La ricorrenza della Commemorazione dei Fedeli Defunti suscita in tutti noi il ricordo di chi ci ha lasciato e il desiderio di rinnovare nella preghiera quegli affetti che con i nostri cari ci hanno tenuto uniti durante la loro vita terrena. È ciò che esprimiamo con il termine suffragio, parola che deriva dal verbo latino suffragari che significa: soccorrere, sostenere, aiutare. In vari modi la Chiesa ci insegna che possiamo suffragare le anime dei nostri cari defunti: con la celebrazione di Sante Messe, con i meriti che acquistiamo compiendo le opere di carità, con l'applicazione delle indulgenze.

Cosa sono le Indulgenze?
Leggiamo dal catechismo la definizione: "L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già remessi quanto alla colpa, che il fedele debitamente disposto, e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi". Questa definizione è ripresa anche nel Manuale delle indulgenze (Libreria Editrice Vaticana, 2003, Norme sulle indulgenze, pag. 1).
Al di là del linguaggio tecnico delle formulazioni ufficiali, possiamo tradurre il tutto in termini più semplici. Allontaniamo da noi ogni pensiero che si tratti di un castigo che Dio infligge, analogamente a quanto avviene nel codice penale per i reati commessi contro la legge degli uomini. La pena di cui parliamo è una conseguenza che deriva dalla natura stessa del peccato, che oltre ad essere offesa a Dio è anche contaminazione e corruzione dell'uomo.
Peccato, Colpa e Pena Temporale
Quando pentiti abbiamo ricevuto il perdono di Dio nel sacramento della Confessione, al momento dell’assoluzione da parte del Sacerdote, ci vengono condonate le colpe commesse, cioè i peccati. Mentre la colpa, che possiamo concepire come la rottura o il deturpamento dell’amicizia con Dio, è rimessa dall’assoluzione sacramentale nella confessione, (attraverso la quale Dio cancella l’offesa ricevuta), la pena permane anche oltre l’assoluzione.
I nostri peccati infatti rendono sempre più faticoso ricostruire l'amicizia con Dio e superare quella inevitabile inclinazione al male che permane anche dopo la remissione sacramentale, come conseguenza del peccato stesso. Semplificando, pensiamo ad una ferita: anche dopo che ha smesso di sanguinare continua a darci dolore, ed è un punto debole: basta un piccolo urto perché riprenda l'emorragia. Il nostro corpo deve faticare per ricostruire il tessuto nella sua integrità e solo allora possiamo dirci veramente guariti.
Il peccato è una ferita dell’anima e anche dopo il nostro pentimento e l’assoluzione sacramentale rimane come una debolezza, siamo più fragili, più soggetti a ricadere proprio dove siamo già caduti, rischiamo che quella ferita non pienamente rimarginata, si riapra proprio nello stesso punto. Le indulgenze che possiamo acquistare anche per noi stessi (esempio il perdono d'Assisi o le indulgenze dell'Anno Santo) sono come un medicamento cicatrizzante, ci confermano nel proposito di rinnegare il peccato e sanciscono la nostra volontà di aderire pienamente al progetto di Dio.
Pensiamo ancora cosa avviene quando l'amicizia tra due viene infranta. Essa si ricostruirà ma con fatica; anche dopo che l'offesa è stata perdonata, rimane come una difficoltà nei rapporti, finché con il tempo e la reciproca buona volontà non si rimuovono completamente le cause e i ricordi del litigio. Ora noi non possiamo certamente dubitare della volontà di Dio di riammetterci alla sua piena comunione, ma dobbiamo dubitare delle nostre capacità a staccarci completamente dal peccato e da ogni affetto malsano; è necessario un lungo cammino di conversione e di purificazione.
La pena temporale non è quindi da concepire come una vendetta di Dio ma come il tempo necessario a noi per rigenerare la nostra capacità di amare Dio sopra ogni cosa. Questa pena temporale esige d'essere compiuta in questa vita come riparazione, o in Purgatorio come purificazione. Le pene temporali possono essere scontate nella vita terrena, con varie purificazioni che preparano l’anima a entrare in Paradiso.
