Un Cuore Grato e la Certezza della Vita della Chiesa
In un momento di profonda commozione, papa Benedetto XVI ha espresso la sua gratitudine, percependo la Chiesa come viva. Similmente all'apostolo Paolo, il Papa ha sentito il bisogno di ringraziare Dio, che guida e fa crescere la Chiesa, seminando la sua Parola e alimentando la fede nel suo Popolo. Ha affermato di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, raccogliendo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita pastorale.
Con grande fiducia, Benedetto XVI ha sottolineato la forza della Parola di verità del Vangelo come vita della Chiesa. Il Vangelo, ha spiegato, purifica e rinnova, portando frutto ovunque la comunità dei credenti lo ascolta e accoglie la grazia di Dio nella verità e nella carità.
Nel ricordare il 19 aprile di quasi otto anni prima, quando accettò di assumere il ministero petrino, il Papa ha rivelato di aver avuto una ferma certezza che lo ha sempre accompagnato: la certezza della vita della Chiesa dalla Parola di Dio. Le parole che risuonarono nel suo cuore in quel momento furono: "Signore, perché mi chiedi questo e che cosa mi chiedi? È un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai, anche con tutte le mie debolezze."

Il Ministero Petrino: Gioie e Sfide
Otto anni dopo, Benedetto XVI ha potuto testimoniare che il Signore lo ha guidato, gli è stato vicino, permettendogli di percepire quotidianamente la sua presenza. Questo percorso della Chiesa ha avuto momenti di gioia e luce, ma anche periodi non facili. Il Papa si è sentito come san Pietro e gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ha donato molti giorni di sole e brezza leggera, giorni di pesca abbondante, ma vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate e il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire.
Egli ha sempre saputo che in quella barca c'è il Signore e che la barca della Chiesa non è sua, non è nostra, ma è di Dio. Il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza che nulla può offuscare.
Nell'Anno della Fede, voluto proprio per rafforzare la fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano, Benedetto XVI ha invitato tutti a rinnovare la ferma fiducia nel Signore, ad affidarsi come bambini nelle braccia di Dio, certi che quelle braccia sostengono sempre e permettono di camminare ogni giorno, anche nella fatica. Ha espresso il desiderio che ognuno si sentisse amato da quel Dio che ha donato suo Figlio per noi, mostrando un amore senza confini, e che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano. La fede è un bene prezioso che nessuno può togliere, e per questo ha invitato a ringraziare il Signore ogni giorno con la preghiera e una vita cristiana coerente.

Non Solo: La Comunione nella Chiesa
Il Papa ha sottolineato che un Pontefice non è solo nella guida della barca di Pietro, anche se è la sua prima responsabilità. Egli non si è mai sentito solo nel portare la gioia e il peso del ministero petrino, poiché il Signore gli ha messo accanto tante persone che, con generosità e amore a Dio e alla Chiesa, lo hanno aiutato e gli sono state vicine.
In particolare, ha ringraziato i Cardinali per la loro saggezza, i loro consigli e la loro amicizia, considerandoli preziosi. Ha espresso gratitudine ai suoi Collaboratori, a iniziare dal Segretario di Stato che lo ha accompagnato con fedeltà, alla Segreteria di Stato e all’intera Curia Romana, così come a tutti coloro che, nei vari settori, prestano servizio alla Santa Sede. Ha riconosciuto che molti volti rimangono nell'ombra, ma proprio nel silenzio, nella dedizione quotidiana, con spirito di fede e umiltà, sono stati per lui un sostegno sicuro e affidabile.
Un pensiero speciale è stato rivolto alla Chiesa di Roma, la sua Diocesi. Ha ricordato i Fratelli nell'Episcopato e nel Presbiterato, le persone consacrate e l’intero Popolo di Dio, percependo sempre grande attenzione e profondo affetto nelle visite pastorali, negli incontri, nelle udienze e nei viaggi. Con quella carità pastorale che è il cuore di ogni Pastore, soprattutto del Vescovo di Roma, del Successore dell’Apostolo Pietro, ha affermato di aver voluto bene a tutti e a ciascuno, senza distinzioni.
Il cuore di un Papa si allarga al mondo intero, e Benedetto XVI ha desiderato che il suo saluto e ringraziamento giungessero a tutti. Ha espresso gratitudine al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, che rende presente la grande famiglia delle Nazioni, e a tutte le numerose persone in tutto il mondo che gli hanno inviato segni commoventi di attenzione, amicizia e preghiera nelle ultime settimane.
Ha sperimentato ancora una volta che il Papa non è mai solo, in un modo così grande da toccare il cuore. Ha ricevuto lettere dai "grandi del mondo" - Capi di Stato, Capi religiosi, rappresentanti del mondo della cultura - ma anche moltissime lettere da persone semplici che gli hanno scritto dal loro cuore, facendogli sentire il loro affetto nato dall'essere insieme con Cristo Gesù, nella Chiesa. Queste persone non gli hanno scritto come si scriverebbe a un principe o a un grande che non si conosce, ma come fratelli e sorelle o come figli e figlie, con il senso di un legame familiare molto affettuoso. Qui, ha osservato, si può toccare con mano cosa sia la Chiesa: non un’organizzazione o un’associazione per fini religiosi o umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel Corpo di Gesù Cristo che unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in questo modo è motivo di gioia, specialmente in un tempo in cui molti parlano del suo declino.
L'ultimo saluto a Benedetto XVI: Piazza San Pietro è pronta
La Decisione di Rinuncia e le Sue Implicazioni
Negli ultimi mesi, Benedetto XVI ha avvertito che le sue forze erano diminuite e ha chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarlo per prendere la decisione più giusta non per il suo bene, ma per il bene della Chiesa. Ha compiuto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una profonda serenità d'animo.
Ritornando al 19 aprile 2005, ha sottolineato che la gravità della decisione di accettare il ministero petrino risiedeva nel fatto che da quel momento in poi era impegnato "sempre e per sempre" dal Signore. Chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy, ma appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. La dimensione privata viene, per così dire, totalmente tolta dalla sua vita. Ha potuto sperimentare, e lo ha fatto in quel preciso momento, che si riceve la vita proprio quando la si dona. Il "sempre" è anche un "per sempre" - non c'è più un ritornare nel privato.
La sua decisione di rinunciare all'esercizio attivo del ministero non revoca questo impegno. Egli ha chiarito che non sarebbe tornato a una vita privata fatta di viaggi, incontri, ricevimenti o conferenze. "Non abbandono la croce," ha dichiarato, "ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro." In questo nuovo percorso, san Benedetto, il cui nome ha portato da Papa, gli sarebbe stato di grande esempio.
Il Papa ha ringraziato tutti per il rispetto e la comprensione con cui la sua importante decisione è stata accolta.

Il Futuro del Servizio: Preghiera e Riflessione
Benedetto XVI ha assicurato che avrebbe continuato ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ha cercato di vivere fino ad allora ogni giorno e che avrebbe voluto vivere sempre. Ha ribadito che Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre, anche e soprattutto nei momenti difficili. Ha esortato a non perdere mai questa visione di fede, che è l'unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo. Nel cuore di ciascuno, ha concluso, ci sia sempre la gioiosa certezza che il Signore è accanto, non abbandona, è vicino e avvolge con il suo amore.