Il Cardinale Angelo Bagnasco è stato una figura centrale nella Chiesa italiana, spesso al centro di dibattiti e relazioni complesse, sia all'interno della gerarchia ecclesiastica che nel confronto con la società civile. La sua presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è stata segnata da momenti di tensione con la Santa Sede e da una forte presa di posizione su questioni etiche e sociali.

La Relazione tra il Cardinale Bagnasco e Papa Francesco
Inizi dello Scontro: La Congregazione per i Vescovi e la CEI
Una fase di aperta tensione si è manifestata tra Papa Francesco e il cardinale Angelo Bagnasco. A rivelare la portata di questo scontro è stata la decisione di Bergoglio di eliminare il presidente della CEI dalla Congregazione per i vescovi. Questo gesto è stato percepito come uno schiaffo ancora più pesante, dato che il Papa ha sostituito Bagnasco con uno dei tre vicepresidenti della Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti.
Lo scontro ha radici precedenti, risalendo a nove mesi prima dell'elezione di Bergoglio, quando un comunicato della CEI, firmato dall’allora segretario generale monsignor Mariano Crociata, salutava a nome dell’episcopato italiano l’elezione di Papa Angelo Scola. Questa nota ufficiale aveva causato scalpore tra porporati e vescovi, ma non aveva comportato, nemmeno formalmente, le dimissioni dei responsabili. Tale episodio lasciò una macchia indelebile, facendo emergere, più o meno esplicitamente, un presunto accordo tra Scola e Bagnasco per riportare sul trono di Pietro un italiano dopo il polacco Karol Wojtyla e il tedesco Joseph Ratzinger.
Le Richieste del Pontefice e la Riforma della CEI
Il Papa ha avanzato diverse richieste ai vescovi italiani. In primo luogo, ha chiesto di diminuire le diocesi in Italia, promuovendo una "santa" spending review che Francesco ha attuato fin da subito in Vaticano. In secondo luogo, ha sollecitato la modifica dello statuto della CEI per consentire ai vescovi di eleggere il loro presidente e il loro segretario, pratica già in uso in tutti gli altri Paesi del mondo. Fino ad allora, infatti, era il Papa, in quanto vescovo di Roma e primate d’Italia, a nominare i vertici della CEI.
Bergoglio, che è stato presidente della Conferenza Episcopale Argentina dal 2005 al 2011, desidera che la Chiesa sia meno “vaticano centrica” per dare voce alle “periferie esistenziali”. La collegialità è il suo metodo di governo e su questa rotta vuole che si allinei anche la CEI. Tuttavia, il Cardinale Bagnasco è rimasto sordo alle parole del Papa, continuando ad agire come se nulla fosse cambiato. Le sue due ultime prolusioni pronunciate davanti ai confratelli vescovi, quella di maggio durante l’assemblea generale della CEI in Vaticano e quella della sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente, hanno evidenziato una persistente divergenza.
Il Caso del Segretario Generale Mariano Crociata
Lo scontro di questi mesi è stato più volte attenuato, fino a quando, dopo l’estate, Bergoglio ha prorogato e non confermato il segretario generale Mariano Crociata, il quale è stato inviato dallo stesso Pontefice poco più di un mese dopo alla guida della diocesi di Latina. Questa è stata considerata una bocciatura senza appello, soprattutto considerando che gli ultimi quattro segretari della CEI (Camillo Ruini, Dionigi Tettamanzi, Ennio Antonelli e Giuseppe Betori) avevano ricevuto la porpora cardinalizia. Se il Papa avesse voluto premiare Crociata, avrebbe potuto affidargli la sede cardinalizia di Palermo, che attendeva da tempo il successore del dimissionario Paolo Romeo, per limiti d’età. Tuttavia, per il segretario uscente della CEI, Bergoglio aveva in mente la prestigiosa sede dell’Ordinariato militare in Italia, a due passi dal Quirinale, forte anche del parere favorevole espresso nei confronti di Crociata dall’arcivescovo uscente della Chiesa castrense, monsignor Vincenzo Pelvi. Il numero due della CEI, però, non ha voluto accettare questo incarico, pensando di poter rimanere ancora a lungo accanto a Bagnasco.