Il Purgatorio secondo Dante e la fede cattolica
La Comunione dei Santi e il Suffragio per i Defunti
In questo cammino di perfezione e di purificazione non siamo soli, ma come i rocciatori impegnati in una scalata siamo legati gli uni agli altri da un legame invisibile, ma reale, che la Chiesa chiama Comunione dei Santi. Abbiamo infatti la consapevolezza di appartenere alla stessa famiglia dei figli di Dio e la certezza che quanto ognuno di noi opera o soffre, in comunione con Cristo e come offerta a Padre, produce frutti di bene a favore di tutti. Dice il Catechismo: "Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli in Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione, dei beati in cielo; tutti insieme formiamo una sola Chiesa. Noi crediamo che in questa comunione l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere".
La morte non spezza i legami che abbiamo con i defunti. Le "tre" Chiese: peregrinante, purificante, trionfante, rimangono strettamente unite come vasi comunicanti: i beni di una si riversano sulle altre. È una verità di fede che proclamiamo nel simbolo apostolico quando affermiamo: "credo nella comunione dei santi". Noi che siamo ancora in vita possiamo con fiducia invocare e ottenere l’aiuto dei beati in cielo, questi sicuramente intercedono per noi, (particolarmente i nostri patroni, i parenti, gli amici, le persone che abbiamo amato). Le anime del Purgatorio invece si trovano in una condizione per la quale non possono più meritare per sé stessi; mentre noi abbiamo possibilità di aiutarli, di lenire le loro sofferenze, abbreviando la loro purificazione.
In questo contesto possiamo affermare l'importanza delle preghiere di suffragio e le indulgenze con le quali soccorriamo i nostri defunti, abbreviando i tempi della loro purificazione. Consideriamo quindi un'opera altamente meritoria ricordare coloro che ci hanno fatto del bene, continuare a sentirci a loro vicini e solidali nel cammino di purificazione che stanno compiendo nel Purgatorio. E ancora più meritevole appare poi la preghiera rivolta a Dio per le anime più abbandonate e più bisognose delle sua Misericordia, quella devozione alle Anime Sante del Purgatorio che purtroppo sopravvive solo nelle persone più anziane.
Come Ottenere le Indulgenze per i Defunti
Ogni fedele può lucrare le indulgenze per se stesso o applicarle ai defunti, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. La dottrina delle Indulgenze poggia sui meriti di Cristo, che sono infiniti. La Chiesa trae dal suo tesoro "spirituale", costituito dalle preghiere dei Santi e dalle opere buone compiute da tutti i fedeli, quanto è da offrire a Dio perché Egli "condoni" alle anime dei defunti quella pena che altrimenti essi dovrebbero trascorrere nel Purgatorio.
Condizioni per l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l’Indulgenza plenaria, oltre all’azione o opera richiesta, è necessario:
- il ripudio di ogni affetto verso il peccato (il proposito di non commetterne mai più). Questo, forse, è il punto più difficile da realizzare, ma senza dubbio è il più alto e il più santificante.
- la confessione sacramentale. Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo l'opera.
- la Comunione Eucaristica.
- la preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice.
Durante il Giubileo Ordinario del 2025 resta in vigore ogni altra concessione di Indulgenza: alle consuete condizioni, perciò, sarà possibile ottenerla e applicarla anche alle anime del Purgatorio in forma di suffragio.
Periodi Speciali per le Indulgenze Plenarie
Il mese di novembre è dedicato in modo speciale alla preghiera per i fedeli defunti, invitando i credenti a offrire messe, preghiere e opere di misericordia per le anime del Purgatorio. Per tutto il mese di novembre c'è la possibilità di lucrare indulgenze plenarie per i defunti, come si faceva negli anni della pandemia.
- Dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una chiesa e recitando almeno un Padre Nostro e il Credo.
- Nei giorni dal 1° all’8 novembre i fedeli che visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare, una volta al giorno, l'indulgenza plenaria (applicabile soltanto ai defunti) alle condizioni sopra indicate.
