La Crocifissione di Bernardino Luini nella Chiesa di Santa Maria degli Angioli a Lugano

La chiesa di Santa Maria degli Angioli a Lugano, situata sulla passeggiata in riva al lago, custodisce un capolavoro del primo Rinascimento, considerato il più noto affresco di quel periodo in Svizzera. Si tratta di una raffigurazione della Passione e della Crocifissione di Cristo, opera dell’artista italiano Bernardino Luini, che fu discepolo di Leonardo da Vinci. Questo affresco di dimensioni monumentali, realizzato nel 1529, decora la parete del tramezzo che in origine separava la chiesa dei fedeli da quella dei frati, ed è giustamente annoverato tra i più famosi affreschi rinascimentali della Svizzera.

La Chiesa di Santa Maria degli Angioli: Storia e Architettura

La chiesa dedicata alla Madonna degli Angeli fu costruita a partire dal 1499 e consacrata nel 1515. Inizialmente serviva l'omonimo convento dei frati minori osservanti, fondato il 1° gennaio 1490 e poi riformato, che fu soppresso nel 1848. L’architettura della chiesa, a una sola navata, è tipica delle aule francescane conventuali lombarde, caratterizzate da un tramezzo alto fino al soffitto che divide lo spazio dei fedeli da quello dei frati. Questo modello è simile a quello della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Bellinzona, fondata all'inizio degli anni Ottanta del Quattrocento e consacrata nei primissimi anni del Cinquecento.

Sebbene la sua sobria facciata che guarda verso il lago non sia ricca come quella della cattedrale di San Lorenzo, all’interno la chiesa custodisce uno dei grandi capolavori del primo Rinascimento. L'area adiacente alla chiesa, un tempo occupata dal convento e successivamente da una struttura alberghiera, è stata oggetto di una riqualificazione che ha visto la costruzione del nuovo centro culturale della Città di Lugano. La chiesa stessa, tutelata a livello cantonale dal 1911, è regolarmente sottoposta a lavori di manutenzione straordinaria che coinvolgono il tetto, gli impianti tecnici, parte degli affreschi e l'esterno.

Foto della facciata della Chiesa di Santa Maria degli Angioli, Lugano

Bernardino Luini: Il Maestro e il Suo Contesto

Bernardino Luini (circa 1480-1532), pittore lombardo e seguace di Leonardo da Vinci, è l'autore del monumentale affresco. Iniziò la sua carriera artistica nell’Abbazia di Chiaravalle e giunse a Lugano intorno ai 50 anni, nel pieno della sua maturità artistica, supportato da una bottega molto capace e preparata. Luini fu molto amato dai critici dell’Ottocento e soprannominato "il Raffaello di Lombardia" per la dolcezza e la pacatezza del suo modo di dipingere, che richiamava le opere di Raffaello. La scelta di affidargli un'opera così impegnativa come la decorazione del tramezzo non fu solo per la risonanza della sua arte con i frati osservanti, ma anche per la sua capacità strutturale di gestire un'impresa di tale portata.

L'inizio del Cinquecento vide Lugano diventare baliaggio dei dodici Cantoni confederati, un cambio epocale che, dal punto di vista artistico, generò ritardi nella presenza di artisti importanti. Bernardino Luini rappresentò una figura chiave, rompendo con il passato e introducendo nella zona del Luganese i nuovi concetti legati al Rinascimento, contribuendo significativamente all'arricchimento artistico locale.

Ritratto di Bernardino Luini

Il Monumentale Affresco della Crocifissione: Innovazione e Composizione

Il grande affresco della Crocifissione di Luini, realizzato nel 1529, è il capolavoro dell’arte rinascimentale nella Svizzera italiana. La composizione pittorica è impostata secondo la concezione medievale, mirata a riproporre al popolo la narrazione evangelica. L'affresco presenta l'evento centrale dell'annuncio cristiano - la Passione, Morte e Resurrezione del Cristo - in una sequenza di sette episodi che vanno dalla preghiera nel Getsemani all'Ascensione in Cielo. In primo piano, la Crocifissione domina l'insieme pittorico. La Resurrezione, in aderenza alla sensibilità medievale e scritturistica, non viene raffigurata, poiché nessun credente ne è stato testimone diretto.

L'opera si caratterizza per la vivacità della scena, che non si limita alla rappresentazione delle tre croci, ma è rinvigorita da un tripudio di personaggi; se ne contano infatti complessivamente 153 figure con un alternarsi di cavalli e di persone in movimento.