Il Dialogo con i Vescovi e il Rinnovamento Ecclesiale
Dopo gli eventi che hanno segnato la sua presidenza, si è atteso che il Papa accelerasse la modifica dello statuto della Conferenza Episcopale Italiana e l’elezione del presidente e del segretario. Per il primo incarico, si è profilato in pole position il teologo napoletano Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario speciale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, tenutosi in Vaticano nell’ottobre del 2014. I nomi che avrebbero potuto comporre la terna per la successione di Bagnasco includevano Mario Meini, vescovo di Fiesole, Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, e Gualtiero Bassetti, all'epoca considerato il favorito, cardinale arcivescovo di Perugia.
In un contesto di relazioni complesse, Papa Francesco ha ringraziato il cardinale Angelo Bagnasco per i suoi anni di servizio come presidente dei vescovi italiani, riconoscendo anche «la pazienza che ha avuto con me. Non è facile lavorare con questo Papa». Dopo le parole formali del cardinale Bagnasco, il Papa ha risposto con una serie di battute. Ha ringraziato il cardinale per il suo servizio, sottolineando ironicamente che «è abituato a passare da una presidenza all'altra», riferendosi alla nomina di Bagnasco alla presidenza della conferenza episcopale dei vescovi europei.
Papa Francesco si è poi rivolto all'assemblea dei vescovi, annunciando che il testo previsto sarebbe stato consegnato più tardi e che, dopo un "extra omnes", avrebbe avviato un «dialogo» sincero. Ha espressamente chiesto «un dialogo sincero come abbiamo fatto l’altra volta, che è uscito tanto bene e mi ha fatto bene», dichiarandosi «disposto a sentire opinioni che non sono piacevoli» per lui, e ad agire in «tutta libertà». Il discorso, che il Papa ha definito «più una meditazione che una introduzione», è stato consegnato al termine dell'incontro a porte chiuse.
«Camminare insieme è la via costitutiva della Chiesa», ha affermato Papa Francesco ai vescovi, esortandoli ad agire con passo sinodale. Richiamando le chiese dell'Apocalisse (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira), ha invitato i presuli italiani a «tornare agli inizi, alla grazia fondante degli inizi», a non cadere nella «stanchezza, nella solitudine e nel turbamento», ad evitare di far «convivere la fede con la mondanità spirituale» e di ridurre «il cristianesimo a una serie di principi privi di concretezza». Ha inoltre richiamato alla vigilanza contro «l'apparenza, l'esteriorità e l'opportunismo», la «tiepidezza del compromesso» e l'«insidia dell'ambiguità», ribadendo il primato della carità. Il Pontefice ha sottolineato l'esigenza di audacia «per evitare di abituarci a situazioni che tanto sono radicate da sembrare normali o insormontabili», affermando che la profezia non richiede strappi, ma «scelte coraggiose, che sono proprie di una vera comunità ecclesiale: portano a lasciarsi “disturbare” dagli eventi e dalle persone e a calarsi nelle situazioni umane, animati dallo spirito risanante delle Beatitudini».
Discorso di Papa Francesco all'Assemblea dei Vescovi italiani
La Chiesa Italiana e le Sfide Contemporanee
La Libertà di Culto e il Ruolo della Chiesa nella Società
Nel contesto delle misure per la “fase 2” (probabilmente riferito alla pandemia di COVID-19), è stata denunciata una «disparità di trattamento inaccettabile». Da parte del governo, la Chiesa si è aspettata il superamento della «Chiesa virtuale», che non può sostituire la «Chiesa reale fatta di presenza fisica». Il Cardinale Bagnasco, riguardo alla «violazione della libertà di culto» denunciata dalla CEI, ha puntualizzato che «se fosse voluta, cioè una ‘violazione della libertà di culto’, la cosa sarebbe gravissima». A tale proposito, ha ricordato il dettato della Costituzione: ‘Lo Stato e la Chiesa cattolica, ciascuno nel proprio ordine, sono indipendenti e sovrani’, un'affermazione ripresa e specificata dal Concordato del 198.
Bagnasco ha sostenuto che «ogni problema deve essere affrontato dalla politica in relazione alle persone, fondamento della società». Ha rimarcato che la persona ha desideri non solo materiali, ma anche spirituali. «Assicurare il pane della tavola è doveroso, ma non riconoscere anche il pane dello spirito significa non rispettare l’uomo e impoverire la convivenza». Secondo il Cardinale, «l’esperienza della fede genera energia morale, e questa è la vera forza di una società».