- Negli altri giorni, è annessa alla visita devota del Cimitero un'indulgenza parziale, sempre per i defunti, proporzionata alla pietà del visitatore.

Altri Mezzi di Suffragio e Pratiche Devote
Nel cammino terreno il cristiano dovrà vedere come mezzi di purificazione, che facilitano il cammino verso la santità: le varie prove e la sofferenza stessa, l'impegno nelle opere di carità, la preghiera, le varie pratiche di penitenza e, non ultimo, l'acquisto delle indulgenze. Il più grande desiderio dell’uomo è vincere la morte, che trova la risposta certa in Gesù morto e risorto, salito al cielo per preparare un posto per ciascuno di noi.
La Chiesa, madre e maestra, ci addita parecchi mezzi per suffragare le anime dei nostri cari e aiutarle a raggiungere la pienezza della vita eterna:
- L’aiuto più efficace è la Santa Messa, la Comunione fatta in suffragio dei defunti. La celebrazione Eucaristica, rinnovando il sacrificio di Gesù, è l'atto supremo di adorazione e riparazione che possiamo offrire a Dio per le anime dei defunti.
- La preghiera: un mezzo sempre efficace, alla portata di tutti, tanto più efficace quando non chiediamo aiuti e beni per noi stessi, ma perdono e salvezza per le anime dei nostri cari. Questa preghiera è tanto gradita a Dio perché coincide con la sua volontà salvifica: Egli desidera, attende di incontrarci tutti in Cielo, in quella beatitudine per la quale ci ha creati. Oltretutto per molti di noi è un dovere di gratitudine per il bene ricevuto da parenti e amici e insieme una garanzia perché le anime, giunte in Paradiso, pregheranno per noi.
- Tra le preghiere tanto raccomandate dalla Madonna, la recita del Rosario, con l'aggiunta dopo il Gloria, di una invocazione per i defunti: l'Eterno riposo.
- L'impegno nelle opere di carità.
Il Purgatorio secondo Dante e la fede cattolica
Esempi di Preghiere e Pratiche Devote per i Defunti con Indulgenza
La Chiesa ha indulgenziato certe azioni od opere. Ecco alcuni esempi di pratiche tradizionalmente associate a indulgenze per i defunti:
- Requiem æternam...: 300 giorni o.v.
- Mattutino e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 7 anni, Plenaria se durante un mese.
- Un Notturno e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 5 anni, Plenaria se durante un mese.
- De profundis: 3 anni [5 durante il mese di Novembre], Plenaria se durante un mese.
- Pater- Ave- Requiem: 3 anni, Plenaria se durante un mese.
- Miserere: 3 anni, Plenaria se durante un mese.
- Dies Iræ: 3 anni, Plenaria se durante un mese.
- Recita di qualunque orazione o esercizio di pietà per i defunti con l’intenzione di proseguire durante 7 o 9 giorni successivi: 3 anni, 1 volta al giorno.
- Qualunque orazione o esercizio di pietà in suffragio dei defunti: 3 anni, 1 volta al giorno.
- (Dal 2 al 9 Novembre), Indulgenza Plenaria per la visita a un cimitero con un’orazione qualunque, anche mentale, per i defunti.
- (Dunque nell’Ottava) Indulgenza Plenaria per la visita di una chiesa o oratorio pubblico recitando 6 Pater-Ave-Gloria.
Questi esempi mostrano la ricchezza della tradizione cattolica nel suffragare i defunti. È importante ricordare che la "quantificazione" delle indulgenze in giorni o anni si riferisce a sistemi tradizionali di indulgenze parziali, mentre l'Indulgenza Plenaria comporta la completa remissione della pena temporale.
Le Preghiere Fondamentali per le Indulgenze
Per ottenere le indulgenze, spesso viene richiesta la recita di preghiere specifiche. Ecco alcune delle più comuni:
Il Credo
"Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà."
Padre Nostro
"Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male."
Ave Maria
"Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte."
Gloria
"Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli."
Atto di Dolore
"Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso Te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa."
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