Il Moscato Passito di Saracena: Storia e Tradizione
Il Moscato Passito di Saracena rappresenta il prodotto simbolo dell'omonimo comune situato all'interno del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Cosenza. Questo vino vanta una storia plurisecolare: nel XVI secolo faceva parte della lista dei vini dell'Enoteca Pontificia, grazie al Cardinal Sirleto (1514-1585), che lo faceva spedire per nave da Scalea affinché non mancasse mai sulla tavola di Papa Pio IV.
Nonostante sia stato citato in numerosi trattati enologici dell'800, negli ultimi decenni il Moscato di Saracena ha rischiato di scomparire, venendo prodotto quasi esclusivamente da alcune famiglie locali per usi privati e in quantità molto ridotte.

Il Processo di Produzione
Il procedimento di produzione di questo passito è antico e originale, basato sulla vinificazione separata del Moscatello di Saracena, vitigno autoctono aromatico, dalle uve Guarnaccia e Malvasia. La ricetta si articola in tre fasi fondamentali:
- I fase: Il Moscatello di Saracena viene raccolto ai primi di settembre e fatto appassire appendendo i grappoli uno ad uno.
- II fase: Nella prima decade di ottobre si vendemmiano Guarnaccia e Malvasia. Dopo una pigiatura soffice, il mosto ottenuto viene concentrato, riducendone il volume di un terzo tramite bollitura a fuoco vivo per aumentarne il tenore zuccherino.
- III fase: Una volta raffreddato il mosto concentrato, si aggiungono gli acini disidratati del Moscatello, selezionati e schiacciati manualmente per evitare la rottura del vinacciolo.
Segue una lunga fermentazione in acciaio, innescata dai lieviti autoctoni, e una macerazione dell'uva di Moscatello di almeno sei-sette mesi, che conferisce al vino i suoi profumi distintivi.
Il processo di vinificazione in pochi step | Tannico Flying School
Il Greco di Bianco
Un'altra eccellenza regionale è il Greco di Bianco, vino passito ottenuto dal vitigno autoctono Greco Bianco in purezza. Le origini di questo vitigno risalgono all'VIII secolo a.C., quando i coloni greci sbarcarono presso l'odierno Capo Bruzzano. Fin dall'antichità, a questo vino sono state attribuite virtù terapeutiche e afrodisiache, oltre a una leggendaria capacità di infondere coraggio.
Ancora oggi, per la produzione del Greco di Bianco, vengono seguite alcune delle istruzioni di appassimento tramandate dagli antichi scritti di Esiodo. Nonostante l'alta qualità, questa tipologia rimane spesso confinata entro un ambito prevalentemente locale.
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