Il Castello Reale di Sarre, situato in Valle d'Aosta, rappresenta un importante sito storico che ha attraversato diverse epoche e proprietà, ospitando personaggi di spicco della storia italiana e recente scenario di eventi significativi per la cultura valdostana. Recente protagonista è stato l'evento di costituzione di Impresa Cultura Valle d’Aosta, tenutosi proprio tra le sue mura.

Le Origini e le Prime Proprietà
I primi proprietari del Castello di Sarre furono i signori di Bard, attestati sin dalla fine dell'XI secolo. Ugo, advocatus del vescovo di Aosta nel 1092, fu il capostipite di questa dinastia. Nel secolo seguente, essa possedeva castelli e territori a Bard, Avise, Pont-Saint-Martin, Champorcher, Sarre e Introd. Nel 1214, i fratelli Ugo e Guglielmo di Bard si spartirono l'eredità paterna, dando origine a due rami: Guglielmo divenne signore di Pont-Saint-Martin, mentre il primogenito Ugo mantenne le signorie di Sarre e di Introd, oltre a quella di Bard per un breve periodo, prima di esserne estromesso nel 1242 dal conte Amedeo IV di Savoia.
La Ricostruzione del XVIII Secolo
Un brillante avvocato, eletto membro del Conseil des Commis nel 1699 - un organo istituzionale valdostano preposto alla difesa dell’autonomia e dei costumi locali - nel 1701 fondò una società con il conte Carlo Filippo Perrone di San Martino per lo sfruttamento delle miniere della Valpelline. Arricchitosi notevolmente, nel 1708 acquistò la baronia di Sarre e ne ricostruì il castello, scegliendo di conservare unicamente la torre medievale. L'avvocato divenne inoltre marchese di Hermance presso Ginevra, barone di Avilly in Savoia e detentore di vari feudi in Piemonte. Tuttavia, datosi alle speculazioni di borsa in Francia, nel 1720 fu travolto dal fallimento della Banque Royale e della Compagnia delle Indie.
Il Castello Sabaudo: Residenza Reale di Caccia e Soggiorno
Vittorio Emanuele II
Il castello di Sarre fu acquisito da Vittorio Emanuele II di Savoia nel 1869, che lo elesse a proprio luogo di villeggiatura favorito in Valle d’Aosta. Nato a Torino nel 1820 e morto a Roma nel 1878, Vittorio Emanuele II fu l'ultimo re di Sardegna e il primo re d’Italia, una figura centrale tra guerre d’indipendenza, Risorgimento e Unità. La Valle d’Aosta rappresentava per il re una destinazione privilegiata per i momenti di svago, in particolare per la caccia. Questa sua predilezione si estese all'aristocrazia sabauda, favorendo lo sviluppo della rete stradale e dei servizi pubblici, ricettivi e commerciali nella regione.

Umberto I e le Cacce Reali
Anche Umberto I soggiornò frequentemente nel Castello di Sarre, talvolta accompagnato dalla Regina Margherita e dal giovane principe Vittorio Emanuele. Mentre la regina e il figlio si dedicavano alle escursioni, il re, anch'egli appassionato di caccia come il padre, organizzava diverse battute a Cogne e in Valsavarenche. Nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, il castello fu impiegato prevalentemente come pied-à-terre per le cacce reali nelle valli del Gran Paradiso. A Umberto I si deve anche l'originale decorazione del primo piano del castello con i trofei di caccia.

Le Vacanze di Umberto II e Maria José
La prima vacanza del principe Umberto (futuro Umberto II) a Sarre risale al 1916, quando vi soggiornò con la madre Elena e le sorelle Jolanda e Mafalda. Nel 1930, tornò al castello in viaggio di nozze con la sposa Maria José, in viaggio verso Courmayeur. Tra il 1936 e il 1942, la principessa Maria José trascorse tutte le estati a Sarre con i figli, utilizzando la dimora come punto di riferimento per le sue imprese alpinistiche, inclusa la scalata del Cervino; Umberto la raggiungeva quando gli impegni glielo permettevano. La dimora fu nuovamente oggetto di interesse tra il 1936 e il 1943, quando ospitò in estate Maria José e Umberto II di Savoia con i principini. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, Maria José si rifugiò al castello e da lì organizzò la fuga in Svizzera; dopo la liberazione, il 29 aprile 1945, fece ritorno alla dimora.

