Gli Elohim e l'Origine della Stirpe di Adamo
Secondo una specifica interpretazione, gli Elohim avevano rapporti molto stretti e continui con gli Adamiti, una stirpe di "homo Sapiens sapiens" che essi stessi avevano fabbricato.
Questi Adamiti furono inseriti in uno dei loro Gan-Eden, il cosiddetto Paradiso terrestre che la Bibbia ci presenta come un territorio recintato e protetto. Il termine ebraico "gan" significa infatti "territorio recintato". Questo luogo, probabilmente collocato tra il mar Caspio e l'attuale Turchia, era un laboratorio dove gli Elohim sperimentavano nuove forme di vita vegetale e animale, producendo cibo, come descritto nel libro della Genesi (cap. 1): "ogni albero che porta frutti buoni da mangiare".

Dopo aver ucciso Abele, Caino viene allontanato da quel clan tribale e fa un'affermazione che appare strana: teme che qualcuno lo uccida. Se sulla Terra ci fossero stati solo Adamo, Eva, Caino e Abele (con Abele già morto), ci si chiede chi avrebbe potuto uccidere Caino.
Secondo l'ipotesi che la Bibbia consente di formulare - e cioè che gli Adamiti erano un gruppo etnico speciale creato con l'ingegneria genetica e la clonazione - è chiaro che Caino, una volta allontanato e isolato, si sarebbe trovato in mezzo a popoli che non avevano le stesse caratteristiche degli Adamiti. Questi erano considerati dei barbari che, non avendo un rapporto diretto con gli Elohim, non erano civilizzati e acculturati come gli Adamiti.
Chi non vuole o non può accettare queste ipotesi spiega che, in realtà, Caino aveva paura di essere ucciso dai suoi stessi familiari: Adamo ed Eva hanno avuto altri figli e, secondo questa tesi, lui temeva di essere ucciso da questi.
La Bibbia narra che il cosiddetto Dio mise un segno particolare sul volto di Caino affinché potesse essere riconosciuto e risparmiato. Se questa è la spiegazione, diventa difficile pensare che il Signore abbia messo quel segno affinché le sue sorelle gemelle lo riconoscessero, poiché ovviamente lo conoscevano molto bene, e non sarebbero state certamente loro a ucciderlo.
La Genealogia Adamita e gli Interventi Genetici
La Peculiarità della Longevità Adamita
Seguendo la genealogia degli Adamiti, quella ufficialmente esposta nell'Antico Testamento, notiamo che essa non era costituita esclusivamente da una successione di personaggi inseriti uno dopo l'altro in termini di conteggio di età. Questi personaggi, data la loro lunga vita, erano in realtà tutti coevi, così come era coevo a loro tutto quell'insieme di figli e figlie che ciascuno di questi generava con le sue mogli.
La Nascita di Seth e l'Immagine di Adamo
Questo ci autorizza a pensare che anche Seth sia stato prodotto con un intervento particolare. È ovvio che tutti i figli nascono normalmente a immagine e somiglianza dei due o, almeno, di uno dei due genitori. Qui, esattamente come per Adamo, l'autore biblico ha sentito il bisogno di sottolineare in modo particolare che è stato fatto «a immagine e somiglianza» di Adamo, la cui fabbricazione è avvenuta grazie allo “tzelem” degli Elohim, quindi con un intervento di ingegneria genetica.

Quando Adamo, dopo i 130 anni, generò altri figli e figlie, visse 930 anni.
L'Invocazione di Yahweh e il Ruolo degli Elohim
In Genesi 4, 26 si fa un'affermazione molto interessante: «Anche a Seth nacque un figlio che chiamò Enosh. Allora si cominciò a invocare il nome di Yahweh.» Questo suggerisce che il nome di Yahweh, il presunto Dio padre della teologia cristiana, cominciò a essere evocato solo al tempo di Enosh. Ciò induce a pensare che, precedentemente, cioè al tempo di Seth, al tempo di Caino, Abele e all'inizio, al tempo di Adamo ed Eva, non lo si invocava.
