Gianfrancesco Rustici: Vita, Opere e il Capolavoro del Battista

Giovanfrancesco Rustici, tra i maggiori scultori italiani del Cinquecento, nacque il 23 maggio 1475 a Firenze. Figlio del rigattiere Bartolomeo e di Bartolomea, visse i primi anni tra la parrocchia di S. Lorenzo e il contado fiorentino. Ebbe un fratello maggiore di nome Marcantonio, che nel febbraio del 1504 si iscrisse all’Arte dei maestri di pietra e legname. La sua arte, ridefinita nel linguaggio plastico del proprio tempo, seppe coniugare le forme e le tecniche della tradizione artistica fiorentina quattrocentesca, con particolare attenzione per l'arte di Donatello e del Verrocchio, anche grazie ai suoi rapporti con figure come Leonardo da Vinci e Michelangelo.

Ritratto di Gianfrancesco Rustici, scultore del Rinascimento fiorentino

Contesto e Formazione di un Genio del Rinascimento

Le Origini e i Primi Passi Artistici

Secondo Giorgio Vasari, grazie agli auspici di Lorenzo il Magnifico, Giovanfrancesco svolse il suo primo apprendistato nel Giardino mediceo di S. Marco, sotto la guida di Bertoldo di Giovanni. Successivamente, giunse alla bottega di Andrea del Verrocchio.

L'Apprendistato e il Legame con Leonardo da Vinci

Alla partenza del maestro Verrocchio per Venezia, Rustici si legò a Leonardo da Vinci. La storiografia è divisa circa la formazione con il Verrocchio, che sarebbe da porre entro il 1487, ossia il dodicesimo anno di età di Rustici, mentre è sostanzialmente concorde nel circoscrivere la frequentazione di Leonardo ai primi anni del Cinquecento. Una recente ipotesi propone che il sodalizio tra i due artisti esistesse già al tempo dei lavori per la tomba terragna in marmo e bronzo del padre minorita Francesco Sansone nella chiesa di S. Secondo Vasari, Rustici fu anche un valido disegnatore e pittore, benché queste attività fossero subordinate al lavoro di scultore. Circa l’affinità con Leonardo, particolarmente ricorrenti nella sua produzione furono i temi equestri, «tanto bene disegnati, che fanno fede della virtù e sapere di Giovanfrancesco, il quale seppe anco maneggiare i colori e fece alcune pitture ragionevoli, ancorché la sua principale professione fusse la scultura». Dell’opera grafica e pittorica rimangono poche testimonianze autografe, tra cui la Conversione di s. Paolo del Victoria and Albert Museum di Londra e alcuni disegni.

Le Prime Opere e il Riconoscimento

Le Commissioni Fiorentine e i Cenotafi

La prima opera di Rustici, databile al 1495 circa, è riconosciuta dalla storiografia nel rilievo del Ratto d’Europa in terracotta invetriata conservato al Victoria and Albert Museum. Tra l’ultimo lustro del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, l’artista realizzò il S. Giovanni Battista in marmo della Pierpont Morgan Library di New York e il rilievo della Madonna col Bambino e s. Giovannino in marmo nel convento della Ss. Annunziata a Firenze. Il 10 maggio 1500, lo scultore affittò una bottega in via dei Servi a Firenze, dove già avevano lavorato Benedetto da Maiano e Leonardo del Tasso; ciò ha fatto ipotizzare un suo legame con la scuola maianesca.

Il primo lavoro documentato e ancora esistente di Rustici è il ritratto marmoreo di Giovanni Boccaccio, realizzato nel 1503 quale cenotafio per il poeta nella chiesa dei Ss. Michele e Jacopo a Certaldo. Il committente dell’opera, il patrizio fiorentino Lattanzio Tedaldi, elogiò l’autore con le parole «tunc temporis sculptore optimo». In continuità con la tradizione fiorentina dei cenotafi di artisti e letterati illustri, il poeta è raffigurato in busto nell’atto di stringere a sé una copia del Decameron, il cui titolo è iscritto sulla rilegatura.

Legami con Patroni e Amici

Nel corso del primo decennio del Cinquecento, Rustici dovette abitare in immobili fiorentini di proprietà dei Martelli, condividendo per un periodo l’alloggio con Leonardo da Vinci. Per Piero Martelli «fece (come a suo più intrinseco) alcune figurette di tondo rilievo» ricordate da Vasari e oggi perdute, tra cui «una Nostra Donna col Figlio in collo, a sedere sopra certe nuvole piene di cherubini» e un’altra dipinta a olio «con una ghirlanda di cherubini che intorno alla testa le fa diadema». Tra le amicizie di Rustici, anche Dionigi da Diacceto ebbe da lui «molti bassi rilievi».

Tra il secondo e il terzo decennio del Cinquecento, Giovanfrancesco fece parte della Compagnia della Cazzuola e di quella del Paiuolo, associazioni conviviali che nelle arti trovavano il presupposto ideale per le proprie riunioni. Rustici fu maestro di Lorenzo Naldini e di Baccio Bandinelli, il cui padre «lo pose sotto la custodia di Giovanfrancesco Rustici, scultore de’ migliori della città [Firenze]».

