Il Battistero di San Giovanni, situato nell'omonima piazza a Firenze, di fronte alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, rappresenta uno dei monumenti più antichi e significativi della città. La sua storia complessa e la sua importanza artistica lo rendono un punto di riferimento fondamentale per comprendere l'evoluzione dell'architettura e della scultura fiorentina.
Origini e prime fasi costruttive
Le origini del Battistero sono avvolte nel mistero, con ipotesi che spaziano dal IV o V secolo d.C. fino all'XI o XII secolo. Le ricerche archeologiche suggeriscono che l'edificio attuale sia stato eretto su resti di una struttura romana del I secolo d.C., identificata come una ricca domus e non, come si credeva in passato, un tempio dedicato a Marte. Numerosi pezzi di recupero da edifici classici furono riutilizzati nella sua costruzione. Il nucleo originario fu rimaneggiato nel VII secolo, durante la dominazione longobarda, e profondamente ristrutturato nell'XI secolo. La prima citazione documentata risale all'anno 897, quando l'inviato dell'imperatore rese giustizia sotto il portico "davanti alla basilica di San Giovanni Battista", indicando che l'edificio svolgeva già funzioni di chiesa cattedrale. Nel 1128, l'edificio divenne ufficialmente il battistero cittadino. Intorno alla metà del XII secolo, si procedette al rivestimento esterno in marmo, completato successivamente anche all'interno. La cupola fu realizzata nella seconda metà del XIII secolo.

Architettura e caratteristiche strutturali
Il Battistero si presenta con una distintiva pianta ottagonale, una forma tradizionale nell'architettura tardoantica e bizantina, con un diametro di 25,60 metri, quasi la metà di quello della cupola del Duomo. Questa scelta geometrica è carica di significato simbolico, richiamando l'"ottavo giorno", il primo oltre i sette della creazione, simbolo dell'eternità e della vita nuova accessibile attraverso il sacramento del Battesimo. L'edificio è coperto da una cupola a otto spicchi, mascherata all'esterno dall'attico e sormontata da un tetto a piramide ottagonale.
Le facciate sono idealmente divise in tre livelli: il livello inferiore presenta le porte (su tre lati), quello mediano ospita finestre (alternate ad arco e rettangolari, con piccoli timpani), e quello superiore dell'attico è decorato con lesene corinzie. Ogni faccia del corpo prismatico è impreziosita da specchiature marmoree, con eleganti scansioni geometriche in marmo bianco di Carrara e Verde di Prato, che riflettono la tradizione decorativa antica. Le grandi arcate esterne, pur essendo un elemento caratterizzante, non hanno funzione portante; i muri, solidi e robusti, sostengono autonomamente il peso della cupola, conferendo alle pareti un aspetto di leggerezza e snellezza.
Nonostante la presenza di elementi classici come colonne, capitelli corinzi e finestre timpanate, le forme del Battistero non sono rigorosamente "classiche", ma presentano un'essenza di classicità data dalla misura, dall'equilibrio e dall'armonia. La disposizione delle colonne e dei capitelli, vari per tipologia e colore del marmo, non è casuale ma finalizzata a indicare precise gerarchie spaziali, come nelle architetture della Tarda antichità.

Le porte bronzee: capolavori scultorei
Il Battistero è celebre per le sue tre magnifiche porte in bronzo, considerate capolavori della scultura gotica e rinascimentale italiana, che narrano la storia dell'umanità e della Redenzione in una sorta di gigantesca Bibbia figurata.
Porta Sud
La prima porta, oggi denominata Porta Sud, fu realizzata su commissione dell'Arte di Calimala, la più potente corporazione fiorentina, responsabile dell'abbellimento e della manutenzione del Battistero. Venne fusa tra il 1330 e il 1336 da Andrea Pisano, allievo e collaboratore di Giotto. Questa porta, suddivisa in ventotto formelle con scene inquadrate da cornici a losanga lobata, aggiornò la tipologia dei portali romanici inserendo cornici mistilinee ("quadrilobo"), tipiche dell'arte gotica. Le sue figure, singole o di gruppo, presentano uno stile sobrio e raffinato, memore del gusto di Giotto. Sulle colonne ai lati della porta sono scolpiti due rettangoli in bassorilievo che rappresentano due misure di lunghezza medievali: il piede longobardo e quello fiorentino.

