Il secondo e ultimo viaggio in Africa di Papa Benedetto XVI si è svolto in Benin, nel novembre 2011. In quell'occasione, il Pontefice ha sottolineato l'importanza della riconciliazione, della giustizia e della pace come temi centrali per il mondo e in particolare per l'Africa. Già in precedenza, nel marzo 2009, durante una visita in Africa, Benedetto XVI aveva pronunciato parole di incoraggiamento allo stadio di Yaoundé, inneggiando alla speranza: "Figli e figlie d’Africa - spronò il Papa - non abbiate paura di credere, di sperare e di amare… L’Africa è chiamata alla speranza attraverso voi e in voi!"

La Seconda Assemblea Speciale per l'Africa e l'Instrumentum Laboris
Il viaggio del marzo 2009 in Africa aveva uno scopo ben preciso: "pubblicare" l'Instrumentum laboris della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, che si sarebbe tenuta a Roma nell'ottobre dello stesso anno. Questo documento, frutto di un lungo lavoro, affondava le sue radici nell'esortazione apostolica di Papa Giovanni Paolo II, Ecclesia in Africa (1995), che aveva auspicato uno studio approfondito della situazione religiosa e sociale del continente.
L'Instrumentum laboris e i discorsi del Papa in Africa hanno formato un insieme critico, che non si è limitato a denunciare le ingiustizie subite dal popolo africano, ma ha anche indicato i responsabili: governanti africani corrotti, organizzazioni internazionali (tra cui l'ONU e l'Unione Europea), lobby dell'aborto, il Fondo Monetario Internazionale e alcune multinazionali. L'autore dell'analisi critica sottolinea come, nonostante l'importanza del documento, l'attenzione mediatica si sia concentrata in modo quasi esclusivo sulla questione dei preservativi, definendo tale spostamento di focus un vero e proprio "terrorismo ideologico".

L'Africa come Specchio e Luogo di Nuove Cristianità
I destinatari delle denunce del Magistero, secondo l'analisi, siamo tutti noi, specialmente quando consideriamo l'Africa una realtà marginale. L'ex presidente francese Jacques Chirac, citato nel testo, aveva infatti affermato cinicamente che il suo sprofondare nell'Oceano avrebbe avuto "praticamente nulle" conseguenze sull'economia mondiale, poiché l'Africa "non è quotata in borsa".
Il Magistero, al contrario, indica il carattere esemplare dell'Africa come luogo in cui stanno nascendo nuove culture cristiane, "forme originali di vita, di celebrazione, di pensiero cristiani", nate da una "viva tradizione" che viene "trasformata e rigenerata dal Vangelo". Viene fatto un parallelo con la teoria di Philip Jenkins sulle "nuove cristianità" che stanno emergendo in Africa, con caratteristiche diverse rispetto alla cristianità occidentale.
Un argomento centrale utilizzato da Benedetto XVI per sottolineare l'importanza di interessarsi all'Africa è il suo ruolo nella storia sacra e nella storia della Chiesa. Cristo stesso ha "calcato il suolo africano" durante la fuga in Egitto, e un africano, Simone di Cirene, portò la croce di Gesù. La storia della salvezza continua attraverso figure come l'evangelista Marco, i grandi Padri della Chiesa africani (Sant'Agostino, San Cipriano, Sant'Atanasio), e il ritorno del cristianesimo attraverso i missionari, alla cui "generosità" il Papa invita a rendere omaggio.

Caratteristiche Culturali dell'Africa: Luci e Ombre
L'Instrumentum laboris e i discorsi di Benedetto XVI si concentrano prevalentemente sull'Africa a sud del Sahara. Da questi documenti emerge un continente ancora ampiamente pre-cristiano, caratterizzato da una cultura con una lunga tradizione, che presenta sia aspetti positivi che negativi.
Aspetti Positivi della Cultura Africana:
- Senso Religioso: In Africa, il problema dell'ateismo è quasi inesistente, poiché la realtà di Dio è profondamente sentita.
- Amore per la Vita: L'arrivo di un bambino è considerato una grazia e una benedizione divina.
- Attaccamento alla Famiglia: Questo aspetto, sebbene non esplicitato in dettaglio in questo estratto, è un pilastro delle società africane.
Aspetti Negativi e Sfide Culturali:
- Paura degli Spiriti e Stregoneria: La paura dei poteri nefasti porta talvolta alla condanna di bambini e anziani, accusati di stregoneria, lacerando le comunità.
- Pratiche Matrimoniali Negative: Il matrimonio forzato e la poligamia sono pratiche denunciate come inaccettabili.
- Culto degli Antenati: Sebbene presente, la Chiesa propone la comunione dei santi e il purgatorio come risposta cristiana.