La Predica del Battista: Capolavoro per il Battistero di Firenze

La Commissione e la Realizzazione

Il 10 dicembre 1506 l’Arte di Calimala commissionò a Rustici il gruppo bronzeo della Predica del Battista, identificato anche come l'Interrogazione e la testimonianza del Battista. L'opera era destinata a sostituire un gruppo marmoreo di Tino di Camaino sulla porta nord del Battistero di Firenze e doveva essere eseguita entro due anni per un salario mensile di 6 fiorini larghi d’oro, senza specificare l’ammontare del compenso finale.

Gruppo bronzeo della Predica del Battista di Gianfrancesco Rustici al Battistero di Firenze

Quest'opera è certamente la più importante dello scultore e quella maggiormente celebrata dalle fonti, che in riferimento a questo episodio attestano la riconosciuta stima per Giovanfrancesco da parte dei suoi contemporanei: «fu di molta lode, et honorato per la sua qualità».

La Collaborazione Cruciale con Leonardo

Secondo Vasari, lo scultore realizzò la Predica del Battista con Leonardo da Vinci, con il quale dovette collaborare «nel fare le forme, armarle di ferro». L’intervento di Leonardo è riconoscibile negli atteggiamenti e nei caratteri fisionomici delle figure, come il gesto dell’indice alzato al cielo del Battista o la testa del Levita. Tuttavia, la sua partecipazione non arrivò alla fusione, che fu invece condotta da Giovanfrancesco con Bernardino di Antonio da Milano nel complesso fiorentino della Sapienza, luogo in cui furono svolti anche i lavori di finitura.

Installazione, Controversie e Riconoscimento

Le statue furono svelate il 21 giugno 1511 e installate sulla porta nord il 2 luglio dello stesso anno. Il 25 agosto 1511 Rustici fu pagato 50 fiorini per parte dei lavori al gruppo scultoreo, ma in seguito ebbe difficoltà a ottenere la somma da lui attesa, tanto che dal 1517 avviò un contenzioso con l’Arte di Calimala. Michelangelo Buonarroti, Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, e il cardinale Giulio de’ Medici si espressero a suo favore. I pagamenti e le richieste di pagamento continuarono fino al 1524.

Affermandosi come un capolavoro del Rinascimento fiorentino, questo gruppo scultoreo ha goduto di una riscoperta critica, culminata in una mostra speciale, "I grandi bronzi del Battistero. Rustici e Leonardo", tenutasi a Firenze al Museo del Bargello fino al 10 gennaio 2011. Questa esposizione ha contribuito a riaffermare Rustici come un grandissimo scultore, a lungo dimenticato, il cui talento è ormai fuori discussione.

I GRANDI BRONZI DEL BATTISTERO / RUSTICI E LEONARDO

Opere Successive e Influenza Medicea

Produzioni nel Secondo Decennio del Cinquecento

Affine al leonardismo del gruppo del Battistero è il S. Giovanni Battista di terracotta invetriata nel Museum of Fine Arts di Boston, databile tra il primo e il terzo lustro del Cinquecento, così come due scene di Zuffa con cavaliere in terracotta, conservate al Louvre e al Museo nazionale del Bargello, che da Leonardo desumono le varietà espressive, i moti concitati dei corpi e la complessa articolazione. Il 13 settembre 1508 Rustici subaffittò al pittore Antonio di Carlo di Lodovico Segni la casa che locava da Giovanfrancesco Martelli.

Il 27 agosto 1509, il lavoro dello scultore per un tondo di marmo destinato alla sala dell’Udienza dell’Arte della seta, raffigurante la Madonna col Bambino e s. Giovannino e oggi conservato al Museo nazionale del Bargello, fu valutato da Lorenzo di Credi e Sandro Botticelli. L’opera s’inserisce nel gusto dei tondi marmorei michelangioleschi, tuttavia distaccandosene per la scelta di superfici rifinite e per l’atmosfera meno crepuscolare. In anni prossimi a quelli del tondo dovette essere realizzata la Madonna col Bambino in cartapesta degli Staatliche Museen di Berlino.

Apparati Festivi e Sculture Monumentali

Nel 1513 l’Arte di Calimala commissionò a Rustici un candelabro di bronzo da porre presso il Crocifisso del Battistero fiorentino e alcuni ornamenti per le tre statue bronzee. Verosimilmente il candelabro non fu mai compiuto, ma nell’idea poteva essere simile all’esemplare di Parte Guelfa, affine ai modi di Rustici, oggi conservato al Museo nazionale del Bargello.

