L'Artista e il Contesto Manierista
Bernardino Campi fu uno dei più caratteristici esponenti del Manierismo di area lombarda. Nato il 31 dicembre 1521 a Reggio Emilia, era figlio di un orafo che non solo lo introdusse all’arte orafa ma lo addestrò anche a diventare pittore. Giovanissimo, Campi raggiunse Cremona e divenne allievo del pittore manierista cremonese Giulio Campi, con cui non era imparentato, sebbene i destini delle rispettive famiglie si sarebbero intrecciati anni dopo.

La Pala della Trasfigurazione e Santi: Descrizione e Iconografia
L'opera di Bernardino Campi, intitolata "Trasfigurazione e Santi", è datata 1565 nel cartiglio in basso ed è dipinta su tavola. Fu realizzata con la collaborazione di Carlo Urbini.
Il soggetto del dipinto rappresenta l’episodio evangelico della Trasfigurazione, in cui Gesù, accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, sale sul monte Tabor e cambia d’aspetto, manifestando la sua natura divina. Ai lati della figura centrale di Cristo, compaiono Mosè, riconoscibile dalle tavole della Legge, e il profeta Elia. Una nuvola avvolge tutti i personaggi, e dal cielo risuona la voce divina: «Questo è il Figlio mio l’amato: ascoltatelo!», mentre gli apostoli, spaventati dalla rivelazione, cadono a terra.

A differenza della celebre Trasfigurazione di Raffaello, in cui la guarigione del giovane epilettico occupa la parte in primo piano, il dipinto di Campi raffigura ai piedi del monte alcuni santi specifici. Tra questi si distinguono Caterina d’Alessandria, Antonio Abate, un enigmatico Giulio (?) e Gerolamo. Nello sfondo, inoltre, è visibile la figura di San Cristoforo.
Trasfigurazione spiegazione dell' icona e festa
La Collocazione e la Storia dell'Opera
L'opera "Trasfigurazione e Santi" giunse alla chiesa di San Fedele a Milano dalla chiesa di Santa Maria della Scala nel 1776. Fu collocata inizialmente nella cappella della Guastalla, dove sostituì l’Incoronazione di Maria di Figino. La pala vi restò fino al 1956, quando venne sostituita dal Sacro Cuore in ceramica di Lucio Fontana, inaugurata il 4 ottobre di quell'anno. Attualmente, la "Trasfigurazione e Santi" di Bernardino Campi e Carlo Urbini è visibile nell'antisagrestia della chiesa di San Fedele.
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