A Molfetta, l'attesa per la Settimana Santa è particolarmente sentita e vissuta con grande intensità dalla popolazione locale. Questo periodo, che precede la Pasqua, vede le arciconfraternite e le confraternite quali indiscusse protagoniste. Tra queste, un ruolo centrale è rivestito dall'Arciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso e dalla sua chiesa, veri e propri simboli della tradizione molfettese.

La Domenica delle Palme: Inizio dei Riti e Preparativi
Con la Domenica delle Palme, il cammino liturgico di avvicinamento alla Santa Pasqua si fa più intenso ed emozionante. I sagrati delle chiese sono gremiti di persone di ogni condizione che si apprestano ad acquistare i ramoscelli di ulivo benedetto da recare in famiglia, scambiandosi auguri di una vita migliore. I bellissimi artigiani locali espongono in vendita le statuine in terracotta raffiguranti le statue del Venerdì e del Sabato Santo, contribuendo allo scenario di una delle giornate più impegnative per le Confraternite.
Per i confratelli dell'Arciconfraternita di Santo Stefano, i lavori iniziano proprio il pomeriggio della Domenica delle Palme con la preparazione dei simulacri da esporre nel Sepolcro, il cui allestimento viene completato durante la mattina del Mercoledì Santo.
La "Bussola" e la Cerimonia di Vestizione
Un momento molto atteso della Domenica delle Palme è costituito dalla cosiddetta “Bussola”, ovvero dal sorteggio dei Confratelli portatori della Sacra Immagine del Cristo Morto, che ha inizio subito dopo la cerimonia di vestizione. In mattinata, nella chiesa patronale si svolge la suggestiva cerimonia di vestizione dei nuovi Confratelli, officiata dal Vescovo della Diocesi.
Le domande degli aspiranti portatori sono presentate a coppia, cioè da due Confratelli aventi la stessa statura. Ad ogni coppia è associata una pallina numerata, che viene inserita in un'apposita urna: la “Bussola” appunto. È difficile descrivere il clima di spasmodica trepidazione nel quale avviene il sorteggio. La tensione dei confratelli si percepisce nettamente dall'assoluto silenzio che regna in chiesa: si ode solo il rumore prodotto dai bussolotti mentre ruotano all'interno dell'urna. L'esultanza della coppia abbinata al numero sorteggiato testimonia in modo significativo la realizzazione delle loro speranze e delle loro attese, spesso nutrite per anni dato l'elevato numero degli aspiranti. Tale gioia contrasta, ovviamente, con il malumore di chi non è stato fortunato, ma la gelosia si stempera in un abbraccio fraterno e in un augurio ai portatori per una buona Processione.
L'Arciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso: Protagonista e Guardiana della Tradizione
L'Arciconfraternita di Santo Stefano è un sodalizio che fonda le proprie radici tra il 1230 e il 1240, sebbene manchino fonti scritte, in quanto distrutte dal Sacco di Molfetta nella prima metà del 1500. Questa memoria e il senso più profondo dell'identità impongono di consegnare alle prossime generazioni un sodalizio vivo e inserito nella comunità cittadina. Come associazione, la confraternita soggiace alle norme di diritto canonico, in particolare il titolo V relativo all'associazione dei fedeli, e al diritto civile per le associazioni riconosciute.
L'Arciconfraternita, come anche le altre, è canonicamente definita un'associazione pubblica di fedeli, un ente di natura ecclesiastica eretto dal vescovo e sottoposto al suo controllo, civilmente riconosciuto e iscritto nel registro delle persone giuridiche presso la prefettura di Bari. Può essere titolare di diritti reali e agire direttamente negli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.
I Riti del Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo
L'Ufficio delle Tenebre e la Coena Domini
Nella serata del Mercoledì Santo, l'Arciconfraternita di Santo Stefano cura un momento di preghiera comune, celebrando l'Ufficio delle Letture del Giovedì Santo, secondo quanto previsto dall'antica “Liturgia delle Ore”. Con lo sfondo del Sepolcro illuminato dalle candele e dalla saettia (un particolare candeliere a forma triangolare dotato di quindici candele), nove Confratelli si alternano nell'esecuzione, in lingua latina, di altrettanti brani tratti dalle Lamentazioni di Geremia, dagli scritti di Sant'Agostino e dalle Lettere di San Paolo, secondo due antichi toni musicali tipicamente molfettesi.