Il 6 giugno 1513 Rustici ricevette da Leonardo Buonafede, rettore dell’ospedale di S. Maria Nuova, un prestito di 18 fiorini larghi, che restituì il 14 luglio 1514. Il 17 giugno 1514 fu nominato garante di Lorenzetto per il completamento del cenotafio Forteguerri. In conseguenza del rientro dei Medici a Firenze nel 1512, lavorò a varie commesse a essi correlate. Nel novembre 1515, in occasione dell’ingresso a Firenze di papa Leone X (Giovanni de’ Medici), allestì con Jacopo Sansovino e Andrea del Sarto apparati effimeri, per i quali «fece alcune statue che furono tenute bellissime»; per la stessa occasione, con Sansovino dovette modellare un cavallo di terracotta impennato da collocare nella piazza di S. Maria Novella. A questo periodo risale il Nettuno sul carro in bronzo, che rivela l’attitudine di Giovanfrancesco nel recupero dei temi all’antica.

Nel secondo decennio del Cinquecento, Rustici lavorò a più riprese nella villa di Jacopo Salviati a Ponte alla Badia nel circondario fiorentino, dove realizzò decorazioni e apparati figurativi per la cappella (la pala dell’Annunciazione, il tondo marmoreo raffigurante la Madonna col Bambino, gli stucchi) e tondi in terracotta per il cortile.

Entro il secondo decennio del Cinquecento dovette anche realizzare il rilievo marmoreo di S. Giorgio e il drago allo Szépművészeti Múzeum (Museo di belle arti) di Budapest, ispirato al rilievo stiacciato d’identico soggetto che Donatello aveva scolpito circa un secolo prima. A questo periodo risale anche la pala di terracotta invetriata, in collaborazione con Giovanni della Robbia, destinata alla chiesa monastica di San Luca a Firenze (oggi al Museo nazionale del Bargello) e raffigurante il Noli me tangere sormontato da una lunetta con S. Agostino.

Il Periodo Francese e l'Eredità Artistica

Il Trasferimento in Francia e i Lavori per Francesco I

Il 25 aprile 1521 Rustici diede in affitto una propria abitazione in via della Scala a Firenze ad Angelica di Michele da Venezia, detta «la Veneziana». Il 16 maggio 1523 fu nominato con Niccolò Tribolo quale esperto per stimare quattro statue eseguite da Sandro di Lorenzo di Sinibaldo; ma fu poi sostituito il 29 maggio da Antonio Solosmeo. Il 6 aprile 1527 fu testimone alla firma di un riconoscimento di debito.

In conseguenza di disagi economici, derivati soprattutto dai ritardi nei pagamenti della Predica del Battista e da una progressiva riduzione delle prospettive lavorative a seguito della cacciata dei Medici da Firenze nel 1527, intorno al 1528 Giovanfrancesco si trasferì in Francia. Il 16 agosto 1529 una lettera lo documenta a Parigi: alcuni giorni dopo avrebbe dovuto incontrare Bartolomeo Cavalcanti. Alla presenza di Rustici in Francia è riconducibile la Madonna col Bambino in bronzo del Louvre (detta Madonna di Fontainebleau), tratta dall’iconografia donatelliana della Madonna di Via Pietrapiana.

Al servizio di Francesco I dal 15 aprile 1530, il 28 aprile 1531, presso Anet, lo scultore ricevette dal monarca una casa a Parigi nel sobborgo di Saint-Germain des Prés, così come le somme per acquistare il rame necessario per la fusione di una statua equestre e per la propria retribuzione. Consistenti pagamenti del re per i lavori di Rustici sono documentati fino al 1533. Giovanfrancesco riuscì a realizzare solo il cavallo, opera poi andata distrutta.

Ulteriori Opere del Periodo Francese

All’inizio degli anni Trenta, Rustici fu protettore del giovane pittore Antonio Mini, allievo irrequieto di Michelangelo, giunto in Francia per allontanarsi da problemi personali e con l’intento di vendere lavori (soprattutto disegni) a lui concessi dal Buonarroti. Tra il 1533 e il 1534 l’esperienza si concluse tragicamente con il suicidio di Antonio; in conseguenza dell’episodio, le opere michelangiolesche rimasero a Rustici.

Al periodo francese di Giovanfrancesco sono riferibili anche: l’Arciere in terracotta del Musée Carnavalet a Parigi; il monumento funebre in bronzo d’Alberto III Pio di Savoia, di cui rimane il giasant al Louvre; l’Apollo in bronzo del Louvre. Il 28 giugno 1544 Rustici mise in affitto per due anni la propria abitazione in rue de Tournon a Parigi. Morì a Tours nel 1554.

L'Eredità e la Riscoperta Postuma

Molte opere di Rustici note attraverso Vasari e i documenti non sono sopravvissute o non sono ancora state identificate dalla storiografia. La puntata numero ventitré di uno speciale dedicato a Giovanfrancesco Rustici e alla mostra "I grandi bronzi del Battistero. Rustici e Leonardo", ha mostrato l'arte di questo grandissimo scultore del Rinascimento, allievo del Verrocchio e amico di Leonardo da Vinci, che per troppo tempo è stato dimenticato ed è stato riscoperto solo di recente dalla critica. Uno scultore innovativo, che ha lasciato grandi capolavori tra cui il gruppo della Predica del Battista, il cui talento è ormai fuori discussione.

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