In quel momento, cioè in quella fase delle vicende sul pianeta Terra, stavano operando gli Elohim scienziati, genetisti. Non era evidentemente previsto l'intervento diretto degli Elohim appartenenti alla gerarchia militare, ma noi sappiamo che, nella Bibbia, Yahweh viene definito “ish milchamah”, cioè “uomo di guerra” (Esodo 15,3). In quel momento lavoravano gli Elohim che producevano nel Gan Eden il cibo sia vegetale che animale e seguivano in modo particolare questo nuovo gruppo etnico che loro si erano fabbricati perché lavorasse per loro.
La Discesa degli Elohim e l'Unione con le Figlie degli Adamiti
Il Significato del Nome Yared
Nei nomi biblici dati ai patriarchi molto spesso veniva fissato un evento importante. La radice verbale da cui deriva il nome Yared significa “discendere” e questo ci fa capire che in effetti in quel nome è stato fissato il ricordo di una grande “discesa” o quantomeno di una discesa importante. Non possiamo che pensare ad una discesa di un certo numero di Elohim o, magari, alla discesa di uno dei loro comandanti più importanti.
I Figli degli Elohim e le Figlie degli Adam
Soffermiamoci ancora su Yared per approfondire questo evento della discesa importante. Purtroppo la Bibbia non ci dà conto diretto dei contenuti e della modalità di quella discesa, ma nella Genesi (cap. 6), ci racconta che, a un certo momento, i figli degli Elohim videro che le figlie degli Adam erano “tovot”, cioè erano “belle, appetibili”, erano “adatte a…” e ne presero come compagne quante ne vollero.
Il Libro dei Vigilanti narra: «E accadde che aumentarono i figli degli Adamiti che in quei tempi nacquero e a essi nacquero delle ragazze belle di aspetto e questi figli del cielo le videro, se ne innamorarono e dissero fra loro: venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli Adamiti e generiamoci dei figli. E disse loro Semeyaza che era il capo: io temo che possa darsi che voi non vogliate che ciò sia fatto e che io solo pagherò il fio di questo grande peccato». In sostanza, il comandante del gruppo di ribelli temeva di essere l'unico a pagare le conseguenze di quell'azione, che non avrebbero mai dovuto commettere perché sgradita al loro comandante supremo, Elyon: unirsi sessualmente con le donne terrestri e generare una razza mista.
Ma Semeyaza viene tranquillizzato dai suoi: «E tutti gli risposero, gli dissero: giuriamo tutti noi e ci impegniamo che non recederemo da questo proposito e che lo porremo in essere». L'aspetto più curioso è il seguente: «Allora tutti insieme giurarono e tutti quanti si impegnarono vicendevolmente ed erano in tutto 200.»

Che cosa dice l'esegesi ufficiale, a partire dagli studi del Sincello, studioso bizantino dell'VIII-IX secolo dopo Cristo? Ecco la discesa, quella discesa importante fissata in quel nome, Yared: l'esegesi spiega cioè che, al tempo di Yared, i figli degli Elohim scesero e, tra le centinaia di femmine adamite, scelsero per loro quante ne vollero. A questo punto è necessario ricordare che, secondo la dottrina tradizionale, il termine Elohim indica il Dio unico, spirituale, trascendente ecc… Dunque dobbiamo chiederci se era Dio a fare tutto questo? La domanda è retorica e la risposta è ovvia: erano individui in carne ed ossa.
Enoch: Il Patto Sospeso e l'Assenza di Morte
Successivamente Yared ha un figlio che si chiama Enoch, il quale presenta una particolarità rispetto agli altri: a 365 anni lascia la Terra. Mentre per tutti gli altri abbiamo l'età della morte (930, 912, 905, 910, 895, 777, 950 per Noè), a 365 anni Enoch se ne va via e non muore. Proprio così: Enoch è tra i non morti, esattamente come Elia, esattamente come Mosè.
