La "Bibbia di Gerusalemme" è una delle traduzioni bibliche più diffuse a livello universale, apprezzata e tradotta in tutte le lingue del mondo cristiano. Nonostante il nome, essa rappresenta una Bibbia standard per la Chiesa Cattolica, riproducendo fedelmente la versione curata dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), comunemente nota come "Bibbia della CEI". L'importanza del testo biblico e la sua centralità nella vita dei cristiani sono innegabili; pertanto, ci limiteremo ad analizzare i tratti distintivi di questa specifica edizione rispetto ad altre versioni in circolazione.

Caratteristiche Distintive della Bibbia di Gerusalemme
La Bibbia di Gerusalemme si distingue nettamente dalle altre versioni per la ricchezza delle sue note, delle spiegazioni e dei commenti esegetici. A questi si aggiunge l'utilità delle referenze marginali.
- Accanto al testo sacro, infatti, sono riportati alcuni versetti di riferimento che rimandano ad altri passi della Bibbia. Questi collegamenti sono stabiliti per significato, spiegazione, citazione o perché si tratta di passi duplicati, come spesso accade nei Vangeli, dove diversi evangelisti raccontano lo stesso evento della vita di Gesù.

Strumenti Ausiliari e Apparati
All'interno dello stesso volume, ogni singolo libro o gruppo di libri è arricchito da specifici apparati che facilitano la comprensione e lo studio:
- Una tavola cronologica permette di inquadrare i singoli episodi biblici nel loro contesto storico, affiancando eventi biblici ed eventi storici con i dovuti riferimenti.
- Il calendario aiuta a comprendere i tempi indicati nella Bibbia, riportando le corrispondenze tra i nostri mesi solari e i nomi macedoni o babilonesi (come "nisan") presenti nei testi biblici. Vengono anche indicate le feste annuali menzionate nella Bibbia, spesso di difficile comprensione in altri testi.
- La tavola delle misure e delle monete offre un ausilio prezioso per comprendere la traduzione attuale di unità come il cubito (amma), la spanna (zeret) o una misura (efa).
- L'indice alfabetico consente di ritrovare velocemente i passi della Bibbia che trattano di un personaggio specifico o di argomenti generali (es. amore, ira, idoli, missione, ricchezza, apostoli).
Il Rinnovato Interesse per la Bibbia: Contesto e Interpretazioni
Sembra che l'interesse per la Bibbia stia crescendo a livello globale, con un aumento delle vendite ovunque. Questo fenomeno si osserva in America, dove il fondamentalismo biblico alimenta odii ideologici e l'astio contro le persone omosessuali viene agitato in nome di un letteralismo biblico selezionato con ipocrisia. Anche in Europa, dove le gerarchie ecclesiastiche di ogni confessione lamentano la secolarizzazione, la Bibbia vende bene. In Italia, la Bibbia (qualsiasi versione) viene nuovamente acquistata come amuleto, sussidio o regalino low cost ideale nelle feste della pastorale dei sacramenti.

Le Molteplici Letture di un Fenomeno
Le interpretazioni di questo rinnovato interesse per la Bibbia sono molteplici. Non mancano gli scettici che, giustamente, osservano la differenza tra comprare una Bibbia e leggerla. Gli storici notano che, in un Paese dove il cattolicesimo ha nutrito sospetti verso la lettura e lo studio, sono le mediazioni (oggi giornalistiche più che ecclesiali) a prevalere sul testo. Questo fa storcere il naso agli esegeti che, in fondo, non si spiegano perché la Bibbia non sia lasciata a una scienza che spesso si compiace di non diventare quasi mai sapere, almeno in Italia.
Alcuni sperano che il fatturato editoriale preluda a una "riscossa" cristianeggiante, premessa per un auspicato "ricristianizzare l'Europa". Molti vescovi e aspiranti vescovi di Laodicea, tiepidamente speranzosi, contano su questi segni per posporre i problemi dell'estinzione e della riduzione della trasmissione della fede a meri documenti sulla catechesi. Non mancano infine i "culturisti" - non quelli dei muscoli gonfi - che ritengono la conoscenza della Bibbia essenziale per visitare i musei o dare una patina sacrale alla cultura "occidentale".
Tendenze Ambivalenti e la Sete di Significato
Questo ritorno alla Bibbia è permeato da tendenze ambigue. C'è un bisogno di conforto di fronte alla fine di un mondo (che non è la fine del mondo), un desiderio di consolazione più forte in chi è angosciato dalla fine del mese, più che dalla fine del mondo. C'è la scoperta che la religione dei padri può essere inclusa, a costo zero, nel pacchetto-benessere che comprende yoga, malghe e monasteri. Si manifesta la famosa "domanda di senso", che la peggiore apologetica indicava come via per una religiosità sedativa.
Tuttavia, c'è anche una sete che non ha nome: la sete del Nome, sete del Maestro, sete di Chiesa e di una primavera di chiese che potrebbe arrivare, magari senza passare per forza dal "Re-arm Europe" al "Re-destroy Europe", e prima che qualche Nerone appicchi roghi suonando la cetra dell'atomica "tattica".
L'Amore alla Scrittura e il Ruolo della Bibbia di Gerusalemme
Questa primavera cristiana, ammesso che non sia già iniziata dove l'occhio pigro non vede, arriverà. Assumerà la forma di un San Francesco d'Assisi che incarna il radicalismo cristiano senza fronzoli, o quella di Papa Giovanni che chiama la Chiesa a concilio. Arriverà prima o dopo la catastrofe di un cristianesimo bellicoso e sanguinario.
La sua venuta sarà frutto di un amore alla Scrittura sufficientemente incubato, un amore che unisce il dotto, che cerca una enclitica perduta in papiri minuscoli, e i miti mendicanti di Dio, che la meditano trattandola come si deve, solo per esserne impregnati. In essa non trovano conforto, oppio, senso o quiete, ma solo altra sete e quell'inquietudine che illumina le ipocrisie religiose e irreligiose, e la severità che, come diceva un grande maestro, silenzia quella predicazione che si agita dicendo "Egli, Egli", e a quell'egli sussurra "Tu, Tu".
Per trasmettere questa sete sono necessari strumenti, edizioni, istituzioni e istruzioni. Per cinque decenni, uno di questi strumenti è stata la Bibbia di Gerusalemme. Questa Bibbia, con le sue note, non trasforma nessuno in esegeta, ma rivela a tutti la profondità del testo. I rimandi marginali tessono nel Primo e nel Nuovo Testamento migliaia di paralleli, echi e riusi, indicando nel vasto deserto di parole mille rotte fertili per arrivare al mercato dove vendere tutto e comprare il campo con il tesoro.
La versione italiana della Bibbia di Gerusalemme ha optato per una scelta editoriale diversa dalla sua matrice francese di Cerf: anziché fornire una nuova traduzione, ha acquisito i diritti della traduzione della CEI. Questa decisione non è stata presa per ottenere un testo "ufficiale", ma affinché chi riascolta quelle parole nella liturgia le riconosca, le "labbreggi" e le canti.
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