Benedetto XVI e i Santi Anonimi: La Chiamata Universale alla Santità

La santità esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell’uomo, è anzitutto dono di Dio. Il 1° novembre si contempla il mistero della comunione dei santi del cielo e della terra. "Noi non siamo soli, ma siamo avvolti da una grande nuvola di testimoni: con loro formiamo il Corpo di Cristo, con loro siamo figli di Dio". I santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo.

In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina. Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria, nel firmamento di Dio.

Illustrazione di una folla di persone stilizzate che guardano verso il cielo, simboleggiando la comunione dei santi.

Il Significato della Solennità di Tutti i Santi

Con la domanda: "Ma a che serve la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità?", san Bernardo avviava una sua famosa omelia per il giorno di Tutti i Santi. Questa domanda rimane attuale anche oggi, così come è valida la risposta che il Santo offriva: "I nostri santi - egli dice - non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto".

Il significato profondo dell’odierna solennità risiede nel guardare all’esempio luminoso dei santi per risvegliare in noi il grande desiderio di essere come loro: felici di vivere vicini a Dio, nella sua luce, nella grande famiglia degli amici di Dio. Essere Santo significa vivere nella vicinanza con Dio, vivere nella sua famiglia.

Come Divenire Santi: Un Cammino Accessibile a Tutti

All’interrogativo su come possiamo divenire santi, amici di Dio, si può rispondere anzitutto in negativo: per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. Vi è poi la risposta in positivo: è necessario innanzitutto ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d’animo di fronte alle difficoltà.

"Se uno mi vuol servire - Egli ci ammonisce - mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo". Questa è la vocazione cristiana che scaturisce da una proposta di amore del Signore, e che può realizzarsi solo grazie a una nostra risposta di amore.

Un'immagine che rappresenta un bivio con una strada che porta verso una luce brillante e un'altra che si perde nell'oscurità, con una figura umana che sceglie la strada luminosa.

I Santi Come Esempi di Vita Secondo il Vangelo

Gesù invita i suoi discepoli al dono totale della loro vita, senza calcolo e tornaconto umano, con una fiducia senza riserve in Dio. I santi accolgono quest'invito esigente, e si mettono con umile docilità alla sequela di Cristo crocifisso e risorto.

La loro perfezione, nella logica della fede talora umanamente incomprensibile, consiste nel non mettere più al centro se stessi, ma nello scegliere di andare controcorrente vivendo secondo il Vangelo. Così hanno fatto i cinque santi che, con grande gioia, vengono posti alla venerazione della Chiesa universale: Zygmunt Szczęsny Feliński, Francisco Coll y Guitart, Jozef Damiaan de Veuster, Rafael Arnáiz Barón e Marie de la Croix (Jeanne) Jugan.

In essi contempliamo realizzate le parole dell’apostolo Pietro: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" e la consolante assicurazione di Gesù: "non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora... cento volte tanto... insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà".

San Zygmunt Szczęsny Feliński: Testimone di Fede e Carità Pastorale

Zygmunt Szczęsny Feliński, Arcivescovo di Varsavia e fondatore della congregazione delle Francescane della Famiglia di Maria, fu un grande testimone della fede e della carità pastorale in tempi molto difficili per la nazione e la Chiesa in Polonia. Si preoccupò con zelo della crescita spirituale dei fedeli, aiutando i poveri e gli orfani. All’Accademia Ecclesiastica di San Pietroburgo curò una solida formazione dei sacerdoti. Come Arcivescovo di Varsavia infiammò tutti verso un rinnovamento interiore. Prima dell’insurrezione del gennaio 1863 contro l’annessione russa mise in guardia il popolo dall’inutile spargimento del sangue. Quando però scoppiò la sommossa e ci furono le repressioni, coraggiosamente difese gli oppressi. Per ordine dello zar russo passò vent’anni in esilio a Jaroslaw sul Volga, senza poter fare mai più ritorno nella sua diocesi. In ogni situazione conservò incrollabile la fiducia nella Divina Provvidenza, pregando: "Oh, Dio, proteggici non dalle tribolazioni e dalle preoccupazioni di questo mondo… solo moltiplica l’amore nei nostri cuori e fa che con la più profonda umiltà manteniamo l’infinita fiducia nel Tuo aiuto e nella Tua misericordia…". Oggi il suo donarsi a Dio e agli uomini, pieno di fiducia e di amore, diventa un fulgido esempio per tutta la Chiesa.