La Persecuzione Anti-Cattolica e le Minacce al Cardinale Bagnasco
Numerosi sintomi hanno confermato una nuova ondata anticattolica, tra cui minacce al presidente della CEI Angelo Bagnasco, offese a Benedetto XVI ed episodi di anticlericalismo. La persecuzione contro i cattolici, una realtà che ciclicamente accompagna la storia della Chiesa, è tornata prepotentemente di attualità. Il Cardinale Angelo Bagnasco è stato minacciato a più riprese, con scritte sui muri della sua città e persino il recapito di un proiettile. L’arcivescovo di Genova è stato costretto a girare con la scorta della polizia, e durante le messe non era raro osservare agenti della Digos nei pressi dell’altare.
Il clima per i cristiani si è surriscaldato quando è apparso inequivocabile che la Chiesa non avrebbe ceduto di fronte all’iniziativa del Governo per legalizzare le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, culminata in una significativa manifestazione a Roma il 12 maggio. Questa posizione, sebbene nulla di nuovo nel Magistero della Chiesa, sembrava sgradita a chi desiderava un cattolicesimo timido e silenzioso. Appariva che tutti potessero manifestare, tranne i cattolici, che venivano subito etichettati come pericolosi e talebani. Inoltre, se il Papa parlava di famiglia, aborto o omosessualità, una parte della classe politica reagiva accusando di ingerenza. Dunque, la Chiesa era di nuovo perseguitata, e la tribolazione patita dai cattolici mostrava qualcosa di illogico. Un clima di persecuzione si riconosce dall’accanimento ingiustificato con cui la Chiesa viene contestata e non riconosciuta nella sua preoccupazione di salvare e promuovere l’uomo.
Di fronte al persecutore, la risposta della Chiesa è stata quella di non stare al suo gioco e, se possibile, di far smettere la violenza con la bontà, con una "carezza di un petalo di rosa". Il fenomeno è singolare in una modernità che parla continuamente di tolleranza, rispetto, dialogo e "diversità come valore", ma poi cerca di soffocare la parola della Chiesa. La ragione è chiara: la Chiesa rivendica una libertà autentica nei vari campi del vivere religioso e civile. È proprio in materie come la proibizione del culto, l'aborto e la centralità della famiglia che più forte si manifesta la volontà di imbavagliarla. È difficile prevedere quali forme assumerà questo clima sottile di anticattolicesimo. La persecuzione ricorre alla violenza vera e propria quando non riesce ad affermare le proprie vedute con argomentazioni logiche e vere, oppure sceglie una strada più “raffinata”, proibendo l’espressione del pensiero e della propria convinzione in nome di un presunto progresso, manipolato con la forza o con l’eleganza.
Per alcuni, la persecuzione giunge del tutto inaspettata, forse a causa di una certa ecclesiologia che suggeriva l'assenza di nemici della Chiesa. Questa visione idilliaca è stata smentita da eventi come le minacce a Bagnasco, che richiamano all'identità cristiana: se la Chiesa perderà la propria originalità, il mondo la fagociterà. La persecuzione non è un incidente, ma una promessa di Cristo ai suoi discepoli: «Beati voi, quando mentendo diranno ogni male contro di voi per causa mia…». Se un credente si illude di evitare la persecuzione cancellando il cristianesimo, sappia che avrà cancellato il cristianesimo, ma la persecuzione gli rimarrà.
Di fronte alla domanda se i fedeli siano attrezzati per affrontare la persecuzione, si afferma la necessità di distinguere il mondo dalla Chiesa per non confondere le proprie posizioni. Occorre prepararsi all’ostilità e all’incomprensione del mondo, imitando Cristo, morto sulla croce per risorgere. Non tutti interpretano il confronto con i persecutori in chiave irenistica, quasi che il "porgere l’altra guancia" significasse sacrificare la verità e la testimonianza della fede per il quieto vivere. A chi la pensa così si ricorda che il cattolico ha il dovere di combattere i nemici della Chiesa e del Papa, se necessario fino al martirio. Il perdono esiste e si riferisce anche alle persone che perseguitano la Chiesa, ma ciò non impedisce di difendersi. In tale contesto, risuonano le parole del Vangelo: «Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi» (Matteo 5,10-12).

Questioni Etiche e Teologiche
La Posizione sulla Verità e il Diritto
Il Cardinale Bagnasco ha ribadito con chiarezza che lo scenario in cui si trova la Chiesa è ben definito. Per il Cardinale, «tradire il Vangelo è tradire Dio e anche l’uomo». Ha inoltre sottolineato: «Fuori dalla verità il diritto può dichiarare legittimi i comportamenti, ma non li può rendere giusti, aprendo così la strada al sopruso».