Porta Nord
La seconda porta, oggi Porta Nord, fu scolpita da Lorenzo Ghiberti tra il 1401 e il 1424. Ghiberti ottenne l'incarico dopo aver vinto un concorso bandito nel 1401, a cui parteciparono anche Filippo Brunelleschi e Jacopo della Quercia. Questa porta, anch'essa suddivisa in ventotto formelle, narra storie del Nuovo Testamento nelle venti formelle superiori, mentre le ultime file mostrano i quattro evangelisti e quattro Dottori della Chiesa. Originariamente collocata sul lato est, fu successivamente spostata sul lato nord.

Porta Est (Porta del Paradiso)
La terza porta, quella est, fu anch'essa realizzata da Lorenzo Ghiberti, questa volta su assegnazione diretta, tra il 1425 e il 1452. Soprannominata da Michelangelo "Porta del Paradiso", è considerata il capolavoro di Ghiberti e una delle opere più celebri del Rinascimento fiorentino. Le sue dieci grandi formelle rettangolari, interamente rivestite in oro, rappresentano scene dell'Antico Testamento, riunendo in ogni riquadro più episodi e caratterizzate da una notevole spazialità e complessità compositiva. L'iconografia delle storie è attribuita all'abate Ambrogio Traversari.

L'interno e i mosaici
L'interno del Battistero è un vero e proprio tesoro artistico, ispirato ai templi romani e decorato con specchiature marmoree policrome. L'ambiente è suddiviso in tre fasce orizzontali, con la fascia mediana occupata dai matronei. Le pareti sono tripartite da lesene e colonne monolitiche in granito e marmo cipollino di spoglio, con capitelli dorati.
La cupola interna è decorata con cicli di magnifici mosaici a fondo dorato, autentici capolavori dell'arte musiva gotica in Italia. I mosaici più antichi si trovano sulla volta della scarsella e risalgono a partire dal 1225, opera di Fra' Jacopo. I lavori per il rivestimento della cupola iniziarono intorno al 1270 e si conclusero agli inizi del secolo successivo. Su tre degli otto spicchi è raffigurato un grandioso Giudizio Universale (1270-75), dominato dalla figura del Cristo giudice, affiancato dalla Madonna, da San Giovanni Battista e dai dodici Apostoli. Coppo di Marcovaldo è considerato uno dei principali artefici di questo grande ciclo musivo, riproponendo la monumentalità delle forme bizantine con una nuova espressività, come nel drammatico Inferno.
I mosaici dei matronei e della galleria alla base della cupola, realizzati tra il XIII e il XIV secolo, raffigurano Angeli, Santi, Profeti e Patriarchi.

Il concorso per la Porta Nord e il ruolo di Brunelleschi
Agli inizi del Quattrocento, l'Arte di Calimala bandì un concorso per la realizzazione della seconda porta del Battistero. Ogni concorrente doveva presentare una formella raffigurante "Il sacrificio d'Isacco", utilizzando la minor quantità possibile di bronzo. Lorenzo Ghiberti presentò un'opera molto composta ed equilibrata, frutto di un'unica fusione e con un attento studio dei particolari. Filippo Brunelleschi, invece, propose un'interpretazione radicalmente diversa: il giovane Isacco si contorce drammaticamente, e i personaggi sembrano anticipare le future conquiste prospettiche dell'artista. La sua formella, sebbene innovativa, risultò più pesante e frutto di più fusioni bronzee, portando la giuria ad affidare l'incarico a Ghiberti.
Significato storico e culturale
Il Battistero di San Giovanni è stato per secoli il luogo dove i fiorentini ricevevano il battesimo ed era anche luogo di investitura di cavalieri e poeti, come ricorda Dante Alighieri nella Divina Commedia, che fu anch'egli battezzato qui. L'edificio si configura come un'architettura ideale, un modello di riferimento per molti grandi architetti fiorentini, non solo durante il Rinascimento ma anche nei secoli successivi. La sua importanza è tale che la sua assenza dall'armonia della Piazza del Duomo sarebbe immediatamente percepibile.
Le tre porte bronzee, realizzate secondo un programma figurativo unitario nell'arco di oltre un secolo, mostrano la storia dell'umanità e della Redenzione, mentre i mosaici interni offrono una visione cosmologica e teologica di grande impatto visivo. Il Battistero è parte integrante del Complesso del Duomo di Firenze, insieme alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, al Campanile di Giotto e al Museo dell'Opera del Duomo.
Battistero di san Giovanni a Firenze
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