Immacolata Troianiello: il percorso e le dimissioni dalla guida dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

Immacolata "Titty" Troianiello ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, un incarico storico che l'aveva vista diventare la prima donna al vertice dell'ordine professionale più antico d'Italia, fondato nel 1874. Il suo mandato, durato 416 giorni, si è concluso in un clima di tensione interna e amarezza.

Foto di Immacolata Troianiello durante un evento istituzionale o presso il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Un mandato segnato dal risanamento finanziario

L'obiettivo principale del mandato di Troianiello è stato il risanamento della gravissima situazione debitoria ereditata dalle precedenti gestioni dell'Ente. Un impegno che, secondo l'ex presidente, aveva trovato un plebiscitario consenso nell’assemblea di ottobre 2023. Tra i punti programmatici iniziali figuravano:

  • La verifica puntuale della contabilità.
  • Il risanamento delle casse dell'Ordine.
  • L'istituzione di un front office a supporto degli iscritti per chiarimenti sulla riforma Cartabia.

La stessa Troianiello rivendica con orgoglio il lavoro svolto: «Ho avuto quale principale obiettivo il risanamento della gravissima situazione debitoria. Il lavoro difficile l’ho fatto io, avendo ereditato un buco milionario nel bilancio e un consiglio privo di credibilità».

Le dimissioni e le tensioni interne

La decisione di dimettersi arriva dopo un periodo di crescente malumore. Troianiello descrive la situazione con estrema franchezza, parlando di una sfiducia nata non da critiche concrete al suo operato, ma da dinamiche politiche interne. «È una sfiducia che ruota attorno ad ambizioni personali che avevo tentato di contenere per adottare la scelta più giusta per la classe forense», dichiara l'ex presidente.

La versione di Immacolata Troianiello

In merito alle accuse di essere stata "attaccata alla poltrona", Troianiello chiarisce che la calendarizzazione delle scadenze - che comprendeva l'approvazione del bilancio e le dimissioni - era dettata esclusivamente dall'urgenza contabile e dalla necessità di non bloccare l'attività dell'Ordine. «Di fronte all’impossibilità di portare avanti questo progetto, ho deciso di dimettermi. Ora, mi chiedo, aspettare due mesi così pieni di impegni importanti era un attaccamento alla poltrona oppure un gesto di responsabilità?».

L'ex presidente esprime inoltre profonda amarezza nel vedere la formazione di una nuova maggioranza facente capo al penalista Carmine Foreste, esponente di una forza che, pur dichiarandosi innovatrice, faceva parte della sua stessa squadra elettorale. Come unico rimpianto, Troianiello cita la mancata creazione tempestiva di un meccanismo di trasparenza che permettesse agli avvocati di conoscere in tempo reale le dinamiche interne all’Ente.

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Il passaggio di consegne: l'insediamento di Carmine Foreste

Dopo le dimissioni, il vicepresidente Carmine Foreste è subentrato nel ruolo di presidente. Nel suo primo intervento, Foreste ha dichiarato: «Assumo la carica con il profondo rispetto che si deve all’Avvocatura partenopea e alla sua prestigiosa storia». Il nuovo presidente ha delineato le priorità per il futuro, sottolineando la necessità di:

  1. Adottare un metodo innovativo nella gestione dell'Ordine.
  2. Dare centralità al ruolo del Consiglio e valorizzare la professionalità di ogni consigliere.
  3. Rafforzare il legame tra l'Avvocatura e la società civile.

Foreste ha espresso la volontà di trarre insegnamento dal passato, accettando la sfida del rinnovamento con la consapevolezza di dover affrontare un momento storico particolarmente complesso per l'Avvocatura.

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