San Francisco Coll: Predicatore Itinerante e Fondatore

San Pablo nos recuerda en la segunda lectura que «la Palabra de Dios es viva y eficaz». En ella, el Padre, que está en el cielo, conversa amorosamente con sus hijos de todos los tiempos, dándoles a conocer su infinito amor y, de este modo, alentarlos, consolarlos y ofrecerles su designio de salvación para la humanidad y para cada persona. Consciente de ello, San Francisco Coll se dedicó con ahínco a propagarla, cumpliendo así fielmente su vocación en la Orden de Predicadores, en la que profesó. Su pasión fue predicar, en gran parte de manera itinerante y siguiendo la forma de «misiones populares», con el fin de anunciar y reavivar por pueblos y ciudades de Cataluña la Palabra de Dios, ayudando así a las gentes al encuentro profundo con Él. Un encuentro que lleva a la conversión del corazón, a recibir con gozo la gracia divina y a mantener un diálogo constante con Nuestro Señor mediante la oración. Por eso, su actividad evangelizadora incluía una gran entrega al sacramento de la Reconciliación, un énfasis destacado en la Eucaristía y una insistencia constante en la oración. Francisco Coll llegaba al corazón de los demás porque trasmitía lo que él mismo vivía con pasión en su interior, lo que ardía en su corazón: el amor de Cristo, su entrega a Él. Para que la semilla de la Palabra de Dios encontrara buena tierra, Francisco fundó la congregación de las Hermanas Dominicas de la Anunciata, con el fin de dar una educación integral a niños y jóvenes, de modo que pudieran ir descubriendo la riqueza insondable que es Cristo, ese amigo fiel que nunca nos abandona ni se cansa de estar a nuestro lado, animando nuestra esperanza con su Palabra de vida.

Un dipinto raffigurante San Francisco Coll mentre predica a una folla.

San Jozef Damiaan (Padre Damiano): Servitore dei Lebbrosi

Jozef De Veuster, che nella Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria ha ricevuto il nome di Damiaan, quando aveva ventitré (23) anni, nel 1863, lasciò il suo Paese natale, le Fiandre, per annunciare il Vangelo all’altra parte del mondo, nelle Isole Hawaii. La sua attività missionaria, che gli ha dato tanta gioia, raggiunge il suo culmine nella carità. Non senza paura e ripugnanza, fece la scelta di andare nell’Isola di Molokai al servizio dei lebbrosi che si trovavano là, abbandonati da tutti; così si espose alla malattia della quale essi soffrivano. Con loro si sentì a casa. Il servitore della Parola divenne così un servitore sofferente, lebbroso con i lebbrosi, durante gli ultimi quattro anni della sua vita. Per seguire Cristo, il Padre Damiano non ha solo lasciato la sua patria, ma ha anche messo in gioco la sua salute: perciò egli - come dice la parola di Gesù che ci è stata annunciata nel Vangelo di oggi - ha ricevuto la vita eterna.

In questo 20° anniversario della canonizzazione di un altro santo belga, il Fratello Mutien-Marie, la Chiesa in Belgio è unita ancora una volta per rendere grazie a Dio per uno dei suoi figli riconosciuto come autentico servitore di Dio. Ci ricordiamo davanti a questa nobile figura che è la carità che fa l’unità: essa la genera e la rende desiderabile. Sulla scia di san Paolo, san Damiano ci spinge a scegliere le buone battaglie, non quelle che portano la divisione, ma quelle che riuniscono. Ci invita ad aprire gli occhi sulle lebbre che sfigurano l’umanità dei nostri fratelli e che chiamano ancora oggi, più della nostra generosità, la carità della nostra presenza servente.

Una foto del lebbrosario di Molokai o un ritratto di Padre Damiano.