Il "Battesimo" di Impresa Cultura Valle d'Aosta al Castello di Sarre
Il Castello Reale di Sarre ha recentemente "tenuto a battesimo" l’evento di costituzione di Impresa Cultura Valle d’Aosta, avvenuto venerdì 20 ottobre. Questo evento segna un passo importante per il settore culturale e creativo della regione.
La Costituzione del Network
Impresa Cultura Italia nasce con l'obiettivo di dare voce alle imprese culturali e creative e di rafforzare il dialogo del settore con il mondo politico e le istituzioni. Il network si impegna a sostenere le istanze delle imprese associate, promuovendo la diffusione della cultura come motore di crescita economica e sociale. Impresa Cultura Valle d’Aosta rappresenta l'espressione territoriale di questo coordinamento nazionale, nato nel 2018 all'interno di Confcommercio e guidato da Carlo Fontana.
Obiettivi e Partecipanti
Al Castello di Sarre erano presenti i rappresentanti delle principali associazioni che operano in Valle d’Aosta nei settori della cultura, dello spettacolo, dell’intrattenimento e della creatività. Tra queste, si annoverano: Asseprim, Ali, Dismamusica, Federazione Cartolai, Agici, Federlingue, Fipe, 50&più, Aires.
L'obiettivo principale di questo coordinamento è la promozione di progetti, iniziative ed eventi trasversali, capaci di coinvolgere con pari dignità tutti gli attori della filiera culturale e di valorizzarne l'azione. Tra i suoi scopi vi è anche la sensibilizzazione del mondo imprenditoriale verso il settore culturale, attraverso programmi di formazione, organizzazione di convegni e altre iniziative.
Castello di Sarre. Montagne di Cultura in Valle d’Aosta.
Il Ruolo della Cultura per lo Sviluppo Territoriale
Durante il convegno, i saluti istituzionali sono stati portati dal presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, Graziano Dominidiato, dall’assessore regionale ai Beni e alle Attività culturali, Jean-Pierre Guichardaz, e dal presidente della Regione, Renzo Testolin. Successivamente, Laurent Viérin (ex presidente della Regione ed esperto di rapporti transfrontalieri), Jean Maurice Tornay (presidente della Fondation Barry), Gilbert Tornatore (sindaco di Bourg Saint-Pierre) e Valentina Lattanzi di Mediolanum hanno affrontato il tema "Ponti di cultura tra la Valle d’Aosta e le sue frontiere".
È stato inoltre presentato il 12° Osservatorio dei consumi culturali degli italiani, a cura del presidente Impresa Cultura Italia Confcommercio, Carlo Fontana, e del ricercatore di SWG, Giovanni Nicolò Borghesan. Infine, Impresa Cultura Valle d’Aosta è stata presentata dalla sua presidente, Chiara Fabbri.
Chiara Fabbri ha sottolineato l'importanza della regione: «Pur essendo la più piccola regione d’Italia, la Valle d’Aosta, grazie all’ambiente montano che di per sé diventa scenografia naturale ed alla ricca presenza di castelli, di monumenti e siti storici, quali il Forte di Bard e l’area megalitica, rappresenta un importante attrattore culturale.» Ha aggiunto che «Location uniche dove poter assistere a manifestazioni, concerti, proiezione di film, la nascita di piccoli festival, ci permettono di credere fortemente che la cultura, inserita anche in questi ambiti, possa essere un grande motore di sviluppo economico per i territori, per valorizzarli, per rendere sempre più partecipi gli abitanti stessi.»
Prospettive Future e Impegno
La maggiore diffusione e accessibilità della cultura, insieme alla fruizione dei beni e delle attività culturali, sono gli obiettivi primari che Impresa Cultura Valle d’Aosta si prefigge di raggiungere. Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione di un team con ruoli in diversi contesti e al costante supporto di Confcommercio.
L'associazione si impegnerà, attraverso programmi di formazione, organizzazione di convegni e iniziative culturali, a dare un significativo valore aggiunto per la scelta della Valle d’Aosta come destinazione per escursioni e vacanze, in particolare per i giovani. Sarà posta un’attenzione specifica alla creazione di eventi e manifestazioni rivolte a un turismo accessibile e inclusivo.
