«Carissima, carissimo, tu che desideri una vita autentica, tu che sei assetato di bellezza e di giustizia, tu che non ti accontenti di facili risposte, tu che accompagni con stupore e trepidazione la crescita dei figli e dei nipoti, tu che… desideriamo incontrarti!». Con queste parole inizia la Lettera agli uomini e alle donne di buona volontà consegnata per il Cammino sinodale dal Consiglio episcopale permanente della CEI lo scorso 29 settembre. Questa lettera segna l'avvio di un percorso di ascolto tra laici e gerarchia, dando il via al processo sinodale della Chiesa italiana.
Negli anni della pandemia, l'incontro tra laici e presbiteri è apparso ancora più desiderato. I vescovi italiani, come emerso nell'ultima Assemblea generale straordinaria, auspicano Chiese più dinamiche. Questo percorso non parte da zero, ma si inserisce in un cammino di evangelizzazione lanciato cinquant'anni fa con il primo piano pastorale della Chiesa in Italia, che scelse di dedicare le migliori energie a far circolare il Vangelo di Gesù. Il Cammino sinodale spinge a fare un passo ulteriore, evidenziando un bisogno diffuso di dare nuovo valore alle relazioni e agli incontri che suscitino un ascolto profondo. L'ascolto vero delle persone e della vita delle comunità può segnare il primo passo dell'evangelizzazione. La pandemia, del resto, ha fatto emergere la necessità di ritornare all'essenziale, riscoprire il valore della comunità e del camminare insieme.
Il Cammino Sinodale della Chiesa Italiana: Fasi e Obiettivi
Il Cammino sinodale della Chiesa italiana si articola in tre fasi distinte:
- Fase narrativa: dal 2021 al 2023.
- Fase sapienziale: dal 2023 al 2024.
- Fase profetica: nel 2025.
In questo momento, ci troviamo a metà del guado del primo anno di Cammino. Ciò che emerge, in maniera condivisa, è l'entusiasmo che sta caratterizzando l'ascolto. Ci sono volti, storie, esperienze gioiose e dolorose, ci sono domande, magari impreviste, c'è tutta la ricchezza che solo l'apertura allo Spirito porta a far emergere.

Fase Narrativa: L'Ascolto del Popolo di Dio
La fase narrativa, iniziata nell’autunno del 2021, ha sollecitato tutti a crescere nella dimensione dell’ascoltare, fattore imprescindibile per poter camminare insieme. Un ascolto che non si è limitato ai confini delle realtà ecclesiali, ma ha cercato di andare oltre. Con i Cantieri di Betania, infatti, si è intensificato lo sforzo per un ascolto congiuntamente specifico e capillare.
A guidare questa fase è la domanda fondamentale proposta dal Sinodo dei vescovi: «Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata? E quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». L’ascolto, dunque, non è disincanto ma incarnazione della Parola nella storia presente.
Fase Sapienziale: Il Discernimento Pastorale
La fase sapienziale ha cercato di far crescere nell’esercizio del discernere, comprendendo meglio come il discernimento pastorale richieda tempo per circoscrivere le questioni, andare in profondità e delineare strade possibili.
Fase Profetica: Le Scelte per il Futuro
La fase profetica ha messo di fronte all’esercizio dello scegliere, facendo comprendere quanta energia richieda il fare sintesi e il definire insieme le priorità. È emerso quanto sia importante, nel prendere le decisioni, tenere conto delle sensibilità diverse e rendere ragione delle scelte operate.
La Sinodalità come Stile e Processo
Tutte le tappe del Cammino, pur nella loro specificità, sono state guidate da una duplice intenzione di fondo: rispondere all’invito di Papa Francesco di compiere con coraggio un percorso sinodale; e lasciarsi interpellare dall’interrogativo del Sinodo universale sulla sinodalità. Tutto il Cammino ha avuto come stile di fondo quello del discernimento comunitario, espresso dalla pratica della Conversazione nello Spirito, attuata principalmente nei tavoli sinodali. Questo stile, richiesto più volte da molte persone, si auspica possa continuare a innervare la vita pastorale della Chiesa italiana.
Come ricordava Papa Francesco il 30 aprile 2021 ai membri del Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica: «Non può esistere sinodalità senza lo Spirito, e non esiste lo Spirito senza la preghiera». È questa la strada che sta muovendo l’ascolto, con le diocesi che la percorrono, sostenute da quella creatività che apre gli orizzonti. Condizione imprescindibile per realizzare una consultazione il più possibile ampia e integrata, capace di raggiungere tutte le persone, anche quelle che non frequentano abitualmente la comunità.
