La liturgia conduce il popolo di Dio all'inizio del nuovo anno civile sotto il segno della benedizione del Signore, in continuità con il popolo di Israele nel deserto che ricevette la benedizione sacerdotale di Aronne.
La benedizione non è opera del sacerdote, che ne è solo un tramite. Chi benedice, infatti, è unicamente YHWH, la fonte di ogni bene e salvezza. Il sacerdote pronuncia una parola performativa che realizza ciò che pronuncia, incanalando in tal modo la benedizione del Signore verso il suo popolo. Il verbo "benedire/brk" (nella coniugazione intensiva piel), con Dio come soggetto, esprime il potere della crescita di vita, l’impulso alla prosperità, alla fecondità e all’abbondanza di beni materiali e di relazioni sociali costruttive, prive di violenza o prevaricazioni.
La benedizione è sempre un dono personale, che ha come destinatario un "tu" individuale che conserva la propria particolarità e dignità all'interno del "tu" rappresentato dal popolo nel suo insieme. Un altro verbo chiave è "custodire/šāmar", che per YHWH significa proteggere dal male e da ogni pericolo. La benevolenza di YHWH culmina nel dono dello "šālôm", inteso come completezza e pienezza di vita, un'aspirazione a vivere in armonia, a comporre le differenze e a raggiungere l'equilibrio individuale.
La Mamma Celeste: Un Amore che Guida e Protegge
Nel cristianesimo, la figura della "Mamma Celeste", la Vergine Maria, riveste un ruolo centrale come mediatrice di queste benedizioni divine. Ella, al pari di una mamma terrena, ci ama, ci protegge, ci aiuta e ci consola dall'alto.

La Benedizione per le Madri: Tradizione e Rinnovamento
La Benedizione Post-Parto: Una Pratica Antica
La pratica di benedire le neomamme è profondamente radicata nella tradizione ebraica. La Madonna stessa, come prescritto dalla legge ebraica, si presentò al tempio 40 giorni dopo la nascita di suo Figlio per essere "purificata" e benedetta dal sacerdote. Nella tradizione cattolica, sebbene non fosse una cerimonia di purificazione, era un modo per la donna di ringraziare Dio per la nascita del bambino.
Questa era una consuetudine pia e lodevole, risalente ai primi secoli cristiani, benché non fosse un precetto. In passato, dopo la Messa, il sacerdote compiva un rito specifico, consegnando alla neomamma una candela accesa mentre lei, in ginocchio e a capo chino, ascoltava le preghiere in latino. Molti anni dopo il Concilio Vaticano II, questa pratica è caduta in disuso.
Tante giovani madri oggi affrontano sfide immense e spesso si trovano sole, senza il supporto di parenti o vicini di casa. Molte di loro sarebbero propense a ricevere una benedizione speciale per invocare le grazie necessarie a crescere i figli secondo la volontà di Dio.

La Benedizione del Bambino nel Grembo Materno
Oggi, la Chiesa accoglie con gioia e premura le madri che, riconoscendo la vita come dono di Dio, si rivolgono a essa per chiedere una benedizione del bambino che portano in grembo. Il "Rito di Benedizione di un bambino nel grembo materno", approvato dalla Congregazione per il Culto divino e i Sacramenti, è un esempio significativo.
È molto opportuno che questa piccola celebrazione avvenga alla presenza della comunità parrocchiale e, se possibile, sia inserita nella celebrazione dell’Eucaristia. Durante il rito, vengono affidate le necessità al Padre celeste, con una preghiera che invoca serenità per la madre, sapienza nel guidare il figlio sui sentieri della salvezza e chiede che la comunità parrocchiale partecipi all’educazione spirituale del bambino con la parola e l’esempio.

Maria: La Madre Benedetta per Eccellenza
L'Annunciazione e la Scelta Divina
Molto tempo fa, a Nazaret, vivevano Anna e Gioacchino, due sposi anziani e virtuosi che desideravano ardentemente un figlio. Il Signore ascoltò le loro suppliche e donò loro una bimba, Maria. Ella cresceva in statura, bellezza e intelligenza, amando Dio e meditando la Sua parola scritta nella Bibbia. Aveva quattordici anni quando fu data in sposa a Giuseppe, un falegname onesto e laborioso.
Un giorno, mentre Maria leggeva nel cortile della casa paterna, vide una luce avvicinarsi e un angelo, Gabriele, la salutò, annunciandole che Dio l'aveva scelta per le sue virtù e la sua umiltà a diventare la madre di suo Figlio. Maria, inizialmente spaventata e confusa, rispose con fede: "Io sono l’ancella del Signore e farò tutto quello che Egli mi chiede."
Il giovane Giuseppe, come l'angelo gli aveva suggerito, accettò il suo ruolo. Gesù, crescendo nel grembo della madre, a volte le dava dei colpetti, manifestando la sua presenza.

La Visitazione e il Saluto di Elisabetta
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda, per visitare la cugina Elisabetta, anch'ella in attesa di un bambino in età avanzata. Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.» Maria ed Elisabetta si abbracciarono, sentendo muoversi i loro bambini nei rispettivi grembi.

