadre.
Riflessioni e Attualizzazione
L'8 dicembre è iniziato l'Anno Giubilare della Misericordia, convocato da Papa Francesco, che si è raccomandato che durante questo periodo mettiamo in pratica le opere di misericordia. Essere «come il Padre», capaci di perdono, di misericordia e dell’amore più grande, significa per noi essere «come Gesù». Le sue parole e i suoi gesti sono l’esempio per noi, un programma di vita già tracciato per la nostra felicità. Se sappiamo quindi che cosa dobbiamo fare, non ci rimane che metterci all'opera!
Una breve descrizione di come attualizzare le sette opere di misericordia corporali insieme alle Beatitudini evangeliche e agli esempi dei santi offre spunti concreti per la vita di tutti i giorni.
Gli spazi per la misericordia spirituale e per la misericordia corporale sono molti e si può certamente affermare che, col crescere della complessità del convivere, essi si moltiplicano.
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