L'Omelia del Cardinale Angelo Bagnasco: Riflessioni su Sacerdozio ed Episcopato

Le omelie del Cardinale Angelo Bagnasco, sia in occasione di ordinazioni sacerdotali ed episcopali che durante la Messa Crismale, offrono profondi spunti di riflessione sul significato del ministero, la missione della Chiesa e la fede del credente. Queste celebrazioni sono momenti di grande gioia e di rinnovato impegno per la Chiesa.

La Gioia delle Ordinazioni Sacerdotali a Genova

In un contesto di grande festa, come la Solennità di Pentecoste del 20 maggio 2018, l'Arcidiocesi di Genova ha celebrato l'ordinazione sacerdotale di due giovani. Una "onda di letizia" ha invaso gli animi e la Chiesa che è in Genova per questo significativo evento, sottolineando la continuità e la vitalità del sacerdozio.

Ordinazione sacerdotale a Genova con il Cardinale Bagnasco

L'Ordinazione Episcopale di Mons. Domenico Pompili: Una Nuova Paternità

La Chiesa di Rieti ha accolto con gioia l'ordinazione episcopale di Mons. Domenico Pompili, già collaboratore della CEI. Il Cardinale Bagnasco si è rivolto a lui con parole di profonda saggezza, delineando i tratti della nuova paternità episcopale:

  • In quel momento, "caro Don Domenico, riceverai una paternità nuova che ispirerà il tuo modo di pensare e di amare, di guardare il tuo popolo, il tuo Clero, la vita." Il primo ad essere sorpreso da questo modo nuovo sarà proprio il neo-Vescovo.
  • Si tratta di una "dilatazione del cuore" che gli permetterà di rapportarsi alla sua Comunità in modo puntuale e insieme ampio, preciso e profondo.
  • Sarà rivestito di un "manto di pazienza" che, avendo ben fermi la vocazione e il destino alti di uomini e situazioni, sa che i tempi di Dio non sono i nostri, e che la Chiesa è innanzitutto di Cristo. "Noi siamo servi inutili, seppur necessari per volontà del Signore che - follia dell’amore! - ha voluto coinvolgersi e rischiare con noi, poveri uomini."
  • La paternità di Dio, di cui il Vescovo è ministro, non nasce dall'umanità ma "dall'alto, come dono dello Spirito." È fondamentale appellarsi a questo dono, invocare la Sorgente della grazia, e fare appello a ciò che Cristo fa "in te e di te, per sempre: Egli, infatti, dà il compito ma anche la forza."

Il Cardinale ha inoltre esortato Mons. Pompili a non esaminarsi tanto su "quello che hai fatto, ma su ciò che sei stato," legando questo al rapporto con Gesù, la Vergine Maria, i Santi. Il ministero non dipende tanto dalle nostre qualità o dall'offrire la vita agli altri, ma innanzitutto "dall’offrire il nostro cuore a Dio." Si tratta di essere "noi conquistati da Cristo," vivendo assorbiti in Lui, non fuggendo dal mondo, ma standoci "nel modo più bello e utile."

Riguardo alla guida del popolo, il Cardinale ha chiesto: "Dove porterai il tuo Popolo?" Il popolo guarderà dove il Vescovo pone il suo piede, certo che lo porrà "sulle orme del Maestro," orme visibili e certe "nel grande alveo della successione apostolica." Ha aggiunto che i pascoli sono quelli alti, dove l'aria è più pura e i fiori più abbondanti, e che la gente seguirà il pastore se lo vedrà salire "davanti" a loro. Ciò non esclude lo stare "in mezzo" al gregge per ascoltare ed esortare, né lo stare "dietro" per invitare chi si distrae o incoraggiare chi è stanco, con uno "sguardo particolare verso i deboli e i poveri."

Concludendo, il Cardinale ha sussurrato: "Non temere," assicurando la preghiera e la vicinanza della Santa Vergine, invitando Mons. Pompili ad essere "bambino di fronte a Lei, sii figlio affidato in ogni momento."

Ritratto di Mons. Domenico Pompili durante l'ordinazione episcopale

L'Ordinazione Episcopale di Mons. Vittorio Lupi

Il 27 gennaio 2008, a Sanremo, si è tenuta l'ordinazione episcopale di S.E.R. Mons. Vittorio Lupi come Vescovo di Savona-Noli, un altro momento significativo per la Chiesa.

Il Cinquantesimo di Ordinazione Sacerdotale del Cardinale Bagnasco e la Messa Crismale

Il Cardinale Angelo Bagnasco ha espresso la sua gioia e gratitudine al Signore per avergli concesso di celebrare il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale nella cattedrale che lo ha "generato sacerdote e vescovo." Ha ricordato volti cari, ai quali si sente debitore di buon esempio e saggezza, e ha espresso il suo affetto e la sua riconoscenza ai fedeli laici. Ai seminaristi ha rinnovato l'incoraggiamento a proseguire la via di Dio "con fiducia e semplicità generosa," e ai confratelli sacerdoti il suo abbraccio di gratitudine.

La Messa Crismale è stata definita un "appuntamento desiderato perché, attorno all’unico altare con fedeli, diaconi, sacerdoti e Vescovo, si manifesta in modo esemplare la Chiesa di Cristo." Il Cardinale ha esortato i confratelli a "non sminuire mai" il Sacerdozio, né con i propri limiti e peccati, né con la tiepidezza o l'abitudine degli anni. La semplicità dell'operare sacerdotale non deve essere banalità, ma "frutto del nostro pregare in ginocchio, cioè del nostro adorare la grandezza di Dio nella nostra debolezza, grati che Dio ci ami nella nostra povertà."

Ricordando il giorno della sua ordinazione, cinquant'anni prima, il Cardinale ha detto di rivedersi "prostrato sul pavimento di questa amata cattedrale" insieme ai quindici compagni di sacerdozio, sottolineando come nessuno di loro "si sentiva meritevole e degno," evidenziando l'umiltà e la consapevolezza del dono ricevuto.

50 anni di sacerdozio del Cardinale Bagnasco celebrati alla Messa Crismale

La Messa Crismale del 2020: Il Sacerdozio in Tempo di Pandemia

Il 30 maggio 2020, nella Cattedrale di San Lorenzo, il Cardinale Angelo Bagnasco, in qualità di Amministratore Apostolico della Diocesi di Genova, ha celebrato la Santa Messa Crismale, posticipata a causa dell'emergenza sanitaria. Durante l'omelia, concelebrata da Mons. Martino Canessa e Mons. Nicolò Anselmi, il Cardinale ha riflettuto sull'impatto della pandemia, che ha imposto la distanza sociale e costretto molti alla solitudine.

Rivolgendosi ai sacerdoti, il Cardinale Bagnasco ha ribadito l'importanza dell'annuncio della fede in un mondo spesso distratto dall'esteriorità. "Gesù ci ha chiamati e ci ha posti come ministri della grazia, segno di speranza e piccolo riflesso della sua luce." Ha evidenziato che "la verità, il suo annuncio, oggi costano il sangue dell’anima, sono una sorta di moderno martirio. Ma è di questo che l’umanità ha bisogno: sapere la verità di chi è l’uomo, e di come vivere per giungere alla Meta."

Al termine di questa toccante omelia, i sacerdoti hanno rinnovato le promesse sacerdotali, un gesto di rinnovata dedizione al loro ministero. Il Cardinale ha concluso dicendo: "Spero che sentiate l’affetto grato e la mia vicinanza, come io sento la vostra," esprimendo un forte legame di comunione con il suo presbiterio.

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