La Nascita di Gesù e il Dono della Salvezza
Maria e Giuseppe si recarono a Betlemme per il censimento romano. Non trovando posto, si ripararono in una grotta dove nacque Gesù. Angeli scesero dal cielo per cantargli la ninna nanna e annunciare agli uomini la sua nascita. I primi ad accorrere furono i pastori, portando umili doni. Successivamente, la Sacra Famiglia fuggì in Egitto per sottrarre il bambino alla furia del re Erode. Tornati a Nazaret, condussero una vita serena e laboriosa. Maria amava teneramente il suo bimbo, lo copriva di attenzioni e lo educava. Giuseppe gli insegnò il suo mestiere, e Gesù divenne un ragazzo buono, gentile, ubbidiente e intelligentissimo.
Il nome imposto al bambino, "Gesù/Iēsous/Yehôšu’āh", significa "YH(WH) salva". Nella sua carne non ci sarebbe stato solo il segno dell’alleanza, ma tutta la sua persona sarebbe stata la presenza terrena della salvezza donata da YHWH. Attorno a Gesù non ci fu "litigio" o tergiversazione; tutti eseguirono perfettamente le indicazioni date dall’angelo Gabriele. Gesù sarebbe stata la salvezza in persona, donata da YHWH al suo popolo, mistero annunciato agli angeli ai pastori: «È nato a voi oggi un salvatore che è Cristo Signore nella città di Davide» (Lc 2,11).

Il Dolore e la Gloria della Mamma Celeste
Maria, a volte, era pensosa e un velo di malinconia l’avvolgeva, pensando alle parole profetiche del vecchio Simeone nel Tempio: quel bambino avrebbe sofferto molto per salvare l'umanità, e anche lei avrebbe provato un dolore immenso. Il distacco, quando Gesù divenne uomo e lasciò la casa paterna per predicare la parola di Dio, fu dolorosissimo per Maria, ma ella non ostacolò il figlio. Rimase nel silenzio e nell’ombra finché non le giunse la notizia del suo arresto.
Accorse accanto al Figlio per consolarlo e sostenerlo nel momento della crocifissione, soffrendo immensamente nel vederlo umiliato e deriso. Il suo cuore di mamma si pietrificò dal dolore. Prima di esalare l'ultimo respiro, Gesù affidò Maria all'amico Giovanni, donando così la sua Mamma a tutta l'umanità. Maria poi uscì dallo sconforto e gioì quando apprese la notizia della resurrezione del figlio. Ella unì e accolse gli amici di Gesù che, dopo la sua Ascensione al Cielo, non sapevano più cosa fare, contribuendo a formare la Chiesa.
Sentendo fortemente la mancanza del figlio, Maria decise di lasciare la terra e andare nel luogo dov’era Gesù. Si addormentò e gli angeli la portarono con tutto il corpo in Paradiso (l'Assunzione). Lì, Dio la incoronò Regina degli Angeli e dei Santi. Da quel giorno, ella veglia su tutti noi, preoccupandosi, dispiacendosi per le nostre mancanze e rallegrandosi per le nostre buone azioni. È sempre disponibile ad ascoltarci, aiutarci, consolarci e consigliarci.
Assunzione al Cielo di Maria Vergine
La Madonna come Fonte di Grazia e Intercessione
Miracoli e Apparizioni Mariane
Gli uomini presero l'abitudine di ricorrere a Maria nei momenti del bisogno, e nel corso del tempo nacque una profonda devozione verso di Lei. Maria, molte volte, è scesa dal Cielo e venuta sulla terra per dare agli uomini messaggi di preghiera, per scongiurare sciagure e guerre. È apparsa in diversi luoghi del mondo, spesso a persone umili e bambini, come a Guadalupe (Messico) nel 1531, a Lourdes (Francia) nel 1858, a Fatima (Portogallo) nel 1917, a Siracusa nel 1953 e a Medjugorje nel 1981. In questi luoghi, la Madonna ha compiuto e continua a compiere miracoli straordinari.
Un esempio toccante è la storia del piccolo Giustino, gravemente malato. La madre, disperata dopo l'inefficacia delle cure mediche, si recò a Lourdes e immerse il suo bambino nell'acqua gelida della sorgente miracolosa. Nonostante lo scetticismo delle vicine, Giustino aprì gli occhi e mandò un grido, cominciando a migliorare. Questo evento, avvenuto agli albori delle apparizioni di Lourdes, dimostra la potenza intercessoria di Maria e l'efficacia delle benedizioni divine attraverso la sua mediazione.

La Devozione Mariana nel Tempo
I principi e i re piemontesi, molto devoti alla Madonna, decisero di adottare l'azzurro del suo manto come colore ufficiale della loro monarchia. La devozione mariana si manifesta in molteplici forme, dalla costruzione di chiese in suo onore alla dedicazione di un intero mese, maggio, alla Santa Vergine.
La sua presenza materna si manifesta in modi sorprendenti, come nell'incontro di frate Luca con i tre orfanelli. La Madonna, apparsa in un bosco, ascoltò la loro triste storia e le sue lacrime si tramutarono in perle preziose, un dono divino che frate Luca riconobbe come tale, un segno della sua benevolenza.
Maria è una figura rispettata anche in altre tradizioni: nel Corano è citata più volte con rispetto come madre di Gesù (considerato un profeta, non Figlio di Dio), e Martin Lutero, fondatore del protestantesimo, mantenne le maggiori festività in onore di Maria (Annunciazione, Visitazione, Purificazione).

Insegnare ai Bambini la Mamma Celeste
Il mese di maggio, definito mariano, è tradizionalmente dedicato alla Santa Vergine. Sarebbe bello allestire, come si faceva un tempo, un altarino in ogni casa e recitare il Santo Rosario o almeno una semplice Ave Maria. Questa tradizione, un tempo praticata anche a scuola, può essere reintrodotta oggi presentando ai bambini comportamenti positivi da assumere per fare contenta la Mamma Celeste, ad esempio comportandosi con gentilezza verso gli altri.
Per realizzare un altarino casalingo, basta un tavolinetto coperto da una tovaglietta, una scatola di scarpe rivestita con un centrino e una statuetta o un'immaginetta della Madonna. Si possono anche creare statuette di Maria usando formine e gesso, o mosaici con ritagli di carta colorati, attività che avvicinano i bambini alla figura della Mamma Celeste in modo creativo e partecipativo.
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