La "Grande Sete di Dio" e le Diverse Manifestazioni Religiose
L'Africa è caratterizzata da una "grande sete di Dio", che si manifesta in diverse forme:
- Riorganizzazione delle Religioni Tradizionali Africane: Un fenomeno ambiguo, che vede da un lato credenti sinceri e dall'altro attivisti politici anti-occidentali.
- Proliferare delle Sette (AIC): Le African Independent Churches, o African Initiated Churches, rappresentano un immenso fenomeno di migliaia di nuove denominazioni, spesso di matrice pentecostale.
- Successo del Proselitismo Islamico: L'Instrumentum laboris denuncia l'intolleranza di alcuni gruppi islamici e le loro posizioni sulla Jihad.
Papa Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza del dialogo con l'Islam, non tanto teologico, quanto basato sulla ragione e sul diritto naturale, il "linguaggio della creazione".
Lo Scontro Epico: Inculturazione e Corruzione
La cultura africana è il teatro di uno scontro epico tra il Vangelo e le tradizioni pre-cristiane. La Chiesa, attraverso il processo di "inculturazione", radica il Vangelo nel tessuto umano delle culture africane, presentandolo secondo i linguaggi, le concezioni e i simboli locali, ma depurandoli da pratiche contrarie allo spirito di Cristo.
La causa principale dei problemi del continente africano viene identificata nel "cuore ferito dell’uomo": egoismo, avarizia e sete di potere, ovvero il peccato. Questo si manifesta in:
- Politici Corrotti: Dirigenti che disprezzano il bene comune, elaborano politiche faziose e fomentano divisioni per regnare.
- Sfruttamento Internazionale: Forze internazionali che, in connivenza con élite africane, sfruttano la miseria del continente, imponendo condizioni inaccettabili negli aiuti e attuando programmi economici funesti. Le multinazionali invadono il continente per appropriarsi delle risorse naturali.
- Attentati alla Vita: Si denunciano continui attentati alla vita, dal concepimento alla morte naturale, con tentativi di banalizzare l'aborto, come nel caso del Protocollo di Maputo.
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La Chiesa Cattolica nella Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo ha vissuto anni difficili, segnati da conflitti cruenti. La Chiesa Cattolica è stata una voce di denuncia delle angherie commesse e un sostegno per le popolazioni.
Messaggi di Benedetto XVI ai Vescovi Congolesi:
- Ringraziamento per la visita che ha confermato nella fede e riacceso la speranza.
- Consegna dell'Instrumentum laboris per la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa.
- Richiamo al rispetto della vita, alla conservazione dell'identità africana minacciata dalla globalizzazione e alla lotta contro la corruzione e lo sfruttamento.
- Responsabilità dei governi africani nei confronti delle proprie popolazioni e delle altre nazioni.
- No all'uso di preservativi, considerati un segno di banalizzazione della sessualità e un aggravamento del problema dell'HIV/AIDS.
- Incoraggiamento a costruire un'Africa protagonista sulla scena internazionale.
Benedetto XVI ha esortato i Vescovi a proclamare senza posa il Vangelo, a lasciarsi rinnovare da Cristo e a sostenere le Comunità Ecclesiali Vive, che riflettono un'evangelizzazione di vicinanza e costituiscono un baluardo contro le sette. Ha sottolineato l'urgenza per i fedeli laici di dedicarsi al rinnovamento dell'ordine temporale e ha esortato i Vescovi ad essere vicini ai sacerdoti, promuovendo il dialogo, la crescita umana, intellettuale e spirituale, e vegliando sulla loro formazione permanente.

Relazioni tra Santa Sede e Paesi Africani
Il testo menziona anche le relazioni della Santa Sede con altri Paesi africani:
- Sud Sudan: Celebrazione dei dieci anni di relazioni diplomatiche, con il ruolo significativo dei missionari comboniani e del Consiglio Ecumenico delle Chiese nel processo di pace.
- Repubblica del Congo: Udienza del Presidente Denis Sassou N’Guesso a Papa Benedetto XVI nel 2011, con discussione sulle iniziative per il cinquantesimo anniversario d'indipendenza e il rafforzamento delle relazioni tra Santa Sede e Repubblica del Congo.
Il Discorso di Papa Francesco in visita nella Repubblica Democratica del Congo (2023)
Durante la sua visita nella Repubblica Democratica del Congo nel gennaio 2023, Papa Francesco ha tenuto un discorso toccante alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico a Kinshasa.
Papa Francesco ha paragonato il Paese a un diamante, sottolineando la preziosità della sua terra e, soprattutto, dei suoi abitanti. Ha denunciato il "colonialismo economico" e lo sfruttamento che impediscono al Congo di beneficiare delle proprie immense risorse, affermando: "Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa! Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare. L’Africa sia protagonista del suo destino!".
Ha lanciato un appello alla pace e alla riconciliazione, invitando ogni congolese a fare la propria parte e a rifiutare la violenza e l'odio. Ha sottolineato l'importanza della diplomazia dell'uomo per l'uomo e dei popoli per i popoli, mettendo al centro le opportunità di crescita della gente.
Il Papa ha evidenziato la bellezza del pluralismo del Paese, invitando a custodirlo ed evitare il tribalismo e la contrapposizione. Ha richiamato l'immagine del diamante per spiegare come la differenza tra oscurità e luce sia data dal modo in cui gli atomi (o le persone e i gruppi) si dispongono e decidono di stare insieme.
Particolare attenzione è stata dedicata all'educazione come via per il futuro e la libertà, denunciando lo sfruttamento dei bambini e il lavoro minorile. Ha inoltre richiamato la responsabilità nella custodia del creato, in particolare del polmone verde del Congo.
Papa Francesco ha concluso il suo discorso incoraggiando i congolesi a non lasciarsi indebolire dalle difficoltà, ma a trovare forza nella fede e nella dignità.
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Il Ruolo della Chiesa nel Contesto Internazionale
Il testo menziona anche l'attività della Santa Sede in contesti internazionali, come l'udienza al Presidente del Kosovo Vjosa Osmani, sottolineando il non-riconoscimento del Kosovo da parte della Santa Sede finché il suo status internazionale non sarà meno controverso. Viene anche citata la legge ucraina volta a limitare le attività della Chiesa Ortodossa Russa legata al Patriarcato di Mosca, evidenziando il rischio di arbitrarietà burocratica.
Monsignor Janusz Urbanczyk, rappresentante permanente della Santa Sede all'OSCE, ha parlato delle cicatrici "dell’odio, della violenza e del rigetto dei diritti umani e dignità" ancora presenti nelle società.