Una cultura de Sinodalità nella Chiesa - Card. Gianfranco Ravasi
Dialogo con una Società Individualistica
Nel 2025, alla fine di questo lungo processo di ascolto e riflessione, anche la Chiesa italiana sarà rinnovata. Per dialogare con una società sempre più individualistica e spesso lontana dalla fraternità, la Chiesa deve fuggire essa stessa le “tentazioni” dell’individualismo e dell’autoreferenzialità. Nel Discorso al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, Papa Francesco ha proposto tre tratti - umiltà, disinteresse, beatitudine - come base per il dialogo. «Una Chiesa che presenta questi tre tratti - affermava il Papa - è una Chiesa che sa riconoscere l’azione del Signore nel mondo, nella cultura, nella vita quotidiana della gente». Dobbiamo continuamente convertirci a questi tratti, altrimenti sfiguriamo la fisionomia di credenti, delle nostre comunità, della Chiesa. Il Cammino sinodale incoraggia a mettersi in ascolto di tutti, senza pregiudizi e senza paura, sperimentando nuove modalità per dialogare con persone “lontane” e con una società apparentemente distratta.
«Quello sinodale non è tanto un piano da programmare e da realizzare, una decisione pastorale da prendere, ma anzitutto uno stile da incarnare». Il Sinodo universale e il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia permetteranno di fare esercizio concreto di sinodalità e di collaborare fattivamente, ovvero di camminare insieme. Ciascuno è chiamato a mettere a frutto i propri talenti non in virtù di una norma, ma del sacerdozio battesimale di tutti i credenti. È da qui che sgorga la partecipazione che dà origine e linfa a ogni progetto di collaborazione. Partire dal Battesimo allarga l’orizzonte ecclesiale e permette di respirare il profumo dello Spirito che permea stile e contenuto della corresponsabilità.
Il Ruolo Fondamentale dell'Azione Cattolica
L'Azione Cattolica è stata definita da Papa Francesco come una «palestra di sinodalità» e un'«importante risorsa» per la Chiesa italiana. L’associazione, da oltre 150 anni, assicura alla Chiesa in Italia un enorme patrimonio di laicità, fatto di relazioni, competenze e buone prassi. Il suo radicamento popolare e la sua passione educativa hanno mantenuto la validità della proposta associativa, cui nel tempo si sono affiancati molti altri gruppi e movimenti.

Le Tre Dimensioni dell'Azione Cattolica
Il messaggio consegnato da Papa Francesco alla Chiesa italiana attraverso l’Azione Cattolica prende forma nell’avviare l’itinerario sinodale senza indugio, senza timore e senza mete prefissate; disporsi a camminare secondo lo Spirito, lasciandosi ammaestrare dall’ascolto del popolo di Dio e facendosi sorprendere dal «disordine» del Vangelo che scombina i piani pastorali. L’Azione Cattolica è chiamata a riflettere sulla sua identità nei termini di:
- «Azione»: intesa non come sterile attivismo funzionalistico, ma come movimento che ha origine in Cristo e nel suo Spirito. La docilità al Santo Spirito è «rivoluzionaria», riportando tutto all’essenziale, alla «sintesi tra Parola e vita, che rende la fede un’esperienza incarnata», nell’ascolto dei territori e dei loro bisogni.
- «Cattolica»: esprime la missione universale della Chiesa che non ha confini da difendere, ma una maternità da estendere; è «con tutti e per tutti», tenendosi sempre «ben legata alla vita concreta». Questa apertura cattolica, presupposto della sua apostolicità, conferma l’associazione nella sua indole eminentemente laicale, mettendola al riparo dai rischi della clericalizzazione, dell’autoreferenzialità e dell’astrattezza, assicurandole il suo carattere popolare.
- «Italiana»: questo aggettivo ha suggerito al Santo Padre di affrontare il tema della sinodalità e segnatamente il modo in cui la Chiesa in Italia è chiamata a vivere lo stile sinodale, essendo giunta ormai al “giro di boa” dopo il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015.