Mauro Biglino e la Reinterpretazione della Bibbia
Il Fenomeno Biglino: Alieno e Antico Testamento
Il fenomeno di Mauro Biglino è emerso intorno al 2013, presentando la tesi che nella Bibbia fossero presenti gli alieni. Questa interpretazione si basa su una rilettura dichiaratamente letteralista della lingua del testo masoretico. Fin da una visione superficiale dei suoi video, Biglino tende a sbagliare sistematicamente gli accenti delle parole ebraiche che cita. Nonostante ciò, il fenomeno esegetico di Biglino ha attratto migliaia di persone, tanto da riempire conferenze come se fossero episodi di X-Files.
Biglino come "Traduttore Sacro"
Per i suoi seguaci, Mauro Biglino è, nella pratica, un "traduttore sacro" in due sensi. Nel primo, Biglino in quanto traduttore è sacro, ovvero intoccabile: egli dice il vero, perché "sa" e sa comunicarlo, perciò non mente. Nel secondo, Biglino è un "traduttore del sacro", ovvero un mediatore dei misteri che vanno oltre la conoscenza piana - la scienza ufficiale, direbbero i suoi - dell'umano e del divino.
Questa situazione crea un ossimoro, poiché la posizione dichiarata di chi sostiene queste teorie sembrerebbe essere anti-sacrale o anti-religiosa. In questa lettura, YHWH è spogliato della sua divinità e ridimensionato a una maligna e poco olimpica entità aliena, a differenza di quanto la Chiesa avrebbe voluto inculcare nel pensiero comune per millenni. Il "Biglino-pensiero" si fa forte, a livello di pubblico, di un diffuso sentimento anticlericale. Una sfiducia generalizzata e poco chiara nei confronti della Chiesa cattolica e, soprattutto, delle sue dottrine, è uno dei principali e impliciti catalizzatori ideologici di questo fenomeno culturale.
La Sostituzione di Mitologie e il Potere dell'Immaginario
Contro ogni buon senso laicista e secolarizzante, la fede nella verginità di Maria è sostituita dal credo nell'ingerenza politico-storica degli extraterrestri. Ciò non si tratta di vera secolarizzazione. Il contenuto dell'insegnamento di Biglino è, a suo modo, profondamente religioso, in quanto veicolante del sacro tramite una sostituzione di mitologie. La complessa mitologia cattolica viene rimpiazzata da una narrazione più al passo coi tempi. E cosa, a livello di immaginario, è più attuale, nel Novecento e negli anni duemila, se non la fantascienza?
Nell'inconscio collettivo contemporaneo, più che miti percepiti come tali quali la crocifissione o la dannazione infernale, a scatenare emozioni stranianti - perché legate al misterico, all'insondabile, dal fascino irresistibile, in altre parole, al sacro - sono le mostruose e indicibili entità tentacolari venute dallo spazio di H.P. Lovecraft o il terrificante Alien biomeccanico di H.R. Giger.

Il fatto che la veridicità di una rivelazione (gli alieni sono stati tra noi) venga affidata alla Scrittura - nella sua originaria e dunque più autorevole versione, quella ebraica - ci ricorda come questo testo sia ancora, culturalmente, sacro. La Bibbia è percepita come ultimo aggancio alla storia dei rapporti tra umanità e non-umano e in questo è soggettivamente e oggettivamente sacra: sacra nel contenuto e sacra nella forma. Questo ci ricorda anche come la Bibbia sia un libro sacro perché sconosciuto. Il suo contenuto misterioso si presta anche alle più mirabolanti interpretazioni pseudoscientifiche.
Quale che sia la sorte di Biglino interprete della Bibbia, questa vicenda innesca una riflessione finale, soprattutto per chi è portavoce della religione - ma anche della scienza. Il monito è quello di non dimenticare il potere dell'immaginario popolare e dell'immaginazione collettiva, a cui chi media un sapere (nel ruolo, per l'appunto, di traduttore in senso lato) deve infine mirare a rivolgersi.