L'Influenza di Leonardo e Raffaello sulla Composizione

Nel concepire la decorazione di questa grande parete, Bernardino Luini e i frati avevano a disposizione modelli preesistenti, come il tramezzo milanese di Sant’Angelo dipinto attorno al 1480 da Vincenzo Foppa (ora perduto ma noto per le sue 16 scene), o l'affresco della Madonna delle Grazie di Bellinzona, anch'esso diviso in 16 riquadri e affrescato circa 15 anni prima di quello luganese. Tuttavia, Luini si discostò da questa suddivisione tradizionale, seguendo gli insegnamenti di Leonardo da Vinci che, nel suo "Libro di pittura", raccomandava una composizione unitaria con un unico punto di fuga all'altezza dell'occhio dello spettatore. Di conseguenza, Luini ridusse gli episodi da 16 a 7 e adottò una monumentalità che guarda a Raffaello, il quale a Roma, tra il 1508 e il 1520, dipinse le stanze in Vaticano.

Questa grande ampiezza e respiro compositivo è stata giustamente interpretata come un riferimento agli affreschi romani di Raffaello, un punto di riferimento per Bernardino Luini che, come molti suoi contemporanei, visitò Roma nei primi decenni del Cinquecento, avendo così l'opportunità di ammirare queste grandi opere. Dunque, l'affresco di Luini sintetizza le influenze di Leonardo da una parte e di Raffaello dall'altra, creando un'opera innovativa e di grande impatto visivo.

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Descrizione Dettagliata delle Scene

Appena varcata la soglia della chiesa, sulla vasta parete del tramezzo, l'osservatore è subito colpito dalla scena principale della Crocifissione di Gesù e dei due ladroni, posta in primo piano. La "Guida d’arte della Svizzera italiana" fornisce una descrizione molto precisa dell'opera:

  • Ai piedi della Croce si trovano San Giovanni e la Maddalena inginocchiata.
  • A sinistra è raffigurato il gruppo delle pie donne che sostengono la Vergine.
  • Sul lato opposto, i soldati sono intenti a giocare a dadi il mantello di Gesù.
  • Tutt’intorno, soldati a cavallo e un fitto gruppo di personaggi animano la scena.

Nel piano mediano, incorniciati entro due logge classicheggianti, si svolgono gli episodi della Derisione (a sinistra) e dell'Incontro con Tommaso (a destra). Tra queste logge, si riconoscono le scene dell'Andata al Calvario e del Compianto sul Cristo morto. Nel piano di fondo, a sinistra, è dipinta la Preghiera nell’orto degli ulivi, al centro una veduta paesaggistica e a destra l'Ascensione di Gesù.

Alla base della scena, sui piedritti dell'arco mediano, sono ritratti i Santi Rocco e Sebastiano, e vi è incisa la data d'esecuzione in caratteri romani: MDXXVIIII (1529). Nella parte inferiore, sulle spalle degli archi, si trovano i Profeti adagiati.

Dettaglio dell'affresco della Crocifissione con i personaggi in primo piano

Altri Capolavori e Artisti nella Chiesa di Santa Maria degli Angioli

Oltre alla monumentale Crocifissione, la chiesa di Santa Maria degli Angioli custodisce altri significativi capolavori di Bernardino Luini. Tra questi, il dipinto dell'Ultima Cena, originariamente nel refettorio del convento e ora appeso alla parete sinistra della navata, e l'affresco della Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino, visibile nella prima cappella laterale (un tempo lunetta sul portale che immetteva nel refettorio).

La chiesa vanta anche interventi di altri pittori precedenti a Luini. Si tratta di due artisti anonimi, convenzionalmente noti come il Maestro del coro degli Angeli e il Maestro della cappella Camuzio. Il primo, nel 1523, affrescò il coro della chiesa con le Storie della Vergine e parte della terza cappella laterale con Santi e beati francescani e i Santi Francesco e Cosma (o Damiano), distinguendosi per uno stile caratterizzato da un'eleganza lineare probabilmente ispirata a Bramantino. Il secondo, il Maestro della cappella Camuzio, tra il 1524 e il 1525 affrescò completamente la quarta cappella della navata, fondata nel 1520 dal medico Ludovico Camuzio, con episodi dedicati alla Vita della Vergine e all'infanzia di Gesù. In particolare, la scena della Fuga in Egitto è una copia della tavola del Bramantino conservata nella chiesa della Madonna del Sasso a Orselina, mentre altre scene riprendono silografie di Albrecht Dürer. Lo stesso maestro dipinse in navata il Cristo morto tra i Santi Francesco d'Assisi e Bernardino da Siena e una preghiera d'indulgenza in latino, oltre a una scena singolare di personaggi afflitti da varie malattie fisiche e psichiche.

La chiesa conserva infine anche testimonianze d'arte barocca dei secoli XVII e XVIII. Nella sagrestia è stato allestito un piccolo museo che raccoglie dipinti, antifonari, paramenti e suppellettili liturgiche appartenenti alla chiesa, contribuendo a preservare la ricca storia artistica e spirituale del luogo.

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