L'Applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum
Aprendo i lavori della 63^ Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, l'eminentissimo cardinale presidente Angelo Bagnasco ha ringraziato il Sommo Pontefice per l'Istruzione "Universae Ecclesiae", recentemente pubblicata previa sua formale approvazione dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Questo documento rappresenta il regolamento di attuazione del Motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, volto a dare una corretta applicazione e un recupero più impegnativo e armonioso, nell’ambito delle singole Diocesi, dell’intero patrimonio liturgico della Chiesa universale.
Il Dibattito sul Fine-Vita e il Caso Don Paolo Farinella
Il tema del fine-vita ha suscitato un acceso dibattito all'interno della Chiesa italiana, come dimostrato dal caso di don Paolo Farinella. Egli ha rotto il silenzio dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede nei confronti dei 40 preti che avevano firmato un appello «per la libertà sul fine-vita», come riportato dall'agenzia Adista e dal manifesto. Don Farinella, biblista e parroco a Genova, uno dei firmatari del testo pubblicato da Micromega, ha deciso di parlare «per amore di verità e libertà».
Lo scorso 7 agosto, don Farinella è stato convocato dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Genova. Bagnasco ha prontamente obbedito alla richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede di richiamare all'ordine i preti che si erano espressi per la libertà di coscienza sul fine-vita, e quindi a favore del testamento biologico, così inviso alle gerarchie ecclesiastiche e alla maggioranza di governo. Il colloquio con il Cardinale, durato quasi tre ore, è stato descritto da don Farinella come tranquillo e libero. Sebbene Bagnasco avesse chiesto riservatezza, don Farinella si è sentito esonerato da tale vincolo una volta che la notizia dell'inchiesta è divenuta pubblica. Durante l'incontro, il cardinale gli ha comunicato che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva inviato una lettera per verificare la sua ortodossia sulla questione dell'eutanasia e la corrispondenza tra il suo pensiero e la dottrina della Chiesa cattolica. Don Farinella ha risposto affermando che al momento non esiste una dottrina definita su questo tema, ma solo dichiarazioni del magistero ordinario molto diverse tra loro; sul fine-vita, la Congregazione per la Dottrina della Fede e alcuni rappresentanti della Curia vaticana esprimevano una posizione, mentre il cardinal Martini e i vescovi tedeschi ne sostenevano altre. A titolo di esempio, la Conferenza episcopale tedesca, insieme alle Chiese evangeliche, aveva approvato dieci anni prima un vero e proprio testamento biologico, chiamato «Disposizioni anticipate del paziente cristiano», in cui la scelta sulla libertà di cura era lasciata al malato, ai suoi familiari e ai medici. Questo dimostra che anche nelle gerarchie esistono sensibilità diverse e che una Chiesa di base può trovarsi su posizioni completamente diverse da quella istituzionale, smentendo l'idea di una Chiesa monolitica con un'interpretazione univoca.
Ortodossia, Magistero e Libertà di Coscienza
Don Farinella ha criticato le modalità di intervento della Congregazione per la Dottrina della Fede, definendole ancora quelle del vecchio Sant'Uffizio. Ha sostenuto che avrebbero dovuto informarlo e interpellarlo direttamente, in quanto era lui l'inquisito, capace di pensare e parlare con la propria testa. Invece, avevano preferito scrivere al suo vescovo, secondo il metodo di "parlare a suocera perché nuora intenda", e non avevano perso il vizio di isolare una frase dal contesto per imbastire un processo, un comportamento che, a suo avviso, non può definirsi rispetto della persona. Bagnasco, tuttavia, non ha dato eccessivo peso alla questione e ha chiesto a Farinella documenti scritti per chiudere la questione in Vaticano. Don Farinella ha espresso il suo scetticismo riguardo a una nuova "caccia alle streghe", dichiarandosi comunque pronto a un eventuale processo.
Per quanto riguarda il dibattito sul fine-vita in Parlamento, don Farinella ha previsto che non sarebbe successo nulla di sostanziale: il governo avrebbe approvato il testo già licenziato dal Senato, che prevedeva l'obbligo di idratazione e nutrizione e non contemplava il testamento biologico. Ha ipotizzato anche che le polemiche tra Vaticano, CEI, Avvenire e governo si sarebbero risolte in cambio di finanziamenti alle scuole private cattoliche e blocco della pillola Ru486, con ulteriori concessioni alle gerarchie ecclesiastiche.