Fratello Rafael Arnáiz Barón: Il Sogno della Piena Verità

A la figura del joven que presenta a Jesús sus deseos de ser algo más que un buen cumplidor de los deberes que impone la ley, volviendo al Evangelio de hoy, hace de contraluz el Hermano Rafael, hoy canonizado, fallecido a los veintisiete años como Oblato en la Trapa de San Isidro de Dueñas. También él era de familia acomodada y, como él mismo dice, de "alma un poco soñadora", pero cuyos sueños no se desvanecen ante el apego a los bienes materiales y a otras metas que la vida del mundo propone a veces con gran insistencia. Él dijo sí a la propuesta de seguir a Jesús, de manera inmediata y decidida, sin límites ni condiciones. De este modo, inició un camino que, desde aquel momento en que se dio cuenta en el Monasterio de que "no sabía rezar", le llevó en pocos años a las cumbres de la vida espiritual, que él relata con gran llaneza y naturalidad en numerosos escritos. El Hermano Rafael, aún cercano a nosotros, nos sigue ofreciendo con su ejemplo y sus obras un recorrido atractivo, especialmente para los jóvenes que no se conforman con poco, sino que aspiran a la plena verdad, a la más indecible alegría, que se alcanzan por el amor de Dios. "Vida de amor... He aquí la única razón de vivir", dice el nuevo Santo. E insiste: "Del amor de Dios sale todo". Que el Señor escuche benigno una de las últimas plegarias de San Rafael Arnáiz, cuando le entregaba toda su vida, suplicando: "Tómame a mí y date Tú al mundo". Que se dé para reanimar la vida interior de los cristianos de hoy. Que se dé para que sus Hermanos de la Trapa y los centros monásticos sigan siendo ese faro que hace descubrir el íntimo anhelo de Dios que Él ha puesto en cada corazón humano.

Santa Marie de la Croix (Jeanne) Jugan: L'Opera per gli Anziani

Par son œuvre admirable au service des personnes âgées les plus dému...

Un'immagine che evoca la figura di una persona anziana assistita con cura.

Il "Forum Benedetto XVI" e la Santità alla Portata di Tutti

Nel cuore della Baviera, a pochi passi dalla casa natale di Joseph Ratzinger, teologi e fedeli si sono riuniti per riflettere sul significato del sacro e sul cammino verso la santità, alla luce dell’eredità spirituale e teologica di Papa Benedetto XVI. Un forum intenso, tra preghiera, studio e devozione mariana.

Dal 2 al 6 luglio, nella cittadina bavarese di Altötting - il più importante santuario mariano della Germania - si è tenuto il “Forum Benedetto XVI”, un simposio teologico che ha riunito esperti, pastori e giovani per riflettere sul tema della santità. Una scelta non casuale: Altötting è un luogo molto caro a Papa Benedetto, profondamente legato alla Madonna delle Grazie qui venerata.

Il tema di quest’anno, come ha spiegato Monsignor Markus Graulich, sottosegretario del Dicastero per i Testi Legislativi, è stato “il sacro e la santità: la sacralità nella Scrittura, il sacro nell’Antico e nel Nuovo Testamento, il sacro nella vita umana, la verità e così via”. Ha aggiunto con soddisfazione che “sembra che il forum si sia affermato. Ci sono molti più partecipanti dell’ultima volta”.

La Teologia di Benedetto XVI: Una Sorgente Viva

Tra i relatori, il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha voluto sottolineare il valore attuale del pensiero di Joseph Ratzinger. Secondo Koch, “il ‘Forum Benedetto XVI’ si propone di discutere le questioni fondamentali della fede. E la teologia di Papa Benedetto è una fonte meravigliosa da cui attingere e trovare risposte profonde alle domande che molti credenti hanno oggi. È un’eredità preziosa che vogliamo preservare”.

Un’eredità viva anche tra i più giovani. Come ha spiegato il professor Ralph Weimann della Fundatio Christiana Virtus, “molti giovani sono venuti al Benedict Forum quest’anno. Si sentono attratti perché si rendono conto: ne ho bisogno, fa bene alla mia anima, perché anche del mio spirito devo prendermi cura. E la teologia di Papa Benedetto offre un vero nutrimento in questo senso”.

