La chiusura dell'istituto Casa Sacro Cuore di Bogno di Besozzo

La chiusura dell'istituto privato "Casa Sacro Cuore" di Bogno di Besozzo ha segnato la fine di un lungo capitolo educativo e sociale per il territorio. L'istituto, attivo dal 1957, è stato posto in liquidazione nell'estate scorsa, portando con sé strascichi di polemiche e una situazione occupazionale ancora irrisolta per il personale docente e amministrativo.

Foto d'archivio o veduta esterna dell'ex istituto Casa Sacro Cuore di Bogno di Besozzo.

La protesta del personale

Dopo la chiusura dell'istituto e l'avvio della liquidazione, ex insegnanti e lavoratori hanno dato vita a una protesta pubblica per denunciare numerose mancanze da parte della gestione. Nel mirino c'è l'imprenditrice Barbara Bini, che dal 2022 aveva assunto la guida della Fondazione amministratrice della scuola.

I dipendenti denunciano una situazione complessa, caratterizzata da:

  • Stipendi non ancora saldati.
  • Buste paga e certificazioni (Modello Unico) contenenti errori.
  • Versamenti del TFR non ancora completati.

Le insegnanti sottolineano la gravità della loro condizione: «Non eravamo solo persone senza lavoro. Eravamo persone senza lavoro, senza stipendio, senza TFR, con documenti fiscali sbagliati». La protesta, visibile attraverso l'uso di striscioni, ha l'obiettivo di ottenere risposte concrete e il rispetto degli obblighi legali e morali verso chi ha prestato servizio nell'istituto.

Le ragioni della gestione

Dal canto suo, l'imprenditrice Barbara Bini ha ribadito le difficoltà incontrate fin dal suo subentro nel 2022. Nonostante gli sforzi e gli investimenti effettuati - tra cui il potenziamento della fascia 0-6 anni, l'introduzione dell'asilo nido, il rifacimento della centrale termica e la riapertura della mensa interna - i numeri degli iscritti non sono stati sufficienti a garantire la continuità operativa.

Bini ha dichiarato: «Il mio rammarico è stato quello di non aver fatto decollare i numeri a sufficienza per garantire la continuità. Fino al 31 luglio eravamo a disposizione per favorire un subentro nella gestione, ma non sono emersi soggetti interessati». Attualmente è in corso la trattativa con le autorità competenti e i sindacati per definire il saldo delle spettanze ai dipendenti, con la promessa che gli impegni economici verranno onorati.

Schema cronologico della chiusura dell'istituto e delle fasi della trattativa sindacale.

L'eredità storica dell'Istituto

L'istituto Casa Sacro Cuore rappresentava un punto di riferimento fondamentale sin dalla sua nascita. Fondato nel 1957 su iniziativa dell'industriale Marzotto per supportare le famiglie dei dipendenti del locale lanificio, l'ente ha offerto per decenni servizi di istruzione e assistenza.

Il legame tra le suore dell'ordine delle Piccole Figlie del Sacro Cuore - fondato nel 1924 - e la comunità di Besozzo è stato profondo. Come ricordato da suor Annamaria Draghi, l'istituto non è stato solo un centro scolastico, ma una «casa dell'ascolto, dell'ordine e della bellezza», dove gli alunni venivano accolti in un clima familiare. Testimonianze come quella di don Valentino Venezia confermano l'alto valore formativo ed educativo espresso dalle religiose e dal personale laico nel corso dei decenni, lasciando un ricordo indelebile in diverse generazioni di studenti.

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