Eventi e Vita Pastorale
Sostegno dei Fedeli e Processioni
Il Cardinale Bagnasco ha ricevuto un forte sostegno dai fedeli in diverse occasioni, come testimoniato dai tre lunghi applausi nella basilica della Guardia gremita. Questo è stato un modo diretto e sonoro per incoraggiare l’arcivescovo dopo le polemiche sui Dico e le scritte minacciose apparse in Italia. Angelo Bagnasco è apparso rincuorato da questi gesti, esprimendo gratitudine: «Grazie, perché ci vogliamo bene» al termine della Santa Messa, durante la quale ha dedicato un pensiero anche a un uomo di 40 anni morto al porto.
Per Bagnasco era la prima “uscita” dopo le celebrazioni di Pasqua. Le nuove scritte minacciose (altre erano comparse a Bergamo) avevano convinto le forze dell’ordine a rafforzare la scorta all’arcivescovo: tre guardie del corpo camminavano al suo fianco lungo i tornanti che salivano al santuario della Madonna della Guardia durante la processione. Due auto di polizia e carabinieri aprivano il corteo, e in coda un carabiniere sorvegliava i fedeli che pregavano con il rosario in mano. La processione, che si ripete ogni mese, ha visto la partecipazione di oltre 300 persone. La basilica era gremita e l’arcivescovo è stato accolto da un applauso al suo ingresso. Durante la messa, ha espresso la sua gioia di vedere i fedeli «in questo luogo tanto caro alla nostra diocesi e alla Liguria». Nell’omelia, Bagnasco si è soffermato sul significato della croce: «Tutti hanno delle croci da portare. La croce ci rende umili, ci ricorda che solo una piccola parte di quanto ci succede dipende da noi, ci riporta a Dio». Ha dedicato un pensiero a Enrico Formenti, il portuale travolto e ucciso da una balla di cellulosa, riconoscendo la croce per lui, la sua famiglia e i suoi cari.
Le guardie del corpo vigilavano ai lati dell’altare e hanno seguito monsignor Bagnasco anche durante la piccola processione verso l’altare. Nonostante la situazione, il clima non era affatto teso. Bagnasco ha salutato i cresimandi con un sorriso: «Mi fa piacere che siate venuti stamattina in processione, non pretendo che lo facciate ogni mese, ma se volete il posto c’è...». Al momento dei saluti, l’applauso dei fedeli è durato un minuto, emozionando lo stesso Bagnasco, che ha ringraziato dicendo: «Grazie, perché ci vogliamo bene». Monsignor Piero Pigollo, responsabile dell’Ufficio Famiglia della Diocesi, ha annunciato l'invito a partecipare al Family Day del 12 maggio a Roma, definendolo una «forte testimonianza dell’importanza che ha la famiglia». Diversi pullman sarebbero partiti da Genova per la manifestazione, coinvolgendo credenti e non credenti nel celebrare il valore fondamentale della famiglia. A messa finita, l’arcivescovo ha posato per foto con i cresimandi e non si è sottratto ai fedeli, congedandosi con un sorriso: «Adesso, però, andiamo tutti a mangiare un po’ di focaccia». Vicino a lui c’era monsignor Luigi Palletti, vicario generale e vescovo ausiliare.

Il Caso dell'Ospedale Galliera: Una Sentenza di Appello
Recentemente, è stata depositata la sentenza “definitiva” con la quale la Corte di Appello della Corte dei Conti di Roma ha azzerato la condanna di primo grado che nel maggio del 2021 aveva ritenuto il cardinale Angelo Bagnasco e l’intero Consiglio di Amministrazione (CdA) dell’ospedale Galliera responsabili di danno erariale. L’ex arcivescovo di Genova, in qualità di presidente dell’ente ospedaliero, e tutti i membri del CdA (assistiti dagli avvocati Roberto Damonte e Massimo Luciani) avevano dovuto rispondere per l’acquisto del bar di corso Aurelio Saffi, dove dovrebbe sorgere il Nuovo Ospedale Galliera. A più di due anni di distanza, i giudici di appello hanno ritenuto che l’acquisizione non abbia comportato alcun danno e che il prezzo pagato non fosse stato gonfiato o fuori mercato. Il tribunale ligure aveva precedentemente condannato i vertici del Galliera a risarcire lo Stato con circa 100mila euro per delibere votate tra il 2015 e il 2017, riguardanti l’acquisto del locale per demolirlo e far posto all’ingresso del nuovo pronto soccorso. Con questa sentenza, il caso è stato azzerato, in attesa, forse, di un prossimo giudizio in Cassazione per un eventuale vizio di forma.