Sfide e Conversione Missionaria
La grande sfida rivolta all’Azione Cattolica dal Santo Padre per la sua storia e identità è quella di essere un laicato che non restringe la propria azione alla “manovalanza pastorale”, ma che assicura una “partecipazione vigile alla vita civile”. Tenere in tensione dinamica queste due dimensioni significa fronteggiare sia un certo clericalismo, che vorrebbe i laici impegnati solo nella forma di operatori pastorali, sia una secolarizzazione incalzante, che intenderebbe ridurre i fedeli alla stregua di operatori sociali. Entrambe queste pressioni, se prevalessero, farebbero perdere un elemento fondamentale del carisma dei soci di Azione Cattolica: quello di essere “cittadini degni del Vangelo”. «Meno sacrestani e più cristiani», secondo l’intuizione di Vittorio Bachelet.
L’Azione Cattolica Italiana, in particolare, ha visto nel cammino sinodale un’opportunità per una riflessione profonda sulle scelte fatte dalla sua XVIII Assemblea nazionale e un’occasione per rinnovare il proprio progetto formativo, ispirandosi ancor più ai principi del Concilio Vaticano II e facendo propria la triplice conversione: comunitaria, personale e strutturale. Il cammino sinodale ha spronato l’Ac a ripensare le sue pratiche, mettendo in evidenza l’importanza del discernimento comunitario e del dialogo all’interno della vita associativa. Un passaggio fondamentale in questo percorso è stato l’esperienza della pandemia, che ha messo in luce le resistenze al cambiamento e le fragilità presenti nel tessuto ecclesiale, ma che allo stesso tempo ha offerto un’occasione unica per una revisione spirituale e culturale delle pratiche formative, favorendo la resilienza e l’adattamento alle nuove sfide.
Il Ruolo della Parrocchia: Oltre il Sagrato
Le parrocchie hanno un ruolo fondamentale in quanto sono l’avamposto di quella “Chiesa in uscita” di cui parla Papa Francesco. La pandemia ha mostrato - e in alcuni casi rivelato - una faccia diversa delle nostre parrocchie, delle nostre comunità: quella relativa non solo alla preghiera e alle celebrazioni, e dunque al loro essere “tempio”, ma anche il volto della carità, della vicinanza spirituale e materiale, della prossimità tradotta in mani tese e cuori aperti. Aprendo sempre di più le porte delle nostre parrocchie, si intravedono strade e percorsi che parlano di umanità, che chiedono una presenza amica, che sappia ascoltare in silenzio e insieme generare un futuro di speranza.
Il popolo di Dio ha mostrato di essere pronto e disponibile a vivere una stagione vera di rinnovamento, maturato nella consapevolezza di non vivere più in un tempo di cristianità. Non sempre ciò viene elaborato spiritualmente come opportunità, e spesso sono emerse diffidenze e resistenze verso il cammino sinodale, sulle quali occorrerà continuare a lavorare in un clima permanente di ascolto cordiale e dialogo sincero.
Appuntamenti e Documenti Chiave del Cammino Sinodale
L'Azione Cattolica Italiana, il Forum Internazionale di Azione Cattolica (FIAC) e l’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (UMOFAC) promuovono Incontri di preghiera e formazione con alcuni partecipanti alla XVI Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione.
Uno di questi appuntamenti si è tenuto Mercoledì 18 ottobre 2023, dalle ore 19.45 alle 21.00, sulla piattaforma Zoom, con il tema: “La Chiesa sinodale, testimone profetica della riconciliazione e artigiana della pace”. Il programma ha previsto: Benvenuto e presentazione di Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italia; Introduzione sulla sinodalità di mons. Eduardo Garcia, vescovo di San Justo, assistente ecclesiastico del Fiac; la proiezione di un Video sulla sinodalità. Per la preghiera alcuni partecipanti al Sinodo hanno commentato un brano della Bibbia alla luce dell’esperienza di quei giorni e nell’attuale contesto di “Terza guerra mondiale a pezzi”.
Hanno assicurato la loro partecipazione a tale evento figure come: mons. Carlos Alfonso Azpiroz Costa, mons. Georges Bizimana, mons. Bruno Forte, mons. Erio Castellucci, Giuseppina De Simone, suor Anne Béatrice Faye, Eva Fernández Mateo. Nella seconda parte sono stati proiettati due brevi video su donne e Sinodo presentati da Monica Santamarina, presidente generale dell’Umofc.