I Confratelli preposti sono per tradizione sempre gli stessi e spesso si tramandano questo privilegio di generazione in generazione. Le letture (dette lezioni) sono cantate a gruppi di tre, dando origine ai cosiddetti “notturni”. Ogni notturno è intervallato dai salmi (dal 68 al 76), cantati in italiano dai fedeli presenti. Al termine di ogni lettura o salmo, si spegne una candela che illumina il “Sepolcro”, fino a lasciarne accesa solo una posta sulla sommità della saettia che, a sua volta, viene spenta non appena i fedeli terminano di intonare in latino il Cantico di Zaccaria e il celebrante ha impartito la benedizione in gregoriano. La chiesa resta così nell'oscurità, l'ambiente è rischiarato solo dalla luce fioca dei ceri posti nei lumi, che adornano i cinque Misteri. Con il loro tremolio, conferiscono agli stessi quasi l'illusione di una reale agonia del Figlio di Dio.
È questo l'istante in cui si esegue il “terremoto”. I Confratelli e i fedeli scuotono le sedie o battono libri sui banchi causando un fragoroso rumore, con il quale si vuole descrivere lo sconvolgimento delle forze della natura seguito alla morte di Gesù. Le candele spente rappresentano appunto il loro amore verso il Redentore, che si fa sopraffare dalla paura, dal dolore, dalla cupidigia, dalle debolezze umane: “È l'ora delle tenebre” (Lc 22,53). Con il cambio degli orari, disposti negli anni per venire incontro alle esigenze espresse di volta in volta dal clero o dalla popolazione, la Confraternita ha ritenuto opportuno anticipare l'Ufficio alla sera del Mercoledì.
Dopo la funzione liturgica, i Confratelli si riuniscono in gruppi per consumare la cosiddetta “Coena Domini”, un'agape fraterna che costituisce un momento di aggregazione e di preparazione spirituale alla processione del Venerdì Santo, quasi a rievocare l'Ultima Cena. L'argomento delle discussioni è sempre lo stesso. Ascoltando in sottofondo le marce funebri, i partecipanti si raccontano aneddoti sulla Settimana Santa, sulle figure tipiche della Confraternita (quelle viventi e quelle oramai scomparse), sui numeri estratti in occasione della “Bussola”, sulla fortuna che sembra prediligere alcune coppie di portatori o sulla sfortuna che, al contrario, sembra perseguitarne altre.
Il Giovedì Santo si ricorda l'istituzione del sacramento dell'Eucaristia con la celebrazione della Messa in Coena Domini. Le campane delle chiese suonano a distesa per richiamare i fedeli. Alle ore 18:00, i confratelli di Santo Stefano si recano in Cattedrale per assistere alla Messa celebrata dal Vescovo, ma già alle ore 17:00, il “Sepolcro” allestito nella chiesetta patronale è aperto alla venerazione dei fedeli. Terminata la Messa, le campane tacciono per farsi riudire nella mezzanotte fra il Sabato Santo e la Domenica di Resurrezione. La chiesa di Santo Stefano, intanto, si affolla di visitatori che, quasi compiendo un pellegrinaggio penitenziale, accorrono a contemplare il “Sepolcro” profumato di incenso e di fiori primaverili. Terminata la messa vespertina, l'Arciconfraternita di Santo Stefano, fa eseguire dalla banda - a piè fermo davanti alla chiesa - un concerto di 6 marce funebri.
La Processione dei Misteri del Venerdì Santo
Il Venerdì Santo si svolge la solenne Processione dei Misteri, che inizia dalla Chiesa di Santo Stefano. L'evento più atteso è la processione del Venerdì Santo, la cui uscita è fissata per le 4 del venerdì mattina, a seguito del cambiamento di orario disposto dall'allora vescovo Don Tonino Bello.
- Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani (in dialetto, Crìste all'ùerte), portato a spalla dalla Confraternita di Maria SS.
- Gesù Cristo alla colonna (Crìste alla kelònne), portato dalla Confraternita di Maria SS.
- Gesù Cristo coronato di spine (Crìste alla chènnèdde), portato dalla Confraternita di Maria SS.
La processione si avvia per le strade del centro storico, percorrendo un itinerario di circa nove ore, accompagnata dalla banda musicale che esegue marce funebri, cadenzando il passo dei portatori. La sera del Venerdì Santo, al termine della funzione in Cattedrale dell'adorazione della Croce, nella chiesa di Santo Stefano viene celebrata la funzione dell'ultimo venerdì, a completamento del pio esercizio dei cinque venerdì di Quaresima. La funzione viene celebrata con il Cristo morto allestito così come viene portato in processione. Un tempo l'Ufficio aveva luogo subito dopo la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo e precedeva l'uscita dei Misteri.

Le Attività dell'Arciconfraternita oltre la Pasqua
Nella chiesetta dell'Arciconfraternita, ricostruita nel 1586, si celebrano i riti religiosi tenuti dal padre spirituale. Nel solco della sua originaria vocazione, che è quella di promuovere la solidarietà spirituale e materiale verso i più bisognosi, la confraternita ha istituito sin dagli anni '60 un proprio strumento operativo, dotato di autonomia patrimoniale e gestionale per le opere di carità. Un apposito titolo del regolamento disciplina la finalità, la gestione e il finanziamento di questo ente, denominato "Bontà di Santo Stefano".
Tramite l'opera della Bontà di Santo Stefano, la confraternita ha garantito e sta garantendo ancora, sin dall'inizio del mandato, un sostegno quotidiano a una realtà locale di volontariato che gestisce una mensa per i poveri. I confratelli sono convinti che sostenere i bisogni dei più poveri non può essere un compito episodico, al contrario deve essere un impegno quotidiano specialmente per i credenti. L'opera Bontà di Santo Stefano si finanzia con le oblazioni volontarie dei confratelli o dei benefattori. Purtroppo la pandemia ha notevolmente aumentato i bisogni di questa gente.
Altri appuntamenti importanti, cui l'Arciconfraternita non manca da oltre un trentennio, sono la donazione del sangue, organizzata nel mese di dicembre (il primo donatore fu Don Tonino Bello), e la raccolta del banco farmaceutico, che si svolge da oltre un decennio. Quest'ultima è una raccolta di medicinali da banco, i cui proventi vengono devoluti alla Caritas e ad altri enti di volontariato. Recentemente, si è ottenuto un ottimo risultato, raddoppiando quantitativamente i flaconi donati rispetto all'anno precedente.
Appuntamenti e Funzioni Specifiche
Tra gli appuntamenti recenti che animano la Chiesa di Santo Stefano, si segnalano:
- La recita del santo rosario e la celebrazione della Santa Messa, seguita dal Pio Esercizio del Venerdì di Quaresima.
- La lettura de "La Passiòene de Ggèèse Criste (còme se conde a Mlfètte)" di Gaetano Campo, evento che coinvolge figure locali nella recitazione di testi sulla Passione.