La Santità: Una Chiamata Egualitaria

Il messaggio che emerge con chiarezza è che la santità non è riservata a pochi. Lo ha ribadito il cardinale Koch, ricordando che “Benedetto ha sempre sottolineato che la chiamata alla santità non è elitaria ma è egualitaria. Ogni cristiano è chiamato a seguire il cammino della santità”.

A testimoniarlo anche Monsignor Rudolf Voderholzer della diocesi di Ratisbona, che ha definito l’insegnamento del Papa emerito come “fresco e anche senza tempo. Continuerà ad avere un impatto attraverso la sua teologia, i suoi scritti e i suoi insegnamenti. A molte persone ha portato grande chiarezza e gioia nella fede. E continuerà a farlo anche in futuro”.

Il professor Andreas Wollbold, teologo pastorale dell’Università di Monaco, ha sottolineato la semplicità interiore di Ratzinger: “Nonostante fosse un teologo così importante, rimase molto semplice nel cuore e anche saggio. Questo è un grande esempio da seguire”.

La Domenica, la Pazienza e la Forza Spirituale

Durante il forum è emerso anche il volto più umano di Papa Benedetto. Suor Christine Felder, che fu sua governante, ha raccontato che “era una persona amante della domenica. Mantenere la domenica santa e sacra era molto importante per lui. Direi che nella famiglia Ratzinger c’era tutta una cultura della domenica, che lui ha mantenuto anche da papa”.

Padre Hermann Geissler, suo collaboratore fin dai tempi in cui era cardinale, ha testimoniato: “Non l’ho mai visto davvero arrabbiato o alzare la voce, ma l’ho visto determinato. Soprattutto quando si trattava di questioni di fede e si rendeva conto che gli altri non capivano che era un tema importante. O quando si accorgeva che la fede dei cosiddetti ‘semplici’ non veniva presa sul serio o che queste persone venivano in qualche modo sviate. Questo lo feriva profondamente, ne soffriva molto. Ma allo stesso tempo aveva una pazienza enorme”.

Una foto di Papa Benedetto XVI durante un momento di riflessione o preghiera.

Con Maria, verso la Santità Concreta

Il forum si è concluso con un pellegrinaggio serale al santuario mariano insieme al cardinale Koch, tra preghiere e canti. Il cardinale Koch ha esortato i presenti a “vivere il vostro battesimo con coerenza, perché attraverso il battesimo siamo diventati partecipi della santità di Gesù Cristo e siamo chiamati a vivere come santi. Con il battesimo riceviamo l’attributo di essere santi. Ma coloro che sono chiamati santi devono anche essere in grado di vivere una vita santa e di seguire il cammino di Gesù Cristo. Perché con Gesù Cristo riconosciamo chi è Dio. E Dio è il Santo per eccellenza. Quando viviamo in relazione con Lui, questo si ripercuote su di noi”.

Profondo anche il richiamo alla Vergine Maria, espresso da Ralph Weimann: “Non dobbiamo dimenticare sua madre, Maria, la Madre di Dio, che ha un posto speciale qui ad Altötting e che è il modello stesso, l’archetipo di ogni santità. Tra tutte le creature, lei era la più santa. Per questo le affidiamo il nostro simposio. Anche Papa Benedetto aveva un profondo legame con lei, soprattutto qui ad Altötting. Il cammino verso la santità può passare anche attraverso Maria”.

E proprio in questo senso si è espresso padre Wollbold, concludendo che “la via più semplice è quella di tutti i santi: ‘Sia fatta la tua volontà!’. Questo significa che Dio ha un piano personale per me. Certo, i comandamenti e così via sono chiari. Ma quello che mi chiede - e questo spesso include le circostanze della vita, anche le croci che devo portare - è di accettarle attraverso la preghiera e poi riconoscere che dietro c’è il piano di Dio, anche se spesso non lo capisco.”

🔊 Trattato della vera devozione a Maria (completo) di S. Luigi Grignion da Montfort

I Santi Anonimi: La Santità nella Vita Quotidiana

Il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”. È una giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzati cristiani. Si tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato; la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati.

La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso.”

La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero.

Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore.

Una composizione di immagini che rappresentano momenti di vita quotidiana: una famiglia, un lavoratore, una persona malata, un anziano sorridente.

tags: #benedetto #xvi #santi #anonimi