Ac, Fiac e Umofc accompagnano il Sinodo con la preghiera e il No alla guerra, facendo proprio l’invito rivolto da Papa Francesco all’Angelus dell’8 ottobre 2023: «Ringrazio quanti stanno seguendo e soprattutto accompagnando con la preghiera il Sinodo in corso, evento ecclesiale di ascolto, condivisione e comunione fraterna nello Spirito. Invito tutti ad affidarne i lavori allo Spirito Santo». Questi appuntamenti sono un’occasione per ribadire le parole di Papa Francesco: «La guerra è una sconfitta: ogni guerra è una sconfitta! Preghiamo perché ci sia pace in Israele e in Palestina!».
Cronoprogramma e Documentazione
Il cronoprogramma fissa le scadenze verso le Assemblee sinodali delle Chiese in Italia e per la seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2024). L'Assemblea si è aperta e chiusa con due interventi di Papa Francesco: il primo, riservato, con i Vescovi e il secondo aperto anche ai referenti diocesani del Cammino sinodale.
Documenti e risorse chiave includono:
- Il Regolamento approvato dal Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 25-27 settembre 2023.
- L'Organigramma del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, approvato dal Consiglio Episcopale Permanente.
- Il documento che sinteticamente rende conto del percorso compiuto nell’anno pastorale 2021-2022, dedicato all’ascolto e alla consultazione capillare del Popolo di Dio.
- Le varie sessioni che si sono svolte dal 23 al 27 maggio 2022, con tema centrale: “In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio”.
- Le lettere del card. Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e dell’arcivescovo Lazzaro You Heung sik, Prefetto della Congregazione per il Clero, ai sacerdoti di tutto il mondo per incoraggiarli ad accogliere l’invito di Papa Francesco a “metterci in cammino, insieme”.
- Le domande ispirate dall’interrogativo fondamentale del Sinodo universale, che hanno fatto da sfondo ai lavori della 75ª Assemblea Generale Straordinaria, svoltasi a Roma dal 22 al 25 novembre.
- Il Manuale ufficiale per l’ascolto e il discernimento nelle Chiese locali: prima fase [ottobre 2021 - aprile 2022] nelle Diocesi e nelle Conferenze episcopali.
- La convocazione della Chiesa di Dio in Sinodo, con l'approvazione di Papa Francesco, in data 24 aprile 2021, di un nuovo itinerario sinodale per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”.
- Il primo Convegno nazionale della Chiesa italiana tenutosi a Roma dal 30 ottobre al 4 novembre 1976.
Prospettive Future: Non si Torna Indietro
Il Documento di sintesi, votato nella terza Assemblea sinodale, raccoglie e propone i punti emersi con chiarezza nel corso del Cammino e offre ai Vescovi linee possibili di azione. Nel corso del Cammino sinodale, è emersa con chiarezza l’importanza di operare una conversione missionaria su tre dimensioni: comunitaria, personale e strutturale. È ispirandosi a queste tre dimensioni che il Documento di sintesi si articola in tre parti, ognuna delle quali propone scelte di fondo e proposte in rapporto a specifici contenuti.
Si tratta di un Documento che porta a conclusioni quattro anni di intenso lavoro, a più livelli: parrocchiale, diocesano, regionale, nazionale. Esso tuttavia non chiude, al contrario apre, perché darà il via a una nuova fase che, attraverso le indicazioni dei Vescovi, chiamerà in causa tutti. Si tratta di un testo che apre prospettive di lavoro che richiederanno l’intelligenza, la creatività, la passione, la sapienza di tutti. Occorre perciò tenere alta l’attenzione sulle intenzioni di fondo che hanno ispirato il Cammino sinodale e sullo stile che abbiamo iniziato ad esercitare, senza lasciarci prendere dalla frenesia del fare tutto subito o dalla tentazione di chiudere il Documento in un cassetto, per tornare “a fare le cose di prima”.
L’esperienza della prima Assemblea sinodale, che si è tenuta dal 15 al 17 novembre 2024, ha dimostrato quanto sia forte il desiderio di costruire una Chiesa che sia realmente comunità, che non si faccia carico solo delle proprie questioni interne ma che guardi con occhi nuovi alla realtà che la circonda. In quell'occasione si è gustata un’autentica esperienza di comunione che ha saputo riconoscere fatiche e difficoltà e guardare alle diversità come una ricchezza da contemplare, maturando insieme una visione sul futuro della Chiesa. In definitiva, crediamo che sia proprio il “camminare insieme” la scelta alla quale, oggi in modo particolare, non possiamo venir meno.